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22/10/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di ottobre, Pmi composito a 54,3 punti da 56,2 di settembre. Nel dettaglio, manifatturiero a 58,5 da 58,6 e servizi a 54,3 da 56,2

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di ottobre si attesta a 54,3 punti (livello più basso da 6 mesi) da 56,2 di settembre e dai 55,7 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, resta saldamente sopra la soglia dei 50 punti e mostra un ulteriore indebolimento del tasso di espansione al livello più basso in 6 mesi, dopo il picco in 15 anni di luglio.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero è scivolato a 58,5 punti (minimo in 8 mesi) da 58,6 e da 57,5 prospettato nel Market movers. Quello dei servizi, invece, è sceso a 54,3 punti (minimo in 6 mesi) da 56,2 del mese precedente e dai 55,5 stimati dagli analisti di Star am.

La produzione manfatturiera ha rallentato a 53,2 punti da 55,6 di settembre, minimo in 16 mesi.

Tra le strozzature sulla catena distributiva e le preoccupazioni sull’andamento del covid-19, la crescita dell’attività nell’eurozona è fortemente intralciata, soprattutto nel manifatturiero ma anche nel terziario. Al contempo, i prezzi sono volati a record storici e le aziende hanno trasferito i costi ai clienti con aumenti senza precedenti. La creazione occupazionale ha indicato per la seconda volta in 21 anni il valore più alto di accelerazione, in quanto le imprese hanno cercato di rinforzare la capacità produttiva per soddisfare la domanda.

L’espansione ha decelerato in particolare in Germania, ai ritmi più lenti da febbraio, e in Francia, al tasso più debole da aprile.

“Il forte rallentamento di ottobre - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – fa sì che l’eurozona inizi il quarto trimestre con la spinta di crescita più debole da aprile scorso. Un settore manifatturiero afflitto dai ritardi sulla fornitura ha osservato un incremento esitante della produzione, al livello più basso dal primo isolamento pandemico dell’anno scorso. Allo stesso tempo, la ripresa estiva del settore dei servizi ha perso parte del vigore, proprio quando la risalita delle infezioni alimenta nuove preoccupazioni, soprattutto in Germania”.

“Tali timori – ha aggiunto Williamson - hanno ancora una volta colpito il settore a diretto contatto con i consumatori, quello del turismo e delle attività ricreative. Con la pandemia attualmente in corso, le interruzioni sulla catena di distribuzione si confermano il timore maggiore, che vincola la produzione e spinge i prezzi sempre più in alto, sia nel manifatturiero che nel terziario. I prezzi medi di vendita di beni e servizi sono aumentati a un tasso senza precedenti in oltre venti anni, il che inevitabilmente provocherà nei mesi prossimi un innalzamento dei prezzi al consumo. Mentre il tasso generale di crescita economica resta per ora sopra la media a lungo periodo, i rischi a breve termine sono orientati al ribasso, con la pandemia che continua a penalizzare le economie e a spingere i prezzi al rialzo”.

“Dopo la forte espansione del secondo e terzo trimestre – conclude Williamson –, la crescita del Pil del quarto trimestre si profila molto più debole”.

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21/10/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di settembre a +7,0% m/m da -2,0% di agosto e a -2,3 a/a

Negli Usa, tornano a salire a settembre le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), di un +7,0% m/m da -2,0% di agosto. Il mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 6,29 milioni di unità abitative contro i 5,88 milioni del mese precedente.

Su base annua, invece, perdono il 2,3% a/a. A settembre 2020, infatti, si erano attestate a quota 6,44 milioni.

“Progressi dal lato dell’offerta nei mesi precedenti hanno contribuito a sostenere le vendite a settembre - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar –. La domanda di abitazioni rimane forte. Gli acquirenti probabilmente vogliono assicurarsi una casa prima che i tassi dei mutui aumentino ulteriormente il prossimo anno".

L'inventario totale delle abitazioni a fine settembre ammontava a 1,27 milioni di unità, in calo dello 0,8% rispetto ad agosto e del 13,0% rispetto a un anno fa (1,46 milioni). L'invenduto equivale a una fornitura di 2,4 mesi all'attuale ritmo di vendita, in calo del 7,7% rispetto ad agosto e in flessione dai 2,7 mesi di settembre 2020.

Il prezzo medio per tutti i tipi di abitazioni esistenti a settembre è stato di 352.800 dollari, +13,3% da settembre 2020 (311.500 dollari), in quanto i prezzi sono aumentati in tutti gli Stati. Il dato segna per il 115esimo mese consecutivo un incremento su base annua.

"Con la fine dei programmi di concessione dei mutui e l'aumento della produzione dei costruttori di case - ha detto Yun -, nonostante i problemi materiali della catena di approvvigionamento, è probabile che vedremo più case sul mercato già nel 2022".

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20/10/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di settembre a +3,4% a/a da +3,0% di agosto e a +0,5% m/m da +0,4% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di settembre, si attestano a +3,4% a/a, come nella lettura preliminare, da +3,2% stimato nel Market movers e da +3,0% di agosto scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,5% dal +0,3% previsto dagli analisti di Star am e da +0,4% di agosto.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +1,9% a/a dal +1,6% atteso nel Market movers e dal +1,6% di agosto, e a +0,5% m/m da +0,3% del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 3,6% su base tendenziale da +3,2% del mese precedente e lo 0,5% m/m da +0,3%.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+1,63%), seguita da servizi (+0,72%), beni industriali non energetici (+0,57%) e cibo, alcol e tabacco (+0,44%).

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15/10/2021 StarNews – Usa, a settembre vendite al dettaglio a +0,7% m/m da +0,9% di agosto e a +13,95% a/a da +15,4% del mese precedente

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di settembre si attestano a quota 625,4 miliardi di dollari da 620,9 di agosto.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, pertanto, guadagna lo 0,7% m/m dal -0,2% previsto nel Market movers settimanale e da +0,9% di agosto (rivisto da +0,7%), e cresce del 13,95% a/a da +15,4% del mese precedente.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +0,7% m/m dopo il +2,1% di agosto e un +13,5% a/a da +14,6% del mese precedente.

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13/10/2021 StarNews – Usa, a settembre inflazione a +5,4% a/a da +5,3% di agosto e a +0,4% m/m da +0,3%. Core a +4,0% a/a come nel mese precedente e a +0,2% m/m da +0,1%

Negli Usa, a settembre i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), come stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale, segnano un +5,4% (come atteso dagli analisti di Star am) su base annua da +5,3% del mese precedente.

Su base mensile, invece, si attestano a +0,4% da +0,3% di agosto e da +0,3% stimato nel Market movers.

Su base mensile, l'indice energetico è salito dell'1,3%, con l'indice della benzina in aumento dell'1,2%. L'indice energetico ha guadagnato il 24,8% negli ultimi 12 mesi (benzina a +42,1%) e l'indice alimentare è aumentato del 4,6% nello stesso periodo.

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12/10/2021 StarNews – Germania, a ottobre indice Zew a 22,3 punti da 26,5 di settembre. Condizioni attuali a 21,6 punti da 31,9. Zona euro 21,1 da 31,1

In Germania, l’indice Zew a ottobre scende a 22,3 punti da 26,5 di settembre.

L’indice, pubblicato dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerato un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a 21,6 punti da 31,9 del mese precedente.

In discesa netta anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 21,1 punti da 31,1.

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08/10/2021 StarNews – Usa, a settembre tasso di disoccupazione al 4,8% dal 5,2% di agosto. Più 194 mila buste paga nel settore non agricolo da +366 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a settembre scende al 4,8% destagionalizzato dal 5,1% stimato nel Market movers settimanale e dal 5,2% di agosto scorso.

L’indagine, infatti, rileva 194 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +366 mila del mese precedente (riviste da +235 mila). Il dato, peraltro, è inferiore alle attese degli analisti di Star am (+500 mila).

Nel settore privato si sono guadagnati 317 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +332 mila di agosto (dato rivisto da +243 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 26 mila unità dai +31 mila del mese precedente (rivisti da +37 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +4,6% a/a da +4,0% di agosto (rivisto da +4,3%) e un +0,6% m/m da +0,4% del mese precedente (rivisto da +0,6%). La media di ore settimanali è salita a 34,8 da 34,6 di agosto (rivista da 34,7).

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05/10/2021 test

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05/10/2021 StarNews – Eurozona, a settembre Pmi composito finale a 56,2 punti da 59,0 di agosto. Pmi del terziario a 56,4 da 59,0 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a settembre resta su un livelli robusti, ma scende a 56,2 punti (tra i tassi di crescita più bassi da aprile scorso), da 56,1 della stima flash e da 59,0 di agosto (tra i valori più alti degli ultimi 15 anni).

Dal punto di vista settoriale, per la prima volta dall’inizio della pandemia, a inizio 2020, i dati hanno indicato un tasso di crescita dell’attività terziaria più rapido di quello della produzione manifatturiera, rispecchiando la suscettibilità del manifatturiero agli attuali disagi della catena di distribuzione.

L’attività dei servizi, infatti, si è attestata a 56,4 punti, mimino da aprile, da 59,0 di agosto e da 56,3 della stima flash.

Tra i Paesi monitorati dell’eurozona, è stata l’Irlanda a crescere al tasso più rapido (61,5, minimo in 5 mesi), mentre si sono avute le espansioni più deboli nelle due maggiori economie dell’eurozona, Francia (55,3, minimo in 5 mesi) e Germania (55,5, minimo in 7 mesi). La Spagna rallenta a 57,0 punti (minimo in 5 mesi), l’Italia a 56,6 (minimo in 4 mesi).

“L’attuale situazione economica dell’eurozona - commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit – è una sgradita combinazione di crescenti pressioni sui prezzi e crescita più lenta. Entrambi i fattori sono legati alla carenza di materiale, specialmente nel manifatturiero, che ha registrato un maggiore rallentamento della crescita produttiva rispetto al terziario”.

“Visto che gli scarsi rifornimenti potrebbero continuare a soggiogare il settore manifatturiero anche nel 2022 – aggiunge Williamson –, il mantenimento di una forte ripresa dell’economia farà sempre più affidamento sul terziario. Quest’ultimo, peraltro, sta registrando un raffreddamento del vigore della domanda, meno facilmente riconducibile alla carenza di beni, in parte collegato allo scoraggiamento di una clientela preoccupata dalla persistenza della pandemia e dall’innalzamento dei prezzi, ma anche dal contenimento delle spese dopo l’iniziale riapertura dell’economia”.

“Anche se al momento il tasso generale di espansione si mantiene forte rispetto ai dati storici – conclude -  l’economia sta entrando nel trimestre finale dell’anno in una parabola di crescita rallentata. La riduzione del livello di ottimismo ai minimi da febbraio aggiunge ulteriori rischi al ribasso a tale prospettiva”.

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05/10/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a settembre a 61,9 punti da 61,7 di agosto. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 54,9 punti da 55,1. Composito a 55,0 da 55,4

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a settembre scende a 61,9 punti da 61,7 di agosto.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti e accelera rispetto al mese precedente.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordinativi è salita a 63,5 da 63,2, quella dell'occupazione è passata a 53,0 punti da 53,7, mentre la componente sui prezzi a 77,5 da 75,4.
L'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da Markit, invece, si porta al minimo da 9 mesi, a 54,9 punti da 55,1 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra comunque un tasso di crescita forte e si conferma oltre la soglia dei 50 punti, che delimita la fase di espansione.
L'indice composito, che tiene conto anche della variazione del Pmi manifatturiero, si attesta a 55,0 punti dai 55,4 del mese precedente, zavorrato dalle decelerazioni in entrambi i settori sintetizzati.

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01/10/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di settembre a 58,6 punti da 61,4 di agosto

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di settembre si attesta a 58,6 punti da 58,7 della stima preliminare, 61,4 di agosto e 58,7 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale. A settembre, dunque, l'indice del settore ha marcato un altro forte miglioramento delle condizioni operative, con gli ultimi dati Pmi che hanno mostrato ancora forti tassi di espansione di produzione, nuovi ordini e occupazione. Detto questo, tutte e tre le variabili hanno osservato rallentamenti, causando il crollo dell’indice principale al livello più basso da febbraio scorso. Il tracollo è stato maggiore di quello di aprile 2020, mese di inizio della pandemia, quando sono state introdotte le misure restrittive sia nel blocco monetario che globalmente. A livello nazionale, sono state le nazioni relativamente più piccole a osservare i miglioramenti maggiori, con l’Austria in cima alla classifica, salita a 62,8, massimo in 2 mesi. L’economia austriaca, inoltre, è stata l’unica a rilevare una crescita manifatturiera mensile più veloce, mentre nelle altre economie dell’area si sono registrati rallentamenti. Al contempo, la Germania ha osservato il maggiore rallentamento rispetto ad agosto, con il relativo indice Pmi principale in flessione di oltre quattro punti, a quota 58,4, minimo in 8 mesi. I Paesi Bassi sono scivolati a 62,0 (minimo in 7 mesi), l’Irlanda a 60,3 (minimo in 6 mesi), l’Italia a 59,7 (minimo in 7 mesi), la Grecia a 58,4 (minimo in 2 mesi), la Spagna a 58,1 (minimo in 5 mesi) e Francia 55,0 (minimo in 8 mesi). "Il settore manifatturiero dell’eurozona a settembre è aumentato a un tasso elevato – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Malgrado ciò, le aziende hanno riportato una crescita in notevole decelerazione, a causa degli ostacoli causati dalla catena di distribuzione. I problemi sulla fornitura hanno continuato a creare scompiglio in diverse fasce del manifatturiero europeo, con segnalazioni di carenze e ritardi a tassi mai osservati in quasi 25 anni. E non si intravedono segnali di imminente miglioramento. I crescenti problemi legati alla fornitura e ai trasporti non solo sono stati citati come principali ostacoli alla produzione e alla domanda, ma ancora una volta hanno spinto notevolmente al rialzo i prezzi di settembre”. “Al contempo - ha aggiunto Williamson – la crescita occupazionale nel manifatturiero ha rallentato, in parte a causa dei minori bisogni di personale per la diffusa carenza di componenti. Con l’aumento dei costi e le fabbriche che stentano a produrre abbastanza beni per far fronte alla domanda dei clienti, i prezzi medi di vendita all’ingrosso di settembre sono aumentati a un tasso superiore e accelerato al livello simile al salto record osservato a inizio estate”. “La situazione della fornitura – ha concluso l’economista – dovrebbe iniziare a migliorare ora che i casi covid-19 sono in calo e il tasso di vaccinazione sta migliorando in parecchie economie, in particolare in Asia, da dove provengono tanti componenti. Questo processo sarà inevitabilmente lento e potrebbe estendere le problematiche della fornitura e dell’aumento dei prezzi a buona parte del 2022”.

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01/10/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di settembre a +3,4% a/a da +3,0% di agosto

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di settembre, segna un +3,4% da +3,0% di agosto e dal +3,3% stimato dagli analisti di Star am nel market movers settimanale. Su base mensile l'inflazione è data a +0,5% m/m da +0,4% del mese precedente. Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo. Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna l’1,9% a/a da +1,6% di agosto e lo 0,5% m/m. Anche al netto della sola energia si attesta a +1,9 % a/a da +1,7% del mese precedente e a +0,4% m/m. Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +17,4% a/a da +15,4% di agosto, seguiti da quelli dei beni industriali non energetici a +2,1% da +2,6%, dai prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +2,1% a/a da +2,0% di luglio e da quelli dei servizi a +1,7% da +1,1%.

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01/10/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero a settembre a 61,1 punti da 59,9 di agosto. Pmi manifatturiero di Markit definitivo di settembre a 60,7 da 61,1 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di settembre scende a 61,1 punti da 59,9 di agosto e dai 59,6 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale. Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una lieve accelerazione e resta saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala un’espansione dell’attività. Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini è stabile a 66,7 punti, mentre quella sull'occupazione sale a 50,2 da 49 e la componente dei prezzi si porta a 81,2 da 79,4. Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di settembre, decelera a quota 60,7 punti da 61,1 del mese precedente e da 60,5 della prima lettura.

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30/09/2021 StarNews – Eurozona, ad agosto tasso di disoccupazione al 7,5% dal 7,6% di luglio, nell’intera Ue al 6,8% dal 6,9%

Nell'eurozona, ad agosto il dato della disoccupazione si attesta al 7,5% dal 7,6% di luglio e dall’8,6% di agosto 2020. Il risultato lo ha comunicato l'Ufficio statistico europeo, Eurostat. Anche nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro si è ridotta, al 6,8% dal 6,9% del mese precedente e dal 7,7% di agosto 2020. In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 14,469 milioni di disoccupati nell'Ue (da 14,693 di luglio), di cui 12,162 milioni nell'area euro (da 12,423 del mese precedente). Rispetto a luglio 2021, si contano 224 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 261 mila nell'area euro. Rispetto ad agosto 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 1,965 milioni di unità nell'Ue e di 1,861 milioni nell'area euro.

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30/09/2021 StarNews – Usa, Pil del II trimestre nella stima definitiva a +6,7% t/t ann. da +6,6% della seconda lettura e da +6,3% del primo quarto dell’anno

Negli Usa, la stima definitiva del Pil del II trimestre dell’anno in corso rivede al rialzo la seconda lettura, a +6,7% t/t ann. da +6,6% della lettura precedente e da +6,3% del primo quarto dell’anno. Il progresso, segnalato dal Dipartimento del Commercio statunitense, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento dell’8,4% t/t. La nuova espansione, conferma il prosieguo della ripresa dopo la pandemia, trainata dai consumi reali, a +12% t/t da +11,4% del primo trimestre. Ancora in calo gli investimenti privati domestici, del 3,9% t/t da -2,3% del trimestre precedente. Si rafforzano, invece, i profitti delle imprese, del 10,5% da +4,5% del trimestre precedente (+267,8 miliardi di dollari da +123,9 miliardi del primo trimestre). La spesa pubblica continua a salire, del 3,4% t/t da +1,0%. L’export guadagna il 7,6% t/t ann. da -2,9% dei tre mesi precedenti, l’import del 7,1% da 9,3%. Il Pce price index, misura dell'inflazione, guadagna il 6,5% da +3,8% (rivisto da +3,7%), così come il Pce core (il dato al netto di alimentari ed energia), a +6,1% da +2,7%.

