Economic news

23/05/2022 StarNews – Germania, a maggio indice Ifo a 93,0 punti da 91,9 di marzo. Condizioni attuali a 99,5 da 97,3 e aspettative a 86,9 da 86,8

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a maggio sale a 93,0 punti da 91,9 di aprile (rivisto da 91,8) e contro i 92,0 stimati nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile, condotto dall’istituto tedesco omonimo, sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea.

Nello spaccato, la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali si consolida a 99,5 punti da 97,3 del mese precedente (rivisto da 97,2) e dai 97,0 stimati dagli analisti di Star am, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi risale più lentamente a 86,9 da 86,8 del mese precedente (rivisto da 86,7), contro gli 87,5 attesi nel Market movers.

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18/05/2022 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di aprile a +7,4% a/a come a marzo e a +0,6% m/m da +2,4% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di aprile, si attestano a +7,4% a/a come a marzo e da +7,5% della lettura preliminare.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, è da tempo ormai stabilmente molto lontano dal target fissato dalla BCE (il 2% per il medio termine). Mentre l'istituto aveva riferito di poter tollerare per un periodo transitorio un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, l’inflazione marca un +0,6%, come nella stima flash e da +2,4% di marzo scorso.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, ossia cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +3,5% a/a da +3,0% del mese precedente (rivisto da +2,9%) e un +1,0% m/m da +1,2% di marzo.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna l’8,1% a/a dal +7,8% di marzo e lo 0,8% m/m dal +2,4% del mese precedente.

Nel mese di riferimento, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+37,5% da +44,3%), a seguire cibo, alcol e tabacco (+6,3% da +5,0%), beni industriali non energetici (+3,8% da +3,4%) e servizi (+3,3% da +2,7%).

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18/05/2022 StarNews – Usa, ad aprile nuovi cantieri a -0,2% m/m da -2,8% del mese precedente e concessioni edilizie a -3,2% m/m da +1,2%

Negli Usa, ad aprile i nuovi cantieri avviati (Housing starts) si riducono dello 0,2% m/m dopo il -2,8% di marzo (rivisto da +0,3%).

 In termini assoluti, infatti, riferisce il Dipartimento del Commercio statunitense, il numero di nuovi cantieri è sceso a quota 1,724 milioni da 1,728 del mese precedente (rivisti da 1,793 milioni).

 I permessi di costruzione (Building permits), inoltre, indicatore dell'attività futura, segnano su base congiunturale un -3,2% m/m dal +1,2% del mese precedente (rivisto da +0,4%).

 In termini assoluti, il numero di abitazioni autorizzate, infatti, scende a quota 1,819 milioni da 1,879 del mese precedente (rivisti da 1,873 milioni).

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17/05/2022 StarNews – Zona euro, seconda stima del Pil del I trimestre 2022 segna un +0,3% t/t come nei tre mesi precedenti e un +5,1% a/a da +4,7%

Nella zona euro, la seconda stima del Pil del primo trimestre 2022 segna un +0,3% destagionalizzato su base trimestrale come nel trimestre precedente e dal +0,2% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un +5,1% dal +5,0% stimato nel Market movers e dal +4,7% dell’ultimo quarto del 2021.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +0,4% t/t da +0,5% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un +5,2% da +4,9% dell'ultimo quarto del 2021.

Nello stesso trimestre, l'occupazione è salita nella zona euro dello 0,5% su base trimestrale dal +0,4% dei tre mesi precedenti e dello 0,4% t/t nell'Ue a 27 come nel trimestre precedente. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, nella zona euro ha marcato un +2,6% da +2,1% e nell’Ue a 27 un +2,5% da +2,1%.

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17/05/2022 StarNews – Usa, ad aprile vendite al dettaglio a +0,9% m/m da +1,4% di marzo e a +8,19% a/a da +7,34% del mese precedente

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di aprile si attestano a quota 677,7 miliardi di dollari da 671,6 di marzo.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, pertanto, guadagna lo 0,9% m/m dal +0,8% previsto nel Market movers settimanale e da +1,4% del mese precedente (rivisto da +0,5%), e cresce dell’8,19% a/a da +7,34% del mese precedente.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +0,6% m/m dopo il +2,1% di marzo e un +10,9% a/a da +9,6% del mese precedente.

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11/05/2022 StarNews – Usa, ad aprile inflazione rallenta la crescita a +8,3% a/a da +8,5% di marzo e a +0,3% m/m da +1,2% del mese precedente. Core a +6,2% a/a da +6,5% e a +0,6% m/m da +0,3%

Negli Usa, ad aprile i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), rallentano la crescita a +8,3% su base annua da +8,5% del mese precedente e dal +8,8% stimato nel Market movers settimanale.

Su base mensile, invece, crescono dello 0,3% dal +1,2% del mese precedente e dal +0,2% atteso dagli analisti di Star am.

L’indice core, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili, come cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha marcato un +6,2% a/a da +6,5 del mese precedente e dal +6,6% stimato dagli analisti di Star am e un +0,6% m/m da +0,3% di marzo e dal +0,1% stimato nel Market movers.

I prezzi energetici sono aumentati del 30,3% su base annua da +32,0% mentre sono diminuiti del 2,7% m/m (+11,0% a marzo), mentre l’indice alimentare ha guadagnato il 9,4% a/a (il tasso più ampio dall’aprile del 1981) da +8,8% e lo 0,9% m/m (17esimo aumento mensile consecutivo) da +1,0%.

 

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10/05/2022 StarNews – Germania, a maggio indice Zew a -34,3 punti da -41,0 di aprile. Condizioni attuali a -36,5 da -30,8. Zona euro a 29,5 da 43,0

In Germania, l’indice Zew a maggio risale a -34,3 punti dai -41,0 di aprile e dai -42,0 stimati nel Market movers settimanale. L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatrice dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerata un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali, peraltro, si indebolisce a -36,5 punti dai -30,8 del mese precedente e dai -35,0 attesi dagli analisti di Star am.

L'indice anticipatore Zew della zona euro scende a 29,5 punti da 43,0.

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06/05/2022 StarNews – Usa, ad aprile tasso di disoccupazione al 3,6% come a marzo. Più 428 mila buste paga nel settore non agricolo come nel mese precedente

Negli Usa il tasso di disoccupazione, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), ad aprile si conferma al 3,6% destagionalizzato come a marzo scorso.

L’indagine, infatti, rileva 428 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) come nel mese precedente (rivisto da +431 mila).

Più nel dettaglio, il settore privato ha guadagnato 406 mila nuovi posti di lavoro dopo i +424 mila di marzo (dato rivisto da +426 mila). Gli occupati nel manifatturiero, invece, sono aumentati di 55 mila unità da +43 mila nel mese precedente (rivisto da +38 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,5% a/a da +5,6% e un +0,3% m/m da +0,5% del mese precedente (rivisto da +0,4%). La media di ore settimanali è rimasta a quota 34,6, come a marzo.

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04/05/2022 StarNews – Eurozona, ad aprile Pmi composito finale a 55,8 punti da 54,9 di marzo. Pmi del terziario a 57,7 da 55,6 del mese precedente

Nell’eurozona, il Pmi S&P Global composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, ad aprile si rafforza a 55,8 punti (massimo in 7 mesi) come nella stima flash, da 54,9 di marzo, grazie a una domanda di nuovo sostenuta dall’alleggerimento delle restrizioni anti covid-19.

L’ulteriore indebolimento del Pmi manifatturiero finale di aprile (per il terzo mese consecutivo, a 55,5 punti dai 56,5 di marzo), dunque, questa volta è stato superato dal progresso dell’indice dei servizi, a 57,7 punti (massimo da 8 mesi) come nella stima flash, da 55,6 di marzo. L’aumento della produzione di beni, invece, è stato marginale e il più lento degli ultimi 22 mesi di crescita.

Nei dati composit, peraltro, sono emersi segnali di fragilità. I nuovi ordini esteri sono diminuiti per il secondo mese consecutivo e la fiducia ha indicato valori nettamente inferiori a quelli di febbraio (perciò prima dell’invasione russa in Ucraina), a causa di un’inflazione galoppante e di crescenti tensioni geopolitiche che hanno entrambi pesato sull’ottimismo. I dati relativi ai prezzi di aprile hanno al contempo evidenziato un clima altamente inflazionistico nell’eurozona, con prezzi di vendita per beni e servizi in aumento a tassi senza precedenti a causa della forte pressione dei costi.

Tra i Paesi dell’eurozona monitorati, la Francia ha mostrato la crescita più veloce, con la più forte espansione in oltre quattro anni del settore privato (a 57,6, massimo in 51 mesi). Si sono registrate espansioni più rapide anche in Spagna (55,7, massimo in 2 mesi) e Italia (54,5, massimo in 4 mesi), mentre la Germania ha invertito la tendenza al rialzo, rallentando ai minimi in tre mesi, a 54,3.

“Di fronte alla guerra Ucraina-Russia – spiega Williamson, capo economista di S&P Global –, l’economia dell’eurozona ha mostrato una resilienza sorprendente, con un rilancio dell’attività terziaria legato all’ulteriore allentamento delle restrizioni anti pandemiche di aprile. Dopo aver registrato un incremento dello 0,4% nel primo trimestre, a inizio del secondo i dati dell’indagine accreditano un aumento trimestrale del Pil dello 0,7% circa. Sfortunatamente l’accelerazione della crescita della produzione osservata durante il mese si è accompagnata ad una nuova impennata dei costi, che ha alimentato un aumento record dei prezzi medi di vendita di beni e servizi”.

“La combinazione tra un profilo di crescita più forte nel secondo trimestre e la persistente accelerazione dell’inflazione – prosegue l’economista – rafforzerà l’ipotesi che la BCE potrebbe iniziare ad alzare i tassi di interesse subito dopo la riunione di luglio. Tuttavia, i rischi al ribasso della crescita sono aumentati. Potrebbe imporsi, pertanto, un approccio più cauto verso politiche restrittive. La crescita manifatturiera è quasi in stallo, guidata dalla contrazione della produzione tedesca dovuta ai nuovi sconvolgimenti della catena di approvvigionamento e delle incertezze causate dall’invasione russa in Ucraina. Resta inoltre il dubbio se, una volta svanito il rilancio iniziale della riapertura delle economie, il settore terziario potrà sostenere l’attuale ritmo di crescita, considerando soprattutto l’impennata del costo della vita. Se il potere di acquisto è eroso dall’inflazione e se entra in gioco l’avversione al rischio, che spinge al risparmio, le speranze di un’economia spinta da una domanda repressa potrebbero dissiparsi”.

“Avvicinandoci all’estate – ha concluso Williamson –, il flusso dei dati sarà dunque cruciale per i responsabili delle politiche monetarie, che dovranno valutare se la resilienza dell’economia dell’eurozona potrà essere duratura”.

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04/05/2022 StarNews – Zona euro, a marzo vendite al dettaglio a -0,4% m/m da +0,4% di febbraio e a +0,8% a/a da +5,2% del mese precedente

Il volume destagionalizzato del commercio al dettaglio a marzo rispetto a febbraio 2022 è diminuito dello 0,4% nella zona euro e dello 0,2% nell'Ue.

Le stime, diffuse da Eurostat, l'ufficio statistico dell’Unione europea, deludono le attese degli analisti di Star am (+0,2%), pubblicate nel Market movers settimanale.

A febbraio 2022 il volume del commercio al dettaglio era aumentato dello 0,4% nell'area dell'euro e dello 0,3% nella Ue.

A marzo di quest’anno rispetto a marzo 2021, l'indice delle vendite al dettaglio aggiustato per il calendario è aumentato dello 0,8% da +5,2% del mese precedente nell'eurozona e dell'1,7% da +5,6% nell'Ue.

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04/05/2022 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero ad aprile a 57,1 punti da 58,3 di marzo. Pmi S&P Global dei servizi definitivo, a 55,6 punti da 58,0. Composito a 56,0 da 57,7

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero ad aprile scende a 57,1 punti dai 59,0 stimati nel Market movers settimanale e dai 58,3 di marzo.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, peraltro, resta saldamente in territorio di espansione, ossia oltre la soglia dei 50 punti.

Tra le componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale si è rafforzata a 59,1 punti dai 55,5 del mese precedente e quella sugli ordini è scesa a 54,6 da 60,1 punti. L'occupazione è crollata a 49,5 da 54, mentre la componente sui prezzi è salita a 84,6 da 83,8.

Anche l'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da S&P Global, ad aprile decelera, a 55,6 punti da 54,7 della stima preliminare e 58,0 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori d’acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra dunque un tasso di crescita più debole ma ancora stabile oltre la soglia dei 50 punti.

Il Pmi composito, che sintetizza servizi e manifatturiero, si attesta a 56,0 punti dai 55,1 della lettura preliminare e 57,7 del mese precedente.

"S&P Global Pmi – ha commentato Chris Williamson, capo economista di S&P Global - ad aprile rileva l'accelerazione della crescita manifatturiera e anche una solida performance del settore dei servizi, che prospettano una ripresa del Pil nel secondo trimestre. Il terziario sembra aver perso slancio nel mese, ma questo è soprattutto il riflesso dell’effetto confronto con il netto aumento della spesa visto alla fine del primo trimestre, in seguito all’allentamento delle misure di contenimento del virus”.

"È chiaro – ha proseguito l'economista - che la crescita potrebbe essere ancora più forte se l'attività non fosse ancora vincolata dai colli di bottiglia della catena di approvvigionamento e da problemi di disponibilità di manodopera. La domanda interna rimane vivace sia tra le famiglie che tra le imprese, nonostante le pressioni inflazionistiche. Le esportazioni di servizi sono cresciute ad aprile al tasso più veloce da quando i dati sono stati raccolti per la prima volta nel 2014”.

"La conseguenza della domanda che supera l'offerta sono i prezzi più elevati - ha concluso l'economista -. Beneficiando di una forte domanda, le imprese sono state sempre più in grado di trasferire maggiori costi di energia, materiali e personale ai clienti, indicando un'economia che continua a correre".

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03/05/2022 StarNews – Eurozona, a marzo tasso di disoccupazione al 6,8% dal 6,9% di febbraio, nell’intera Ue al 6,2% dal 6,3% del mese precedente

Nell'eurozona, a marzo la disoccupazione si attesta al 6,8% dal 6,9% di febbraio scorso (rivisto dal 6,8%) e dall’8,2% di marzo 2021.

Il risultato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo Eurostat, è in linea con le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale.

Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro è scesa al 6,2% dal 6,3% del mese precedente e dal 7,5% di marzo 2021.

Da febbraio 2022, il numero dei disoccupati è diminuito di 85 mila unità nell'Ue, di cui 76 mila nell'area euro. Rispetto a marzo 2021, invece, i senza lavoro si sono ridotti di 2,359 milioni di unità nell'Ue, di cui 1,931 milioni in eurolandia.

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02/05/2022 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di aprile a 55,5 punti da 56,5 di marzo, terzo calo mensile consecutivo

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di S&P Global ad aprile scende ancora (per il terzo mese consecutivo), a 55,5 punti (minimo in 15 mesi) dai 55,3 della stima preliminare e dai 56,5 di marzo.

La crescita dei manifatturieri dell’eurozona ha perso ulteriore vigore all’inizio del secondo trimestre. La produzione è in marginale espansione a 50,7 da 53,1 di marzo, ossia al tasso più debole dell’attuale sequenza di crescita di 22 mesi. Il progresso più blando è stato accompagnato dal lieve incremento dei nuovi ordini e dalla sostenuta pressione sulla catena di fornitura data dalle restrizioni anti-Covid in Cina e dalle attuale interruzioni causate dalla guerra in Ucraina. Le sfide che sta affrontando la catena di distribuzione, al contempo, hanno accelerato l’inflazione dei prezzi di acquisto al livello massimo in cinque mesi e sono stati riportati aumenti dei costi del carburante ed energetici. I manifatturieri di conseguenza hanno innalzato ad aprile i loro prezzi di vendita al tasso più veloce dell’indagine.

Nello spaccato dei Paesi dell’eurozona monitorati dall’indagine (esclusi Irlanda e Grecia, i cui dati saranno pubblicati il 3 di maggio), i Paesi Bassi hanno registrato ad aprile la crescita maggiore e più veloce (massimo in 2 mesi), a 59,9 punti. Le altre economie, a eccezione della Francia (a 55,7, massimo in 2 mesi), hanno riportato contrazioni, con valori che hanno raggiunto i livelli minimi in oltre un anno (Austria a 57,9, minimo in 15 mesi; Italia a 54,5, minimo in 16 mesi; Spagna a 53,3, minimo in 14 mesi). Gli ultimi dati per la Germania (a 54,6, minimo in 20 mesi) sono particolarmente degni di nota, con le componenti nuovi ordini e produzione in contrazione per la prima volta da giugno 2020.

