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01/03/2021 - StarNews – Usa, Ism manifatturiero di febbraio a 60,8 punti da 58,7 di gennaio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 58,6 da 59,2 di gennaio

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di febbraio sale a 60,8 punti da 58,7 di gennaio e dai 58,6 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque un’accelerazione e si piazza ancora più saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 64,8 punti da 61,1, mentre quella sull'occupazione a 54,4 da 52,6 e la componente dei prezzi a 86,0 da 82,1.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio si attesta a 58,6 punti da 58,5 della prima lettura e 59,2 di gennaio. Malgrado la decelerazione, l’indice ha marcato il secondo risultato più alto da aprile 2010, sostenuto da forti aumenti di produzione e nuovi ordini. L'interruzione senza precedenti della catena di approvvigionamento, con carenze nei fornitori e ritardi nei trasporti, tuttavia, secondo Markit, ha indotto un aumento sostanziale dei costi di input.

"La produzione manifatturiera negli Usa, dopo un altro mese di forte crescita, è prossima al completo recupero dei livelli pre-pandemici - ha commentato Chris Williamson, capo economista di IHS Markit -. L’ottimismo, pertanto, torna a crescere e la ripresa appare ancora all’inizio. Le aspettative delle imprese per l'anno successivo sono balzate a un livello superato solo una volta negli ultimi sei anni, sostenuto da un mix di stimoli e speranze di recupero post-covid, grazie soprattutto al procedere delle campagne di vaccinazione”.

“Particolarmente incoraggiante – ha aggiunto Williamson - è il netto miglioramento della domanda di macchinari e attrezzature, che denota il rafforzamento della spesa per investimenti delle imprese. Tuttavia, i nuovi ordini di beni di consumo hanno mostrato la più consistente avanzata mensile dall'inizio della pandemia, suggerendo anche come l'aumento della spesa delle famiglie si traduca in maggiore produzione”.

“Preoccupa sempre più, peraltro, la carenza di materie prime, con ritardi record nella catena di approvvigionamento segnalati a febbraio. Il che ha contribuito all'aumento dei costi dei materiali più vertiginoso degli ultimi dieci anni. I prezzi praticati per un'ampia varietà di merci in uscita dalle fabbriche, di conseguenza, sono in ascesa e potranno surriscaldare anche l’inflazione al consumo”.


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