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24/09/2021 StarNews – Germania, a settembre indice Ifo a 98,8 punti da 99,6 di agosto

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a settembre scende a 98,8 punti da 99,6 di agosto e dai 98,9 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si indebolisce la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 100,4 punti da 101,4 del mese precedente e dai 101,3 previsti nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi scivola a 97,3 da 97,8 del mese precedente e dai 96,4 attesi dagli analisti di Star am.

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24/09/2021 StarNews – Usa, ad agosto vendite di nuove abitazioni a +1,5% m/m da +6,4% di luglio

Negli Usa, ad agosto il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a +1,5% da +6,4% di luglio (rivisto da +1,0%).

 In termini assoluti, infatti, salgono a quota 740 mila da 729 mila del mese precedente (rivisto da 708 mila) e contro le 720 mila della stima del Market movers settimanale.

 Rispetto ad agosto 2020, le vendite di case nuove si sono ridotte del 24,3%.

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23/09/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di settembre, Pmi composito a 56,1 punti da 59,0 di agosto. Nel dettaglio, manifatturiero a 58,7 da 62,8 e servizi a 56,1 da 59,0

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di settembre si attesta a 56,1 punti da 59,0 di agosto e dai 58,8 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, resta saldamente sopra la soglia dei 50 punti e mostra un valore nettamente superiore al trend pre-pandemico dell’indagine, ma anche un ulteriore indebolimento del tasso di espansione rispetto al picco in 15 anni di luglio, al livello più basso in 5 mesi.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero è scivolato a 58,7 punti (minimo in 7 mesi) da 62,8 e da 60,5 prospettato nel Market movers. Quello dei servizi, invece, è sceso a 56,1 punti (minimo in 4 mesi) da 59,0 del mese precedente e dai 58,7 stimati dagli analisti di Star am.

La produzione manfatturiera rallenta a 55,64 punti da 59,0 di agosto, minimo in 8 mesi.

“La stima flash di settembre - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – evidenzia la combinazione indesiderata di un rallentamento della crescita economica e dell’aumento esponenziale dei prezzi. Da una parte, il raffreddamento della crescita dal record in venti anni di inizio estate si era previsto. Dall’altra, le aziende sono diventate sempre più insoddisfatte dai ritardi della fornitura, dalla carenza di materiale e dal sempre maggiore aumento del prezzo dei beni”.

“Il campione intervistato, soprattutto nel manifatturiero, ma adesso anche nel terziario - aggiunge l’economista – ha avuto di conseguenza delle difficoltà, perdendo spesso ordini e clienti. La fiducia delle imprese è diminuita a causa delle preoccupazioni sull’aumento dei prezzi, sulle incognite relative ai rifornimenti e sulla resistenza della domanda nel corso dell’attuale clima pandemico. Le previsioni per l’anno prossimo sono infatti scese al livello più basso da gennaio”.

“Per ora – conclude Williamson –, anche se in rallentamento, il tasso generale di espansione rimane elevato. Se nei prossimi mesi gli ostacoli causati dai prezzi e dalla fornitura non mostreranno segnali di cedimento, la crescita potrebbe rallentare ulteriormente, specialmente se, avvicinandoci all’autunno, saranno accompagnati da altri aumenti di contagi”.

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23/09/2021 StarNews – Usa, a settembre stima flash del Pmi composito a 54,5 punti da 55,4 di agosto. Nel dettaglio, manifatturiero a 60,5 punti da 61,1, servizi a 54,4 da 55,1

Negli Usa, il Pmi composito di settembre, nella stima flash, scende a 54,5 punti (minimo da 12 mesi) da 55,4 di agosto.

Il dato, pubblicato da Markit, resta peraltro saldamente sopra la soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività.

La voce della produzione decelera a 55,2 (minimo da 11 mesi) da 56,7 di agosto. L’indice del manifatturiero cala a 60,5 punti (minimo da 5 mesi) da 61,1 del mese precedente, mentre quello dei servizi si attesta a 54,4 punti (minimo da 14 mesi) da 55,1 del mese precedente.

“Il ritmo della crescita economica negli Stati Uniti – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit – si è ulteriormente raffreddato a settembre, dopo essere salito alle stelle nel secondo trimestre, per effetto di una combinazione di un picco di domanda, di ritardi nella filiera produttiva e di carenza di manodopera”.

“Il rallentamento – prosegue Williamson - è stato guidato da un raffreddamento della domanda nel

terziario, legato in parte alla diffusione della variante Delta. Tuttavia, mentre i produttori hanno registrato una domanda molto più resiliente, le fabbriche affrontano problemi crescenti nell’approvvigionamento di forniture e manodopera sufficienti per soddisfare gli ordini.

I ritardi della catena di approvvigionamento non mostrano segni di attenuazione, con un ulteriore allungamento, quasi record, dei tempi di consegna a settembre. Anche la crescita della produzione industriale, dunque, si è indebolito e il portafoglio ordini nel mese è aumentato a un ritmo record.

"Il risultato – conclude l’economista – è un altro mese di forte aumento dei prezzi praticati per beni e servizi dato che la domanda supera l'offerta e i costi più elevati vengono trasferiti ai clienti”.

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22/09/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di agosto a -2,0% m/m da +2,2% di luglio e a -1,5% a/a

Negli Usa, tornano a scendere ad agosto le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), del 2,0% m/m da +2,2% di luglio (rivisto da +2,0%) e dell’1,5% a/a (erano 5,97 milioni ad agosto 2020).

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 5,88 milioni di unità, contro i 6,00 milioni del mese precedente (rivisti da 5,99) e di poco sotto le stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (5,89 milioni).

“Le vendite sono leggermente diminuite ad agosto per efeftto dell'aumento dei prezzi a livello nazionale - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar –. Anche se c'è stato un calo degli acquisti di case, i potenziali acquirenti sono alla ricerca ma molto più misurati sui loro limiti finanziari e in attesa di più inventario".

L'inventario totale delle abitazioni a fine agosto ammontava a 1,29 milioni di unità, in calo dell'1,5% rispetto a luglio e del 13,4% rispetto a un anno fa (1,49 milioni). L'inventario invenduto si trova a una fornitura di 2,6 mesi al ritmo di vendita attuale, invariato rispetto a luglio ma in calo rispetto ai 3,0 mesi di agosto 2020.

Il prezzo medio delle case esistenti per tutti i tipi di alloggi ad agosto è stato di 356.700 dollari, in aumento del 14,9% rispetto ad agosto 2020 (310.400), perché i prezzi sono aumentati in tutte le  regioni. Si tratta del 114esimo rincaro mensile consecutivo su base annua.

"I prezzi elevati delle case creano un mercato squilibrato - ha detto Yun -, ma possono normalizzarsi con una maggiore offerta".

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22/09/2021 StarNews – Fed, tassi invariati ma apertura al tapering dal 2022

Tassi di interesse invariati fra lo 0 e lo 0,25% e apertura al tapering probabile dall’anno prossimo (ma senza indicazioni precise sui tempi). Si è chiusa così la riunione di politica monetaria della Federal Reserve

“L'economia statunitense – si legge nel comunicato che accompagna la decisione di politica monetaria - ha fatto progressi da dicembre, da quando è stata confermata la velocità degli acquisti di asset a 120 miliardi di dollari al mese. Se questa tendenza si manterrà, a breve potrà favorire una riduzione degli acquisti. Con i passi avanti sulle vaccinazioni, gli indicatori dell'attività economica e dell'occupazione hanno continuato a rafforzarsi. Ma la traiettoria dell'economia continua a dipendere dal virus. I progressi sulle vaccinazioni continueranno probabilmente a ridurre gli effetti della crisi sanitaria sull'economia, anche se i rischi sull'outlook restano".

Il Pil degli Usa, secondo la Fed, crescerà verosimilmente del 5,9% quest'anno, per poi rallentare a +3,8% nel 2022 e a +2,5% nel 2023. L'inflazione, invece, è attesa a +4,2% quest'anno e a +2,2% il prossimo e nel 2023. Il tasso di disoccupazione, infine, è stimato al 4,8% nel 2021, al 3,8% nel 2022 e al 3,5% nel 2023.

 Nei due giorni di riunione, gran parte dei membri del Fomc si sono espressi a favore di un aumento dei tassi di interesse nel 2022. In particolare, sei componenti del Comitato prevedono per il prossimo anno solo un incremento del costo del denaro, mentre tre membri ne stimano due.

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17/09/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di agosto a +3,0% a/a da +2,2% di luglio e a +0,4% m/m da -0,1% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di agosto, si attestano a +3,0% a/a, come nella lettura preliminare e da +2,2% di luglio scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina ma resta lontano dal target fissato dalla BCE (il 2%) e conferma le stime degli analisti di Star am.

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,4% da -0,1% di luglio.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +1,6% a/a da +0,7% di luglio, e un +0,3% m/m.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 3,2% su base tendenziale da +2,5% del mese precedente e lo 0,3% su base mensile.

Ad aprile, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+1,44%), seguita da beni industriali non energetici (+0,65%) e servizi (+0,37%), cibo, alcol e tabacco (+0,43%).

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16/09/2021 StarNews – Usa, ad agosto vendite al dettaglio a +0,7% m/m da -1,8% di luglio e +15,1% a/a come nel mese precedente

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di agosto si attestano a quota 618,7 miliardi di dollari da 614,3 di luglio.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, pertanto, guadagna lo 0,7% m/m da -0,7% previsto nel Market movers settimanale e da -1,8% di luglio, e cresce del 15,1% a/a come a luglio scorso.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +2,0% m/m dopo il -1,4% di luglio e un +14,3% a/a da +13,1% del mese precedente.

I negozi di abbigliamento e accessori sono aumentati del 38,8% da agosto 2020, le stazioni di servizio del 35,7%.

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14/09/2021 StarNews – Usa, ad agosto inflazione a +5,3% a/a da +5,4% di luglio e a +0,3% m/m da +0,5%. Core a +4,0% a/a da +4,3% e a +0,1% m/m da +0,3%

Negli Usa, ad agosto i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), come stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale, segnano un +5,3% su base annua da +5,4% di luglio scorso.

Su base mensile, invece, si attestano a +0,3% da +0,5% del mese precedente e dal +0,4% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +4,0% a/a dal +4,3% previsto dagli analisti di Star am e registrato anche nel mese precedente, e un +0,1% m/m dal +0,3% previsto nel Market e registrato nel mese precedente.

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09/09/2021 StarNews – Riunione della BCE: meno acquisti rispetto ai trimestri precedenti, confermati livello dei tassi di interesse e altre misure. Lagarde: "Non è tapering, ricalibriamo solo il Pepp alle previsioni su economia e pandemia"

Il ritmo degli acquisti netti di attività nel quadro del Programma di acquisto per l'emergenza pandemica (Pepp) sarà "moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti". Lo ha deciso il Consiglio direttivo della Banca centrale europea (BCE) nella dichiarazione diffusa al termine del meeting di politica monetaria dell’istituto.

La BCE, peraltro, non ha stabilito il volume esatto di acquisti mensili o trimestrali nel programma Pepp, in quanto "condurrà gli acquisti in maniera flessibile in base alle condizioni di mercato, allo scopo di evitare un inasprimento delle condizioni di finanziamento incompatibile con il contrasto dell’effetto al ribasso della pandemia sul profilo previsto per l'inflazione". 

I tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rimarranno invariati rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,50%. Gli acquisti netti nell'ambito del Paa proseguiranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, con il Direttivo che si attende "che gli acquisti netti mensili saranno condotti finché necessario a rafforzare l'impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che termineranno poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE".

Riguardo alle operazioni di rifinanziamento, il Consiglio ha assicurato "continuerà a fornire abbondante liquidità attraverso le sue operazioni di rifinanziamento", con la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Omrlt-III) che "resta per le banche una fonte di finanziamento interessante, a sostegno del credito bancario alle imprese e alle famiglie".

"Non stiamo facendo tapering, stiamo ricalibrando il Pepp, così come abbiamo già fatto a dicembre e a marzo, sulla base delle previsioni aggiornate sull'andamento dell'economia e della pandemia”, ha precisato la presidente della BCE, Christine Lagarde, nella conferenza stampa a margine della riunione. "Siamo convinti della decisione, presa all'unanimità dal Direttivo, di ricalibrare il programma di acquisti per i prossimi tre mesi - ha aggiunto Lagarde – per far fronte al rimbalzo dell'economia europea. E quando il Pepp arriverà al termine, ci saranno comunque altri strumenti come l'App (della cui fine è prematuro parlare)".

L'istituzione di Francoforte si aspetta che l'inflazione aumenterà ulteriormente questo autunno, ma diminuirà l'anno prossimo. Le nuove proiezioni la prevedono su base annua a +2,2% nel 2021, a +1,7% nel 2022 e a +1,5% nel 2023, riviste al rialzo rispetto alle precedenti stime di giugno. "Questa temporanea ripresa dell'inflazione - ha rilevato Lagarde - riflette soprattutto il forte aumento dei prezzi del petrolio dalla metà dello scorso anno, l'inversione della riduzione temporanea dell'Iva in Germania, le vendite estive ritardate nel 2020 e le pressioni sui costi derivanti da carenze temporanee di materiali e attrezzature".

La BCE, inoltre, stima il Pil a +5% quest'anno, dal +4,6% prospettato a giugno, mentre l'anno prossimo si prevede a +4,6%, sostanzialmente invariato rispetto alla precedente proiezione del 4,7%. Per il 2023 è atteso un +2,1%: “Crediamo che l'economia continuerà a beneficiare dell'allentamento delle misure di restrizione anche nel 2022 – ha detto Lagarde - e che i colli di bottiglia verranno gestiti nella prima parte del prossimo anno”.

Per il capo della BCE, "i rischi per le prospettive economiche sono equilibrati". Tra i fattori che potrebbero spingerle al rialzo ha citato il fatto che "i consumatori acquistino maggiore fiducia e risparmino meno di quanto attualmente previsto" e "un miglioramento più rapido della situazione pandemica". Tra gli elementi negativi, l’ipotesi che "le strozzature dell'offerta durino più a lungo e si traducano in aumenti salariali superiori al previsto" e un peggioramento della pandemia che "potrebbe ritardare l'ulteriore riapertura dell'economia".

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07/09/2021 StarNews – Germania, a settembre indice Zew a 26,5 punti da 40,4 di agosto. Condizioni attuali a 31,9 punti da 29,3. Zona euro 31,1 da 42,7

In Germania, l’indice Zew ad agosto scende a 26,5 punti da 40,4 di giugno.

L’indice, pubblicato dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerato un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a 31,9 punti da 29,3 di agosto.

In discesa netta anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 31,1 da 42,4.

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07/09/2021 StarNews – Zona euro, seconda stima del Pil del I trimestre 2021 segna un +2,2% t/t dal +2,0% dei tre mesi precedenti e un +14,3% a/a da +13,6%

Nella zona euro, la seconda stima del Pil del primo trimestre 2021 segna un +2,2% destagionalizzato su base trimestrale da +2,0% del trimestre precedente e dal +1,4% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un +14,3%, da +13,6 della stima flash, +12,9% previsto nel Market movers e -1,2% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +2,1% t/t da -0,1% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un +13,8% da -1,2% del trimestre precedente.

Nello stesso trimestre, l'occupazione è salita nella zona euro come nell'Ue a 27 dello 0,7% su base trimestrale dal +0,5% dell’eurozona e dal +0,6% dell’intera Ue nel quarto precedente. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, nella zona euro ha marcato un +1,9% da +1,8% e nell’Ue a 27 un +1,9% da +1,8%.

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03/09/2021 StarNews – Eurozona, ad agosto Pmi composito finale a 59,0 punti da 60,2 di luglio. Pmi del terziario a 59,0 da 59,8 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, ad agosto resta su un livelli molto robusti, a 59,0 punti (tra i tassi di crescita più alti degli ultimi 15 anni), ma scende da 59,5 della stima flash e da 60,2 di luglio (il più alto valore da giugno 2006).

Più deboli gli incrementi della produzione del manifatturiero e del terziario di agosto. Se la crescita della produzione di beni è stata netta, si è rivelata anche la più debole in sei mesi. D’altro canto, l’attività dei servizi si è attestata a 59,0 punti, secondo tasso più elevato da metà 2006, preceduto solo da quella di luglio scorso (59,8), da 59,7 della stima flash e dai 59,7 stimati nel Market movers settimanale.

Tra i Paesi monitorati dell’eurozona, l’Italia è andata in controtendenza. Ha registrato la crescita produttiva più rapida in più di 15 anni (59.1 massimo in 182 mesi). Rispetto all’Italia, peraltro, ha marcato valori di espansione minori solo la Francia (55,9, minimo in 4 mesi). L’Irlanda ha segnato la crescita più rapida (62,6, minimo in 4 mesi), seguita da Spagna (60,6, minimo in 3 mesi) e Germania (60,0, minimo in 3 mesi).

“Agosto ha indicato un altro forte risultato dell’economia dell’eurozona, registrando rapidi tassi di espansione della produzione e della domanda - commenta Joe Hayes, senior economist di Ihs Markit –. Anche il mercato del lavoro ha mostrato una buona prestazione e incoraggerà ulteriormente questo slancio della domanda interna. L’allentamento delle misure restrittive ha favorito la spinta a due delle migliori espansioni da metà 2006 nei mesi di luglio e agosto, ma il calo rispetto alla precedente stima flash ci mostra un affievolimento del vigore di questa espansione”.