"Ad aprile - ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global –, l’attività manifatturiera dell’eurozona ha registrato una crescita vicina alla stagnazione, con la produzione al tasso di crescita più lento da giugno 2020. Non solo le imprese hanno riportato problemi per la mancanza di componenti attualmente aggravati dalla guerra in Ucraina e dal nuovo lockdown in Cina, ma anche l’aumento dei prezzi e la crescente incertezza sulle prospettive economiche future hanno colpito la domanda".

“Allo stesso modo - ha aggiunto Williamson –, la crescita dei nuovi ordini è diminuita fortemente dall’inizio dell’anno, guidata dalla Germania , la cui produzione è tornata a calare per la prima volta in quasi due anni. Crescita modesta anche in Francia, Italia e Spagna. E sembra che la tendenza della produzione sia destinata a peggiorare: le previsioni rimangono molto deboli rispetto agli standard storici e, considerato l’attuale livello delle giacenze, il rallentamento della crescita dei nuovi ordini è indicativo di una contrazione della produzione manifatturiera dell’eurozona nei prossimi mesi. Il forte aumento dei prezzi al contempo porrà ulteriore pressione al ribasso sulla domanda. Un nuovo aumento dei costi, largamente attribuito ai prezzi energetici crescenti e all’ennesima pressione al rialzo dei prezzi pagati per vari altri beni carenti, ha provocato il maggiore rincaro dei beni prodotti registrato in almeno 20 anni di storia dell’indagine comparabile”.

“In breve – ha concluso l'economista -, il manifatturiero dell’eurozona sembra destinato a un periodo difficile, di crollo della produzione e di aumenti di prezzi".

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02/05/2022 StarNews – Usa, Ism manifatturiero ad aprile a 55,4 punti da 57,1 di marzo. Pmi manifatturiero di S&P Global definitivo di aprile a 58,8 da 57,3 di marzo

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di aprile scivola a 55,4 punti da 57,1 di marzo e dai 58,0 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione ma resta ben oltre la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini si riduce a 53,5 punti da 53,8, mentre quella sull'occupazione a 50,9 da 56,3 e la componente dei prezzi a 84,6 da 87,1.

Il Pmi manifatturiero curato da S&P Global, invece, nel dato definitivo di aprile, scivola a 59,2 punti da 58,8 del mese precedente e da 59,7 della prima lettura.

L'indice si consolida così ben oltre la soglia chiave di 50, che denota un’espansione dell'attività.

"Dopo un inizio d'anno lento, che ha visto la produzione quasi in stallo, il manifatturiero è riaprtito con un passo molto più forte”, ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global.

“La domanda di consumatori e imprese si sta rivelando robusta nonostante le forti pressioni inflazionistiche, che nel mese si sono intensificate ulteriormente. In sostanza – conclude Williamson -, mentre i dati del sondaggio accreditano un’accelerazione del ritmo di crescita nel secondo trimestre dopo un primo trimestre poco brillante, le elevate pressioni inflazionistiche non mostrano segni di cedimento".

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28/04/2022 StarNews – Usa, Pil del I trimestre, nella prima stima flash, a -1,4% t/t da +6,9% del trimestre precedente

Negli Usa, nella prima stima preliminare, il Pil del I trimestre si attesta a -1,4% t/t da +6,9% del trimestre precedente.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), delude le stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (+1,0%).

Le spese per consumi reali (personal consumption expenditure, Pce), motore principale della crescita americana, hanno registrato un +2,7% da +2,5% dell’ultimo quarto del 2021.

L'indice PCE price, particolarmente monitorato dalla Federal reserve per valutare l'andamento dell’inflazione, è salito dell'1,3% da +1,4% del trimestre precedente. L'indice PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, è cresciuto del 5,2% da +5,0% dei tre mesi precedenti.

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27/04/2022 StarNews – Usa, vendite in corso di case a marzo a -1,2% m/m da -4,0% di febbraio

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a marzo cedono l'1,2% m/m da -4,0% di febbraio (rivisto da -4,1%).

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 103,7 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 105,0 del mese precedente (rivisto da 104,9). Su base annua, invece, è diminuito per il decimo mese consecutivo, dell'8,2%, in calo in tutte le regioni.

“Le firme in calo dei contratti - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar - implicano che più offerte presto si dissiperanno e saranno sostituite da condizioni di mercato molto più normalizzato. Il repentino e ampio incremento dei tassi sui mutui ha ridotto i potenziali acquirenti di case e, di conseguenza, anche gli acquisti. L'aspirazione all'acquisto di una casa rimane ma la capacità finanziaria è diventata un importante fattore limitante".

"Le vendite complessive di case esistenti quest'anno si profilano in calo del 9% rispetto al ritmo serrato dello scorso anno – aggiunge Yun -. I prezzi delle case potrebbero diminuire a livello nazionale ma i guadagni di prezzo decelereranno costantemente in modo tale che la mediana del prezzo della casa nel 2022 aumenterà probabilmente dell'8% rispetto allo scorso anno. Gli affitti in rapido aumento incoraggeranno gli affittuari a prendere in considerazione l'acquisto di una casa, malgrado i tassi ipotecari più elevati”.

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26/04/2022 StarNews – Usa, a marzo vendite di nuove abitazioni a -8,6% m/m da -1,2%% di febbraio

Negli Usa, a marzo il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, marca un -8,6% m/m da -1,2% di febbraio (rivisto da -2,0%) e da -8,4% di gennaio (rivisto da -4,5%).

In termini assoluti, infatti, scendono a quota 763 mila da 835 mila del mese precedente (rivisto da 772 mila) e dalle 776 mila stimate nel Market movers settimanale.

Il numero di vendite di case nuove, rispetto a febbraio 2021 (quando si attestava a quota 1,021 milioni), ha ceduto il 25,2%.

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25/04/2022 StarNews – Germania, ad aprile indice Ifo a 91,8 punti da 90,8 di marzo. Condizioni attuali a 97,2 da 97,1 e aspettative a 86,7 da 84,9

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) ad aprile sale a 91,8 punti da 90,8 di marzo e contro gli 89,1 stimati.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile, condotto dall’istituto tedesco omonimo, sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea.

Nello spaccato, la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali si consolida a 97,2 punti da 97,1 del mese precedente e dai 95,0 stimati nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi risale a 86,7 da 84,9 del mese precedente (rivisto da 85,1), contro gli 82,3 attesi dagli analisti di Star am. 

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22/04/2022 StarNews – Zona euro, nella stima flash di aprile, Pmi composito di S&P Global a 55,8 punti da 54,9 di marzo. Nel dettaglio, manifatturiero a 55,3 da 56,5 e servizi a 57,7 da 55,6

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di aprile accelera a 55,8 punti (massimo in 7 mesi) da 54,9 di marzo.

Il dato, elaborato da S&P Global sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, dunque, si consolida oltre la soglia dei 50 punti.

Nel dettaglio settoriale, l’indice del manifatturiero è scivolato a 55,3 punti (minimo in 15 mesi) da 56,5 di marzo.

Il Pmi del terziario è salito a 57,7 punti da 55,6 di marzo (massimo da 8 mesi). L'indice della produzione manfatturiera, invece, ha decelerato a 50,4 punti (minimo in 22 mesi) da 53,1 di marzo.

Nello spaccato geografico, la Germania ha mostrato un peggioramento del Pmi manifatturiero, a 54,1 da 56,9, e un rafforzamento di quello dei sevizi a 57,9 da 56,1. In Francia, il manifatturiero si porta a 55,4 da 54,7 e i servizi a 58,8 da 57,4.

“I dati di aprile - ha commentato Chris Williamson, capo economista di S&P Global – hanno osservato una ripresa dell'economia dell'eurozona a due velocità. Il manifatturiero ha riportato una fase di quasi-stallo dovuta agli attuali problemi sulla fornitura, all'incremento dei prezzi e all'evidente impatto dell'avversione al rischio sulla spesa provocata dalla guerra. Inoltre, è emerso un manifatturiero in sofferenza per il trasferimento della domanda dai beni verso i servizi, ascrivibile all’allentamento delle restrizioni pandemiche, che, in particolare, ha favorito un’espansione record della spesa in attività come viaggi e attività ricreative”.

“Fattore comune a entrambi i settori – ha aggiunto l’economista - è stata l’ennesima crescita della pressione dei costi guidata dall’impennata dei costi energetici e delle materi prime, così come quelli salariali. I prezzi medi applicati per beni e servizi di aprile sono aumentati a un tasso senza precedenti. Gli incrementi sono stati a loro volta trasferiti ai clienti, accreditando preoccupanti segnali di aggravamento delle pressioni inflazionistiche”.

“L’eurozona, nel complesso - ha concluso Williamson -, ha iniziato il secondo trimestre su un piano migliore del previsto, confutando le unanimi aspettative di rallentamento. La debolezza del manifatturiero però preoccupa molto, perché sintomatica di un’economia che non lavora a pieno regime”.

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22/04/2022 StarNews – Usa, ad aprile stima flash del Pmi composito a 55,1 da 57,7 di marzo. Nel dettaglio, manifatturiero a 59,7 punti da 58,8, servizi a 54,7 da 58,0

Negli Usa, il Pmi composito di aprile, nella stima flash, cala a 55,1 punti (minimo da 3 mesi) da 57,7 di marzo.

Il dato, pubblicato da S&P Global, resta per ora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala l’espansione dell’attività.

La voce della produzione accelera a 57,4 (massimo da 9 mesi) da 56,1 di marzo. L’indice del manifatturiero si rafforza a 59,7 punti (massimo da 7 mesi) da 58,8 del mese precedente, mentre quello dei servizi si contrae a 54,7 punti (minimo da 3 mesi) da 58,0 di marzo.

“Le indagini Pmi di aprile – ha commentato Chris Williamson, capo economista di S&P Global –, sebbene ancora coerenti con una crescita annualizzata del Pil di circa il 3%, indicano una perdita di slancio della ripresa rispetto al forte rimbalzo visto a marzo, quando soprattutto l'attività dei servizi è stata sostenuta dall’allentamento delle restrizioni per la pandemia negli Stati Uniti e all'estero”.

“Molte aziende – ha aggiunto l’economista - continuano a rilevare una domanda repressa dalla pandemia. E confermano crescenti difficoltà ascrivibili all'aumento dell'inflazione, alle pressioni sul potere d’acquisto, ai ritardi nella catena di approvvigionamento e ai vincoli della manodopera”.

“Questi venti contrari, oltre alle crescenti preoccupazioni per le prospettive economiche e per l’inasprimento della politica monetaria – conclude Williamson -, prospettano un drastico calo della fiducia delle imprese ad aprile. Tuttavia, dato il ritmo generale di crescita economica e delle assunzioni, ancora relativamente solido, per ora l'attenzione politica potrà confermare la necessità di frenare le pressioni inflazionistiche record segnalate dall'indagine”.

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21/04/2022 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di marzo a +7,4% a/a da +5,9% di febbraio e a +2,4% m/m da +0,9% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di marzo, si attestano a +7,4% a/a da +7,5% della lettura preliminare e +5,9% di febbraio.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2% per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, l’inflazione marca un +2,4% da +2,5% della stima flash e +0,9% di febbraio scorso.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, ossia cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,9% a/a da +2,7% del mese precedente e un +1,2% m/m da +0,5% di febbraio.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 7,8% a/a dal +6,2% di febbraio e il 2,4% m/m da +0,9% del mese precedente.

A marzo, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+44,4% da +32,0%), a seguire  cibo, alcol e tabacco (+5,0% da +4,2%), beni industriali non energetici (+3,4% da +3,1%) e servizi (+2,7% da +2,5%).

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20/04/2022 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di marzo a -2,7% m/m da -8,6% di febbraio e a 4,5% a/a dal -2,4%

Negli Usa, a marzo le vendite di case esistenti (Existing Home Sales) perdono il 2,7% m/m da -8,6% di febbraio (rivisto da -7,2%) e il 4,5% a/a dal -2,4% del mese precedente.

A marzo, infatti, riferisce la National association of realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 5,77 milioni di case, contro i 5,93 del mese precedente (rivisti da 6,02) e i 6,04 milioni di marzo 2021.

Il totale delle abitazioni a fine marzo ammontava a 950 mila, +11,8% da febbraio e -9,5% dallo stesso mese di un anno fa (1,05 milioni). Le scorte invendute si attestano a una fornitura di 2 mesi al ritmo di vendita attuale in aumento rispetto a febbraio di 1,7 mesi e in flessione rispetto ai 2,1 mesi di marzo 2021.

Il prezzo medio di vendita delle case esistenti è salito a 375,300 dollari, in crescita del 15,0% rispetto a un anno fa (326.300). Si registra, pertanto, per il 121esimo mese consecutivo un aumento dei prezzi su base annua, la serie più lunga mai registrata.

"I prezzi delle case - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar - sono costantemente aumentati poiché l'offerta rimane limitata. Gli acquirenti di case sembra che per la prima volta stiano ancora cercando di bloccare gli attuali tassi ipotecari prima che aumentino inevitabilmente".

"Con l'aumento dei tassi ipotecari - aggiunge Yun - le vendite in contanti hanno costituito la fetta maggiore delle transazioni, salendo alla quota più alta dal 2014".

“Il mercato immobiliare – conclude - inizia a risentire dell'impatto del forte aumento dei tassi ipotecari e dell'aumento dell'inflazione che incide sul potere d'acquisto. Si stanno vendendo rapidamente le case con aumenti dei prezzi ancora a due cifre". Con i tassi ipotecari previsti in ulteriore aumento, Yun prevede che quest'anno le transazioni perderanno il 10%.

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12/04/2022 StarNews – Germania, ad aprile indice Zew a -41 punti da -39,3 di marzo. Condizioni attuali a -30,8 da -21,4. Zona euro a -43,0 da -38,7

In Germania, l’indice Zew ad aprile crolla a -41 punti dai -39,3 di marzo e dai -49,5 stimati nel Market movers settimanale. L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatrice dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerata un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende. L'indice delle condizioni attuali scende a -30,8 punti dai -21,4 del mese precedente e dai -32,3 attesi dagli analisti di Star am.

L'indice anticipatore Zew della zona euro, invece, si indebolisce a -43,0 punti da -38,7.

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12/04/2022 StarNews – Usa, a marzo inflazione ai massimi da 41 anni, a +8,5% a/a da +7,9% di febbraio e a +1,2% m/m da +0,8% del mese precedente. Core a +6,5% a/a da +6,4% e a +0,3% m/m da +0,5%

Negli Usa, a marzo i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), si attestano ai massimi da dicembre del 1981, a +8,5% su base annua da +7,9% del mese precedente e dal +8,3% stimato nel Market movers settimanale.

Su base mensile, invece, crescono dell'1,2% dal +0,8% del mese precedente e dal +1,1% atteso dagli analisti di Star am.

L’indice core, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili, come cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha marcato un +6,5% a/a da +6,4 del mese precedente e dal +6,6% stimato dagli analisti di Star am e a +0,3% m/m da +0,5% di febbraio e dal +0,5% stimato nel Market movers.

L'indice alimentare è salito dell’8,8% a/a (+1,0% m/m), quello dell'energia del 32,0% (+11,0% m/m).

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05/04/2022 StarNews – Eurozona, a marzo Pmi composito finale a 54,9 punti da 55,5 di febbraio. Pmi del terziario a 55,6 da 55,5 del mese precedente

Nell’eurozona, il Pmi S&P Global composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a marzo scivola a 54,9 punti (minimo in due mesi) da 54,5 della stima flash, 55,5 di febbraio e dai 54,5 punti attesi nel Market movers settimanale.

 L’indebolimento del Pmi manifatturiero finale di marzo (a 57,1 punti da 58,6), infatti, ha superato il lieve progresso dell’indice dei servizi, a 55,6 punti (massimo da 4 mesi), da 54,8 della stima flash, da 55,5 di febbraio e dai 54,8 stimati dagli analisti di Star am.

Grazie alle sempre più ridotte restrizioni anti covid, l'economia dell’eurozona ha mantenuto un forte tasso di crescita a marzo, rallentando solo marginalmente rispetto al valore più alto in cinque mesi riportato a febbraio. Il forte rialzo si è registrato anche per i nuovi ordini, sebbene quelli esteri di marzo siano diminuiti a causa della guerra in Ucraina che, come si evince dai dati raccolti, ha pesato sul commercio transfrontaliero. La fiducia, nel frattempo, ha subìto un duro colpo, scendendo ai minimi in 17 mesi. Le crescenti tensioni geopolitiche e l’inflazione, infatti, hanno gravato sulle previsioni future. Con l’impennata del prezzo dell’energia, del carburante e delle materie prime, l’inflazione dei prezzi d’acquisto di marzo ha accelerato a un ritmo record. Per arginare le pressioni sui margini, i prezzi di vendita di marzo di beni e servizi hanno indicato il più veloce rincaro di sempre.