“Oltre alla crescita, che perderà inevitabilmente energia a causa dell’esaurimento di questo boom di fine lockdown, ci sono altri fattori negativi da considerare – aggiunge Hayes –. La variante Delta del coronavirus ha preso piede in Europa, mentre la crescente carenza di materiali e i disagi nei trasporti hanno continuato a ostacolare l’attività economica. Persiste anche l’aumento galoppante dei costi ma la leggera diminuzione dei tassi di inflazione dei prezzi di vendita e di acquisto ha dato un po’ di respiro sia alle imprese che ai consumatori”.

“In ogni caso – conclude l’economista -, per il terzo trimestre si prevede un altro forte aumento trimestrale consecutivo del Pil, che accrediterebbe un ritorno dell’economia dell’eurozona ai livelli pre-pandemici entro fine anno, se non prima”.

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03/09/2021 StarNews – Usa, ad agosto tasso di disoccupazione al 5,2% dal 5,4% di luglio. Più 235 mila buste paga nel settore non agricolo da +1.053 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione ad agosto scende al 5,2% destagionalizzato, come stimato nel Market movers settimanale e dal 5,4% di luglio scorso.

 L’indagine, infatti, rileva 235 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +1.053 mila del mese precedente (riviste da +943 mila). Il dato, peraltro, è inferiore alle attese degli analisti di Star am (+665 mila).

Nel settore privato si sono guadagnati 243 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +798 mila di luglio (dato rivisto da +703 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 37 mila unità dai +52 mila del mese precedente (rivisti da +27 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +4,3% a/a da +4,1% di luglio (rivisto da +4,0%) e un +0,6% m/m da +0,4% del mese precedente. La media di ore settimanali è salita a 34,7 come a luglio.

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03/09/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero ad agosto a 61,7 punti da 64,1 di luglio. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 55,1 punti da 54,4. Composito a 55,4 da 59,9

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero ad agosto scende a 61,7 punti da 64,1 di luglio.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, ma decelera rispetto al mese precedente ed è di poco superiore alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un calo a 61,3 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è salita a 60,1 punti dai 67 del mese precedente mentre quella sugli ordini è calata a 63,2 da 63,7. La componente dell'occupazione è passata a 53,7 punti da 53,8, mentre la componente sui prezzi a 75,4 da 82,3.

L'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da Markit, si porta invece a 55,1 punti dai 59,9 del mese precedente e dai 55,2 punti della stima preliminare.

L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra comunque un tasso di crescita forte e si conferma oltre la soglia dei 50 punti, che delimita la fase di espansione.

L'indice composito, che tiene conto anche della variazione del Pmi manifatturiero, si attesta a 55,4 punti dai 59,9 del mese precedente.

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01/09/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di agosto a 61,4 punti da 62,8 di luglio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di agosto si attesta a 61,4 punti da 61,5 della stima preliminare, 62,8 di luglio e 61,5 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

Ad agosto, dunque, il Pmi manifatturiero nell’eurozona ha registrato ad agosto un’altra forte espansione, malgrado ancora la decelerazione dell’indice principale al valore più basso in sei mesi. Si tratta della seconda contrazione mensile consecutiva per il settore dopo l’espansione record registrata a giugno.

Tutti e tre i sottosettori hanno registrato un forte, anche se più debole, miglioramento delle condizioni operative durante il mese. Così come successo negli ultimi 12 mesi, la crescita tra i produttori dei beni di investimento si è confermata maggiore di quella registrata dai produttori di beni di consumo e intermedi.

Tra le nazioni monitorate dell’eurozona, anche se con una crescita al livello più basso in 5 mesi, ancora una volta i Paesi Bassi hanno osservato il miglioramento più alto delle condizioni operative (a 65,8 punti). Espansioni più tenui, inoltre, hanno riportato Germania (62,6, minimo in 6 mesi), Irlanda (62,8, minimo in 4 mesi), Austria (61,8, minimo in 6 mesi) e Francia (57,5, minimo in 6 mesi). I dati di agosto sono stati particolarmente notevoli in Grecia (59,3, massimo in 256 mesi), dove si è registrato il risultato maggiore da aprile del 2000. Ma anche Italia e Spagna hanno rilevato un’accelerazione, rispettivamente a 60,9 (massimo in 2 mesi) e 59,5 massimo in 2 mesi).

"Ancora una volta – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit – ad agosto le aziende manifatturiere dell’eurozona hanno riportato una produzione vivace, con uno scatto di crescita che, ormai, continua da 14 mesi consecutivi”.

“La questione fondamentale - ha aggiunto Williamson – rimane la carenza di componenti, con l’inabilità dei fornitori di produrre una quantità soddisfacente di parti o di far fronte alla carenza di capacità di trasporto per soddisfare le esigenze logistiche della domanda. A causa di questi problemi sulla fornitura, la crescita dei nuovi ordini ha superato quella della produzione con uno scarto senza precedenti nella storia dell’indagine, addirittura maggiore di quello record su 24 anni osservato a luglio. Di conseguenza, ancora una volta i prezzi di vendita sono aumentati notevolmente, anche se con qualche pressione al rialzo alleviata dal leggero raffreddamento dell’inflazione dei prezzi di acquisto, anche se i prezzi ancora elevati dei materiali stanno aggravando i problemi dei manifatturieri. Al contempo  la crescita occupazionale è diminuita solo modestamente dal record storico di luglio. I produttori manifatturieri, infatti, si sono concentrati nello stimolare la capacità operativa”.

“Ad agosto – ha concluso l’economista –, una contrazione dell’ottimismo sulle prospettive future, collegata all’aumento della domanda, ai persistenti problemi sulla catena di distribuzione e alla diffusione della variante Delta, ha aggiunto segnali che sia la crescita della produzione che quella del livello occupazionale hanno raggiunto il loro picco”.

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01/09/2021 StarNews – Eurozona, a luglio tasso di disoccupazione al 7,6% dal 7,8% di giugno, nell’intera Ue al 6,9% dal 7,1% di giugno

Nell'eurozona, a luglio il dato della disoccupazione si attesta al 7,6% dal 7,8% di giugno. Il risultato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, supera le stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un tasso al 7,7%.

Anche nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro si è ridotta, al 6,9% dal 7,1% del mese precedente e dal 7,6% di luglio 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 14,613 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,043 di giugno), di cui 12,334 milioni nell'area euro (da 12,684 del mese precedente).

Rispetto a giugno 2021, si contano 430 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 350 mila nell'area euro. Rispetto a giugno 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 1,521 milioni di unità nell'Ue e di 1,336 milioni nell'area euro.

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01/09/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero ad agosto a 59,9 punti da 59,5 di luglio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo di agosto a 61,1 da 63,4 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di agosto sale a 59,9 punti da 59,5 di luglio e dai 58,6 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una lieve accelerazione e resta saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini si rafforza a 66,7 da 64,9 punti. Si indeboliscono invece, la componente dell'occupazione, a 49,0 da 52,9, e dei prezzi, a 79,4 da 85,7.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di agosto, si attesta a quota 61,1 punti da 63,4 del mese precedente e da 61,2 della prima lettura.

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31/08/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di agosto a +3,0% a/a da +2,2% di luglio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di agosto, segna un +3,0% da +2,2% di luglio, e un +0,4% m/m da -0,1% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana dal target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna l’1,6% a/a da +0,7% di luglio e lo 0,3% m/m. Anche al netto della sola energia si attesta a +1,7% a/a da +0,9% del mese precedente e a +0,3% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +15,4% a/a da +14,3% di luglio, quelli dei servizi a +1,1% da +0,9%, quelli dei beni industriali non energetici a +2,7% da +0,7% e i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +2,0% a/a da +1,6% di luglio.

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30/08/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case a luglio a -1,8% m/m da -2,0% di giugno

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a luglio perdono l’1,8% m/m da -2% di giugno (rivisto da -1,9%) e da +8,3% di maggio.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 110,7 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 112,7 del mese precedente (rivisto da 112,8) e 115,0 di maggio (rivisto da 114,7). Su base annua, invece, il dato è cresciuto dell’8,5%.

"Il mercato potrebbe iniziare a raffreddarsi leggermente – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar – ma al momento non c'è abbastanza offerta per soddisfare la domanda dei potenziali acquirenti. Detto questo, l'inventario sta lentamente aumentando e gli acquirenti domestici dovrebbero iniziare a vedere più opzioni nei prossimi mesi”.

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26/08/2021 StarNews – Usa, Pil del II trimestre, nella seconda stima preliminare, a +6,6% t/t da +6,5% della lettura precedente e da +6,3% del primo quarto

Negli Usa, il Pil del I trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un +6,6% t/t da +6,5% della lettura precedente e da +6,3% del primo quarto. Il dato è rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis).

La spesa per consumi reali ha registrato un +11,9% da +11,8% della prima lettura preliminare e da +11,4% dei tre mesi precedenti.

 Si rafforzano anche i profitti delle imprese, del 9,7% dal precedente +4,5%.

 L'indice Pce price, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dei prezzi, segna un +6,1% dal +3,8% del trimestre precedente (rivisto da +3,7%). Il PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +6,1% dal +2,7% del trimestre precedente.

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26/07/2021 StarNews – Germania, a luglio indice Ifo a 100,8 punti da 101,7 di giugno

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a luglio scende a 100,8 punti da 101,7 di giugno e dai 102,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 100,4 punti da 99,7 del mese precedente e dai 101,5 previsti nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi si consolida a 101,2 da 103,7 del mese precedente e dai 104,0 attesi dagli analisti di Star am.

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26/07/2021 StarNews – Usa, a giugno vendite di nuove abitazioni a -6,6% m/m da -7,8% di maggio

Negli Usa, a giugno il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -6,6% da -7,8% di maggio (rivisto da -5,9%).

 In termini assoluti, infatti, scendono a quota 676 mila da 724 mila del mese precedente (rivisto da 769 mila) e contro gli 800 mila stimati nel Market movers settimanale.

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06/07/2021 StarNews – Germania, a luglio indice Zew a 63,3 punti da 79,8 di giugno. Condizioni attuali a 21,9 punti da -9,1. Zona euro 61,2 da 81,3

In Germania, l’indice Zew a luglio scende a 63,3 punti da 79,8 di giugno.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione a 75,2 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a 21,9 punti da -9,1 di giugno.

In discesa netta anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 61,2 da 81,3.

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06/07/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a giugno a 60,1 punti da 64,0 di maggio. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 64,6 punti da 70,4, trascina il Composito a 63,7 da 68,7

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a giugno scende a 60,1 punti da 64,0 di maggio.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, ma decelera rispetto al mese precedente ed è inferiore alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un calo più contenuto, a 63,0 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è scesa a 60,4 punti da 66,2 del mese precedente, quella sugli ordini a 62,1 da 63,9, l'occupazione a 49,3 da 55,3 e la componente sui prezzi a 79,5 da 80,6.

"L'indice composito ha indicato una crescita per il tredicesimo mese consecutivo dopo una contrazione ad aprile e maggio 2020 - ha commentato Anthony Nieves, a capo dell’Istituto -. Il tasso di espansione nel settore dei servizi rimane forte, nonostante il lieve calo del tasso di crescita rispetto al massimo storico del mese precedente. Le sfide che riguardano la carenza di materiali, l'inflazione, la logistica e le risorse per l'occupazione si confermano un freno alle condizioni di business".

L’indice Pmi dei servizi curato da Markit, invece, nel dato definitivo di giugno, si è indebolito a 64,6 punti da 64,8 della prima lettura e da 70,4 di maggio.

Il Pmi composito (sintesi di manifatturiero e servizi), di conseguenza, si è attestato a 63,7 da 63,9 della stima flash e da 68,7 di maggio.

"Anche giugno si è dimostrato un mese di crescita della produzione nei settori manifatturiero e dei servizi impressionante negli Stati Uniti - commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, a coronamento di  della più forte espansione trimestrale nella storia dell’indagine, ossia dal 2009”.

“Il tasso di crescita, peraltro – rileva l’economista -, si è raffreddato rispetto al record di maggio dopo aver raggiunto il picco nel secondo trimestre. Il rallentamento è un riflesso degli ammortamenti dopo le espansioni molto forti nei mesi precedenti, soprattutto nelle aziende orientate ai consumatori che erano state bloccate dalla pandemia. Tuttavia, molte aziende hanno riferito che l'attività commerciale era stata limitata dalla carenza di rifornimenti o da difficoltà a coprire i posti vacanti. Stanno aumentando, di conseguenza, gli arretrati di ordini inevasi, a un ritmo senza precedenti nella storia del sondaggio, sintomo di come la domanda stia superando a ampiamente l'offerta di beni e servizi”.

“Questi limiti di capacità – conclude - non stanno solo soffocando la crescita ma anche spingendo i prezzi nettamente più in alto. Giugno ha mostrato il secondo aumento più forte dei prezzi medi praticati per merci e servizi nei 12 anni di storia del sondaggio, anche se l’inflazione nel settore dei servizi ha rallentato rispetto a maggio".

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05/07/2021 StarNews – Eurozona, a giugno Pmi composito finale a 59,5 punti da 57,1 di maggio. Pmi del terziario a 58,3 da 55,2 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a giugno è salito a 59,5 punti (quarto mese consecutivo oltre la soglia di non cambiamento di 50,0 e il più alto valore da giugno 2006) da 58,0 della stima flash e da 55,2 di maggio.

Il dato, diffuso da Markit, ha confermato un’ampia accelerazione dell’espansione dell’economia nel settore privato dell’eurozona, per quanto minore di quella stimata dagli analisti di Star am (61,2 punti) nel Market movers settimanale.

Il Pmi dei servizi è salito a 58,3 punti da 58,0 della stima flash, da 55,2 di maggio e da 60,0 punti stimati nel Market movers settimanale.

Il settore privato dell’eurozona ha indicato a giugno la più rapida espansione in 15 anni, sostenuta dall’impennata dei livelli di produzione sia nel settore manifatturiero che nel terziario. L’ultimo rafforzamento dell’indice, infatti, rispecchia il marginale miglioramento della crescita della produzione manifatturiera (a un tasso vicino al record dell’indagine di marzo) ma anche la crescita più elevata del settore terziario da metà del 2007.

L’Irlanda ha registrato il più rapido tasso di espansione della produzione, anche se appena inferiore al record di maggio (63,4 minimo in 2 mesi). Tutte le altre nazioni monitorate hanno segnalato un progresso dell’attività composita, con in testa la Spagna con i valori migliori da febbraio 2000 (62,4), e la Germania (60,1), la cui espansione ha segnato il valore più alto in oltre dieci anni. Italia e Francia hanno entrambe indicato le migliori prestazioni in quasi tre anni e mezzo (rispettivamente 58,3 e 57,4).

“A giugno, la ripresa economica europea ha accelerato - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit – ma anche le pressioni inflazionistiche sono aumentate drasticamente. L’economia del terziario sta decollando, con livelli di crescita della produzione mai superati in 15 anni. Con l’impressionante avanzata del manifatturiero, l’indagine Pmi ci suggerisce che il sistema economico della regione sta procedendo a pieno regime man mano che procede la stagione estiva”.

“Tra le nazioni monitorate – aggiunge Williamson –, la crescita del terziario è in generale massiccia in tutte le nazioni coperte dall’indagine, con settori fortemente colpiti quali l’accoglienza e il turismo che ora stanno risorgendo, aggiungendo linfa alla ripresa man mano che l’economia e i viaggi tornano operativi a seguito dell’allentamento dalle restrizioni anti covid-19. L’ondata di ottimismo riguardo all’aver ormai superato il momento peggiore della pandemia nel frattempo ha dato impulso alle aspettative di crescita, che hanno toccato un record in 21 anni, lasciandoci ben sperare che tale incremento andrà sempre più rafforzandosi nei prossimi mesi”.

“Le aziende, tuttavia – conclude -, sono sempre più difficoltà a fronteggiare la crescente domanda, in parte a causa della carenza di manodopera. Questo si traduce in maggiore potere sui prezzi e sottolinea quanto il recente aumento delle pressioni inflazionistiche non sia affatto confinato al solo manifatturiero. Man mano che i costi salgono, le aziende dei servizi alzano i prezzi, registrando il maggiore aumento in più di 20 anni. Se aggiungiamo l’analogo balzo dei prezzi del manifatturiero, si percepisce quanto l’incremento delle pressioni inflazionistiche sia diffuso”.

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02/07/2021 StarNews – Usa, a giugno tasso di disoccupazione al 5,9% dal 5,8% di maggio. Più 850 mila buste paga nel settore non agricolo da +583 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a giugno sale al 5,9% destagionalizzato dal 5,8% di maggio scorso e dal 5,7% stimato nel Market movers settimanale.

 L’indagine, infatti, rileva 850 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +583 mila del mese precedente (riviste da +559 mila). Il dato, peraltro, supera le attese degli analisti di Star am (+600 mila).

Nel settore privato si sono guadagnati 662 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +516 mila di maggio (dato rivisto da +492 mila). Gli occupati nel manifatturiero si sono aumentati di 15 mila unità dai +39 mila del mese precedente (rivisti da +23 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +3,6% a/a da +1,9% di maggio (rivisto da +2,0%) e un +0,3% m/m da +0,4% del mese precedente. Si attestano, infatti, a 35,00 dollari da 34,90 di maggio. La media di ore settimanali è salita a 34,7 a 34,8.

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01/07/2021 StarNews – Eurozona, a maggio disoccupazione al 7,9% dall’8,1% di aprile, nell’intera Ue al 7,3% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a maggio il dato della disoccupazione si attesta al 7,9% dall’8,1% di aprile. Il dato è stato comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro è del 7,3%, come nel mese precedente, dal 6,9% di maggio 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,278 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,660 di aprile), di cui 12,792 milioni nell'area euro (da 13,098 di aprile).

 Rispetto ad aprile scorso, si contano 382 mila disoccupati in meno nell'Ue, 306 mila in meno nell'area euro. Rispetto a maggio 2020, invece, si contano 0,949 milioni di senza lavoro in più nell'Ue e 0,803 milioni nell'area euro.

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01/07/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di giugno a 63,4 punti da 63,1 di maggio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di giugno si attesta a 63,4 punti da 63,1 della stima preliminare, 63,1 di maggio e 63,5 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

A giugno, dunque, il Pmi manifatturiero nell’eurozona ha raggiunto un nuovo picco: per il quarto mese consecutivo ha segnato un tasso mai superato in quasi 24 anni di storia dell’indagine e, per il dodicesimo di fila, si è posizionato sopra la soglia neutra di non cambiamento dei 50.0 punti, che separa l’espansione dalla contrazione. Ancora una volta, tutti e tre i sottosettori hanno registrato forti miglioramenti delle condizioni operative. In linea con la recente tendenza, sono stati i produttori di beni di investimento a registrare la crescita più forte, seguiti da quelli dei beni intermedi che hanno riportato il migliore Pmi della storia dell’indagine. I produttori di beni di consumo continuano ad arrancare, anche se con la crescita maggiore da giugno 2000.

I Paesi Bassi hanno continuato a guidare la classifica Pmi in termini nazionali, anche se, in linea con parecchi altri Paesi, hanno osservato una leggera contrazione del corrispettivo indice principale da quello record di maggio (a 68,8 punti, minimo in 2 mesi). Segue l’Austria, che ha marcato a giugno un livello record (a 67,0). La Germania, invece, ha mostrato un rafforzamento del Pmi marginale, l’Italia ha decelerato, a 62,2 (minimo in 2 mesi), mentre Spagna e Grecia, pur avendo registrato i risultati più deboli, hanno segnato crescite con record pluriennali (rispettivamente a 60,4 punti, massimo in 278 mesi, e 58,6, massimo in 254 mesi).

"A giugno il manifatturiero dell’eurozona continua a crescere e segna il record assoluto per l’indagine – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –, con un’impennata della domanda per via degli ulteriori allentamenti delle misure anti covid-19 e con l’avanzamento della campagna vaccinale, che giustificano l’ottimismo delle aziende circa il futuro. Detto ciò, la velocità della domanda ha messo in luce i problemi sulla capacità e sui trasporti, che hanno limitato la disponibilità di beni nelle fabbriche. Tale situazione, a sua volta, ha spinto i prezzi di vendita al rialzo a un tasso mai osservato in precedenza dall’indagine. I manifatturieri sono chiaramente disposti a pagare di più per assicurarsi una fornitura adeguata di beni chiave”.

"È incoraggiante osservare - ha aggiunto Williamson – come tanti indicatori dell’indagine fanno sperare che l’attuale impennata di aumenti sia solo transitoria. Rimangono diffuse problematiche come la congestione portuale e la carenza di container che però dovrebbero presto dissolversi con il passare della forte accelerazione della crescita post-pandemica. Allo stesso modo, nei mesi recenti abbiamo assistito alla crescita di scorte di sicurezza. Le aziende, infatti, hanno cercato di proteggersi contro possibili interruzioni sulla fornitura futuri. Questi aumenti hanno aggravato lo squilibrio a breve termine della domanda e dell’offerta ma non appena ci sarà un numero adeguato di giacenze presso i magazzini, questo effetto dovrebbe svanire”.

“Per concludere – ha concluso l’economista –, abbiamo osservato l’espansione della capacità attraverso la crescita record del livello occupazionale e i maggiori investimenti su attrezzature e macchinari. Tale espansione dovrebbe far aumentare la produzione in quei settori che attualmente stanno registrando difficoltà nel soddisfare la domanda ed eliminare, pertanto, pressioni al rialzo sui prezzi dei beni in questione”.

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01/07/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di giugno a 60,6 punti da 61,2 di maggio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 62,1 come nel mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di giugno scende a 60,6 punti da 61,2 di maggio e dai 61,0 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione ma è ancora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini cala a 66 da 67 punti e quella sull'occupazione a 49,9 da 50,9, mentre la componente dei prezzi si rafforza a 92,1 da 88.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di giugno, resta a quota 62,1 punti come nel mese precedente e da 62,6 della prima lettura. Il tasso di crescita, duque, resta il maggiore dall'inizio della raccolta dei dati (maggio 2007).

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30/06/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di giugno a +1,9% a/a da +2,0% di maggio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di giugno, segna un +1,9% da +2,0% di maggio, e un +0,3% m/m come nel mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana dal target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna lo 0,9% a/a da +1,0% di maggio e lo 0,3% m/m da +0,2%. Anche al netto della sola energia si attesta a +0,8% a/a da +0,9% del mese precedente e a +0,2% m/m da +0,3%.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +12,5% da +13,1% di maggio, quelli dei servizi a +0,7% da +1,1%, quelli dei beni industriali non energetici a +1,2% da +0,7% e i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +0,6% a/a come da +0,5% di maggio.

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24/06/2021 StarNews – Germania, a giugno indice Ifo a 101,8 punti da 99,2 di maggio

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a giugno sale a 101,8 punti da 99,2 di maggio e dai 99,0 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

 Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

 Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 99,6 punti da 95,7 del mese precedente e dai 95,5 previsti nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, si consolida a 104,0 dai 102,9 del mese precedente e dai 101,4 attesi dagli analisti di Star am.

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24/06/2021 StarNews – Usa, stima definitiva del Pil I trimestre a +6,4% t/t ann. come nella seconda lettura e da +4,3% dell’ultimo quarto dell’anno

Negli Usa, il Pil del I trimestre dell’anno, nella stima definitiva, conferma la seconda lettura e si attesta a +6,4% t/t ann. da +4,3% dell’ultimo quarto dell’anno.

L’accelerazione, rilevata dal Dipartimento del Commercio statunitense, è di poco inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento del 6,5% t/t.

Il dato è stato favorito dai progressi dei consumi reali, a +11,4% t/t da +2,3% dell’ultimo quarto del 2020, e dei profitti delle imprese, a +1,7% da +27,0% (rivisto a -3,3%) del periodo precedente. Calano invece gli investimenti privati domestici, del 3,4% dal +27,8 dei tre mesi precedenti. L'aumento del Pil reale nel primo trimestre ha riflesso l'aumento della spesa per consumi personali (PCE), investimenti fissi non residenziali (+99,9% da +144,1%), spesa del governo federale (+43,8% da -3,0%), investimenti fissi residenziali (+21,8% da +52,4%) e spesa pubblica statale e locale (+4,1% da -3,9%) che è stata in parte compensata dal calo di scorte private (-149,1% da -65,8%), investimenti (-30,5% da +210,2%) ed esportazioni (-12,1% da +112%). Le importazioni sono aumentate del 78,3% da +214,9%. 

Il Pce price index, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dell’inflazione prezzi, segna un +3,7% dal +1,5% dei tre mesi precedenti. Il Pce core (il dato al netto di alimentari ed energia) un +2,5% da +1,3% del trimestre precedente.

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23/06/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di giugno, Pmi composito a 59,2 punti da 57,1 di maggio. Nel dettaglio, manifatturiero invariato a 63,1 e servizi a 58,0 da 55,2

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di giugno si attesta a 59,2 punti (valore più alto da 180 mesi) da 53,2 di maggio.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca la terza accelerazione mensile consecutiva e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, contro i 58,9 punti attesi dagli analisti di Star am, nel Market movers settimanale.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero resta invariato a 63,1 punti da 61,5 del Market movers. Quello dei servizi, invece, si consolida in terreno positivo a 58,0 punti (massimo da 41 mesi) da 55,2 di maggio e dai 57,6 stimati dagli analisti di Star am.

La produzione manfatturiera si rafforza a 62,4 punti da 62,2 di maggio, massimo da 2 mesi.

“Con l’impennata della domanda presso le aziende - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – l’economia dell’eurozona è in piena espansione a un livello mai osservato in 15 anni, con una crescita sempre più generale, che si sta estendendo dal settore manifatturiero fino a comprendere progressivamente i settori dei servizi, specialmente quelli a diretto contatto con i consumatori.

“Le misure anti Covid-19 sono state ridotte al minimo dallo scorso settembre, e a luglio sono previsti altri allentamenti sino a raggiungere il livello più basso da inizio pandemia – aggiunge l’economista – Anche la campagna vaccinale sta facendo grossi progressi. Tale risultato non solo ha facilitato una maggiore attività, in particolare nel settore dei servizi, ma ha reso più rosee le aspettative di un ritorno a condizioni di vita più normali, spingendo l’ottimismo delle aziende al livello più alto mai registrato prima, alimentando l’aumento della spesa e incoraggiando le assunzioni”.

“I dati stanno creando tutte le premesse per una imponente espansione del Pil nel secondo trimestre a cui farà seguito una crescita ancora maggiore nel terzo trimestre – conclude Williamson –. Detto ciò, l’entità della crescita, sia europea che globale, sta mettendo in difficoltà le aziende nel soddisfare la domanda, costringendole a far fronte all’insufficienza di materie prime e personale. In queste condizioni, il potere delle imprese nel determinare i prezzi crescerà sempre più aggiungendo inevitabilmente ulteriore pressione sull’inflazione nei prossimi mesi”.

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23/06/2021 StarNews – Usa, a giugno stima flash del Pmi composito al massimo della serie, a 63,9 punti da 68,7 di maggio

Negli Usa, il Pmi composito di giugno, nella stima flash, sale a 63,9 punti da 68,7 di maggio, massimo della serie.

Il dato, pubblicato da Markit, resta peraltro ampiamente oltre la soglia dei 50 punti, oltre la quale l’indice segnala un’espansione dell’attività.

La voce della produzione decelera a 59,2 da 59,6 di maggio. L’indice del manifatturiero sale a 62,6 punti da 62,1 del mese precedente (nuovo record per la serie), mentre quello dei servizi si indebolisce a 64,8 punti da 70,4 di maggio (dato più debole da due mesi).

“I primi indicatori Pmi di giugno indicano ulteriori risultati impressionanti di crescita per l'economia statunitense – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit – e arrotondano un aumento senza precedenti nel secondo trimestre".

“Sia la crescita della produzione che dei nuovi ordini sono usciti dai loro picchi sia nella produzione che nei servizi – precisa Williamson – a causa dei limiti della capacità delle imprese di far fronte alla domanda di qualsiasi raffreddamento dell'economia. Anche se gli indicatori dei prezzi sono scivolati dai massimi storicidi maggio, è chiaro che l'economia continua a funzionare a pieno regime. Prezzi praticati per merci e servizi stanno ancora aumentando molto rapidamente, le carenze record nei rifornimenti stanno peggiorando anziché migliorare, le imprese stanno lottando per reperire nuovi addetti e fornitori, le scorte di magazzino si stanno esaurendo in modo preoccupante mentre le imprese faticano a soddisfare la domanda".

“Il secondo trimestre – conclude l’economista –  rappresenterà probabilmente un picco nel ritmo di crescita economica, mentre un concomitante picco di inflazione è molto meno probabile".

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23/06/2021 StarNews – Usa, a maggio vendite di nuove abitazioni a -5,9% m/m da -7,8% di aprile

Negli Usa, a maggio il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -5,9% da -7,8% di aprile (rivisto da -5,9%).

 In termini assoluti, infatti, scendono a quota 769 mila da 817 mila del mese precedente (rivisto da 863 mila) e contro gli 890 mila della stima del Market movers settimanale.

La fiducia dei costruttori di case, infatti, è in moderata flessione da fine 2020, a fronte di una stabilizzazione delle vendite correnti e attese, su livelli elevati ma inferiori ai numeri registrati nella seconda metà del 2020. Il mercato immobiliare residenziale si ritiene sarà vincolato ancora dalla scarsità di scorte, dai prezzi elevati, ora anche del legname, e dalla difficoltà a reperire manodopera.

 Rispetto a maggio 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 13,7%.

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15/06/2021 StarNews – Usa, a maggio vendite al dettaglio a -1,3% m/m da +0,9% di aprile e +28,1% a/a da +53,4%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di maggio scivolano a quota 620,678 miliardi di dollari da 628,678 di aprile.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, perde l’1,3% m/m da -0,4% previsto nel Market movers settimanale e da +0,9% di aprile e guadagna il 28,1% a/a da +53,4%.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -0,8% m/m dopo il +0,1% di aprile e un +23,8% a/a da +39,9% del mese precedente.

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10/06/2021 StarNews – Usa, a maggio inflazione a +0,6% m/m da +0,8% di aprile e a +5,0% a/a da +4,2%. Core a +0,7% m/m da +0,9% e a +3,8% a/a da +3,0%

Negli Usa, a maggio i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,6% da +0,8% di aprile scorso e dal +0,4% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +5,0% (il massimo da agosto 2008) da +4,2% del mese precedente e dal +4,7% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,7% su base congiunturale dal +0,5% previsto nel Market e dal +0,9% di aprile e un +3,8% a/a dal +3,0% del mese precedente e dal +3,2% atteso dagli analisti di Star am.

 

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10/06/2021 StarNews – BCE, confermati orientamento molto accomodante, tassi di interessi ai minimi, Pepp e le altre misure di Qe. Lagarde ottimista: "La crescita accelererà nella seconda metà del 2021”

"La crescita accelererà nella seconda metà del 2021, grazie ai progressi nelle campagne di vaccinazione e all'ulteriore allentamento delle misure di contenimento. Nel medio termine, la ripresa dell'economia dell'area euro prevediamo sarà sostenuta da una domanda interna e mondiale più forte, e dal continuo sostegno delle politiche monetaria e fiscale". È quanto rilevato dalla presidente della BCE, Christine Lagarde, nella conferenza stampa a margine della riunione di politica monetaria dell’istituto, che ha confermato tutti gli strumenti attualmente in piedi: tassi acquisti asset (20 miliardi) e Piano anti-pandemico (Pepp), con la dotazione finanziaria di 1.850 miliardi. Un orientamento molto accomodante, tassi di interessi ai minimi, Pepp e le altre misure di Qe.

Il Consiglio direttivo, in particolare, ha deciso di confermare i tassi di interesse ai minimi storici, mantenendo quelli principali (Repo) a zero, sulle operazioni di rifinanziamento marginale a 0,25% e sui depositi a -0,50%. E su questi livelli, sottolinea il Board, resteranno "finché non si vedranno convergere le prospettive di inflazione saldamente appena sotto il 2% nel suo orizzonte di proiezione e finché tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo".

Confermati, come detto, gli acquisti nell'ambito del Piano per l’emergenza pandemica (Pepp), che ha validità sino a fine marzo 2022. Sarà in vigore, riferisce la BCE, "in ogni caso, finché non si riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus, mentre il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Pepp sarà reinvestito almeno sino alla fine del 2023. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del Pepp sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria". Gli acquisti, si sottolinea, saranno condotti nel prossimo trimestre "a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno, anche se in maniera flessibile, in base alle condizioni di mercato, per evitare inasprimenti delle condizioni di finanziamento". "La flessibilità degli acquisti nel tempo, fra le varie classi di attività e i vari Paesi – spiegano dall'Eurotower - continuerà a sostenere l’ordinata trasmissione della politica monetaria” “Non sarà necessario utilizzare appieno tutta la dotazione in caso di condizioni favorevoli – si precisa -, ma sarà anche possibile ricalibrarla per preservare condizioni di finanziamento favorevoli che contribuiscano a contrastare lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione".

L'Istituto mantiene gli acquisti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (Paa) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Anche questa misura sarà confermata, riportano dal board, "finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che terminerà poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE". Il Consiglio, inoltre, intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa per un prolungato periodo di tempo dopo la data di inizio dell’innalzamento dei tassi di interesse di riferimento della BCE e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Infine, il direttivo ha prospettato ancora abbondante liquidità con le sue operazioni di rifinanziamento. “La liquidità ottenuta tramite la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Omrlt-III) - sottolinea - svolge un ruolo cruciale nel sostenere il credito bancario a imprese e famiglie".

 Lo staff della BCE nel 2021 prevede una crescita del 4,6%, nel 2022 del 4,7% e nel 2023 del 2,1%, con una piccola revisione al rialzo nei primi due anni della serie rispetto alle stime di marzo.

Rivista al rialzo l'inflazione per il 2021 all'1,9% e per il 2022 all'1,5%, mentre si conferma per il 2023 all'1,4%.

Per Lagarde, i rischi delle prospettive di crescita sono "ampiamente bilanciati". A proposito della recente accelerazione dell'inflazione, invece, ha affermato che è in gran parte riconducibile al rincaro dell’energia e ai colli di bottiglia emersi sul fronte della fornitura di materie prime, ma il livello dei prezzi sottostante resta piuttosto basso, a causa della debolezza dei salari.

"In questo scenario - ha spiegato il capo dell'Istituto - le nostre misure aiutano a preservare condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori dell'economia, necessarie per una ripresa economica sostenuta e per salvaguardare la stabilità dei prezzi".

 

"Continueremo anche a monitorare l'evoluzione del tasso di cambio - ha aggiunto - per le possibili ripercussioni sull’inflazione a medio termine. Siamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l'inflazione si muova verso il nostro obiettivo in modo duraturo, in linea con il nostro impegno alla simmetria".