Tra i Paesi dell’eurozona monitorati, l’Irlanda ha registrato il progresso maggiore, indicando l’espansione più rapida in cinque mesi (a 61,0 punti). Anche la Francia ha indicato un'accelerazione della crescita (a 56,3, massimo in 8 mesi). Per le altre economie dell'area l’attività ha indicato ritmi più moderati rispetto a febbraio, in particolare, in Germania si è attestata a 55,1 (minimo in 2 mesi), in Spagna a 53,1 (minimo in 2 mesi), in Italia a 52,1 (minimo in 2 mesi).

“La graduale riapertura dell’economia dell’eurozona favorita dall’attenuamento dell’ondata omicron – spiega Williamson, capo economista di S&P Global –, ha fornito una gradita spinta all’attività di marzo, promuovendo una nuova e forte espansione che si è lasciata alle spalle il rallentamento di inizio anno. Tuttavia, nei prossimi mesi la resilienza dell’economia verrà messa alla prova da ostacoli che includono nuove impennate dei costi energetici e dei prezzi delle materie prime dovute all’invasione russa in Ucraina, ma anche dal peggioramento della catena distributiva causato dalla guerra e dal forte deterioramento dell’ottimismo sulle prospettive dell’anno a venire”.

“Con la guerra che ha colpito il settore viaggi e trasporti – prosegue l’economista –, le esportazioni sono di nuovo tornate a contrarsi. L’indebolimento della fiducia ci suggerisce che le condizioni della domanda interna dei Paesi dell’eurozona potrebbero subire pressioni, soprattutto da parte dei consumatori per l’incremento del costo della vita, ma anche da parte delle aziende che faticheranno per la mancanza di materiali”.

“Le aspettative di crescita, dunque – ha concluso Williamson –, sono peggiorate nello stesso momento in cui le previsioni inflazionistiche sono apparse più critiche. Non c’è certezza di una recessione, in quanto il grado di difficoltà che l’economia potrà sopportare nei prossimi mesi dipenderà dalla durata della guerra e dalle possibili modifiche delle politiche fiscali e monetarie. Tuttavia, si ritiene sarà molto difficile sostenere la forte espansione di marzo e, sull’economia del secondo trimestre, incombe chiaramente un maggiore rischio di stagnazione o contrazione”.

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05/04/2022 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a marzo a 58,3 punti da 56,5 di febbraio. Pmi S&P Global dei servizi definitivo, a 58,0 punti da 56,5. Composito a 57,7 da 55,9

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a marzo sale a 58,3 punti dai 58,0 stimati nel Market movers settimanale e dai 56,5 di febbraio.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, peraltro, si consolida COSì in territorio di espansione, oltre la soglia dei 50 punti.

Tra le componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è salita a 55,5 punti dai 55,1 del mese precedente e quella sugli ordini a 60,1 da 56,1. La componente dell'occupazione si è rafforzata a 54 punti da 48,5, mentre quella sui prezzi si è attestata a 83,8 da 83,1.

Anche l'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da S&P Global (Markit), a febbraio accelera a 58,0 punti da 58,9 della stima preliminare e 56,5 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori d’acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra dunque un tasso di crescita più forte e si consolida ben oltre la soglia dei 50 punti.

L'indice composito, che sintetizza servizi e manifatturiero, si attesta a 57,7 punti dai 58,5 della lettura preliminare e 55,9 del mese precedente.

"L'attività commerciale nel settore dei servizi – ha commentato Chris Williamson, capo economista di S&P Global - a marzo ha beneficiato dell'allentamento delle restrizioni anti covid, riacquistando un forte slancio dopo il rallentamento indotto da omicron osservato all'inizio dell'anno. La domanda di servizi, infatti, sta crescendo così rapidamente che le aziende faticano sempre più a tenere il passo con gli ordini dei clienti, portando al più grande aumento degli arretrati di lavoro registrato dall'inizio dell'indagine nel 2009".

"Tuttavia – rileva Williamson -, mentre questo suggerisce che le aziende hanno un buon portafoglio ordini per sostenere una forte produzione nei prossimi mesi, il rovescio della medaglia è un'ulteriore pressione al rialzo sui prezzi, in quanto la domanda supera l'offerta. Con i costi delle aziende gonfiati dall'impennata dei prezzi di energia, carburante e altre materie prime, oltre all'aumento dei salari, i prezzi praticati per i servizi stanno aumentando a un ritmo senza precedenti".

"L'inflazione dei prezzi al consumo - ha concluso l'economista -  sembra dunque destinata ad accelerare ulteriormente mentre ci addentriamo in primavera”.

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01/04/2022 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di marzo a 56,5 punti da 58,2 di febbraio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di S&P Global (che di recente si è fuso con Markit Ihs) a marzo scende ancora, a 56,5 punti (minimo in 14 mesi) dai 57,0 della stima preliminare e dai 58,2 di febbraio.

A fine del primo trimestre, dunque, il settore manifatturiero dell'eurozona ha registrato un altro rallentamento della crescita. L'aumento delle tensioni geopolitiche ha pesato sulla domanda e sul morale delle aziende, sceso a marzo al livello più basso da maggio 2020. La crescita più debole è stata accompagnata dall'intensificarsi della pressione sulla catena di distribuzione nel mese, causata dall'aumento delle infezioni da covid-19 in Cina e dall'invasione della Russia in Ucraina che, dai dati raccolti, ha provocato l'allungamento dei tempi medi di consegna.

Al contempo, a causa dell'aumento dei costi delle materie prime, di carburante ed energia, accelera di nuovo a marzo l'inflazione dei prezzi di acquisto e raggiunge il livello massimo in quattro mesi. Per proteggersi dalla pressione sui margini, i manifatturieri dell'eurozona hanno aumentato le loro tariffe al livello più alto nella storia dell'indagine.

Nello spaccato nazionale, l'Irlanda ha registrato il miglioramento più robusto delle condizioni operative (a 59,4 massimo in 2 mesi), superando marginalmente l'espansione osservata in Austria (a 59,3, massimo in 2 mesi). Negli altri Paesi dell’area monitorati, i tassi di espansione hanno rallentato. Nei Paesi Bassi a 58,4 (minimo in 15 mesi), in Germania a 56,9 (minimo in 18 mesi), in Italia a 55,8 (minimo in 14 mesi), in Francia a 54,7 (minimo in 5 mesi), in Grecia a 54,6 (minimo in 11 mesi) e in Spagna a 54,2 (minimo in 13 mesi).

"Proprio quando lo svanire dell'ultima ondata pandemica stava spingendo il settore manifatturiero dell'eurozona verso la ripresa, con la riapertura delle economie e la diminuzione dei ritardi della catena di distribuzione - ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist presso S&P Global –, la guerra in Ucraina ha creato e opposto una nuova minaccia. Mentre l'impulso alla domanda, dovuto al nuovo allentamento delle misure restrittive anti covid-19, ha contribuito ad assicurare la sostenuta espansione degli ordini e della produzione di marzo, i tassi di crescita sono diminuiti notevolmente a causa delle sanzioni, dell'aumento dei costi energetici e dei vincoli di fornitura collegati alla guerra".

“Al contempo - ha aggiunto Williamson –, una maggiore avversione al rischio tra i manifatturieri e i loro clienti per l'incertezza causata dall'invasione, combinata all'impennata del costo della vita, sta minacciando di trascinare la crescita ancora più in basso nei mesi futuri, come evidenziato dalla contrazione della previsione di crescita dei manifatturieri per il prossimo anno”.

“L'ottimismo delle aziende del settore manifatturiero si è ridotto – ha concluso l'economista -, accreditando una contrazione del manifatturiero nel secondo trimestre e aggravando il rischio di una nuova recessione nel settore".

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01/04/2022 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di marzo a +7,5% a/a da +5,9% di febbraio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di marzo, segna un +7,5% (l’aumento più consistente da quando è stata introdotta la moneta unica) dal +5,9% di febbraio e dal +6,9% stimato nel Market movers settimanale.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, continua a sforare ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, l'inflazione è data a +2,5% m/m da +0,9% del mese precedente e dal +1,9% atteso nel Market movers.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna il 3,0% a/a dal +3,2% previsto nel Market movers e dal +2,7% di febbraio scorso e l’1,2% m/m da +0,5% del mese precedente. Al netto della sola energia, si attesta a +3,4% a/a da +3,1% del mese precedente e a +1,1% m/m da +0,6%.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +44,7% a/a da +32,0% di febbraio, seguiti da quelli di cibi, alcol e tabacchi a +5,0% a/a da +4,2% di febbraio, dei beni industriali non energetici a +3,4% da +3,1% e dei servizi a +2,7% da +2,5% del mese precedente.

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01/04/2022 StarNews – Usa, a marzo tasso di disoccupazione al 3,6% dal 3,8% di febbraio. Più 431 mila buste paga nel settore non agricolo da +750 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a marzo scende al 3,6% destagionalizzato dal 3,8% di febbraio scorso.

L’indagine, infatti, rileva 431 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) da +750 mila del mese precedente (rivisto da +678 mila).

 

Il settore privato ha guadagnato 426 mila nuovi posti di lavoro dopo i +739 mila di febbraio (dato rivisto da +654 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 38 mila unità come nel mese precedente (rivisto da +36 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,6% a/a dal +5,2% (rivisto da +5,1%) e un +0,4% m/m dal +0,1% del mese precedente (rivisto da invariato). La media di ore settimanali è salita a 34,6 da 34,7 di febbraio.

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01/04/2022 StarNews – Usa, Ism manifatturiero a marzo a 57,1 punti da 58,6 di febbraio. Pmi manifatturiero di S&P Global definitivo di marzo a 58,8 da 57,3 di febbraio

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di marzo scivola a 57,1 punti da 58,6 di febbraio e dai 58,7 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione ma resta ben oltre la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini si contrae a 53,8 punti da 61,7, mentre quella sull'occupazione sale a 56,3 da 52,9 e la componente dei prezzi a 87,1 da 75,6.

Il Pmi manifatturiero curato da S&P Global, invece, nel dato definitivo di marzo, si rafforza a 58,8 punti da 57,3 del mese precedente e da 58,5 della prima lettura.

L'indice si consolida così ben oltre la soglia chiave di 50, che denota espansione dell'attività.

"La crescita manifatturiera statunitense ha accelerato nel mese, grazie alla forte domanda e al miglioramento delle prospettive, che hanno contrastato i venti contrari delle crescenti pressioni sui costi e dell’invasione russa dell’Ucraina - ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global -. La crescita del portafoglio ordini è aumentata mentre i clienti guardano all'ulteriore riapertura delle economie nazionali e globali, mentre si attenua la morsa della  pandemia".

"Le aziende – ha aggiunto l’economista - hanno continuato a segnalare diffusi vincoli alla produzione a causa dei colli di bottiglia della catena di approvvigionamento. Malgrado ciò, l'incidenza di tali ritardi ora si è ridotta rispetto a quella mostrata da gennaio 2021. Anche la crescita dei posti di lavoro è migliorata, poiché un numero inferiore di aziende ha segnalato carenza di manodopera".

"Allo stesso modo – conclude Williamson -, sebbene le pressioni sui prezzi rimangano elevate, con l'aumento dei costi energetici che spinge i costi delle imprese verso l'alto, i tassi di inflazione sia dei costi di input che dei prezzi medi di vendita sono scesi dai massimi storici registrati alla fine dell'anno scorso, a suggerire che anche l'inflazione per i consumatori potrebbe presto raggiungere il picco".

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31/03/2022 StarNews – Eurozona, a febbraio tasso di disoccupazione al 6,8% dal 6,9% di gennaio, nell’intera Ue al 6,2% dal 6,3% del mese precedente

Nell'eurozona, a febbraio la disoccupazione si attesta al 6,8% dal 6,9% di gennaio scorso e dal 7,5% di febbraio 2021.

Il risultato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo Eurostat, delude le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (6,7%).

Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro è scesa al 6,2% dal 6,3% del mese precedente e dal 7,5% di febbraio 2021.

Da gennaio 2022, il numero dei disoccupati è diminuito di 221 mila unità nell'Ue, di cui 181 mila nell'area euro. Rispetto a febbraio 2021, invece, la disoccupazione è diminuita di 2,568 milioni nell'Ue, di cui 2,150 milioni in eurolandia.

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30/03/2022 StarNews – Usa, Pil del IV trimestre nella stima definitiva a +6,9% t/t ann. da +7,0% della terza lettura e da +2,3% del terzo quarto

Negli Usa, la stima definitiva del Pil del VI trimestre dell’anno in corso rivede al ribasso la terza lettura, a +6,9% t/t ann. da +7,0% della lettura precedente e da +2,3% del terzo quarto dell’anno.

Il progresso, segnalato dal Dipartimento del Commercio statunitense, delude le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento del 7,1% t/t. La nuova espansione, conferma la tenuta della ripresa dopo la pandemia.

A supportarla, i consumi reali, a +2,5% t/t da +2,0% del terzo trimestre, e gli investimenti privati domestici (Gross private domestic investment), balzati a +36,7% da +12,4% t/t del trimestre precedente. Decelerano ancora i profitti delle imprese (corporate profits), a +0,7% da +3,4% del trimestre precedente (+20,4 miliardi di dollari da +96,9 del III trimestre). La spesa pubblica (Government consumption expenditures and gross investment) perde il 2,6% t/t da +0,9%. L’export guadagna il 22,4% t/t ann. da -5,3% dei tre mesi precedenti, l’import il 17,9% dal +4,7%.

 

Il Pce price index, misura dell'inflazione, guadagna il 6,4% da +5,3%, così come il Pce core (il dato al netto di alimentari ed energia), a +5,0% da +4,6%.

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29/03/2022 StarNews – Usa, a marzo fiducia dei consumatori a 107,2 punti da 105,7 di febbraio

Negli Usa, la fiducia dei consumatori a marzo si rafforza a 107,2 punti dai 105,7 di febbraio (rivisto da 110,5) e dai 107,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

L'indice, elaborato con un sondaggio su un campione di 5.000 famiglie americane, è condotto per il Conference Board dal Nfo WorldGoup.

Rispetto alle altre indagini sulla fiducia dei consumatori, quella del Conference Board, puntellata dal mercato del lavoro, si conferma dunque su livelli relativamente elevati.

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25/03/2022 StarNews – Germania, a marzo indice Ifo a 90,8 punti da 98,5 di febbraio

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a marzo scende a 90,8 punti da 98,5 di febbraio (rivisto da 98,9) e contro i 92,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile, condotto dall’istituto tedesco omonimo, sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea.

Nello spaccato, la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali scivola a 97,0 punti da 98,6 del mese precedente e dai 96,2 stimati nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi crolla a 85,1 da 98,4 del mese precedente (rivisto da 99,2) e dai 92,5 attesi dagli analisti di Star am.

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24/03/2022 StarNews – Zona euro, nella stima flash di marzo, Pmi composito a 54,5 punti da 55,5 di febbraio. Nel dettaglio, manifatturiero a 57,0 da 58,2 e servizi a 54,8 da 55,5

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di marzo decelera a 54,5 punti (livello più basso da 2 mesi) da 55,5 di febbraio e dai 53,3 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, dunque, si indebolisce ma resta oltre la soglia dei 50 punti.

Nel dettaglio settoriale, l’indice del manifatturiero si è attestato a 57,0 punti (minimo in 14 mesi) da 58,2 di febbraio e dai 56,0 prospettati nel Market movers.

L’indice del terziario, invece, è sceso a 54,8 punti da 55,5 di febbraio (minimo da 2 mesi) e dai 54,3 stimati dagli analisti di Star am. La produzione manfatturiera, invece, ha decelerato a 53,6 punti (minimo in 5 mesi) da 55,5 di febbraio.

L'espansione dell'attività nell’area, ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit, ha registrato un rallentamento a causa dell'impatto dell'invasione della Russia in Ucraina, che ha sbilanciato la domanda in ripresa grazie all'allentamento delle restrizioni anti covid-19.

Nello spaccato geografico, la Germania mostra un peggioramento del Pmi manifatturiero a 57,6 da 58,4, e un calo del Pmi dei sevizi a 55 da 55,8. In Francia, il manifatturiero si porta a 54,8 da 57,2 e i servizi a 57,4 da 55,5.

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23/03/2022 StarNews – Usa, a febbraio vendite di nuove abitazioni a -2,0% m/m da -8,4%% di gennaio

Negli Usa, a febbraio il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, marca un -2,0% m/m da -8,4% di gennaio (rivisto da -4,5%) e da +12,0% di dicembre.

In termini assoluti, infatti, scendono a quota 772 mila da 788 mila del mese precedente (rivisto da 801 mila) e dalle 811 mila stimate nel Market movers settimanale.

Il numero di vendite di case nuove, rispetto a febbraio 2021 (quando si attestava a quota 823 mila unità), ha ceduto il 6,2%.