 

"Le nostre misure, insieme alle misure adottate dai governi nazionali e da altre istituzioni europee - ha detto - restano essenziali per sostenere il prestito bancario e l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le persone più colpite dalla pandemia”. In tema di politiche fiscali, ha auspicato un orientamento di bilancio ancora ambizioso e coordinato, poiché un ritiro prematuro dei sostegni rischierebbe di indebolire la ripresa e di amplificare gli effetti nel lungo termine. Le politiche fiscali nazionali, quindi, dovrebbero continuare a fornire un supporto tempestivo a imprese e famiglie, più esposte alla pandemia e alle conseguenti misure di contenimento. “Al contempo – ha avvertito -, le misure di bilancio dovrebbero rimanere temporanee, anticicliche e mirate, per affrontare efficacemente le vulnerabilità e sostenere una rapida ripresa dell'economia della zona euro".

 

Il Consiglio direttivo della BCE, infine, ha ribadito il ruolo chiave del pacchetto Next Generation EU e ha invitato gli Stati membri a impiegare i fondi in modo produttivo, assieme a politiche strutturali a favore della produttività.

StarNews – BCE, confermati orientamento molto accomodante, tassi di interessi ai minimi, Pepp e le altre misure di Qe. Lagarde ottimista:

"La crescita accelererà nella seconda metà del 2021, grazie ai progressi nelle campagne di vaccinazione e all'ulteriore allentamento delle misure di contenimento. Nel medio termine, la ripresa dell'economia dell'area euro prevediamo sarà sostenuta da una domanda interna e mondiale più forte, e dal continuo sostegno delle politiche monetaria e fiscale". È quanto rilevato dalla presidente della BCE, Christine Lagarde, nella conferenza stampa a margine della riunione di politica monetaria dell’istituto, che ha confermato tutti gli strumenti attualmente in piedi: tassi acquisti asset (20 miliardi) e Piano anti-pandemico (Pepp), con la dotazione finanziaria di 1.850 miliardi. Un orientamento molto accomodante, tassi di interessi ai minimi, Pepp e le altre misure di Qe.

Il Consiglio direttivo, in particolare, ha deciso di confermare i tassi di interesse ai minimi storici, mantenendo quelli principali (Repo) a zero, sulle operazioni di rifinanziamento marginale a 0,25% e sui depositi a -0,50%. E su questi livelli, sottolinea il Board, resteranno "finché non si vedranno convergere le prospettive di inflazione saldamente appena sotto il 2% nel suo orizzonte di proiezione e finché tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo".

Confermati, come detto, gli acquisti nell'ambito del Piano per l’emergenza pandemica (Pepp), che ha validità sino a fine marzo 2022. Sarà in vigore, riferisce la BCE, "in ogni caso, finché non si riterrà conclusa la fase critica legata al coronavirus, mentre il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Pepp sarà reinvestito almeno sino alla fine del 2023. In ogni caso, la futura riduzione del portafoglio del Pepp sarà gestita in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria". Gli acquisti, si sottolinea, saranno condotti nel prossimo trimestre "a un ritmo significativamente più elevato rispetto ai primi mesi dell’anno, anche se in maniera flessibile, in base alle condizioni di mercato, per evitare inasprimenti delle condizioni di finanziamento". "La flessibilità degli acquisti nel tempo, fra le varie classi di attività e i vari Paesi – spiegano dall'Eurotower - continuerà a sostenere l’ordinata trasmissione della politica monetaria” “Non sarà necessario utilizzare appieno tutta la dotazione in caso di condizioni favorevoli – si precisa -, ma sarà anche possibile ricalibrarla per preservare condizioni di finanziamento favorevoli che contribuiscano a contrastare lo shock negativo della pandemia sul profilo dell’inflazione".

L'Istituto mantiene gli acquisti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (Paa) a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro. Anche questa misura sarà confermata, riportano dal board, "finché necessario a rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento e che terminerà poco prima che inizierà a innalzare i tassi di riferimento della BCE". Il Consiglio, inoltre, intende continuare a reinvestire, integralmente, il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del Paa per un prolungato periodo di tempo dopo la data di inizio dell’innalzamento dei tassi di interesse di riferimento della BCE e, in ogni caso, finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario.

Infine, il direttivo ha prospettato ancora abbondante liquidità con le sue operazioni di rifinanziamento. “La liquidità ottenuta tramite la terza serie di operazioni mirate di rifinanziamento a più lungo termine (Omrlt-III) - sottolinea - svolge un ruolo cruciale nel sostenere il credito bancario a imprese e famiglie".

 Lo staff della BCE nel 2021 prevede una crescita del 4,6%, nel 2022 del 4,7% e nel 2023 del 2,1%, con una piccola revisione al rialzo nei primi due anni della serie rispetto alle stime di marzo.

Rivista al rialzo l'inflazione per il 2021 all'1,9% e per il 2022 all'1,5%, mentre si conferma per il 2023 all'1,4%.

Per Lagarde, i rischi delle prospettive di crescita sono "ampiamente bilanciati". A proposito della recente accelerazione dell'inflazione, invece, ha affermato che è in gran parte riconducibile al rincaro dell’energia e ai colli di bottiglia emersi sul fronte della fornitura di materie prime, ma il livello dei prezzi sottostante resta piuttosto basso, a causa della debolezza dei salari.

"In questo scenario - ha spiegato il capo dell'Istituto - le nostre misure aiutano a preservare condizioni di finanziamento favorevoli per tutti i settori dell'economia, necessarie per una ripresa economica sostenuta e per salvaguardare la stabilità dei prezzi".

 

"Continueremo anche a monitorare l'evoluzione del tasso di cambio - ha aggiunto - per le possibili ripercussioni sull’inflazione a medio termine. Siamo pronti ad adeguare tutti i nostri strumenti, a seconda dei casi, per garantire che l'inflazione si muova verso il nostro obiettivo in modo duraturo, in linea con il nostro impegno alla simmetria".

 

"Le nostre misure, insieme alle misure adottate dai governi nazionali e da altre istituzioni europee - ha detto - restano essenziali per sostenere il prestito bancario e l'accesso ai finanziamenti, in particolare per le persone più colpite dalla pandemia”. In tema di politiche fiscali, ha auspicato un orientamento di bilancio ancora ambizioso e coordinato, poiché un ritiro prematuro dei sostegni rischierebbe di indebolire la ripresa e di amplificare gli effetti nel lungo termine. Le politiche fiscali nazionali, quindi, dovrebbero continuare a fornire un supporto tempestivo a imprese e famiglie, più esposte alla pandemia e alle conseguenti misure di contenimento. “Al contempo – ha avvertito -, le misure di bilancio dovrebbero rimanere temporanee, anticicliche e mirate, per affrontare efficacemente le vulnerabilità e sostenere una rapida ripresa dell'economia della zona euro".

 

Il Consiglio direttivo della BCE, infine, ha ribadito il ruolo chiave del pacchetto Next Generation EU e ha invitato gli Stati membri a impiegare i fondi in modo produttivo, assieme a politiche strutturali a favore della produttività.

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08/06/2021 StarNews – Germania, a giugno indice Zew a 79,8 punti da 84,4 di maggio. Condizioni attuali a -9,1 punti da -40,1. Zona euro 81,3 da 84,0

In Germania, l’indice Zew a giugno scende a 79,8 punti da 84,4 di maggio.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, è comunque migliore delle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione a 75,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -9,1 punti da -40,1 di maggio.

In discesa meno netta l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 81,3 punti da 84,0.

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08/06/2021 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil nei primo quarto del 2021 a -0,3% t/t da -0,6% del IV trimestre e a -1,3% a/a da -1,8%. Occupazione a -0,3% t/t da +0,3% e a -1,8% a/a da -1,9%

Nella zona euro, la terza e definitiva stima del Pil del I trimestre 2021 segna un -0,3% destagionalizzato su base trimestrale da -0,6% dei tre mesi precedenti e dal -0,6% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, marca un -1,3%, da -1,8% previsto nel Market movers e da -1,9% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,1% t/t da -0,4% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -1,2% da -4,4% del precedente trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche l’aggiornamento sul mercato del lavoro in Eurolandia. Ad aprile 2021, il tasso di disoccupazione destagionalizzato si è attestato all'8,0% dall’8,1% di marzo 2021 e dal 7,3% di aprile 2020. Il tasso di disoccupazione dell'Ue era del 7,3% ad aprile 2021, stabile rispetto a marzo 2021 e in aumento dal 6,7% di aprile 2020.

Eurostat, pertanto, ad aprile 2021 stima 15,380 milioni di disoccupati nell'Ue, di cui 13,030 milioni nell'area dell'euro. Rispetto a marzo 2021, si sono ridotti di 165.000 unità nell'Ue e di 134.000 nella zona euro. Rispetto ad aprile 2020, la disoccupazione è aumentata di 1,406 milioni nell’Ue e di 1,275 milioni nella zona euro.

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03/06/2021 StarNews – Eurozona, a maggio Pmi composito finale a 57,1 punti da 53,8 di aprile. Pmi del terziario a 55,2 da 50,5 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a maggio è salito a 57,1 punti da 56,9 della stima flash e da 53,8 di aprile.

Il dato, diffuso da Markit, ha confermato un’accelerazione dell’espansione dell’economia nel settore privato dell’eurozona, anche maggiore di quella stimata dagli analisti di Star am (54,2 punti) nel Market movers settimanale.

Il Pmi dei servizi è salito a 55,2 punti da 55,1 della stima flash, da 50,5 di aprile e dai 55,5 punti stimati nel Market movers settimanale.

La rinascita del settore terziario ha contribuito a corroborare l’espansione del settore privato a maggio. Dopo le opportune destagionalizzazioni, l’Indice Pmi di Markit della produzione Composita dell’eurozona ha registrato il terzo mese consecutivo di espansione e anche il maggiore incremento da febbraio 2018. Tale rialzo dell’indice è ascrivibile in particolare alla notevole accelerazione della crescita dell’attività terziaria. I dati di maggio hanno indicato il secondo aumento mensile consecutivo dei servizi, il migliore in quasi tre anni. Ciononostante, la produzione manifatturiera, pur registrando la più lenta crescita degli ultimi tre mesi, ha continuato a salire a un tasso maggiore del terziario.

Nello spaccato nazionale, l’Irlanda ha guidato la classifica di espansione, toccando il valore più alto in poco più di 21 anni di raccolta dati (63,5 punti). Anche la Spagna ha mostrato una forte prestazione, con l’indice migliore in quattordici anni e mezzo (59,2), mentre la Francia ha segnato il tasso di crescita maggiore in dieci mesi (57). La Germania ha indicato un leggero miglioramento della crescita (56,2), mentre l’Italia, pur indicando il miglior tasso di incremento in più di tre anni, ha rilevato il più debole rialzo netto della produzione del settore privato (55,7).

“A maggio, l’ampio settore terziario dell’eurozona è tornato a crescere, avviando un forte recupero che verosimilmente rimarrà costante per tutta l’estate - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit –. Le aziende che rispondono all’indagine hanno riportato la più forte ripresa della domanda dall’inizio del 2018, con la fiducia in aumento per l’allentamento delle restrizioni e per l’avanzamento della campagna di vaccinazione. Dopo l’applicazione delle più restrittive misure anti-covid che con lo scorso aprile sono durate un anno, a maggio si è rilevato un generale e significativo allentamento e, almeno fino al prossimo autunno, dovremmo assistere a ulteriori attenuazioni, se non ci saranno nuove e significative ondate pandemiche. Con il procedere dell’estate tali riduzioni dovrebbero facilitare un graduale ritorno a condizioni economiche più regolari”.

“L’ottimismo sulle prospettive economiche del prossimo anno – aggiunge Williamson – ha segnato il valore più alto in oltre 17 anni. La ripresa del terziario si accompagna all’impennata del manifatturiero. Il Pil del secondo trimestre, dunque, dovrebbe segnare una forte crescita. Con l’accumulo record delle commesse inevase e il graduale allentamento delle restrizioni pandemiche in programma nei prossimi mesi, l’espansione del terzo trimestre potrebbe rivelarsi ancora più vigorosa. A preoccupare sempre più sono i vincoli sulla capacità operativa, sia in termini di carenza di materiale presso i fornitori che di difficoltà ad assumere personale per far fronte al recente rialzo improvviso della domanda. il che porterà a un’impennata della pressione sui prezzi, che dovrebbe però moderarsi con il progredire delle condizioni degli approvvigionamenti, confermandosi però motivo di preoccupazione per mesi, soprattutto se la carenza di manodopera dovesse innescare aumenti salariali”.

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03/06/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a maggio a 64,0 punti da 62,7 di aprile. Pmi dei servizi definitivo di Markit a 70,4 da 64,7 che porta il Composito a 68,7 da 63,5

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a maggio sale a 64,0 punti da 62,7 di aprile.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, e accelera rispetto al mese precedente. È superiore anche alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un progresso più contenuto, a 62,9 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è balzata a 66,2 punti da 62,7 del mese precedente, quella sui prezzi a 80,6 da 76,8 e quella sugli ordini a 63,9 da 61,2. La componente dell'occupazione, invece, è scesa a 55,3 da 58,8.

"L'indice composito ha mostrato una crescita per il dodicesimo mese consecutivo dopo una contrazione di due mesi ad aprile e maggio 2020 - ha commentato Anthony Nieves, a capo dell’Ism -. Il tasso di espansione è molto forte, poiché le imprese hanno riaperto e la capacità produttiva è aumentata. Permangono, però, limiti di capacità, carenze di materiale, ritardi legati alle condizioni meteo e difficoltà nelle risorse logistiche e occupazionali".

L’indice Pmi dei servizi curato da Markit, nel dato definitivo di maggio, si è consolidato a 70,4 punti da 70,1 della prima lettura e da 64,7 di aprile.

Il Pmi composito (sintesi di manifatturiero e servizi), di conseguenza, si è attestato a 68,7 da 68,1 della stima flash e da 63,5 di aprile.

L'espansione senza precedenti dei servizi, si legge nel report, è stata sostenuta da un marcato aumento di nuovi ordini, a sua volta sostenuto dal più rapido aumento dei nuovi ordini dall'estero da nove mesi. Le maggiori esigenze aziendali hanno determinato un ulteriore forte aumento dell'occupazione. "Il ritmo della creazione di posti di lavoro - commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, però, è diminuito perché le aziende hanno segnalato difficoltà a coprire i posti vacanti. Ci aspettiamo ulteriori robuste espansioni nei mesi estivi, con un miglioramento della situazione del portafoglio ordini accompagnato da elevati livelli di fiducia delle imprese e dall'ulteriore allentamento delle restrizioni sia negli Usa che all'estero".

"Gli indicatori dei prezzi – conclude l'economista – sono saliti a livelli molto alti. Il che si aggiungerà alle preoccupazioni sull'inflazione. Questi tassi di crescita della produzione e dei prezzi senza precedenti porteranno inevitabilmente a speculazioni su un tapering della politica della Fed prima del previsto".

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01/06/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di maggio a 63,1 punti da 62,9 di aprile

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di maggio si attesta a 63,1 punti da 62,8 della stima preliminare, 62,9 di aprile e 62,3 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

L’economia manifatturiera dell’eurozona ha registrato nel mese un nuovo miglioramento record delle condizioni operative, a un tasso che ha superato il record di aprile. L’indice, infatti, si è attestato al livello maggiore mai registrato sinora (i dati dell’indagine sono disponibili da giugno del 1997), attestandosi anche per l’undicesimo mese consecutivo sopra la soglia di non cambiamento dei 50 punti.

Ancora una volta la crescita ha interessato tutti e tre i sottosettori. I produttori di beni di investimento hanno di nuovo riportato la prestazione migliore, sia per la produzione che per i nuovi ordini. Le altre due categorie, quelle dei beni intermedi e di consumo, hanno registrato un’accelerazione nei rispettivi Pmi di maggio quasi da record.

A livello nazionale, il Pmi ha registrato un record assoluto in Paesi Bassi (69,4,) e Austria (66,4). Anche Irlanda (64,1) e Italia (62,3) hanno registrato i livelli più alti dei Pmi mai registrati sinora, mentre Grecia (58,0), Francia (59,4) e Spagna (59,4) hanno riportato record pluriennali (rispettivamente 253, 248 e 276 mesi). La Germania (64,4, minimo di 3 mesi) è stata l’unica nazione a riportare una crescita più lenta, malgrado sia comunque riuscita a registrare un tasso di espansione vicino a quello record di marzo.

"Il manifatturiero dell’eurozona continua a crescere a un tasso senza precedenti, con il Pmi che ha raggiunto un nuovo record per il terzo mese consecutivo – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit – La crescita della produzione aggiunge segnali di un’economia che torna a espandersi notevolmente nel secondo trimestre. L’indagine di maggio ha però riportato ritardi record delle consegne, che hanno limitato la crescita della produzione e ostacolato la capacità delle aziende nel far fronte alla domanda in misura mai vista prima nella storia dell’indagine. Il maggiore volume di vendita, di conseguenza, sta svuotando i magazzini e facendo innalzare il livello di lavoro inevaso a livelli record”.

"Con questi indicatori anticipatori, di buon auspicio per la produzione, e con livelli occupazionali ancora in crescita nei prossimi mesi (vista la volontà delle aziende di far fronte alla crescente domanda), si potrà assistere anche a un aumento dei prezzi - ha aggiunto Williamson –. La combinazione tra forte domanda e peggioramento dell’offerta, infatti, sta facendo alzare i prezzi a livelli inediti negli ultimi 24 anni”.

“D’altra parte – ha concluso l’economista –, ci possiamo aspettare una pressione sui prezzi contenuta, in quanto l’effetto distruttivo della pandemia diminuirà ulteriormente nei prossimi mesi e la catena di distribuzione globale migliorerà. Con l’apertura di altre economie, inoltre, dovremmo assistere a un cambio di direzione della domanda dai beni verso i servizi. Ciò dovrebbe in qualche modo allentare la pressione sui prezzi contribuendo però a sostenere la forte crescita della ripresa economica”.

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01/06/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di maggio a +2,0% a/a da +1,6% di aprile

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di maggio, segna un +2,0% da +1,6% di aprile, e un +0,3% m/m da +0,6% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera il target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna lo 0,9% a/a da +0,7% di aprile e lo 0,2% m/m da +0,6%. Anche al netto della sola energia si attesta a +0,9% a/a da +0,7% del mese precedente e a +0,2% m/m da +0,6%.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +13,1% da +10,4% di aprile, quelli dei servizi a +1,1% da +0,9%, quelli dei beni industriali non energetici a +0,7% da +0,4% e i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +0,6% a/a come ad aprile.

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01/06/2021 StarNews – Eurozona, ad aprile disoccupazione all’8,0% dall’8,1% di marzo, nell’intera Ue al 7,3% come nel mese precedente

Nell'eurozona, ad aprile il dato della disoccupazione si attesta all’8,0% dall’8,1% di marzo. Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, supera le stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale prevedevano un tasso dell’8,1%.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro è del 7,3%, come nel mese precedente e dal 6,7% di aprile 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,380 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,545 di marzo), di cui 13,030 milioni nell'area euro (da 13,164).

Rispetto a marzo, si contano 165 mila disoccupati in meno nell'Ue, 134.000 in meno nell'area euro. Rispetto ad aprile 2020, invece, la disoccupazione è aumentata di 1,406 milioni nell'Ue e di 1,275 milioni nell'area euro.

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01/06/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di maggio a 61,2 punti da 60,7 di aprile. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 62,1 da 60,5 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di maggio sale a 61,2 punti da 60,7 di aprile e dai 60,8 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

 Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque un’accelerazione, ancora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

 Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 67 punti da 64,3, mentre quella sull'occupazione a 50,9 da 55,1 e la componente dei prezzi a 88,0 da 89,6.

 Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di maggio si attesta a 62,1 punti da 61,5 della prima lettura e 60,5 di aprile. Il tasso di crescita è il maggiore dall'inizio della raccolta dei dati (maggio 2007).

"I produttori statunitensi stanno beneficiando di un secondo trimestre eccezionale - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -, con il Pmi che ha raggiunto un nuovo massimo per il secondo mese consecutivo. Gli afflussi di nuovi ordini stanno aumentando a un ritmo inedito in 14 anni di storia dei sondaggi, sostenuto dalla rinascita della domanda interna e da esportazioni record favorite dalla riapertura delle economie con l’allentamento delle misure anticovid”.

 "I livelli elevati di altri indicatori di indagine, tuttavia – ha aggiunto Williamson –, sono meno graditi: i prezzi praticati anche dai produttori stanno aumentando a un ritmo senza precedenti, legato al rincaro degli input. Non solo la capacità operativa viene frenata dalla catena di ritardi di ritardi nell'offerta rilevata finora nel secondo trimestre, ma le imprese sono diventate sempre meno capaci di assumere personale sufficiente. Gli arretrati di lavoro, pertanto, si stanno accumulando a un ritmo senza precedenti, in quanto le imprese faticano a soddisfare la domanda”.

"Questi arretrati di ordini – conclude l’economista - dovrebbero supportare un'ulteriore crescita della produzione nei prossimi mesi, supportando una espansione impressionante durante l'estate. Ma le aspettative dei produttori si sono moderate ulteriormente, suggerendo che il tasso di crescita è al picco, legato alle preoccupazioni per i limiti raggiunti di capacità, per prezzi in aumento che colpiscono la domanda e per misure di stimolo ormai ai livelli massimi”.

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27/05/2021 StarNews – Usa, Pil del I trimestre, nella seconda stima preliminare, a +6,4% t/t da +4,3% come nella lettura precedente e da +4,3% del quarto precedente

Negli Usa, il Pil del I trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un +6,4% t/t come nella lettura precedente e da +4,3% dell’ultimo quarto del 2020.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), è di poco inferiore alle attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (+6,5%).

La spesa per consumi reali ha registrato un +11,3% da +10,7% della prima lettura preliminare e da +2,3% dei tre mesi precedenti.

Diminuiscono, invece, i profitti delle imprese, dello 0,8% dal precedente +27%.

L'indice Pce price, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dei prezzi, segna un +3,7% dal +1,5% del trimestre precedente. Il PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +2,5% dal +1,3% del trimestre precedente.

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27/05/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case ad aprile a -4,4% m/m da +1,7% di marzo

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) ad aprile perdono il 4,4% m/m da +1,7% di marzo (rivisto da +1,9%) e da -11,5% di febbraio.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 106,2 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 111,1 del mese precedente (rivisto da 111,3) e 109,2 di febbraio. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 65,09%.

"Le firme dei contratti si stanno avvicinando ai livelli pre-pandemici dopo la grande ondata dovuta alla mancanza di un'offerta sufficiente di case a prezzi accessibili - ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. Il mercato di fascia alta è ancora in forte movimento poiché le scorte sono più abbondanti lì".

Secondo Yun, l'offerta di alloggi migliorerà nel complesso già in autunno e prevede un aumento delle quotazioni, nonché un aumento dei venditori dopo la conclusione della moratoria di sfratto.

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25/05/2021 StarNews – Germania, a maggio indice Ifo a 99,2 punti da 96,6 di aprile

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a maggio sale a 99,2 punti da 96,6 di aprile (rivisto da 96,8) e dai 99,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 95,7 punti da 94,2 (rivisto da 94,1) del mese precedente e da 97,0 previsto nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, scivola a 102,9 da 99,2 (rivisto da 99,5) del mese precedente e da 102,0 atteso dagli analisti di Star am.

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25/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite di nuove abitazioni a -5,9% m/m da +7,4% di marzo

Negli Usa, ad aprile il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -5,9% da +7,4% di marzo (rivisto da +20,7%).

 In termini assoluti, infatti, scendono a quota 863 mila da 917 mila del mese precedente (rivisto da 1,021 milioni) e da 998 mila della stima del Market movers settimanale. La riduzione è ascrivibile al meteo, particolarmente avverso, e all’aumento delle case invendute, probabilmente temporaneo, ai massimi da maggio 2020, con scorte equivalenti a 4,8 mesi.

 Rispetto ad aprile 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 33,7%.

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21/05/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di maggio, Pmi composito a 56,9 punti da 53,8 di aprile. Nel dettaglio, manifatturiero a 62,8 da 62,9 e servizi a 55,1 da 50,5

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di maggio si attesta a 56,9 punti (valore più alto da 39 mesi) da 53,2 di aprile. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca un miglioramento e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, in linea con le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero scende a 62,8 punti (minimo da due mesi) da 62,9 di aprile. Quello dei servizi, invece, si consolida in terreno positivo a 55,1 punti (massimo da 35 mesi) da 50,5 di aprile.

La produzione manfatturiera, peraltro, si indebolisce a 61,9 punti (63,2 ad aprile), minimo da tre mesi.

A maggio, dunque, con la riapertura progressiva dei mercati dalle restrizioni pandemiche, l’attività economica dell’eurozona ha registrato a maggio una crescita molto più rapida. Allo stesso tempo, la crescita dei nuovi ordini ha registrato la più forte impennata da giugno 2006, superando persino l’espansione della produzione con il maggior divario tra i due parametri in 23 anni di storia dell’indagine. L’accumulo di commesse non completate è di conseguenza aumentato ad un livello mai superato da novembre 2002, quando è iniziata la serie. Ciò evidenzia il deficit crescente dell’attuale produzione rispetto alla domanda.

“La domanda per beni e servizi all’interno della regione - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – è cresciuta al tasso più alto in 15 anni. A maggio, le misure di contenimento del virus sono diminuite al livello più basso dallo scorso ottobre, facilitando il miglioramento particolarmente elevato dell’attività del settore dei servizi, a sua volta accompagnato dell’ennesima espansione quasi record di quello manifatturiero”. Questo squilibrio tra offerta e domanda ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi. La durata di queste”.

“La crescita – aggiunge l’economista – sarebbe stata ancora più forte se non fosse stato per i ritardi record nella catena di distribuzione e per le difficoltà nel riattivare velocemente l’attività delle aziende al fine di soddisfare la domanda, specialmente nel riavvio delle assunzioni. La carenza produttiva relativa alla domanda sta toccando valori record in 23 anni di storia dell’indagine ".

“Questo squilibrio tra offerta e domanda – conclude Williamson – ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi. La durata di queste pressioni inflazionistiche dipenderà da quanto rapidamente l’offerta si allineerà alla domanda. Al momento però il divario sta peggiorando, causando la più forte pressione dei prezzi sui beni mai registrata dall’indagine e l’aumento delle tariffe per i servizi”.

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21/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite di nuove abitazioni a -2,7% m/m da -3,7% di marzo

Negli Usa, ad aprile il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -2,7% da -3,7% di marzo.

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 5,85 milioni di unità ann. da 6,01 mila del mese precedente (rivisto da 775 mila).

Le vendite complessive sono aumentate su base annua del 33,9% (4,37 milioni ad aprile 2020).

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21/05/2021 StarNews – Usa, a maggio stima flash del Pmi composito al massimo della serie, a 68,1 punti da 63,5 di aprile

Negli Usa, il Pmi composito di maggio, nella stima flash, sale al massimo della serie, a 68,1 punti da 63,5 di aprile.

Il dato, pubblicato da Markit, resta ampiamente oltre la soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività.

La voce della produzione accelera a 58,1 da 57,2 di aprile. L’indice del manifatturiero sale a 61,5 punti da 60,5 del mese precedente (altro record per la serie), mentre quello dei servizi si rafforza a 70,1 punti da 64,7 di aprile.

“L'economia statunitense – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit - a maggio ha visto un'accelerazione record, grazie alle riaperture dell'economia favorite dall’allentamento delle restrizioni anti-covid. Il settore dei servizi, in particolare, ha registrato un progresso impressionante, che ha ampiamente bruciato tutti i record precedenti, accompagnato da un'altra solida espansione della produzione manifatturiera”.

“La crescita sarebbe stata ancora più forte – precisa Williamson - se non ci fosse stato per le imprese il limite della carenza di offerta e della difficoltà a coprire i posti vacanti. Con le aziende ottimiste circa le prospettive, gli arretrati degli ordini sono in forte espansione e la domanda continua a salire sia nel mercato interno che in quelli di esportazione, il che accredita una forte crescita economica per tutta l'estate”.

“L'indagine di maggio, tuttavia, – conclude l’economista - porta anche ulteriori preoccupazioni per l'inflazione. I prezzi di vendita medi per merci e servizi stanno aumentando con tassi senza precedenti, il che favorirà una maggiore inflazione al consumo nei prossimi mesi".

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19/05/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di aprile a +1,6% a/a da +1,3% di marzo e a +0,6% m/m da +0,9% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di aprile, si attestano a +1,6% a/a, come nella lettura preliminare e da +1,3% di marzo scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina ma resta lontano dal target fissato dalla BCE (appena sotto il 2%) ed è di poco inferiore alle stime degli analisti di Star am (+1,7%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,6% da +0,9% di marzo.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +0,7% a/a da +0,9% di marzo, e un +0,5% m/m.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 2,0% su base tendenziale da +1,7% del mese precedente e lo 0,6% su base mensile.

Ad aprile, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (-0,96%), seguita da servizi (+0,37%), cibo, alcol e tabacco (+0,16%) e beni industriali non energetici (+0,12%).

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18/05/2021 StarNews – Zona euro, seconda stima del Pil del I trimestre 2021 segna un -0,6% t/t dal -0,7% dei tre mesi precedenti e un -1,8% a/a da -4,9%

Nella zona euro, la seconda stima del Pil del primo trimestre 2021 segna un calo dello 0,6% destagionalizzato su base trimestrale da -0,7% del trimestre precedente e dal -0,5% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un -1,8%, come nella stima flash e in quella contenuta del Market movers e dal -4,9% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,4% t/t da -0,5% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -1,7% da -4,6% del trimestre precedente.

 

Nello stesso trimestre, l'occupazione si è ridotta nella zona euro come nell'Ue a 27 dello 0,3% su base trimestrale dal -0,4% dell’ultimo quarto. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, nella zona euro ha marcato un -2,1% da -1,9% e nell’Ue a 27 un -1,8% da -1,6%.

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14/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite al dettaglio per 619,9 miliardi di dollari, quasi invariate su base mensile dal +10,7% di marzo e +51,22% a/a da +22,01%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di aprile salgono a quota 619,9 miliardi di dollari da 619,8 di marzo.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, resta sostanzialmente invariato su base mensile da +10,7% del mese precedente (rivisto da +9,8%) e da +0,2% previsto nel Market movers, e marca un +51,22% a/a da +29,01% del mese precedente (rivisto da +28,16%).

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -0,8% dopo il +9% di marzo e rispetto al +0,8% atteso dagli analisti di Star am.

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12/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile inflazione a +0,8% m/m da +0,6% di marzo e a +4,2% a/a da +2,6%. Core a +0,9% m/m da +0,3% e a +3,0% da +1,6% a/a

Negli Usa, ad aprile i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,8% da +0,6% di marzo scorso e dal +0,2% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +4,2% da +2,6% del mese precedente e dal +3,6% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,9% su base congiunturale dal +0,3% previsto nel Market e dal +0,3% di marzo e un +3,0% a/a dal +1,6% del mese precedente e dal +2,3% atteso dagli analisti di Star am.

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11/05/2021 StarNews – Germania, ad maggio indice Zew a 84,4 punti da 70,7 di aprile. Condizioni attuali a -40,1 punti da -48,8. Zona euro 84,0 da 66,3

In Germania, l’indice Zew a maggio scale a 84,4 punti da 70,7 di aprile.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una crescita a 79,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -40,1 punti da -48,8 di aprile.

In ascesa ancora più rapida l'indice anticipatore Zew della zona euro, 84,0 punti da 66,3.

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07/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile tasso di disoccupazione al 6,1% dal 6,0% di marzo. Più 266 mila buste paga nel settore non agricolo da +770 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione ad aprile scende al 6,1% destagionalizzato dal 6,0% di marzo scorso e dal 5,8% stimato nel Market movers settimanale.

 L’indagine, infatti, rileva 266 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +770 mila del mese precedente (riviste da +916 mila). Il dato, peraltro, delude le attese degli analisti di Star am (+925 mila).

Nel settore privato si sono guadagnati 218 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +708 mila di marzo (dato rivisto da +780 mila). Gli occupati nel manifatturiero si sono ridotti di 18 mila unità da i +54 mila del mese precedente (rivisti da +53 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +0,3% a/a da +4,2% di marzo e un +0,7% m/m da -0,1% di marzo. Si attestano, infatti, a 35,00 dollari da 34,90 di marzo. La media di ore settimanali è salita a 35 da 34,9.

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03/05/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di aprile a 62,9 punti da 62,5 di marzo

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di aprile si attesta a 62,9 punti da 63,3 della stima preliminare, 62,5 di marzo e 63,3 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

L’economia manifatturiera dell’eurozona ha registrato ad aprile un’altra prestazione strabiliante, con le condizioni operative in miglioramento a un tasso che ha superato il record di marzo. L’indice, infatti, si è attestato al livello maggiore mai registrato sinora (i dati dell’indagine sono disponibili da giugno del 1997) e ha segnato per il decimo mese consecutivo un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50 punti.

Ancora una volta la crescita ha interessato tutti i sottosettori. E sia quello dei beni di investimento che quello dei beni intermedi hanno riportato espansioni notevoli. Il primo ha osservato il miglioramento più vigoroso di sempre. I produttori dei beni di consumo hanno marcato  un forte progresso delle condizioni operative anche se con una crescita inferiore rispetto alle altre due categorie monitorate dall’indagine.

I Paesi Bassi guidano la crescita generale dei Pmi, riportando un nuovo record d’indagine (67,2), seguiti dalla Germania, in leggera flessione rispetto al mese precedente (66,2, minimo in 2 mesi). Uno grande slancio di crescita anche per Italia (60,7) e Austria (64,7), con tassi per entrambe le economie su valori record. Francia al minimo in 2 mesi (58,9), Spagna al massimo in 256 mesi (57,7).

"Ad aprile – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit – il settore manifatturiero dell’eurozona è in forte crescita e per il secondo mese consecutivo il relativo Pmi ha raggiunto un valore record. Gli ultimi due mesi hanno osservato una crescita di produzione e nuovi ordini a tassi inediti, con l’espansione della domanda stimolata dalla riapertura dell’economia favorita dall’allentamento delle restrizioni anti-covid e dalle previsioni positive per l’anno prossimo”.

"Le difficoltà sulla catena di distribuzione, però - ha aggiunto Williamson –, stanno raggiungendo livelli senza precedenti, causando un accumulo di ordini inevasi. La conseguenza della maggiore domanda rispetto all’offerta è l’aumento dei prezzi presso i manifatturieri, di conseguenza in incremento al tasso più veloce mai registrato dall’indagine. Una grande incertezza è data da quanto ancora queste pressioni sui prezzi continueranno e in che misura questi rincari di beni e servizi si trasferiranno sui consumatori finali”. 

“Un incoraggiamento viene dal forte aumento dei livelli del personale e dall’investimento in macchinari e attrezzature segnalati dall’indagine – ha concluso l’economista –. Suggeriscono la tendenza delle aziende ad aumentare la propria capacità di far fronte alla ripresa della domanda. Ciò dovrebbe aiutare a equilibrare offerta e domanda, e a ridurre un po’ la pressione sui prezzi. Di certo, però, questo richiederà tempo”.

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03/05/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di aprile a 60,7 punti da 64,7 di marzo. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 60,5 da 59,1 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di aprile sale a 60,7 punti da 64,7 di marzo e dai 64,9 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale. 

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione, pur restando ancora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala un’espansione dell’attività.

 Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 64,3 punti da 68,0, mentre quella sull'occupazione a 55,1 da 59,6 e la componente dei prezzi a 89,6 da 85,6.

 Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di aprile si attesta a 60,5 punti da 60,6 della prima lettura e 59,1 di marzo. Il tasso di crescita è il maggiore dall'inizio della raccolta dei dati (maggio 2007). La crescita complessiva è stata supportata dalle espansioni più rapide in produzione e nuovi ordini, con quest'ultimo dato in aumento al ritmo più veloce da aprile 2010.

L'indice principale è stato anche gonfiato da un numero senza precedenti di ritardi nella consegna dei fornitori (normalmente un segno di miglioramento in condizioni operative). La carenza di materie prime ha portato anche all’aumento più consistente dei costi da luglio 2008, con le aziende che cercano di compensare questi maggiori costi con aumenti marcati di produzione.

Nel frattempo, la fiducia delle imprese si è attenuata, per le preoccupazioni sulle interruzioni della catena di fornitura e sulle tensioni sulle prospettive della capacità produttiva.

"I produttori statunitensi ad aprile hanno riportato il più grande boom da almeno 14 anni - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -. La domanda è aumentata a un ritmo mai visto in 11 anni, tra crescenti speranze di ripresa e nuove misure di stimolo”.

“Tuttavia – ha aggiunto Williamson –, i ritardi della catena di fornitura sono peggiorati, raggiungendo il dato più alto mai registrato dall'indagine. E ciò sta soffocando la produzione di molte aziende. Le più colpite sono state quelle che si rivolgono direttamente ai consumatori, in quanto la mancanza di input ha fatto scendere la produzione al di sotto della crescita del portafoglio ordini in misura record negli ultimi due mesi, in una fase cui la spesa delle famiglie è aumentata”.

"I fornitori – ha proseguito l’economista - sono stati in grado di imporre prezzi più elevati grazie alla forza della domanda di input, spingendo i costi dei materiali al livello più elevato dal 2008. I tentativi di espandere la capacità tramite l'assunzione di personale aggiuntivo ha garantito maggiore slancio, ma in alcuni casi la carenza di personale ha costituito un ulteriore vincolo alla produzione”.

“D’altra parte – conclude -, col traino della fiducia, a uno dei livelli più alti visti negli ultimi sette anni, e della diffusione dei vaccini, ulteriori investimenti in capacità di produzione dovrebbero essere avviati nei prossimi mesi, contribuendo ad alleviare alcune pressioni sui prezzi”.

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30/04/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di aprile a +1,6% a/a da +1,3% di marzo

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di aprile, segna un +1,6% da +1,3% di marzo, e un +0,6% m/m da +0,9% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina al target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna lo 0,8% a/a da +0,9% di marzo e da +1,1% di febbraio, e perde lo 0,6% m/m. Anche al netto della sola energia si attesta a +0,8% a/a da +1,0% del mese precedente e a +0,6% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +10,3% da +4,3% di marzo, quelli dei servizi a +0,9% da +1,3%, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +0,7% a/a da +1,1%, quelli dei beni industriali non energetici a +0,5% da +0,3%.

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30/04/2021 StarNews – Zona euro, la prima stima del Pil del I trimestre a -0,6% t/t da -0,7% dell’ultimo quarto 2020 e a -1,8% a/a da -4,9%

Nella zona euro, il Pil del I trimestre, nella prima stima preliminare, perde lo 0,6% t/t da -0,7% del trimestre precedente.

Il dato, comunicato da Eurostat, su base annua perde invece l’1,8% da -4,9% dei tre mesi precedenti.

Nell'intera Ue a 28 il Pil si riduce dello 0,4% t/t da -0,5% del periodo precedente e dell’1,7% a/a da -4,6% dell’ultimo quarto dell’anno.

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30/04/2021 StarNews – Eurozona, a marzo disoccupazione all’8,1% dall’8,2% di febbraio, nell’intera Ue al 7,3% dal 7,4% del mese precedente

Nell'eurozona, a marzo il dato della disoccupazione si attesta all’8,1% dall’8,2% di febbraio (rivisto dall’8,3%). Il dato è comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro scivola al 7,3% dal 7,4% del mese precedente.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,520 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,757 di febbraio), di cui 13,166 milioni nell'area euro (da 13,375).

Rispetto a febbraio 2021, si contano 237 mila disoccupati in meno nell'Ue e 209.000 in meno nell'area euro. Rispetto a marzo 2020, invece, la disoccupazione è aumentata di 2,019 milioni nell'Ue e di 1,614 milioni nell'area euro.

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29/04/2021 StarNews – Usa, il Pil del primo trimestre, nella stima preliminare, a +6,4% t/t da +4,3% dei tre mesi precedenti

Negli Usa, il Pil del primo trimestre, nella stima preliminare, segna un +6,4% da +4,3% t/t dei tre mesi precedenti.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), supera leggermente le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un +6,3%.

Il progresso è stato determinato soprattutto dal rafforzamento dei consumi, a +10,7% da +2,3% del trimestre precedente.

Il Pce price index, una misura dell'inflazione, è dato a +3,5% dal precedente +1,5%, mentre il Pce core dovrebbe registrare un +2,3% dal precedente +1,3%.

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29/04/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case a marzo a +1,9% m/m da -11,5% di febbraio

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a marzo guadagnano l’1,9% m/m da -11,5% di febbraio (rivisto da -10,6%) e da -2,4% di gennaio.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è salito a quota 111,3 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 109,2 del mese precedente (rivisto da 110,3) e 123,4 di gennaio. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 23,3%.

"L'aumento delle transazioni di vendita in corso a marzo è indicativo dell'elevata domanda di alloggi – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. Con i tassi ipotecari ancora molto vicini ai minimi storici e una solida ripresa di posti di lavoro, la domanda rimarrà probabilmente elevata".

"L'inventario basso è stato un problema costante – aggiunge Yun - ma sembra destinato a espandersi man mano che la costruzione di nuove case si intensificherà nei prossimi mesi, così come con una costante liquidazione del programma di moratorie dei mutui".

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28/04/2021 StarNews – Germania, fiducia dei consumatori Gfk di maggio a -8,8 punti da -6,1 di aprile

In Germania, la fiducia dei consumatori elaborata dall’istituto Gfk (German Consumer Climate) a maggio torna a calare, a -8,8 punti da -6,1 del mese precedente (dato rivisto da -6,2) e da -12,7 di marzo.

L'indice, anticipatore del sentiment, rilevato a partire da un campione di 2 mila intervistati, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale lo avevano previsto a quota -7,0 punti.

Le aspettative sulla situazione economica perdono 10,4 punti, fino a quota 7,3. L'indice sulle aspettative dei redditi è sceso di 13 punti, a 9,3 punti (quasi disperdendo quanto guadagnato il mese scorso, +15,8 punti), mentre l'indice sulla propensione a spendere è aumentato di 5 punti, a 17,3.

"La ripresa dell'economia domestica continuerà a subire contraccolpi a causa della terza ondata - spiega Rolf Burkl, esperto di GfK -. Come nel 2020, anche quest'anno il consumo non sarà un pilastro dell'economia. Negli anni precedenti la pandemia, la spesa dei consumatori aveva dato un contributo importante alla crescita dell'economia tedesca"

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26/04/2021 StarNews – Germania, ad aprile indice Ifo a 96,8 punti da 96,6 di marzo

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) ad aprile accelera ancora, come a marzo. Sale, infatti, a 96,8 punti da 96,6 di marzo e dai 93,2 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 94,1 punti da 93,1 (rivisto da 93,0) del mese precedente e da 91,3 previsto nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, scivola a 99,5 da 100,3 (rivisto da 100,4) del mese precedente e da 95,1 atteso dagli analisti di Star am.

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23/04/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di aprile, Pmi composito a 53,7 punti da 53,2 di marzo. Nel dettaglio, manifatturiero a 63,3 da 62,5 e servizi a 50,3 da 49,6

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di aprile si attesta a 53,7 punti (massimo da 9 mesi) da 53,2 di marzo. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca un miglioramento e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, ben oltre le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (51,0 punti).

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero sale a 63,3 punti (record assoluto da giugno 1997) da 62,5 di marzo. Quello dei servizi, invece, torna in terreno positivo a 50,3 punti (massimo da 8 mesi) da 49,6 di marzo.

La produzione del settore, peraltro, si rafforza a 63,4 punti (record assoluto da giugno 1997) da 63,3 del mese precedente.

Ad aprile, dunque, l’attività economica dell’eurozona punta su livelli di crescita ancora più forti, registrando il tasso di incremento più rapido da luglio scorso, grazie all’espansione record della produzione manifatturiera accompagnata dal primo ritorno alla crescita del settore terziario dallo scorso agosto.

A guidare l’impennata è stata la Germania, il cui tasso di incremento ha solo leggermente rallentato rispetto al record assoluto di marzo, segnando il secondo valore storico più alto (composito a 56,0 da 57,3; manifatturiero a 66,4 da 66,6; servizi a 50,1 da 51,5). Anche la Francia ha registrato valori di crescita più lenti, segnando il secondo indice più alto degli ultimi tre anni (composito a 51,7 da 50,0; manifatturiero a 59,2 da 59,3; servizi a 50,4 da 48,2). Nel resto dell’eurozona, l’aumento della produzione manifatturiera ha toccato livelli record.

Altri indicatori dell’indagine hanno mostrato segnali promettenti per i mesi a venire. La crescita dei nuovi ordini dell’eurozona ha toccato il valore più alto da settembre 2018, con alla guida il manifatturiero, che ha marcato per il secondo mese consecutivo un valore record di incremento delle nuove commesse. Diversamente, il flusso degli ordini ricevuti dal terziario ha segnato la nona contrazione mensile consecutiva, avvicinandosi però sempre di più alla stabilizzazione.

“In un mese dove le misure di contenimento si sono intensificate per l’ennesima ondata di infezioni - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson –, l’economia dell’eurozona ha indicato un potenziale incoraggiante. Il settore dei servizi, malgrado sia stato ancora il più colpito dalle misure di restrizione, è tornato a crescere e le aziende si sono adattate a convivere con il virus, preparandosi a un futuro migliore”.

 “Al contempo – aggiunge l’economista –, il manifatturiero sta registrando un boom. La maggiore capacità di spesa precedentemente frenata, il rifornimento di giacenze, gli investimenti in nuovi macchinari e il crescente ottimismo hanno alimentato una nuova crescita record di produzione e nuovi ordini. Il forte aumento della domanda di materie prime continua a causare ritardi senza precedenti sulla catena di distribuzione, determinando il più rapido incremento dei costi aziendali in dieci anni".

“I prezzi al consumo – conclude Williamson –, dunque, si stimano in netta ascesa nei prossimi mesi, anche se l’entità della crescita dipenderà dalla forza della domanda e dalla condizione dell’offerta, fattori che, al momento, restano molto incerti”.

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23/04/2021 StarNews – Usa, ad aprile la stima flash del Pmi manifatturiero a 60,6 punti da 59,1 di marzo

Negli Usa, il Pmi manifatturiero elaborato da Markit Economics, nella stima flash di aprile, si attesta a 60,6 punti da 59,1 di marzo.

Si consolida, pertanto, ampiamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica una crescita dell'attività manifatturiera.

Il sottoindice della produzione manifatturiera sale a 57,2 punti da 55,6 di marzo. Si rafforza anche il settore dei servizi, con il relativo Pmi a 63,1 punti da 60,4. Di conseguenza, l'indice composito si attesta a 62,2 punti da 59,7.

“L'economia degli Stati Uniti – commenta Chris Williamson, capo economista Markit – sta registrando un buon inizio di secondo quarto dell’anno. La domanda è stata sostenuta dall’allentamento delle restrizioni anticovid, dai progressi impressionanti della campagna vaccinale, da aspettative più ottimistiche e dalle misure di stimolo. La ripresa è ampia. Il settore dei servizi è in crescita al tasso più veloce registrato da quasi 12 anni di storia dell'indagine. I produttori hanno segnalato una delle espansioni più forti viste negli ultimi sette anni, mentre le fabbriche erano ancora ostacolate da ritardi della catena di approvvigionamento senza precedenti e da un forte rincaro dei prezzi”.

“Il peggioramento della situazione delle scorte – aggiunge Williamson - è motivo di preoccupazione per le prospettive future, soprattutto in relazione ai prezzi. Le scorte necessitano di un'accelerazione per allinearsi alla domanda. Ma con ritardi record della catena di approvvigionamento, che determinano un aumento degli arretrati di lavoro mai visti in oltre sette anni, le aziende sembrano faticare ad aumentare la capacità produttiva nel breve termine".

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23/04/2021 StarNews – Usa, a marzo vendite di nuove abitazioni a +20,7% m/m da -16,2% di febbraio

Negli Usa, a marzo il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a +20,7% da -16,6% di febbraio (rivisto da -18,2%).

 In termini assoluti, infatti, salgono a quota 1,021 milioni di unità ann. da 846 mila del mese precedente (rivisto da 775 mila) e da 910 mila della stima del Market movers settimanale. Grazie alla crescita forte del reddito disponibile e del risparmio, si ritiene che questa tendenza si confermerà anche nei prossimi mesi, per quanto moderata (come il dato delle vendite di case esistenti) dalla mancanza di abitazioni disponibili e dall’aumento dei tassi sui mutui.

 Rispetto a gennaio 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 33,6%.

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22/04/2021 StarNews – BCE, tassi di interesse ancora ai minimi storici e accelerazione degli acquisti del Pepp rispetto ai primi mesi dell'anno. Lagarde: "È ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario per sostenere economica e inflazione"

La BCE, nell’ultima riunione di politica monetaria, lascia i tassi di interesse ai minimi storici e prevede un’accelerazione rispetto ai primi mesi dell'anno degli acquisti del Piano anti pandemico (Pepp), da condurre in modo molto flessibile. Conferma anche gli altri strumenti, ossia il Piano Qe da 20 miliardi necessario a rafforzare l'impatto della politica dei tassi e le aste Omt.

Più nel dettaglio, l’istituto di Francoforte ha lasciato il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali a zero, quello sulle operazioni di rifinanziamento marginale a +0,25% e quello sui depositi a -0,50%. E su questi livelli resteranno, hanno precisato dall’Eurotower, finché l’inflazione non convergerà saldamente sul target, ossia appena sotto il 2%, e tale convergenza non si rifletterà in maniera coerente nelle dinamiche dell’inflazione di fondo.

Il Consiglio direttivo ha assicurato anche che continuerà a condurre gli acquisti "in maniera flessibile" nell’ambito del Pepp.

Gli acquisti netti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA) proseguiranno a un ritmo mensile di 20 miliardi di euro, finché necessario per rafforzare l’impatto di accomodamento dei suoi tassi di riferimento. E termineranno verosimilmente poco prima dell’innalzamento dei tassi di riferimento della BCE.

Infine, il Consiglio direttivo continuerà a fornire abbondante liquidità attraverso le sue operazioni di rifinanziamento, che svolgono un ruolo cruciale nel sostenere il credito bancario a imprese e famiglie.

"È ancora necessario un ampio grado di accomodamento monetario – ha spiegato in conferenza stampa la presidente della BCE, Christine Lagarde - per sostenere l'attività economica e la robusta convergenza dell'inflazione a livelli inferiori, ma vicini, al 2% nel medio termine".

La numero uno dell'Eurotower, inoltre, ha sottolineato che nella riunione di oggi "non è stato discusso alcun phasing out (uscita dal programma, ndr). Continueremo a effettuare acquisti netti nell'ambito del Pepp con una dotazione totale di 1.850 miliardi di euro almeno fino alla fine di marzo 2022 e, in ogni caso, fino a quando il Consiglio direttivo non giudicherà terminati gli effetti della pandemia".

"L'inflazione annua nell'area euro – ha aggiunto - è aumentata dell'1,3% a marzo 2021 da +0,9% di febbraio, a causa di un forte rincaro dell'energia, che ha più che compensato il deprezzamento degli alimentari e il calo dell'inflazione Hicp esclusi i prodotti energetici e alimentari. È probabile che l'inflazione complessiva aumenti ulteriormente nei prossimi mesi, ma si prevede una certa volatilità durante l'anno, perturbata da vari fattori temporanei. Svanito l'impatto della pandemia, il venir meno dell'elevato livello di allentamento, sostenuto da politiche fiscali e monetarie accomodanti, contribuirà a un graduale aumento dell'inflazione nel medio termine”.

Infine, Lagarde ha messo in guardia i vari Paesi dell’area da un ritiro prematuro del sostegno fiscale: “Rischierebbe di ritardare la ripresa e di amplificare cicatrici a lungo termine – ha ammonito -. Le politiche fiscali nazionali devono continuare a sostenere tempestivamente imprese e famiglie più esposte alla pandemia e alle misure di contenimento".

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22/04/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di marzo a -3,7% m/m da -6,3% del mese precedente e a +12,3% a/a da +9,1%

Negli Usa, continuano a scendere a marzo le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), del 3,7% m/m da -6,3% (rivisto da -6,6%) e del 12,3% a/a da +9,1%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono vendute 6,01 milioni di unità, contro i 6,24 milioni di febbraio (rivisti da 6,22).

Il prezzo medio di vendita delle case esistenti è salito a 329.900 dollari, il 17,2% in più rispetto a un anno fa. A fine marzo, l'inventario delle abitazioni è cresciuto a 1,07 milioni di unità, -28,2% su base annua.

"Gli acquirenti sono ancora attivamente nel mercato - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar – anche se devono far fronte a prezzi delle case molto più alti, tassi ipotecari in aumento e riduzione dei costi. Le vendite di marzo sarebbero state sensibilmente più alte, se ci fosse stato più inventario. Sul mercato prevalgono offerte multiple e la fiducia degli acquirenti sta aumentando".

Per Yun, sebbene i tassi ipotecari siano aumentati, sono ancora a un livello favorevole e le prospettive economiche sono promettenti. "Almeno la metà della popolazione adulta - ha rilevato - ha ricevuto una vaccinazione covid-19, secondo i rapporti, e i recenti inizi di alloggi e i dati sulla creazione di posti di lavoro mostrano dinamiche incoraggianti di maggiore offerta e forte domanda nel settore degli alloggi".