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18/03/2022 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di febbraio a -7,2% m/m da +6,6% di gennaio e a -2,4% a/a da -2,3%

Negli Usa, a febbraio le vendite di case esistenti (Existing Home Sales) perdono il 7,2% m/m da +6,6% di gennaio (rivisto da +6,7%) e il 2,4% a/a dal -2,3%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National association of realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 6,02 milioni di case, contro i 6,49 del mese precedente e i 6,22 milioni di febbraio 2021.

Il totale delle abitazioni a fine febbraio ammontava a 870 mila, in aumento del 2,4% rispetto a gennaio e in calo del 15,5% rispetto a un anno fa (1,03 milioni). Le scorte invendute si attestano a una fornitura di 1,7 mesi al ritmo di vendita attuale, in aumento rispetto all'offerta record di gennaio di 1,6 mesi e in calo rispetto ai 2,0 mesi di febbraio 2021.

Il prezzo medio di vendita delle case esistenti è salito a 357,300 dollari, in crescita del 15,0% rispetto a un anno fa. Si registra, pertanto, per il 120esimo mese consecutivo un aumenti dei prezzi su base annua, la serie più lunga mai registrata.

"Gli acquirenti stanno subendo un doppio smacco: l’aumento dei tassi ipotecari e il rincaro sostenuto delle case - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar -. Le categorie che in precedenza si erano avvalse del tasso di mutuo del 3% non sono più in grado di acquistare al tasso del 4%. I pagamenti mensili sono aumentati del 28% rispetto a un anno fa – va rilevato che questo dato non incide sull'indice dei prezzi al consumo - e il mercato rimane veloce con più offerte ancora registrate sulla maggior parte delle proprietà".

"Tuttavia – aggiunge Yun -, mi aspetto che il ritmo dell'apprezzamento delle abitazioni rallenti man mano che la domanda si raffredda e l'offerta migliora leggermente con la crescita delle costruzioni di case".

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17/03/2022 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di febbraio a +5,9% a/a da +5,1% di gennaio e a +0,9% m/m da +0,3% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di febbraio, si attestano a +5,9% a/a da +5,8% della lettura preliminare, dal +5,1% di gennaio e dal +5,8% stimato nel Market movers.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2% per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, l’inflazione marca un +0,3%, come nella stima flash, da +0,4% di dicembre scorso.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, ossia cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,7% a/a, come atteso nel Market movers, da +2,3% del mese precedente e un +0,5% m/m da -0,9% di gennaio.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 6,2% a/a dal +5,6% di gennaio e lo 0,9% m/m da +0,5% del mese precedente.

 A febbraio, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+32,0% da +28,8%), a seguire  cibo, alcol e tabacco (+4,2% da +3,5%), beni industriali non energetici (+3,1% da +0,7%) e servizi (+2,5% da +2,3%).

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17/03/2022 StarNews – Usa, a febbraio nuovi cantieri a +6,8% m/m da -5,5% del mese precedente e concessioni edilizie a -1,9% m/m da +0,5%

Negli Usa, a febbraio i nuovi cantieri avviati (Housing starts) crescono del 6,8% m/m dopo il -5,5% di gennaio (rivisto da -4,1%).

In termini assoluti, riferisce il Dipartimento del Commercio statunitense, il numero di nuovi cantieri è sceso a quota 1,769 milioni da 1,657 del mese precedente (rivisti da 1,638 milioni).

I permessi di costruzione (Building permits), inoltre, indicatore dell'attività futura, segnano su base congiunturale un -1,9% m/m dal +0,5% del mese precedente (rivisto da +0,7%).

In termini assoluti, il numero di abitazioni autorizzate, infatti, scende a quota 1,859 milioni da 1,895 del mese precedente (rivisti da 1,899 milioni).

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16/03/2022 StarNews – Usa, a febbraio vendite al dettaglio a +0,3% m/m da +4,9% di gennaio e a +17,62% a/a da +14,00% del mese precedente

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di febbraio si attestano a quota 658,1 miliardi di dollari da 656,1 di gennaio.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, pertanto, guadagna lo 0,3% m/m dal +0,6% previsto nel Market movers settimanale e da +4,9% del mese precedente (rivisto da +3,8%), e cresce del 17,62% a/a da +14,00% del mese precedente.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -0,4% m/m dopo il +5,2% di gennaio e un +15,8% a/a da +12,3% del mese precedente.

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15/03/2022 StarNews – Germania, a marzo indice Zew a -39,3 punti da 54,3 di febbraio. Condizioni attuali a -21,4 da -8,1. Zona euro a -38,7 da 48,6

In Germania, l’indice Zew a marzo crolla a -39,3 punti dai 54,3 di febbraio e dagli 11,4 stimati nel Market movers settimanale. L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatrice dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerata un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali scende a -21,4 punti dai -8,1 del mese precedente e dai -23,0 attesi dagli analisti di Star am.

L'indice anticipatore Zew della zona euro, invece, si indebolisce a -38,7 da 48,6.

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10/03/2022 StarNews – Usa, a febbraio inflazione ai massimi da 40 anni, a +7,9% a/a da +7,5% di gennaio e a +0,8% m/m da +0,6% del mese precedente. Core a +6,4% a/a da +6,0% e a +0,5% m/m da +0,6%

Negli Usa, a febbraio i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), si attestano ai massimi da gennaio del 1982, a +7,9% su base annua da +7,5% del mese precedente e dal +7,8% stimato nel Market movers settimanale. Su base mensile, invece, si attestano a +0,8% dal +0,6% del mese precedente e atteso dagli analisti di Star am.

L’indice core, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili, come cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha marcato un +6,4% a/a da +6,0% del mese precedente e a +0,5% m/m da +0,6% di gennaio.

L'indice alimentare è salito del 7,9% a/a (+1,0% m/m), quello dell'energia del 25,6% (+3,5% m/m).

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08/03/2022 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil nel IV trimestre del 2021 a +0,3% t/t da +2,3% del III trimestre e a +4,6% a/a da +4,0%. Occupazione a +0,5% t/t da +1,0% e a +2,2% a/a da +2,1%

Nella zona euro, la terza e definitiva stima del Pil del VI trimestre 2021 segna un +0,3% destagionalizzato su base trimestrale, come stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale, da +2,3% dei tre mesi precedenti.

Su base annua, invece, il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, marca un +4,6%, come atteso nel Market movers, da +4,0% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +0,4% t/t da +2,2% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un +4,8% da +4,2% del precedente trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche l’aggiornamento sul mercato del lavoro in Eurolandia. Nel VI trimestre 2021, il tasso di occupazione è cresciuto su base trimestrale dello 0,5% dal +1,0% del III trimestre e ha marcato un +2,2% rispetto allo stesso quarto del 2020 dal +2,1% del terzo quarto. Nell’Ue, invece, il tasso di occupazione è cresciuto su base trimestrale dello 0,5% dal +0,9% del trimestre precedente e ha segnato un +2,1% su base annua come nello stesso quarto del 2020.

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04/03/2022 StarNews – Usa, a febbraio tasso di disoccupazione al 3,8% dal 4,0% di gennaio. Più 678 mila buste paga nel settore non agricolo da +481 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a febbraio scende al 3,8% destagionalizzato dal 4,0% di gennaio scorso.

L’indagine, infatti, rileva 678 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) da +481 mila del mese precedente (rivisto da +467 mila).

Il settore privato ha guadagnato 654 mila nuovi posti di lavoro dopo i +448 mila di gennaio (dato rivisto da +444 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 36 mila unità dai +16 mila del mese precedente (rivisto da +13 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,1% a/a dal +5,5% (rivisto da +5,7%) e un invariato su base mensile dal +0,6% del mese precedente (rivisto da +0,7%). La media di ore settimanali è salita a 34,7 da 34,6 di gennaio (rivista da 34,5).

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03/03/2022 StarNews – Eurozona, a febbraio Pmi composito finale a 55,5 punti da 52,3 di gennaio. Pmi del terziario a 55,5 da 51,1 del mese precedente

Nell’eurozona, il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a febbraio si consolida a 55,5 punti da 55,8 della stima flash, 52,3 di gennaio e dai 53,5 punti attesi nel Market movers settimanale.

L’indebolimento del Pmi manifatturiero finale di febbraio (a 58,2 punti da 58,7), infatti, è stato superato dal rafforzamento dell’indice dei servizi, a 55,5 punti, da 55,8 della stima flash, da 51,1 di gennaio e dai 52,5 stimati dagli analisti di Star am.

Si segnala pertanto il rialzo più elevato della produzione composita manifatturiera e terziaria dallo scorso settembre. L’espansione è stata anche la più rapida della media di serie. Tuttavia, poiché la capacità economica è stata frenata dalle carenze della fornitura e dalla scarsità di personale, il valore di crescita si è mantenuto più debole rispetto ai picchi della seconda metà dello scorso anno. I tassi produttivi hanno registrato valori di crescita uguali nel manifatturiero e nel terziario. Il forte miglioramento della crescita terziaria, dopo il rallentamento di gennaio causato dalla pandemia, ha dato la spinta a un generale e più veloce rilancio.

Tra i Paesi dell’eurozona monitorati, l’Irlanda ha indicato la crescita più veloce della produzione combinata del manifatturiero e terziario (a 59,1 punti, massimo in 3 mesi). Seguono la Spagna (56,5, massimo in 3 mesi) Germania (55,6 dalla flash di 56,2, massimo in 6 mesi), Francia (55,5 dalla flash 57,4 e massimo in 2 mesi) e Italia (53,6, massimo in 2 mesi).

“Prima dell’invasione dell’Ucraina – spiega Williamson, capo economista di Ihs Markit –, i dati dell’indagine di febbraio hanno tracciato un quadro di robusto rilancio di crescita dell’economia dell’eurozona. Il Pil ha accelerato a un ritmo superiore allo 0,6%, sostenuto dall’allentamento delle restrizioni pandemiche. Le misure anti covid-19, dopo essere state reintrodotte a gennaio con il maggior rigore degli ultimi otto mesi per contrastare la minaccia dell’ondata Omicron, a febbraio si sono ridotte segnando l’incidenza minima da novembre e rilanciando la spesa, soprattutto nei servizi a più diretto contatto dei consumatori”.

“L’incremento della domanda – prosegue l’economista – ha indicato un’accelerazione e le assunzioni sono aumentate dal momento che le aziende hanno cominciato a prevedere prospettive di miglioramento. Tuttavia, l’attività economica ha confermato i vincoli delle strozzature nella catena di fornitura e delle carenze di personale, che si ripercuotono ancora sul canale distributivo di parecchi beni e servizi. I prezzi hanno registrato il più alto rincaro in quasi un quarto di secolo di raccolta dati. Anche se alcuni di questi ostacoli si ridurranno via via che l’ondata Omicron andrà a dissipandosi, il prezzo dell’energia e di altri beni principali, soprattutto agricoli, stanno di nuovo impennandosi a causa del conflitto in Ucraina. Ciò significa che siamo di fronte al grande rischio che l’inflazione aumenti e duri più a lungo del previsto, limitando il potere d’acquisto delle famiglie”.

“Sebbene una stima dell’impatto del conflitto sia ancora prematura – ha concluso –, è probabile che le prospettive di crescita siano state colpite da una maggiore avversione al rischio e dalle nuove sanzioni, smorzando l’effetto della ripresa dalla pandemia. Nei prossimi mesi, oltre all’aumento dei rischi di inflazione e all’affievolirsi delle prospettive di crescita per le aziende e le famiglie, si aggiunge l’effetto del conflitto in Ucraina che rende ancora più difficile l’azione di controllo dell’inflazione da parte della BCE, intenta a dare sostegno a una robusta ripresa economica”.

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03/03/2022 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a febbraio a 56,5 punti da 59,9 di gennaio. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 56,5 punti da 51,2. Composito a 55,9 da 51,1

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a febbraio scivola a 56,5 punti, dai 60,5 stimati nel Market movers settimanale e dai 59,9 di gennaio. Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, peraltro, resta ampiamente in territorio di espansione, oltre la soglia dei 50 punti.

Tra le componenti dell'indice, andamento aziendale è sceso a 55,1 punti da 59,9 del mese precedente, ordini a 56,1 da 61,7 e occupazione a 48,5 punti da 52,3 mentre la componente sui prezzi è salita a 83,1 da 82,3.

Anche l'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da Markit, a febbraio accelera invece a 56,5 punti da 56,7 della stima preliminare e 51,2 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori d’acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra dunque un tasso di crescita più forte e si consolida ben oltre la soglia dei 50 punti.

L'indice composito, che sintetizza la dinamica di servizi e manifatturiero, si attesta a 55,9 punti dai 56 della lettura preliminare e dai 51,1 del mese precedente.

"Le imprese del settore dei servizi negli Usa hanno registrato un forte rimbalzo dell’attività a febbraio grazie alla riduzione delle misure per il contenimento del virus al minimo da novembre – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -. I dati confermano che la variante Omicron sembra aver avuto un impatto sull'economia modesto e di breve durata.

“I sondaggi Pmi del mese di riferimento sono sostanzialmente coerenti con l'aumento del Pil a un tasso annualizzato del 3,5% dal +0,9% di gennaio. Nel primo trimestre, dunque il Pil si stima in crescita ora in media a poco più del 2%.

Permangono diffusi vincoli alla produzione, colli di bottiglia nella catena di approvvigionamento e scarsa disponibilità di manodopera, che limitano la crescita nel manifatturiero e nei servizi, mentre la domanda continua a crescere più rapidamente della produzione, determinando pressioni sui prezzi senza precedenti”.

“Il conflitto in Ucraina – conclude Williamson -, sta portando ulteriori rincari di energia e materie prime in generale, che si aggiungeranno alle pressioni inflazionistiche già presenti negli Usa. Più incerto sarà l’impatto della guerra sulla fiducia delle imprese. L'ottimismo aziendale per l'anno a venire era aumentato nel manifatturiero e nei servizi a febbraio al massimo da 15 mesi, a fronte di un allentamento delle restrizioni contro il covid-19 e delle vischiosità nelle forniture.

Tuttavia, la resilienza di questo ottimismo sarà messa alla prova dal conflitto in Europa e andrà monitorata nelle prossime settimane come un barometro della propensione al rischio sia nella spesa che negli investimenti”.

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02/03/2022 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di febbraio a +5,8% a/a da +5,1% di gennaio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di febbraio, segna un +5,8% (l’aumento più consistente da quando è stata introdotta la moneta unica) dal +5,3% stimato nel Market movers settimanale e da +5,1% di gennaio.

Su base mensile, l'inflazione è data a +0,9% m/m da +0,3% del mese precedente. Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna il 2,7% a/a dal +2,5% previsto nel Market movers e dal +2,3% di gennaio scorso e lo 0,5% m/m dal -0,9% del mese precedente. Al netto della sola energia, si attesta a +3,0% a/a da +2,5% del mese precedente e a +0,6% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +31,7% a/a da +28,8% di gennaio, seguiti da quelli di cibi, alcol e tabacchi a +4,1% a/a da +3,5% di gennaio, dei beni industriali non energetici a +3,0% da +2,1% e dei servizi a +2,5% da +2,3% del mese precedente.

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01/03/2022 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di febbraio a 58,2 punti da 58,7 di gennaio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di febbraio scende a 58,2 punti dai 58,4 della stima preliminare, dai 58,7 di gennaio e dai 58,8 stimati degli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

L'indice manifatturiero di Markit, dunque, ha mostrato nuovi ed ulteriori segnali positivi, con un rafforzamento della crescita rispetto a gennaio sia della produzione che dei nuovi ordini. Si sono registrati, inoltre, minori ritardi nelle consegne mensili, con la minor lunghezza dei tempi da oltre un anno. Detto ciò, la capacità del settore è ancora sotto pressione e, anche se i tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di vendita hanno rallentato, sono ancora tra i più alti nella storia dell’indagine.

Nello spaccato nazionale, sono stati i Paesi Bassi a osservare il progresso maggiore delle condizioni manifatturiere (60,6, massimo in 3 mesi), seguiti da Germania (58,4, minimo in 2 mesi) e Austria (58,4, minimo in 3 mesi). Forti tassi di crescita anche in Italia (58,3, valore invariato), Irlanda (57,8, minimo in 11 mesi) e Grecia (57,8, minimo in 7 mesi), anche se le ultime due hanno riportato rallentamenti. Tra tutti i membri dell’eurozona monitorati, la Spagna ha registrato la crescita più debole (56,9, massimo in 3 mesi), seguita dalla Francia (57,2, massimo in 6 mesi).

"Non lasciamo che la riduzione del Pmi principale di febbraio ci distragga da quello che dovrebbe essere considerato come un mese molto positivo per il manifatturiero dell’eurozona - ha commentato Joe Hayes, economista senior di Markit –. La domanda di beni sta registrando una tendenza al rialzo, con un tasso di espansione accelerato al livello massimo in sei mesi. Le condizioni delle vendite sottostanti si stanno chiaramente rafforzando, mentre l’Europa supera l’ondata della variante Omicron e le aziende stanno intensificando i loro sforzi per una ripresa".

“Un altro passo positivo - ha aggiunto Williamson –, arriva dall’indicatore dei tempi di consegna dei fornitori, in rialzo a febbraio al massimo dall’inizio dell’anno scorso, segnalando il deterioramento minimo delle prestazioni dei fornitori da allora. In realtà è stata questa variazione a spingere l’indice Pmi al ribasso, anche se i timidi segnali di stabilizzazione nella catena di distribuzione certamente sono positivi in quanto favoriranno l’aumento della capacità produttiva, che è quello di cui abbiamo bisogno per vedere una diminuzione dell’inflazione”.

“L’attuale livello di inflazione è tuttavia ancora estremamente elevato – ha detto l’economista – e gli operatori che determinano i prezzi senza ombra di dubbio hanno ancora parecchio potere decisionale. La forte domanda di beni, associata alla carenza di fornitura ha continuato a spingere i prezzi di vendita al rialzo. Le aziende manifatturiere stanno a loro volta trasferendo tali aumenti ai clienti. A febbraio abbiamo assistito a un ben accetto alleggerimento dei tassi di inflazione dei prezzi di acquisto e di quelli di vendita. Malgrado ciò, questi restano ancora tra i più veloci mai osservati sinora”.

“Adesso, l’invasione della Russia in Ucraina, che porta con sé il rischio di frenare la crescita, alimenta nuovi rischi di inflazione (il brent è già in salita) – ha concluso Hayes -. Servirà una gestione politica macroeconomica prudente per contenere nuovamente le aspettative sull’inflazione, senza intaccare troppo la ripresa della domanda”.

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01/03/2022 StarNews – Usa, Ism manifatturiero a febbraio a 58,6 punti da 57,6 di gennaio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo di gennaio a 57,2 da 55,5 di gennaio

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di febbraio scivola a 58,6 punti da 57,6 di gennaio e dai 57,9 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una accelerazione e resta ben oltre la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini balza a 61,7 punti da 57,9, mentre quella sull'occupazione sale a 52,9 da 54,5 e la componente dei prezzi cala a 75,6 da 76,1.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio, sale a 57,3 punti, da 57,5 della prima lettura e da 55,5 del mese precedente.

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24/02/2022 StarNews – Usa, Pil del IV trimestre, nella seconda stima preliminare, a +7,0% t/t da +6,9% della lettura precedente e da +2,3% del terzo quarto

Negli Usa, il Pil del IV trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un +7,0% t/t da +6,9% della lettura precedente e da +2,3% del terzo quarto. Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), supera le stime degli analisti di Star am, che avevano previsto nel Market movers un +5,0% t/t ann.

La spesa per consumi reali (Personal consumption expenditures) ha registrato un +3,1% da +3,3% della prima lettura preliminare e da +2,0% dei tre mesi precedenti.

L'indice Pce price, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dei prezzi, segna un +6,3% da +5,3% del trimestre precedente. Il Pce core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +5,0% dal +4,9% del trimestre precedente.

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24/02/2022 StarNews – Usa, a gennaio vendite di nuove abitazioni a -4,5% m/m da +12,0 % di dicembre

Negli Usa, a gennaio il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, marca un -4,5% m/m da +12,0% di dicembre (rivisto da +11,9%).

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 801 mila da 839 mila del mese precedente (rivisto da 811 mila) e dalle 807 mila stimate nel Market movers settimanale.

Rispetto a gennaio 2021, il volume di vendite di case nuove ha ceduto il 13,2%.

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23/02/2022 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di gennaio a +5,1% a/a da +5,0% di dicembre e a +0,4% m/m come nel mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di gennaio, si attestano a +5,1% a/a, come nella lettura preliminare, dal +5,0% di dicembre, dal +0,9% a/a di febbraio 2021 e dal +4,5% stimato nel Market movers.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2% per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,3%, come nella stima flash e da +0,4% di dicembre scorso.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, ossia cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,3% a/a da +2,6% del mese precedente e dal +2,0% atteso nel Market movers e un -0,9% da +0,4% m/m di dicembre.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 5,6% a/a dal +5,3% di dicembre e lo 0,5% m/m come nel mese precedente.

A febbraio, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+2,8% da +25,9%), a seguire servizi (+0,98% da +2,4%) cibo, alcol e tabacco (+0,77% da +3,2%) e beni industriali non energetici (+0,56% da +2,9%).

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22/02/2022 StarNews – Germania, a febbraio indice Ifo a 98,9 punti da 96,0 di gennaio

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a febbraio sale a 98,9 punti da 96,0 di gennaio (rivisto da 95,7) e dai 96,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali si rafforza a 98,6 punti da 96,2 del mese precedente (rivisto da 96,1) e dai 96,6 stimati nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi sale a 99,2 da 95,8 del mese precedente (rivisto da 95,2) e dai 96,0 attesi dagli analisti di Star am.

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21/02/2022 StarNews – Zona euro, nella stima flash di febbraio, Pmi composito a 55,8 punti da 52,3 di gennaio. Nel dettaglio, manifatturiero a 58,4 da 58,7 e servizi a 55,8 da 51,1

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di febbraio accelera a 55,8 punti (livello più alto da 5 mesi e maggior rialzo da marzo dello scorso anno) da 52,3 di gennaio e dai 52,7 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, dunque, si consolida oltre la soglia dei 50 punti.

Nel dettaglio settoriale, l’indice del manifatturiero si è attestato a 58,4 punti (minimo in 2 mesi) da 58,7 di gennaio e dai 58,5 prospettati nel Market movers. L’allentamento delle restrizioni ha favorito una ripresa particolarmente forte delle attività a diretto contatto con il consumatore e del settore viaggi e turismo. L’indice del terziario, pertanto, è tornato a salire al tasso più veloce da novembre, a 55,8 punti da 51,1 di gennaio (mese in cui l’attività aveva segnato quasi uno stallo, a causa dell’irrigidimento delle restrizioni anti Covid19) e dai 51,7 stimati dagli analisti di Star am. La produzione manfatturiera, invece, ha accelerato a 55,6 punti (massimo in 5 mesi) da 55,4 di gennaio, grazie anche alle maggioro disponibilità dei fornitori, mentre l’incidenza dei ritardi sulle consegne è stata la più bassa da gennaio dello scorso anno.

Nello spaccato geografico, in Francia l’attività economica ha indicato un forte rimbalzo di crescita, segnando il valore più alto da giugno scorso (a 57,4 da 52,7), ma anche la Germania ha registrato un’accelerazione, al tasso più rapido da agosto (a 56,2 da 53,8), dopo la leggera contrazione di dicembre. Il resto dell’eurozona è rimasto ancora indietro, registrando tuttavia una forte ripresa dopo i valori quasi stagnanti di gennaio. Nella prestazione del terziario si sono registrati miglioramenti su tutta la linea, anche se in Germania il manifatturiero ha riportato la maggiore accelerazione di crescita, con un tasso di incremento della produzione però appena inferiore alla media dell’eurozona.

“A seguito dell’allentamento delle restrizioni anti covid19 – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, a febbraio l’economia dell’eurozona ha iniziato a riprendere vigore, registrando la ripresa della domanda di parecchi servizi ai consumatori, beneficiando della riduzione delle strozzature sulla fornitura. Anche l’ottimismo per l’attività futura è migliorato, con le aziende che, prevedendo un’ulteriore apertura dell’economia, hanno incrementato le assunzioni”.

“Malgrado i problemi legati alla catena di distribuzione siano minori – aggiunge Williamson –, però, restano diffusi e continuano a causare l’aumento del lavoro inevaso. Per questo, la domanda ancora una volta ha superato l’offerta, favorendo il potere sui prezzi dei produttori e dei fornitori di servizi. Il forte aumento dei costi energetici e l’incremento dei salari hanno al contempo aggiunto peso alla pressione inflazionistica, registrando così l’aumento trimestrale maggiore dei prezzi di vendita mai registrato in 25 anni di raccolta dati”.

"L’entità della ripresa dell’attività segnalata dal Pmi - conclude l'economista – conferma una resistenza dell’economia, malgrado l’ondata Omicron. L’intensificarsi delle pressioni inflazionistiche, però, aggiungerà altre speculazioni su una posizione sempre più aggressiva da parte della BCE”.

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15/02/2022 StarNews – Germania, a febbraio indice Zew a 54,3 punti da 51,7 di gennaio. Condizioni attuali a -8,1 da -10,2. Zona euro 48,6 da 49,4

In Germania, l’indice Zew a febbraio sale a 54,3 punti dai 45,0 stimati nel Market movers settimanale e dai 51,7 di gennaio. L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatrice dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerata un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali risale a -8,1 punti dai -11,5 attesi dagli analisti di Star am e dai -10,2 del mese precedente.

Si indebolisce, invece, l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 48,6 da 49,4.

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15/02/2022 StarNews – Zona euro, seconda stima del Pil del IV trimestre 2021 segna un +0,3% t/t da +2,3% dei tre mesi precedenti e un +4,6% a/a da +3,9%

Nella zona euro, la seconda stima del Pil del quarto trimestre 2021 segna un +0,3% destagionalizzato su base trimestrale da +2,3% dei tre mesi precedenti e come stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un +4,6%, come stimato nel Market movers, e dal +3,9% del III trimestre.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +0,4% t/t da +2,2% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un +4,8% da +4,1% del trimestre precedente.

Nello stesso trimestre, l'occupazione è salita nella zona euro come nell'Ue a 27 dello 0,5% su base trimestrale dal +1,0% dell’eurozona e dal +0,9% dell’intera Ue nel quarto precedente. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, nella zona euro come nell’Ue a 27 ha marcato un +2,1% come nel trimestre precedente.

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10/02/2022 StarNews – Usa, a gennaio inflazione ai massimi dal 1982, a +7,5% a/a da +7,0% di dicembre e a +0,6% m/m come nel mese precedente. Core a +6,0% a/a da +5,5% e stabile a +0,6% m/m

Negli Usa, a gennaio i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), si attestano ai massimi da febbraio del 1982, a +7,5% su base annua da +7,0% del mese precedente e dal +7,2% stimato nel Market movers settimanale. Su base mensile, invece, si attestano a +0,6% come nel mese precedente e dal +0,4% atteso dagli analisti di Star am.

L’indice core, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili, come cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha marcato un +6,0% a/a da +5,5% del mese precedente e a +0,6% m/m come a dicembre.

Gli aumenti maggiori li hanno segnati gli indici di alimentari, elettricità e immobiliare. L'indice alimentare è salito dello 0,9% dopo il +0,5% di dicembre. Anche l’indice dell'energia ha marcato un’espansione dello 0,9% mensile, con un rincaro dell'energia elettrica parzialmente compensato dal calo degli indici di benzina e gas naturale.

L'indice per tutti gli articoli meno cibo ed energia a gennaio ha mostrato un +0,6%, come a dicembre. L'indice energetico ha rilevato un +27,0% rispetto a un anno fa, contro un +0,7% dell'indice alimentare.

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04/02/2022 StarNews – Usa, a gennaio tasso di disoccupazione al 4,0% dal 3,9% di dicembre. Più 467 mila buste paga nel settore non agricolo da +510 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a gennaio sale al 4,0% destagionalizzato dal 3,9% di dicembre scorso.

L’indagine, infatti, rileva 467 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) da +510 mila del mese precedente (rivisto da +199 mila).

Il settore privato ha guadagnato 444 mila nuovi posti di lavoro dopo i +503 mila di dicembre (dato rivisto da +211 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 13 mila unità dai +32 mila del mese precedente (rivisto da +26 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,7% a/a dal +5,0% (rivisto da +4,7%) e un +0,7% m/m dal +0,5% del mese precedente. La media di ore settimanali è scesa a quota 34,5 da 34,7 di dicembre.

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03/02/2022 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a gennaio a 59,9 punti da 62,3 di dicembre. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 51,2 punti da 57,6. Composito a 51,1 da 57,0

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a gennaio scivola a 59,9 punti, dai 61,8 stimati nel Market movers settimanale e da 62,3 di dicembre (rivisti da 62). Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, peraltro, resta ampiamente in territorio di espansione, ben oltre la soglia dei 50 punti.

In flessione tutte le componenti dell'indice. L'attività aziendale è scesa a 59,9 punti dai 68,3 del mese precedente, i nuovi ordini a 61,7 da 62,1, l'occupazione a 52,3 da 54,7 e i prezzi a 82,3 da 88,9.

Anche l'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da Markit, a gennaio decelera, a 51,2 punti da 50,9 della stima preliminare e 57,6 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori d’acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra dunque un tasso di crescita più debole ma resta superiore alla soglia dei 50 punti, oltre la quale indica una fase di espansione.

L'indice composito, che sintetizza la variazione di servizi e manifatturiero, si attesta a 51,1 punti dai 57,0 del mese precedente.

"L'economia statunitense è stata duramente colpita dalla variante Omicron all'inizio del 2022 – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -. Il tasso di crescita della produzione è stato il più lento negli ultimi 18 mesi. Tutti i settori hanno risentito dell'aumento dei contagi, ma il rallentamento è stato guidato soprattutto dal calo dell'attività dei servizi ai consumatori registrati da dicembre 2021, quando le misure di contenimento sono state inasprite al livello più alto da maggio dello scorso anno”.

“Le aziende, inoltre – conclude Williamson -, si trovano ad affrontare molteplici venti contrari, tra cui la carenza di offerta di lavoro, problemi nella catena di approvvigionamento, l’aumento dei costi, l’impennata dell’inflazione e le preoccupazioni per la futura resilienza della domanda a causa dell'aumento dei tassi di interesse e della riduzione del sostegno fiscale".

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02/02/2022 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di gennaio a +5,1% a/a da +5,0% di dicembre

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di gennaio, segna un +5,1% dal +4,4% stimato nel Market movers settimanale e da +5,0% di dicembre.

Su base mensile, l'inflazione è data a +0,3% m/m dal -0,1% previsto dagli analisti di Star am e da +0,4% del mese precedente. Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna il 2,3% a/a dal +2,2% previsto nel Market movers e dal +2,6% di dicembre scorso e lo 1,6% m/m dal +0,4% del mese precedente. Al netto della sola energia, si attesta a +2,6% a/a da +2,8% del mese precedente e a -0,4% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +28,6% a/a da +25,9% di dicembre, seguiti da quelli di cibi, alcol e tabacchi a +3,6% a/a da +3,2% di dicembre, dei beni industriali non energetici a +2,3% da +2,9% e dei servizi a +2,4% come nel mese precedente.

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02/02/2022 StarNews – Eurozona, a gennaio Pmi composito finale a 52,3 punti da 53,3 di dicembre. Pmi del terziario a 51,2 da 53,1 del mese precedente

Nell’eurozona, il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a gennaio si indebolisce a 52,3 punti da 52,4 della stima flash, 53,3 di dicembre e dai 52,4 punti attesi nel Market movers settimanale.

Il rafforzamento del Pmi manifatturiero finale di gennaio (a 58,7 punti da 58,0 di dicembre), infatti, è stato superato dal calo dell’indice dei servizi, a 51,1 punti, da 51,2 della stima flash, da 53,1 di dicembre e dai 51,2 stimati dagli analisti di Star am.

La nuova frenata della crescita dell’economia dell’eurozona è ascrivibile alla variante Omicron che ha ostacolato l’attività soprattutto nel settore dei servizi. Al contempo, dopo il leggero rallentamento di fine anno, i dati raccolti hanno mostrasto una nuova accelerazione dell’inflazione in tutta l’eurozona.

Tra i Paesi dell’eurozona monitorati, l’Irlanda ha indicato la crescita più veloce della produzione combinata del manifatturiero e terziario, con un’espansione invariata rispetto alla forte prestazione di dicembre (a 56,5). La Germania è tornata in territorio di crescita dopo la marginale contrazione di dicembre (a 53,8, massimo in 4 mesi). Al contrario, la Francia ha perso slancio (52,7, massimo in 9 mesi), l’Italia è in generale stagnazione (50,1, minimo in 12 mesi) e la Spagna ha rilevato la prima contrazione da febbraio dello scorso anno (47,9, minimo in 11 mesi).

“Dopo l’indebolimento della crescita del trimestre finale del 2021 – spiega Williamson, capo economista di Ihs Markit –, a gennaio l’economia dell’eurozona registra un nuovo rallentamento. Le aziende stanno indicando un attenuamento della domanda e continui disagi legati sia alla carenza di personale che ai problemi sulla fornitura di materie prime a causa della pandemia”.

“Questo rallentamento – prosegue l’economista – coincide con l’irrigidimento più severo da maggio scorso delle misure anti-virus in tutto il territorio dell’eurozona, a causa dell’aumento dei contagi provocati dalla variante Omicron. La Spagna ne ha risentito di più, l’Italia è entrata in stagnazione. Entrambi i risultati sono stati collegati al calo del terziario. La Francia, nel frattempo, sta registrando l’espansione più debole dallo scorso aprile. La Germania, invece, entra in una fase positiva e fa presagire che l’impatto di Omicron sarà più breve e meno severo delle ondate precedenti. Il terziario tedesco, colpito più severamente da Omicron alla fine dello scorso anno, sta già recuperando mentre la produzione manifatturiera sta rinvigorendosi ancora di più.”.