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15/04/2021 StarNews – Usa, a marzo vendite al dettaglio per 619,1 miliardi di dollari, +9,8% m/m dal -2,7% di febbraio e +27,7% a/a da +6,7%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di marzo salgono a quota 619,1 miliardi di dollari. Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, segna pertanto un +9,8% m/m da -2,7% del mese precedente (rivisto da -3,0%) e un +27,7% a/a da +6,7% del mese precedente (rivisto da +6,3%).

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +8,2% su base congiunturale da -3,1% di febbraio e un +17,9% a/a da +6,2% del mese precedente.

Al netto del solo settore auto, rileva un +8,4% m/m da -2,5% del mese precedente e un +19,4% a/a da +5,8% di febbraio. Al netto dei soli carburanti guadagna il 9,7% m/m da -3,2% e l’27,2% a/a da +7,1% del mese precedente.

Gli articoli sportivi, l'abbigliamento e i materiali da costruzione hanno guidato l'aumento delle vendite al dettaglio e hanno contribuito al mese migliore da maggio 2020 (+18,3%), dopo il primo ciclo di assegni del piano di aiuti del governo.

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13/04/2021 StarNews – Germania, ad aprile indice Zew a 70,7 punti da 76,6 di marzo. Condizioni attuali a -48,8 punti da -61,0. Zona euro 66,3 da 74,0

In Germania, l’indice Zew ad aprile scende a 70,7 punti da 76,6 di marzo.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera di poco le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione a 70,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -48,8 punti da -61,0 di marzo.

In calo anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 66,3 da 74,0.

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13/04/2021 StarNews – Usa, a marzo inflazione a +0,6% m/m da +0,4% di febbraio e a +2,6% a/a da +1,7%. Core a +0,3% da +0,1% e a +1,6% da +1,3% a/a

Negli Usa, a marzo i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,6% da +0,4% di febbraio scorso e dal +0,5% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +2,6% da +1,7% del mese precedente e dal +1,5% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,3% su base congiunturale, in linea con le previsioni del Market, da +0,1% di febbraio e un +1,6% a/a dal +1,3% del mese precedente e dal +1,5% atteso dagli analisti di Star am.

Gran parte dell'aumento, è ancora imputabile ai prezzi al consumo dei carburanti, saliti del 13,2% a/a e del 5% m/m. L'indice alimentare, invece, ha segnato un +3,5%.

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09/03/2021 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil del IV trimestre 2020 a -0,7% t/t da +12,4% del terzo quarto e a -4,9% a/a da -4,3%. Occupazione a +0,3% t/t da +1% e a -1,9% a/a da -2,3%

Nella zona euro, la terza e definitiva stima del Pil del IV trimestre 2020 segna un -0,7% destagionalizzato su base trimestrale da +12,4% dei tre mesi precedenti e dal -1,0% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, su base annua marca invece un -4,9%, dal -5,4% previsto nel Market movers e dal -4,3% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,5% t/t da +11,6% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -4,6% da -4,1% del terzo trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche l’aggiornamento sull'occupazione nel IV trimestre. Nell’eurozona è cresciuta dello 0,3% t/t da +1,0% del terzo quarto ed è scesa dell’1,9% a/a da -2,1%, mentre nell’Ue ha segnato rispettivamente un +0,4% t/t da +0,9% e un -1,6% a/a da -2,0%.

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05/03/2021 StarNews – Usa, a febbraio tasso di disoccupazione al 6,2% dal 6,3% di gennaio. Più 49 mila buste paga nel settore non agricolo da -227 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a febbraio scende al 6,2% destagionalizzato dal 6,3% di gennaio scorso e dal 6,4% stimato nel Market movers settimanale.

L’indagine, infatti, rileva 379 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dopo le +166 mila registrate nel mese precedente (riviste da +49 mila). Il dato, peraltro, supera le attese degli analisti di Star am (+110 mila).

Nel settore privato si sono recuperati 465 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +90 mila di gennaio (dato rivisto da +6 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 21 mila unità, contro i -14 mila del mese precedente (rivisti da -10 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,3% su base annua, come a gennaio (dato rivisto da +5,4%), e un +0,2% su base mensile da +0,1% di gennaio (rivisto da +0,2%). Si attestano, infatti, a 30,01 dollari da 29,94 di gennaio. La media di ore settimanali è scesa a 34,6 da 34,9.

Il numero di persone senza lavoro da meno di 5 settimane è sceso a 2,185 milioni, mentre tra i disoccupati di lunga durata (da 27 settimane o più) è salito da 4,023 a 4,148 milioni, pari al 41,5% del totale dal 39,5%.

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04/03/2021 StarNews – Eurozona, a gennaio disoccupazione all’8,1% come a dicembre, nell’intera Ue al 7,5% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a gennaio il dato della disoccupazione si attesta all’8,1% come a dicembre (rivisto dall’8,3%).

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, è inferiore alle stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (8,3%).

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro resta sostanzialmente invariata, al 7,3% come nel mese precedente.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,663 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,634 di dicembre), di cui 13,282 milioni nell'area euro (da 13,274).

Rispetto a dicembre 2020, il numero di disoccupati, dunque, è cresciuto di 29.000 unità nell'Ue e di 8.000 nell'area dell'euro. Rispetto a gennaio 2020, è aumentato di 1,465 milioni nell'Ue e di 1,010 milioni nell'area euro.

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03/03/2021 StarNews – Eurozona, a febbraio Pmi composito finale a 48,8 punti da 47,8 di gennaio. Pmi del terziario a 45,7 da 45,4 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a febbraio è salito a 48,8 punti da 48,1 della stima flash e da 47,8 di gennaio.

Il dato, diffuso da Markit, ha confermato una contrazione dell’economia del settore privato dell’eurozona, anche se in rallentamento, anche più di quanto stimato dagli analisti di Star am (48,1 punti) nel Market movers settimanale.

Ancora una volta, il comparto procede a due velocità. Da una parte il manifatturiero, che ha registrato la più forte espansione della produzione degli ultimi quattro mesi, alimentata dal rafforzamento della domanda sia nazionale che estera. Dall’altra, il settore dei servizi, in forte flessione, soprattutto dove l’impatto delle restrizioni sociali è stato maggiore.

Gli indici compositi di Italia e Germania, rispettivamente a 51,4 (massimo in 7 mesi) e 51,1 (massimo in 2 mesi), sono stati i soli a registrare a febbraio una crescita modesta della produzione, grazie alle forti prestazioni manifatturiere che hanno decisamente ammortizzato la debolezza dell’industria terziaria. Nelle altre economie dell’area si sono registrati tassi in flessione, con l’Irlanda che ancora una volta ha indicato la contrazione più forte (a 42,7, massimo in 2 mesi), seguita dalla Spagna (45,1, massimo in 2 mesi) e dalla Francia (47,0, minimo in 3 mesi).

Nello spaccato, l’indice dell’attività terziaria dell’eurozona è rimasto impantanato su un valore inferiore alla soglia di non cambiamento di 50 punti per il sesto mese consecutivo. L’indice è variato di poco, da 45,4 di gennaio a 45,7 di febbraio. Ancora una volta, tutte e cinque le nazioni monitorate hanno registrato un calo dell’attività, con in cima alla classifica Irlanda e Spagna (a 43,1 da 41,7). Francia (a 45,6 da 47,3) e Germania (a 45,7 da 46,7) hanno indicato valori simili di contrazione, con la seconda che ha mostrato il valore peggiore dallo scorso maggio. In Italia l’indice omologo è risalito a 48,8 da 44,7. A causare tale riduzione generale dell’attività è stato ancora una volta il calo del flusso di nuovi ordini, in flessione per il settimo mese consecutivo. Anche le vendite estere sono state inferiori, ma al tasso più lento degli ultimi 12 mesi.

“Il quarto mese consecutivo di contrazione dell’attività economica - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit – accredita una deriva dell’eurozona verso una doppia recessione, anche se il rallentamento del tasso di contrazione sottolinea quanto l’ultimo declino sia di gran lunga minore rispetto a quello causato lo scorso anno dalla pandemia. Se nei servizi molte aziende del settore della ricettività continuano a subire gli effetti delle limitazioni legate al covid-19, il manifatturiero se la sta cavando bene, attenuando l’impatto economico generale delle restrizioni. Persino la parte più duramente colpita del terziario sta mostrando maggiore resilienza dello scorso anno, dando segnali di adattamento alle misure di distanziamento sociale”.

“Sta diventando sempre più evidente – aggiunge Williamson – che dovremo utilizzare molte misure anti covid-19 ancora per qualche tempo, vista in parte la lentezza della distribuzione del vaccino. Questo potrebbe allungare i tempi di ripercussione della pandemia sull’economia fino alla seconda parte dell’anno, a detrimento del ritmo di ripresa. Ci si domanda quanto queste misure di contenimento limiteranno la distribuzione di beni e servizi in un contesto di ripresa della domanda, poiché ciò può incidere sul potere sui prezzi nei prossimi mesi e influenzare la durata di innalzamento dei prezzi attualmente in corso”.

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03/03/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a febbraio a 55,3 punti da 58,7 di gennaio. Pmi composito definitivo di Markit a 59,5 da 58,7 con sottoindice dei servizi a 59,8 da 58,3

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a febbraio scende a 55,3 punti da 58,7 di gennaio.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, ma decelera rispetto al mese precedente. È inferiore anche alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione più contenuta, a 56,8 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, l'attività aziendale è scesa a 55,5 punti da 59,9 del mese precedente e gli ordini a 51,9 da 61,8. L'occupazione è calata a 55,5 da 59,9 mentre i prezzi sono saliti a 71,8 da 64,2.

Il Pmi composito (sintesi di manifatturiero e servizi) curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio si è consolidato a 59,5 punti da 58,8 della prima lettura e da 58,7 di gennaio. L’indice Pmi dei servizi, infatti, si è attestato a 59,8 da 58,9 della stima flash e da 58,3 di gennaio.

"L'attività imprenditoriale negli Stati Uniti sta crescendo al ritmo più veloce da 6 anni e mezzo - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit –, preparando l'economia a una forte inizio 2021. Anche se i settori rivolti ai consumatori, in particolare ospitalità, viaggi e turismo restano depressi a causa delle restrizioni anticovid (e lo resteranno ancora per un po'), altre parti dell'economia stanno tornando a marciare. Servizi finanziari e alle imprese stanno andando bene e accompagnano una forte ripresa manifatturiera".

 “Tuttavia – aggiunge Williamson –, una vasta gamma di costi sta aumentando e creano pressioni ulteriori sulle aziende. Molti materiali si sono nettamente rincarati, più alti anche i costi dei trasporti e le pressioni salariali sono in aumento in quanto le aziende si contendono il personale più adeguato, determinando il più grande incremento mensile dei costi del settore dei servizi, da quando sono disponibili i dati dell'indagine (dal 2009)”.

“Alcuni di questi costi più elevati – conclude l'economista - si dimostreranno inevitabilmente transitori mentre le interruzioni dell'approvvigionamento legate alla pandemia iniziano ad allentarsi, ma non è chiaro per quanto tempo dureranno le pressioni sui prezzi, ascrivibili alle incertezze indotte dal distanziamento sociale e alla forza della domanda".

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02/03/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di febbraio a +0,9% a/a come a gennaio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di febbraio, segna un +0,9% come a gennaio e da +1% a/a stimato nel Market movers settimanale, e un +0,2% m/m come nel mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, resta lontano dal target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna l’1,4% a/a come a gennaio e da +0,2% di dicembre, ma perde lo 0,5% m/m. Al netto della sola energia, si attesta a +1,5% a/a da +0,5% del mese precedente e a -0,2% m/m.

Tra le principali componenti dell'inflazione, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi si stimano a +1,4% a/a da +1,5% di gennaio, seguiti dai prezzi dei servizi, a +1,2% a/a da +1,4%, dei beni industriali non energetici, a +1,0% da +1,5%, e dell'energia, a -1,7% da -4,2%.

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01/03/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di febbraio a 57,9 punti da 54,8 di gennaio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di febbraio si attesta a 57,9 punti da 57,7 della stima preliminare, 54,8 di gennaio e 54,7 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

Nel mese, la prestazione dell’economia manifatturiera dell’eurozona è stata forte. Le condizioni operative, infatti, sono migliorate al tasso maggiore in tre anni. E l’indice si è attestato per l’ottavo mese consecutivo sopra la soglia neutra dei 50 punti, oltre la quale si segnala espansione dell’attività.

A febbraio, tutti e tre i sottosettori hanno registrato migliori condizioni operative. I produttori dei beni di investimento hanno riportato la crescita più vigorosa da gennaio 2018, seguiti dai produttori dei beni intermedi. Più modesta quella del sottosettore dei beni di consumo ma, comunque, sempre la più robusta dallo scorso settembre.

Il Pmi manifatturiero dell’eurozona è stato stimolato dalle forti crescite sia della produzione che dei nuovi ordini, con entrambi i valori che hanno raggiunto i livelli migliori dai recenti record di ottobre. I nuovi ordini sono stati trainati soprattutto dai maggiori volumi di esportazione (i più corposi da gennaio 2018, incluso il traffico intro eurozona).

Eccetto la Grecia, dove il Pmi manifatturiero è scivolato appena sotto i 50 punti, la ripresa della crescita manifatturiera osservata a febbraio è stata trasversale a tutte le economie, e più solida rispetto a gennaio. Trainate dalle esportazioni, primeggiano ancora in termini di crescita generale Germania (a 60,7, massimo in 37 mesi) e Paesi Bassi (a 59,6, massimo in 29 mesi). L’Austria ha riportato il risultato migliore in tre anni (58,3), mentre i progressi osservati in Italia (56,9) e Francia (56,1) sono stati i maggiori da inizio 2018. A confronto, i tassi di crescita osservati in Spagna (52,9, massimo in 7 mesi) e Irlanda (52,0, massimo in 2 mesi) sono stati modesti.

"Il settore manifatturiero, quest’anno, ha contribuito sempre più positivamente all’economia dell’eurozona – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Il Pmi ha raggiunto il valore più alto in tre anni ed è in rotta per raggiungere un livello superato raramente in oltre venti anni di storia dell’indagine, in particolare durante la bolla delle dot.com, la ripresa iniziale dalla crisi finanziaria e nel 2017-18. Le aziende produttrici stanno beneficiando del rinvigorimento della domanda di beni, sia sul mercato nazionale che estero, collegata alle speranze di ripresa post covid-19, favorendo nuovi incrementi delle giacenze, investimenti in attrezzature e macchinari, così come un’espansione dei consumi”.

"L’espansione del manifatturiero - ha aggiunto Williamson – sta certamente aiutando ad ammortizzare l’attuale debolezza causata dal virus in vari settori a diretto contatto con i consumatori, alleviando l’impatto delle recenti restrizioni in parecchie nazioni e aiutando a limitare il tasso generale di contrazione economica. Lo scatto di crescita ha portato tuttavia con sé i suoi problemi, con l’offerta di forniture che non riesce ancora a soddisfare la domanda. I ritardi nelle spedizioni e la carenza di materiale sono problemi largamente menzionati che hanno causato ritardi quasi record sulla catena di distribuzione”.

“I prezzi pagati per le materie prime – ha concluso l’economista - sono di conseguenza aumentati al tasso più veloce in quasi dieci anni, suggerendo un ulteriore aumento dell’inflazione dei prezzi al consumo nei prossimi mesi, o almeno finché offerta e domanda non ritorneranno a bilanciarsi”.

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01/03/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di febbraio a 60,8 punti da 58,7 di gennaio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 58,6 da 59,2 di gennaio

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di febbraio sale a 60,8 punti da 58,7 di gennaio e dai 58,6 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque un’accelerazione e si piazza ancora più saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 64,8 punti da 61,1, mentre quella sull'occupazione a 54,4 da 52,6 e la componente dei prezzi a 86,0 da 82,1.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio si attesta a 58,6 punti da 58,5 della prima lettura e 59,2 di gennaio. Malgrado la decelerazione, l’indice ha marcato il secondo risultato più alto da aprile 2010, sostenuto da forti aumenti di produzione e nuovi ordini. L'interruzione senza precedenti della catena di approvvigionamento, con carenze nei fornitori e ritardi nei trasporti, tuttavia, secondo Markit, ha indotto un aumento sostanziale dei costi di input.

"La produzione manifatturiera negli Usa, dopo un altro mese di forte crescita, è prossima al completo recupero dei livelli pre-pandemici - ha commentato Chris Williamson, capo economista di IHS Markit -. L’ottimismo, pertanto, torna a crescere e la ripresa appare ancora all’inizio. Le aspettative delle imprese per l'anno successivo sono balzate a un livello superato solo una volta negli ultimi sei anni, sostenuto da un mix di stimoli e speranze di recupero post-covid, grazie soprattutto al procedere delle campagne di vaccinazione”.

“Particolarmente incoraggiante – ha aggiunto Williamson - è il netto miglioramento della domanda di macchinari e attrezzature, che denota il rafforzamento della spesa per investimenti delle imprese. Tuttavia, i nuovi ordini di beni di consumo hanno mostrato la più consistente avanzata mensile dall'inizio della pandemia, suggerendo anche come l'aumento della spesa delle famiglie si traduca in maggiore produzione”.

“Preoccupa sempre più, peraltro, la carenza di materie prime, con ritardi record nella catena di approvvigionamento segnalati a febbraio. Il che ha contribuito all'aumento dei costi dei materiali più vertiginoso degli ultimi dieci anni. I prezzi praticati per un'ampia varietà di merci in uscita dalle fabbriche, di conseguenza, sono in ascesa e potranno surriscaldare anche l’inflazione al consumo”.

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