“La preoccupazione principale – ha concluso – riguarda le crescenti pressioni inflazionistiche, che potrebbero aggravarsi con l’impennata dei prezzi energetici nei prossimi mesi. I conti delle famiglie sono già allo stremo e le aziende stanno affrontando nuovi aumenti sui costi. A questo si aggiungono gli ulteriori potenziali rischi al ribasso sulle previsioni future legate alle tensioni in Ucraina, il cui aggravamento potrebbe spingere ancora più in basso la fiducia economica”.

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01/02/2022 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di gennaio a 58,7 punti da 58,0 di dicembre

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di gennaio sale a 58,7 punti (massimo da agosto) dai 59,0 della stima preliminare, dai 58,0 di dicembre (minimo in dieci mesi) e dai 59 stimati degli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Gli ultimi dati del Pmi hanno mostrato a inizio 2022 un rafforzamento del manifatturiero dell’eurozona, con produzione, nuovi ordini e livelli occupazionali che hanno riportato crescite più veloci. Il miglioramento su questi fronti, inoltre, arriva dagli ennesimi timidi segnali di risoluzione dei problemi sulla catena di distribuzione, con il più debole allungamento dei tempi medi di consegna in un anno. Anche il tasso di inflazione dei prezzi di acquisto è diminuito (al livello più debole in nove mesi) ma i prezzi di vendita sono aumentati indicando il secondo valore più alto in quasi 20 anni di raccolta dati.

I dati nazionali hanno mostrato come a gennaio il settore manifatturiero dell’Austria abbia avuto la crescita migliore (61,5, massimo in 4 mesi), e si sono riportate espansioni più veloci nei Paesi Bassi (60,1, massimo in 2 mesi), in Germania (59,8, massimo in 5 mesi) e in Irlanda (59,4, massimo in 2 mesi). Nelle altre economie dell’eurozona si è osservata una forte crescita e invariata da dicembre in Spagna (56,2, valore invariato), mentre miglioramenti più lenti sono stati notati in Italia (58,3, minimo in 11 mesi), in Grecia (57,9, minimo in 6 mesi) e in Francia (55,5, minimo in 3 mesi).

"Pare che sinora i manifatturieri dell’eurozona abbiano resistito alle intemperie causate dalla tempesta Omicron meglio delle precedenti ondate di covid - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Le aziende hanno riportato a gennaio il maggiore progresso della produzione e dei nuovi ordini in quattro mesi. Anche le previsioni future sono più rosee, con l’ennesimo allentamento dei parecchi ritardi nelle consegne, che ha giocato un ruolo fondamentale nell’incoraggiare i produttori manifatturieri a rivedere al rialzo le proprie previsioni per la crescita del prossimo anno al livello più alto da giugno".

“Il miglioramento, tuttavia - ha aggiunto Williamson –, non è affatto ben distribuito nell’eurozona, con un ritorno alla crescita in Germania, nei Paesi Bassi e in Austria in contrasto con l’espansione più lenta in Italia, Spagna e Grecia e la quasi stagnazione della produzione in Francia. In aggiunta, nonostante alcuni ritardi nelle consegne sono diminuiti dal picco dello scorso anno, i tempi medi di consegna rimangono estesi per parecchi beni chiave e per numerosi beni strumentali, ostacolando la produzione e trasformandosi in una maggiore pressione al rialzo sui prezzi. I prezzi medi di fabbrica sono aumentati al secondo tasso più alto in quasi venti anni, fattore questo che indica come l’inflazione rimarrà elevata nei prossimi mesi. Al contempo, la crescente tensione in Ucraina, la crisi dei prezzi energetici e le previsioni di un inasprimento delle politiche monetarie da parte delle banche centrali a livello globale stanno creando ostacoli aggiuntivi per le prospettive future”.

“Questo scenario – ha concluso l’economista – suggerisce che, malgrado il possibile miglioramento della crisi sulla fornitura, le condizioni della domanda nei prossimi mesi saranno probabilmente meno solidali con i manifatturieri”.

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01/02/2022 StarNews – Eurozona, a dicembre tasso di disoccupazione al 7,0% dal 7,1% di novembre, nell’intera Ue al 6,4% dal 6,5% del mese precedente

Nell'eurozona, a dicembre la disoccupazione si attesta al 7,0% dal 7,1% di novembre scorso e dall’8,2% di dicembre 2020.

Il risultato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo Eurostat, supera le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (7,1%).

Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro è scesa al 6,4% dal 6,5% del mese precedente e dal 7,5% di dicembre 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat rileva 13,984 milioni di disoccupati nell'Ue (da 14,231 di novembre), di cui 13,612 milioni nell'area euro (da 13,822 del mese precedente). Rispetto a novembre 2021, infatti, si contano 210 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 185 mila nell'area euro.

Da dicembre 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 2,196 milioni di unità nell'Ue e di 1,828 milioni nell'area euro.

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01/02/2022 StarNews – Usa, Ism manifatturiero a gennaio a 57,6 punti da 58,8 di dicembre. Pmi manifatturiero di Markit definitivo di gennaio a 55,5 da 57,7 di dicembre

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di gennaio scivola a 57,6 punti da 58,8 di dicembre e dai 58,3 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione ma resta ben oltre la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini cala a 57,9 punti da 61, mentre quella sull'occupazione sale a 54,5 da 53,9 e la componente dei prezzi si attesta a 76,1 da 68,2.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di gennaio, cala a 55,5 punti, come nella prima lettura, da 57,7 del mese precedente.

"L'epidemia di Omicron ha colpito duramente la produzione – ha commentato Chris Williamson, Chief Business Economist di Ihs Markit -. Ha contribuito a indebolire la domanda e ha creato ulteriori problemi alla catena di approvvigionamento, inasprendo la carenza di personale, spesso indotta dall'assenteismo dovuto all'impennata di contagi”.

"Tuttavia – aggiunge l’economista -, l'impatto complessivo di Omicron sulle catene di approvvigionamento è stato meno marcato rispetto alle precedenti ondate pandemiche e le pressioni sui prezzi delle materie prime causate dalla crisi dell'offerta globale sembrano ridursi. Quindi i produttori sono ottimisti sulle prospettive, con le aspettative di produzione futura che salgono al livello più alto da oltre un anno. L'attuale flessione, dunque, potrebbe rivelarsi di breve durata”.

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31/01/2022 StarNews – Zona euro, prima stima del Pil del IV trimestre 2021 segna un +0,3% t/t dal +2,3% dei tre mesi precedenti e un +4,6% a/a da +3,9%

Nella zona euro, la prima stima del Pil del quarto trimestre 2021 segna un +0,3% destagionalizzato su base trimestrale dal +2,2% dei tre mesi precedenti e dal +0,6% atteso dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un +4,6% dal +4,7% stimato nel Market movers e dal +3,9% del terzo trimestre.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +0,4% t/t da +2,2% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un +4,8% da +4,1% del trimestre precedente.

Secondo una prima stima della crescita annua per il 2021, basata su dati trimestrali destagionalizzati e corretti per il calendario, il Pil ha marcato un +5,2% sia nell'area euro che nell'Ue.

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27/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre ordini beni durevoli a -0,9% m/m da +3,2% di novembre

Negli Usa, a dicembre gli ordini di beni durevoli scendono a 267,6 miliardi di dollari da 270,1del mese precedente. Perdono, pertanto, lo 0,9% m/m dal +3,2% di novembre (rivisto da +2,5% della prima lettura).

 

Il dato, comunicato dal Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti (Bureau of the Census), supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione dello 0,2%.

 

Al netto del settore dei trasporti, guadagnano su base mensile lo 0,4%, come stimato dagli analisti di Star am, da +1,1% del mese precedente (rivisto da +0,8%). Depurati dal comparto difesa, invece, segnano un +0,1% dal +2,7% (rivisto da +2,0%).

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27/01/2022 StarNews – Usa, il Pil del IV trimestre, nella stima preliminare, a +6,9% t/t da +2,3% dei tre mesi precedenti

Negli Usa, il Pil del IV trimestre, nella stima preliminare, segna un +6,9% da +2,3% t/t dei tre mesi precedenti.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), ha superato le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un +5,0% t/t.

Il progresso è stato supportato soprattutto dai consumi, che segnano un +3,3% da +2,0% del trimestre precedente.

Il Pce price index, una misura dell'inflazione, è dato a +6,5% dal precedente +5,3%, mentre il Pce core è stimato a +4,9% dal precedente +4,6%.

Nel 2021 il Pil è aumentato del 5,7%, dopo il -3,4% del 2020, sostenuto da tutte le principali sottocomponenti, in primis consumi personali, investimenti fissi, esportazioni, e investimenti in scorte private. In crescita anche le importazioni.

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27/01/2022 StarNews – Usa, vendite in corso di case a dicembre a -3,8% m/m da -2,3% di novembre

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a dicembre cedono il 3,8% m/m da -2,3% di novembre (rivisto da -2,2%).

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 117,7 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 122,3 del mese precedente (rivisto da 122,4). Su base annua, invece, il dato ha perso il 6,21%.

"Le vendite di case in corso sono calate verso la fine del 2021, poiché la diminuzione dell'offerta di alloggi offriva ai consumatori pochissime opzioni – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. I tassi dei mutui sono aumentati costantemente nelle ultime settimane, il che purtroppo alla fine escluderà gli acquirenti marginali".

"Nonostante il rallentamento delle transazioni di dicembre – aggiunge Yun – l'anno scorso è stato un ottimo periodo per le abitazioni in termini di vendite e apprezzamento dei prezzi. Il mercato probabilmente subirà una lieve riduzione delle vendite poiché i tassi sui mutui continueranno a salire".

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26/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre vendite di nuove abitazioni a +11,9% m/m da +11,7% di novembre

Negli Usa, a dicembre il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, marca un  +11,9% m/m da +11,7% di novembre (rivisto da +12,4%).

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 811 mila da 725 mila del mese precedente (rivisto da 744 mila) e dalle 765 mila stimate nel Market movers settimanale.

Rispetto a dicembre 2020, il volume di vendite di case nuove ha ceduto il 3,7%.

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25/01/2022 StarNews – Germania, a gennaio indice Ifo a 95,7 punti da 94,8 di dicembre

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a gennaio sale a 95,7 punti da 94,8 di dicembre (rivisto da 94,7) e dai 95,3 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali si indebolisce a 96,1 punti, come previsto nel Market movers, da 96,9 del mese precedente, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi si rafforza a 95,2 da 92,7 del mese precedente e dai 94,5 attesi dagli analisti di Star am.

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24/01/2022 StarNews – Zona euro, nella stima flash di gennaio, Pmi composito a 52,4 punti da 53,3 di dicembre. Nel dettaglio, manifatturiero a 59,0 da 58,0 e servizi a 51,2 da 53,1

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di gennaio decelera ancora, a 52,4 punti (livello più basso da marzo 2021, mese in cui è iniziata la ripresa dalle chiusure pandemiche) da 53,3 di dicembre e dai 51,4 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, dunque, resta oltre la soglia dei 50 punti ma rallenta ulteriormente, per il secondo mese consecutivo, dopo la prima accelerazione rilevata a novembre da luglio scorso (quando ha segnato il picco in 15 anni).

I minori ritardi della fornitura hanno favorito il rilancio del manifatturiero mentre le nuove restrizioni pandemiche hanno causato un forte rallentamento dell’espansione terziaria. Al contempo, mentre i prezzi medi di vendita per beni e servizi sono aumentati a un tasso mai superato prima, la riduzione dell’inflazione dei prezzi d’acquisto del manifatturiero mostra una riduzione della pressione sui prezzi delle materie prime.

Nel dettaglio settoriale, infatti, l’indice del manifatturiero ha marcato 59,0 punti (massimo in 5 mesi) da 58,0 e dai 57,1 prospettati nel Market movers. L’indice del terziario è sceso a 51,2 punti (minimo in 9 mesi) da 53,1 del mese precedente e dai 51,2 stimati dagli analisti di Star am. La produzione manfatturiera, infine, ha rallentato a 55,8 punti (massimo in 5 mesi) da 53,8 di dicembre.

Nello spaccato geografico, si rileva in Germania, dopo la contrazione di dicembre, una ripresa dell’attività al tasso più forte da settembre (54,3 da 49,9), grazie all’impennata della produzione industriale (60,5 da 57,4) e al ritorno alla crescita del terziario (52,2 da 48,7). Al contrario, l’espansione in Francia ha indicato il valore più basso da aprile (52,7 da 55,8), riflesso di un manifatturiero quasi in stallo (a 55,5 da 55,6) e di un netto indebolimento delle prestazioni del terziario (a 53,1 da 57,0).

Nel resto dell'eurozona l’espansione si è quasi arrestata a causa della nuova contrazione dell’attività terziaria.

“A inizio anno – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, l’ondata Omicron ha determianto un altro forte calo della spesa su molti servizi diretti al consumatore, con il turismo e le attività ricreative colpite piuttosto duramente. Tuttavia, l’impatto sull’economia in generale sembra finora abbastanza tenue. E ancora più incoraggiante è l’ulteriore riduzione dei ritardi sulla catena distributiva manifatturiera, nonostante la nuova ondata pandemica”.

“La riduzione della crisi dell’offerta – aggiunge Williamson - non solo ha agevolato il rilancio della produzione delle fabbriche ma ha anche moderato la pressione sui costi del manifatturiero. Se Omicron ha colpito le previsioni del settore terziario, rispetto alle precedenti ondate l’impatto sembra al momento meno severo. Intanto, le prospettive delle aziende manifatturiere sono migliorate grazie alle minori carenze, contribuendo a registrare previsioni future migliori”.

"Il prezzo di beni e servizi - conclude l'economista –, tuttavia, sta salendo a un tasso record, con l’aumento del costo del lavoro e dell’energia che controbilancia la riduzione del prezzo delle materie prime sostenuto dai produttori. Il che sta falciando la speranza di un imminente raffreddamento delle pressioni inflazionistiche”.

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24/01/2022 StarNews – Usa, a gennaio stima flash del Pmi composito a 50,8 da 57,0 di dicembre. Nel dettaglio, manifatturiero a 55,0 punti da 57,7, servizi a 50,9 da 57,6

Negli Usa, il Pmi composito di gennaio, nella stima flash, crolla a 50,8 punti (minimo da 18 mesi) da 57,0 di dicembre.

Il dato, pubblicato da Markit, resta peraltro sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala l’espansione dell’attività.

La voce della produzione decelera a 50,3 (minimo da 19 mesi) da 53,8 di dicembre. L’indice del manifatturiero si indebolisce a 55,0 punti (minimo da 15 mesi) da 57,7 del mese precedente, mentre quello dei servizi si contrae a 50,9 punti (minimo da 18 mesi) da 57,6 di dicembre.

“L'aumento dei contagi – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit – ha portato l'economia statunitense vicina a una battuta d'arresto all'inizio dell'anno. Le imprese

sono state fermate dal peggioramento dei ritardi della catena di approvvigionamento, dalle carenze di personale e da nuove restrizioni contro la diffusione della variante Omicron”.

“Tuttavia – aggiunge Williamson -, la produzione è stata inficiata da Omicron molto più della domanda, con una robusta crescita di nuovi affari che suggerisce una ripresa della crescita non appena le restrizioni saranno allentate. Inoltre, anche se il ritmo della crescita economica è frenato dalla persistenza di ritardi nella catena delle forniture, il deterioramento di quest’ultima è diminuito rispetto a gran parte della seconda metà dello scorso anno. Ciò ha contribuito, a sua volta, ad spingere nel settore manifatturiero l'ottimismo per l'anno a venire ai livelli più alti da oltre un anno, e ha anche contribuito a una forte frenata dei prezzi delle materie prime. Pertanto - conclude l'economista –, nonostante il sondaggio indichi un inizio anno deludente, si intravedono segnali incoraggianti per le prospettive di breve termine”.

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20/01/2022 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di dicembre a +5,0% a/a da +4,9% di novembre e a +0,4% m/m come nel mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di dicembre, si attestano a +5,0% a/a, come nella lettura preliminare e dal +4,9% stimato nel Market movers e registrato anche a novembre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2% per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,4% come nella stima flash e come a novembre scorso.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,6% a/a come nel mese precedente e lo 0,4% m/m da invariato di novembre.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 5,3% dal +5,2% di novembre e lo 0,5% come nel mese precedente.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+25,9% da +27,5%), a seguire cibo, alcol e tabacco (+3,2% da +2,2%), beni industriali non energetici (+2,9% da +2,4%) e servizi (+2,4% da +2,7%).

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20/01/2022 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di dicembre a -4,6% m/m da +2,2% di novembre e a -7,1% a/a da -1,5%

Negli Usa, a dicembre le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales) perdono il 4,6% m/m da +2,2% di novembre (rivisto da +1,9%) e il 7,1% a/a dal -2,0%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 6,18 milioni di unità, contro i 6,48 milioni del mese precedente e i 6,65 milioni di dicembre 2020.

“Il calo delle vendite rilevato a dicembre - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar – è stato ascrivibile più a un'offerta limitate che a un indebolimento della domanda di alloggi. Le vendite dell'intero anno hanno chiuso in positivo, raggiungendo il livello annuale più alto dal 2006".

 Yun, tuttavia, si aspetta un leggero rallentamento del dato nei prossimi mesi, a causa dei tassi ipotecari più elevati, ma ha osservato che i recenti guadagni di occupazione e standard di sottoscrizione più severi assicurano che le vendite di case non corrano il rischio di crollare. Prevede che i tassi rimarranno al di sotto del 4% entro la fine dell'anno e che i salari rimarranno stabili a causa di un mercato del lavoro rigido.

 "Quest'anno, i consumatori dovrebbero prepararsi a sopportare alcuni aumenti dei tassi ipotecari - ha avvertito Yun - Mi aspetto anche che i prezzi delle case crescano in modo più moderato dal 3% al 5% nel 2022, e così anche nel 2023 quando una maggiore offerta raggiungerà il mercato".

 Il totale delle abitazioni a fine dicembre ammontava a 910.000 unità, in calo del 18,0% rispetto a novembre e del 14,2% rispetto a un anno fa (1,06 milioni). Le scorte invendute si attestano a una fornitura di 1,8 mesi al ritmo di vendita attuale, in calo da 2,1 mesi a novembre e da 1,9 mesi a dicembre 2020.

 "A dicembre - ha aggiunto Yun - abbiamo visto i numeri di inventario raggiungere il minimo storico. I costruttori di case hanno già fatto passi da gigante nel 2022 per aumentare l'offerta, ma invertire i divari come quelli che abbiamo visto di recente richiederà anni".

 Il prezzo medio delle case esistenti per tutti i tipi di alloggi a dicembre è stato di 358 mil dollari, in aumento del 15,8% rispetto a dicembre 2020 (309,2 mila dollari), perché i prezzi sono aumentati in ciascuna regione. Il Sud ha assistito al più alto ritmo di apprezzamento. Questo segna 118 mesi consecutivi di aumenti anno su anno, la serie più lunga mai registrata.

 "C'è stato un aumento significativo degli acquirenti per la prima volta alla fine dell'anno - ha concluso Yun -. Con i tassi ipotecari previsti in aumento nel 2022, è probabile che una parte di questi abbia antiicpato gli acquisti a dicembre per evitare gli aumenti dei tassi".

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19/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre nuovi cantieri a +1,4% m/m da +8,1% del mese precedente e concessioni edilizie a +9,1% m/m da +3,9%

Negli Usa, a dicembre i nuovi cantieri avviati (Housing starts) rilevano un +1,4% m/m dopo il +8,1% di novembre (rivisto da +11,8%).

In termini assoluti, riferisce il Dipartimento del Commercio statunitense, i nuovi cantieri sono saliti a 1,702 milioni da 1,678 milioni del mese precedente (rivisti da 1,679 milioni).

I permessi di costruzione (Building permits), inoltre, indicatore dell'attività futura, segnano su base congiunturale un +9,1% m/m dal +3,9% del mese precedente (rivisto da +3,6%).

In termini assoluti, il numero di abitazioni autorizzate, infatti, sale a 1,873 milioni da 1,717 del mese precedente (rivisto da 1,712).

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18/01/2022 StarNews – Germania, a gennaio indice Zew a 51,7 punti da 29,9 di dicembre. Condizioni attuali a -10,2 da -7,4. Zona euro 49,4 da 26,8

In Germania, l’indice Zew a gennaio sale a 51,7 punti dai 31 stimati nel Market movers settimanale e dai 29,9 di dicembre. L’indice, pubblicato dall'istituto di ricerca omonimo, è anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, in quanto è considerato un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L'indice delle condizioni attuali, invece, cala a -10,2 punti dai -5 attesi dagli analisti di Star am e dai -7,4 del mese precedente.

Si rafforza anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 49,4 da 26,8.

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14/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre vendite al dettaglio a -1,9% m/m da +0,2% di novembre e a +16,95% a/a da +18,24% del mese precedente

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di dicembre si attestano a quota 626,8 miliardi di dollari da 639,1 di novembre.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, pertanto, perde l’1,9% m/m dal +0,3% previsto nel Market movers settimanale e da +0,2% del mese precedente (rivisto da +0,3%), e cresce del 16,95% a/a da +18,24% del mese precedente.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -2,5% m/m dopo il -0,1% di novembre e un +16,5% a/a da +16,3% del mese precedente.

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12/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre inflazione a +7,0% a/a da +6,8% di novembre e a +0,5% m/m da +0,8%. Core a +5,5% a/a da +4,9% e a +0,6% m/m da +0,5%

Negli Usa, a dicembre i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs), segnano un +7,0% su base annua da +6,8% del mese precedente e dal +6,9% stimato nel Market movers settimanale. Su base mensile, invece, si attestano a +0,5% da +0,8% di novembre e dal +0,7% atteso dagli analisti di Star am.

L’indice core, ossia l'indice dei prezzi al consumo depurato delle componenti più volatili, come cibo ed energia, più osservato dalla Fed, ha marcato un +5,5% a/a da +4,9% del mese precedente e un +0,6% m/m da +0,5%.

All'aumento destagionalizzato dell'inflazione, ha sottolineato il BLs, sono stati soprattutto gli aumenti degli indici delle abitazioni e di auto e autocarri usati. Ma ha contribuito anche l'indice alimentare, pur essendo aumentato meno rispetto agli ultimi mesi, salendo dello 0,5% a dicembre rispetto al mese precedente. L'indice energetico a dicembre ha chiuso una lunga serie di rialzi: ha perso lo 0,4%, per effetto del calo degli indici della benzina e del gas naturale.

L'indice energetico ha marcato un +29,3% negli ultimi 12 mesi, trainato da tutti i principali indici delle componenti energetiche. In particolare, l'indice della benzina è aumentato del 49,6%, del gas naturale del 24,1% e dell'elettricità del 6,3%.

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10/01/2022 StarNews – Eurozona, a novembre tasso di disoccupazione al 7,2% dal 7,3% di ottobre, nell’intera Ue al 6,5% dal 6,7% del mese precedente

Nell'eurozona, a novembre la disoccupazione si attesta al 7,2% dal 7,3% di ottobre scorso e dall’8,1% di novembre 2020.

Il risultato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo Eurostat, conferma le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (7,2%).

Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro si è attestata al 6,5% dal 6,7% del mese precedente e dal 7,4% di novembre 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat rileva 13,984 milioni di disoccupati nell'Ue (da 14,231 di ottobre), di cui 11,829  milioni nell'area euro (da 12,051 del mese precedente). Rispetto a ottobre 2021, infatti, si contano 247 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 222 mila nell'area euro.

Da novembre 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 1,659 milioni di unità nell'Ue e di 1,411 milioni nell'area euro.

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07/01/2022 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di dicembre a +5,0% a/a da +4,9% di novembre

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di dicembre, segna un +5,0% da +4,9% di novembre.

Su base mensile, l'inflazione è data a +0,4% m/m come nel mese precedente. Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna il 2,6% a/a come a novembre scorso e lo 0,4% m/m dal +0,3% del mese precedente. Al netto della sola energia, si attesta a +2,8% a/a da +2,5% del mese precedente e a +0,4% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +26,0% a/a da +27,5% di novembre, seguiti da quelli di cibi, alcol e tabacchi a +3,2% a/a da +2,2% di novembre, dei beni industriali non energetici a +2,9% da +2,4% e dei servizi a +2,4% da +2,7%.

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07/01/2022 StarNews – Usa, a dicembre tasso di disoccupazione al 3,9% dal 4,2% di novembre. Più 199 mila buste paga nel settore non agricolo da +249 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a dicembre scende al 3,9% destagionalizzato dal 4,2% di novembre scorso.

L’indagine, infatti, rileva 199 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +249 mila del mese precedente (riviste da +210 mila).

Il settore privato ha guadagnato 211 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +270 mila di novembre (dato rivisto da +235 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 26 mila unità dai +35 mila del mese precedente.

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +4,7% a/a dal +5,1% e un +0,6% m/m dal +0,4% del mese precedente. La media di ore settimanali è scesa a quota 34,7 come a novembre (dato rivisto da 34,8).

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22/12/2021 StarNews – Usa, Pil del III trimestre nella stima definitiva a +2,3% t/t ann. da +2,1% della seconda lettura e da +6,7% del secondo quarto dell’anno

Negli Usa, la stima definitiva del Pil del III trimestre dell’anno in corso rivede al rialzo la seconda lettura, a +2,3% t/t ann. da +2,1% della lettura precedente e da +6,7% del secondo quarto dell’anno.

Il progresso, segnalato dal Dipartimento del Commercio statunitense, supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento del 2,1% t/t. La nuova espansione, conferma il la tenuta della ripresa dopo la pandemia. A supportarla, i consumi reali, a +2,0% t/t da +12,0% del primo trimestre, e gli investimenti privati domestici (Gross private domestic investment), balzati a +12,4% da -3,9% t/t del trimestre precedente. Decelerano i profitti delle imprese (corporate profits), a +3,4% da +10,5% del trimestre precedente (+96,9 miliardi di dollari da +267,8 del II trimestre). La spesa pubblica (Government consumption expenditures and gross investment) sale dello 0,9% t/t da -2,0%. L’export perde il 5,3% dal +7,6% t/t ann. dei tre mesi precedenti, l’import guadagna il 4,7% dal +7,1%.

Il Pce price index, misura dell'inflazione, guadagna il 5,3% da +6,5%, così come il Pce core (il dato al netto di alimentari ed energia), a 4,6% da +6,1%.

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22/12/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di novembre a +1,9% m/m da +0,8% di ottobre e a -2,0% a/a da -1,5%

Negli Usa, continuano a salire a novembre le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), dell’1,9% m/m da +0,8% di ottobre e del 2,0% a/a da +1,5%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono venduti 6,46 milioni di unità, contro i 6,34 milioni del mese precedente e di poco sotto le stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (6,55 milioni).

“Alcuni acquirenti - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar - sono stati in grado di acquistare abitazioni prima che i tassi dei mutui salissero ulteriormente nei prossimi mesi. Il mutuo stabile ha motivato molti consumatori che si sono stancati dell'escalation degli affitti nell'ultimo anno. Nel 2022 si prevede un aumento dei tassi dei mutui, ma non mi aspetto sarà eccessivamente drammatico. Il tasso ipotecario fisso a 30 anni raggiungerà una media del 3,7% entro la fine del 2022”.

L'inventario totale delle abitazioni a fine novembre ammontava a 1,11 milioni di unità, in calo del 9,8% rispetto a ottobre e del 13,3% rispetto a un anno fa (1,28 milioni). L'inventario invenduto si trova a una fornitura di 2,1 mesi al ritmo di vendita attuale, un calo sia rispetto al mese precedente che rispetto a un anno fa.

Il prezzo medio delle case esistenti per tutti i tipi di abitazioni a novembre è stato di 353.900 dollari, in aumento del 13,9% rispetto a novembre 2020 (310.800 dollari), poiché i prezzi sono aumentati in ciascuno Stato, con il più alto ritmo di apprezzamento in quelli meridionali. Questo segna 117 mesi consecutivi di aumenti su base annua, la serie più lunga mai registrata.

"Le interruzioni della catena di approvvigionamento per la costruzione di nuove case e la carenza di manodopera - ha affermato Yun - hanno impedito di portare più scorte sul mercato. Pertanto, i prezzi delle case continuano a salire a causa dei livelli di offerta quasi record".

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17/12/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di novembre a +4,9% a/a da +4,1% di ottobre e a +0,4% m/m da +0,8% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di novembre, si attestano a +4,9% a/a, come nella lettura preliminare, da +4,3% stimato nel Market movers e da +4,1% di ottobre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,4% da +0,5 della stima flash e da +0,8% di ottobre.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,6% a/a dal +2,0% di ottobre, e resta invariato su base mensile da +0,3% m/m del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 5,2% su base tendenziale da +4,4% del mese precedente e lo 0,5% m/m da +0,9%.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+27,5%), a seguire servizi (+2,7%), beni industriali non energetici (+2,4%) e cibo, alcol e tabacco (+2,2%).

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16/12/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di dicembre, Pmi composito a 53,4 punti da 55,4 di novembre. Nel dettaglio, manifatturiero a 58,0 da 58,4 e servizi a 53,3 da 55,9

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di dicembre si attesta a 53,4 punti (livello più basso in 9 mesi) da 55,4 di novembre e dai 53,8 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, dunque, si indebolisce ma resta oltre la soglia dei 50 punti. E torna a rallentare dopo la prima accelerazione rilevata nel mese precedente da luglio scorso (quando ha segnato il picco in 15 anni) e dopo aver toccato il minimo in sei mesi a ottobre.

Nel dettaglio settoriale, l’indice del manifatturiero ha marcato 58,0 punti (minimo in 10 mesi) da 58,4 e dai 57,6 prospettati nel Market movers. L’indice del terziario è sceso a 53,3 punti (minimo in 8 mesi) da 55,9 del mese precedente e dai 54,0 stimati dagli analisti di Star am. La produzione manfatturiera, infine, ha rallentato a 53,9 punti (massimo in 3 mesi) da 53,8 di novembre.

L’aumento del tasso dei contagi da covid-19 sta intaccando l’attività del terziario. Migliora invece il manifatturiero, favorito dall’accorciamento dei ritardi della fornitura. I prezzi di acquisto e di vendita delle aziende continuano a salire vertiginosamente, anche se a ritmo ridotto rispetto a novembre. Nel frattempo, l’ottimismo sugli affari ha mostrato resilienza, malgrado l’aumento dei contagi, sostenendo un forte, ma indebolito, tasso di crescita occupazionale in tutta la regione. Nel 2022, le aziende prevedono una diminuzione dei disagi pandemici, soprattutto nell’ambito della catena di distribuzione.

Nello spaccato geografico, si rileva una stagnazione della crescita in Germania, ascrivibile al primo calo da giugno 2020 dei nuovi ordini sia per i beni che per i servizi, dopo 17 mesi di ripresa, a fronte di un nuovo crollo dell’attività terziaria che ha controbilanciato l'accelerazione della produzione manifatturiera. In Francia, invece, l’attività mostra ancora un forte tasso di espansione, anche se più lento rispetto a novembre, grazie a una relativa tenuta  del terziario, contro un declino della produzione manifatturiera per la seconda volta in tre mesi.

Il resto dell’eurozona ha registrato l’espansione più lenta da aprile, con un progresso moderato sia della manifattura che dei servizi, anche se i tassi di incremento si sono mantenuti nettamente superiori alla media di lungo termine.

“La nuova ondata pandemica da covid-19 ancora una volta ha penalizzato l’economia dell’eurozona – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –. La diffusione dei contagi ha ridotto soprattutto l’espansione del settore dei servizi, determinando una chiusura di 2021 deludente. La Germania, che ha registrato il primo stallo economico da un anno e mezzo, è stata la più colpita, ma il rallentamento ha interessato un po’ tutta la regione”.

“Un incoraggiamento arriva dal settore manifatturiero  – aggiunge Williamson -, che ha mostrato una riduzione della pressione sulla catena di distribuzione, favorendo la ripresa della produzione industriale. Il settore auto, in particolare, ha riportato la prima crescita della produzione da agosto. I minori problemi relativi alla fornitura hanno alleviato parte della pressione inflazionistica al rialzo, anche se il tasso generale di inflazione dei prezzi di dicembre è aumentato, risultando ancora il secondo più alto di sempre. Mentre l’inflazione potrebbe raggiungere presto il picco, il tasso di crescita è rimasto elevato”.

"Con l'avvicinarsi del 2022 - conclude l'economista – la variante Omicron comporta ulteriori rischi al ribasso sulle previsioni di crescita, e qualsiasi disagio sulla catena di distribuzione potrebbe tradursi in un ennesimo aumento vertiginoso della pressione sui prezzi”.

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16/12/2021 StarNews – Usa, a dicembre stima flash del Pmi composito a 56,9 da 57,2 di novembre. Nel dettaglio, manifatturiero a 57,8 punti da 58,3, servizi a 57,5 da 58,0

Negli Usa, il Pmi composito di dicembre, nella stima flash, scende a 56,9 punti (minimo da 3 mesi) da 57,2 di novembre.

Il dato, pubblicato da Markit, resta però sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala l’espansione dell’attività.

La voce della produzione accelera a 53,6 (massimo da 3 mesi) da 53,2 di novembre. L’indice del manifatturiero si rafforza a 57,8 punti (minimo da 12 mesi) da 58,3 del mese precedente, mentre quello dei servizi si attesta a 57,5 punti (minimo da 3 mesi) da 58,0 di novembre.

“Dall’indagine – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, trapela una resilienza dell’attività incoraggiante rispetto alla diffusione dei contagi da covid e alle preoccupazioni per la variante Omicron. La crescita del business è diminuita solo leggermente durante il mese e ha tenuto bene soprattutto nel settore dei servizi, più vulnerabile”.

“La crescita della produzione manifatturiera è addirittura aumentata leggermente – aggiunge Williamson -, a fronte di netto calo del numero di filiere in ritardo, che hanno anche contribuito a ridurre la pressione dei prezzi dei materiali. Dicembre ha visto la caduta più ripida dell'inflazione dei prezzi degli input di fabbrica da quasi un decennio, se si esclude la flessione del prezzo iniziale marcata all’inizio della pandemia”.

"Desta preoccupazione - conclude l'economista – che l'aumento della crescita dei salari, dei costi dei trasporti e dei prezzi dell'energia abbiano spinto l'inflazione dei costi nel settore dei servizi a un nuovo massimo e che qualsiasi nuova interruzione delle linee di approvvigionamento globali a causa dell'ondata di Omicron possa portare di nuovo verso l'alto la pressione sui prezzi delle merci”.

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03/12/2021 StarNews – Eurozona, a novembre Pmi composito finale a 55,4 punti da 54,2 di ottobre. Pmi del terziario a 55,9 da 54,6 del mese precedente

Nell’eurozona, il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a novembre torna a salire, a 55,4 punti da 56,6 della stima flash, 54,6 di ottobre e dai 53,6 punti attesi nel Market movers settimanale.

Dopo il picco di luglio e tre mesi consecutivi di rallentamento, dunque, l’indagine di novembre registra una nuova accelerazione della crescita dell’eurozona. Nel suo insieme, il tasso di espansione è stato forte ed è rimasto superiore alla media storica. Tale andamento rispecchia la resilienza del settore terziario, a fronte di un manifatturiero ancora pesantemente ostacolato dai disagi legati alla fornitura, che ha rilevato il secondo più debole incremento della produzione dall’inizio della ripresa di luglio 2020.

Nel mese, peraltro, si è registrata un’ulteriore intensificazione della pressione sui prezzi nell’eurozona, con un’accelerazione che ha toccato nuovi record per i prezzi di acquisto e di vendita.

Forti disparità nel mese pure tra i dati nazionali. Anche se ai minimi in sette mesi, l’Irlanda ha registrato l’espansione più rapida nei dati di produzione composita manifatturiera e terziaria. Nel frattempo, Spagna, Italia e Francia hanno marcato le accelerazioni maggiori, nettamente superiori alle rispettive medie storiche. La Germania, invece, ha segnato il tasso di crescita più debole e valori poco diversi dai minimi in otto mesi di ottobre.

“Il miglioramento del tasso di crescita economica segnalato dal Pmi dell’eurozona durerà probabilmente poco - commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –. Non si è solo indebolita la crescita della domanda, ma anche le aspettative di crescita futura delle aziende sono crollate a causa dei timori di una nuova ondata pandemica”.

“Visto che i dati sono stati raccolti nei giorni precedenti alle notizie sulla variante Omicron – spiega Williamson –, l’ottimismo sulle prospettive a breve termine senz’altro si ridurrà ulteriormente. La crescita appare particolarmente debole in Germania e Francia, dove le carenze di fornitura hanno penalizzato prima il manifatturiero e poi il terziario. Hanno mostrato più tenuta le espansioni in Spagna e Italia. Ma anche queste corrono rischi, se saranno reinserite nuove misure di distanzaimento anti-covid”.

“I prezzi – prosegue l’economista - hanno nel frattempo continuato la loro inesorabile salita. I tassi di inflazione a novembre hanno toccato nuovi record, sia per i prezzi medi di acquisto che di vendita di beni e servizi. Mentre la curva dei rischi sulla crescita si è spostata al ribasso, le incognite sulle aspettative dell’inflazione sembrano destinate al rialzo, nel caso in cui i contagi continueranno a salire e saranno introdotte nuove restrizioni”.

“La catena di distribuzione – ha concluso - ne verrebbe colpita ancora di più, la disponibilità di forza lavoro peggiorerebbe e la spesa potrebbe nuovamente spostarsi dai servizi ai beni, aggravando ancora di più lo squilibrio tra l’offerta e la domanda”.

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03/12/2021 StarNews – Usa, a novembre tasso di disoccupazione al 4,2% dal 4,6% di ottobre. Più 531 mila buste paga nel settore non agricolo da +312 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a novembre scende al 4,2% destagionalizzato dal 4,5% stimato nel Market movers settimanale e dal 4,6% di ottobre scorso.

L’indagine, infatti, rileva 210 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +546 mila del mese precedente (riviste da +531 mila). Il dato, inoltre, supera anche le attese degli analisti di Star am (+563 mila).

Il settore privato ha guadagnato 235 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +628 mila di ottobre (dato rivisto da +604 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 31 mila unità dai +48 mila del mese precedente.

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +4,8% a/a come a ottobre e un +0,4% m/m come nel mese precedente. La media di ore settimanali è scesa a quota 34,8 da 34,7 di ottobre.

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03/12/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a novembre a 69,1 punti da 66,7 di ottobre. Pmi dei servizi definitivo di Markit, a 58,0 punti da 58,7. Composito a 57,2 da 57,6

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, si consolida in territorio di espansione, ben oltre la soglia dei 50 punti e accelera rispetto al mese precedente.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è salita a 74,6 punti dai 69,8 del mese precedente e quella sugli ordini è rimasta stabile a 69,7. L'occupazione è passata a 56,5 da 51,6, mentre la componente sui prezzi è scesa a 82,3 da 88,9.

Di contro, l'indice Pmi dei servizi definitivo, elaborato da Markit, scivola a 58,0 punti da 58,7 del mese precedente. L'indice, che rappresenta un sondaggio sui direttori acquisto delle aziende attive nel settore terziario, mostra un tasso di crescita più debole ma ancora superiore alla soglia dei 50 punti, oltre la quale indica una fase di espansione.

L'indice composito, che tiene conto della variazione dei servizi e anche del manifatturiero, si attesta a 57,2 punti dai 57,6 del mese precedente.

"L'attività commerciale negli Usa a novembre ha continuato a crescere a un ritmo solido – ha detto Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -, accreditando una accelerazione della crescita nel quarto trimestre, dopo il rallentamento indotto dall'ondata della variante Delta del terzo trimestre".

"La crescita – precisa l’economista - non corrisponde all'impennata osservata all'inizio dell'anno, in concomitanza con la riapertura dell'economia. Malgrado  ciò, l'espansione del quarto trimestre si profila ben al di sopra della tendenza di lungo periodo dell'economia per segnare una solida fine dell'anno".

"L'espansione resta però sbilanciata - ha spiegato Williamson -, in quanto guidata dai servizi, mentre il settore manifatturiero è ancora fortemente intralciato da carenze di offerta e, in alcuni casi, da problemi di offerta di lavoro. Questi vincoli stanno interessando sempre più anche i fornitori di servizi, come evidenziato dall'accumulo quasi record di ordini incompleti, poiché le aziende spesso non avevano la capacità di soddisfare la domanda".

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02/12/2021 StarNews – Eurozona, a ottobre tasso di disoccupazione al 7,3% dal 7,4% di settembre, nell’intera Ue al 6,7% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a ottobre la disoccupazione si attesta al 7,3% dal 7,4% di settembre scorso e dall’8,4% di ottobre 2020.

Il risultato, comunicato l'Ufficio statistico europeo, Eurostat, è migliore delle attese degli analisti di Star am contenute nel Market movers settimanale (7,4%). Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro si è confermata al 6,7% come nel mese precedente, dal 7,5% di ottobre 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 14,312 milioni di disoccupati nell'Ue (da 14,389 di settembre), di cui 12,045 milioni nell'area euro (da 12,109 del mese precedente).

Rispetto a settembre 2021, infatti, si contano 77 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 64 mila nell'area euro.

Da ottobre 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 2,054 milioni di unità nell'Ue e di 1,564 milioni nell'area euro.

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02/12/2021 StarNews – Eurozona, a ottobre tasso di disoccupazione al 7,3% dal 7,4% di settembre, nell’intera Ue al 6,7% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a ottobre la disoccupazione si attesta al 7,3% dal 7,4% di settembre scorso e dall’8,4% di ottobre 2020.

Il risultato, comunicato l'Ufficio statistico europeo, Eurostat, è migliore delle attese degli analisti di Star am contenute nel Market movers settimanale (7,4%). Nell'intera Ue la percentuale dei senza lavoro si è confermata al 6,7% come nel mese precedente, dal 7,5% di ottobre 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 14,312 milioni di disoccupati nell'Ue (da 14,389 di settembre), di cui 12,045 milioni nell'area euro (da 12,109 del mese precedente).

Rispetto a settembre 2021, infatti, si contano 77 mila disoccupati in meno nell'Ue, di cui 64 mila nell'area euro.

Da ottobre 2020, invece, i disoccupati sono diminuiti di 2,054 milioni di unità nell'Ue e di 1,564 milioni nell'area euro.

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01/12/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di novembre a 58,4 punti da 58,3 di ottobre

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di novembre si attesta a 58,4 punti (primo aumento da giugno e seconda espansione più lenta da febbraio) da 58,6 della stima preliminare, 58,3 di ottobre e 57,8 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

Malgrado i pesanti problemi nella catena di distribuzione, il manifatturiero nell’area euro si è stabilizzato, dopo il periodo di rallentamento dei quattro mesi precedenti e l’espansione record toccata a giugno. Nel mese, infatti, si è rilevato un aumento record della giacenza degli acquisti, con una creazione da parte delle aziende di scorte di sicurezza e un nuovo valore record per l’inflazione dei prezzi di vendita. Ancora una volta i tempi medi di consegna dei fornitori sono peggiorati rapidamente.

I dati settoriali hanno mostrato un nuovo rallentamento di crescita dei mercati dei beni intermedi e di investimento, mentre quello dei beni di consumo ha registrato un’accelerazione dell’espansione. Tutte le economie dell’eurozona monitorate hanno continuato a riportare a novembre forti tassi di espansione. L’Italia si è distinta con una crescita in accelerazione al record storico (62,8 punti), che ha superato il picco raggiunto a maggio e tutti i miglioramenti osservati negli altri Paesi. Al contempo la Grecia, malgrado un leggero rallentamento, ha registrato una delle sue crescite più veloci (58,8, minimo in 2 mesi). Nelle altre nazioni la situazione tende a rallentare rispetto a quanto osservato nei mesi precedenti. I Paesi Bassi hanno segnato 60,7 punti, minimo in 9 mesi, l’Irlanda 59,9, minimo in 8 mesi, l’Austria 58,1, minimo in 10 mesi, Germania 57,4, minimo in 10 mesi, Spagna 57,1, minimo in 8 mesi, e Francia 55,9, massimo in 3 mesi.

 "Restano difficili al momento le condizioni operative dei manifatturieri – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Malgrado la domanda sia rimasta forte, così come testimoniato dal nuovo forte miglioramento dell’afflusso di nuovi ordini, la catena di fornitura continua a peggiorare a un tasso preoccupante. La carenza di materiale ha ridotto la crescita della produzione che ha raggiunto durante il quarto trimestre il livello più debole mai osservato in oltre un anno e mezzo”.

 “A novembre - ha aggiunto Williamson –, livelli produttivi particolarmente deboli ancora una volta sono stati osservati in Germania, Francia, e Austria, controbilanciando però le forti prestazioni osservate in Italia, Irlanda e Paesi Bassi. Tali risultati eccellenti hanno aiutato a sollevare leggermente il tasso di crescita mensile della produzione generale. L’espansione record delle giacenze al contempo riflette i sempre maggiori sforzi delle aziende manifatturiere nel costituire scorte di emergenza, alimentate dal timore che le attuali carenze di beni si estenderanno ai prossimi mesi.”.

“Con la domanda che ancora una volta ha superato l’offerta – ha concluso l’economista –, l’indagine di novembre ha osservato un allungamento del mercato del venditore, che ha spinto i prezzi di vendita per beni manifatturieri al rialzo su valori superiori a quelli degli ultimi venti anni. I prezzi di vendita più alti suggeriscono che l’inflazione al consumo deve ancora aumentare. Guardando avanti, l’aumento dei contagi da covid19 getta un’ombra sulla previsione a breve termine, minacciando di creare nuovi ostacoli sulla catena di fornitura e allo stesso tempo dirottando di nuovo la spesa dai servizi al consumatore ai beni al consumo. Tale scenario peggiorerà quindi il dislivello tra fornitura e domanda”.

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01/12/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero a novembre a 61,1 punti da 60,8 di ottobre. Pmi manifatturiero di Markit definitivo di novembre a 58,3 da 58,4 di ottobre

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di novembre sale a 61,1 punti da 60,8 di ottobre e dai 61 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una accelerazione e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini si rafforza a 61,5 punti da 59,8 e quella sull'occupazione sale a 53,3 da 52,0, mentre la componente dei prezzi flette a 82,4 da 85,7.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di novembre, scivola a quota 58,3 punti da 58,4 del mese precedente e da 59,1 della prima lettura.

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30/11/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di novembre a +4,9% a/a da +4,1% di ottobre

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di novembre, segna un +4,9% da +4,1% di ottobre e dal +4,4% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base mensile, l'inflazione è data a +0,5% m/m da +0,8% del mese precedente. Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera ampiamente il target della BCE (il 2% a/a per il medio termine). Per un periodo transitorio l'istituto ha riferito di poter tollerare un’inflazione moderatamente al di sopra dell’obiettivo, pur considerando ugualmente indesiderabili gli scostamenti negativi e positivi dell’inflazione dall’obiettivo.

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna il 2,6% a/a da +2,0% di ottobre e lo 0,1% m/m. Al netto della sola energia, si attesta a +2,5 % a/a da +2,0% del mese precedente e a +0,1% m/m. Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +27,4% a/a da +23,7% di ottobre, seguiti da quelli dei servizi a +2,7% da +2,1%, dei beni industriali non energetici a +2,4% da +2,0%, e dai prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +2,2% a/a da +1,9% di ottobre.

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24/11/2021 StarNews – Germania, a novembre indice Ifo a 96,5 punti da 97,7 di ottobre

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a novembre scende a 96,5 punti da 97,7 di ottobre come stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si indebolisce la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 99,0 punti da 100,2 (rivisto da 100,1) del mese precedente e dai 99,5 previsti nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi scivola a 94,2 da 95,4 del mese precedente e dai 95,0 attesi dagli analisti di Star am.

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24/11/2021 StarNews – Usa, Pil del III trimestre, nella seconda stima preliminare, a +2,1% t/t da +2,0% della lettura precedente e da +6,7% del primo quarto

Negli Usa, il Pil del III trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un +2,1% t/t da +2,0% della lettura precedente e da +6,7% del primo quarto. Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), delude le stime degli analisti di Star am, che avevano previsto nel Market movers un +2,9% t/t ann. 

La spesa per consumi reali ha registrato un +1,7% da +1,6% della prima lettura preliminare e da +12,0% dei tre mesi precedenti.

I profitti delle imprese guadagnano il 4,2% dal precedente +10,5% (rivisto da +9,7%). L'indice Pce price, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dei prezzi, segna un +5,3% da +6,5% del trimestre precedente. Il Pce core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +4,5% dal +6,1% del trimestre precedente.

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24/11/2021 StarNews – Usa, a ottobre vendite di nuove abitazioni a +0,4% m/m da +7,1% di settembre

Negli Usa, a ottobre il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, marca un  +0,4% da +7,1% di settembre (rivisto da +14,0%).

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 745 mila da 742 mila del mese precedente (rivisto da 800 mila).

Rispetto a settembre 2020, il volume di vendite di case nuove ha ceduto il 23,1%.

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23/11/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di novembre, Pmi composito a 55,8 punti da 54,2 di ottobre. Nel dettaglio, manifatturiero a 58,6 da 58,3 e servizi a 56,6 da 54,6

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di novembre si attesta a 55,8 punti (livello più alto da 2 mesi) da 54,2 di ottobre e dai 53,7 previsti dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, si consolida dunque oltre la soglia dei 50 punti e segna la prima accelerazione da luglio scorso (quando ha segnato il picco in 15 anni), dopo aver toccato il minimo in sei mesi a ottobre.

Nel dettaglio settoriale, la prestazione del terziario ha superato quella del manifatturiero per il terzo mese consecutivo, con l’espansione dell’attività più forte in tre mesi. Anche il manifatturiero ha indicato una crescita, rimasta però la seconda più debole in oltre 17 mesi.

L’indice del manifatturiero, infatti, si è rafforzato a 58,6 punti (massimo in 2 mesi) da 58,3 e dai 57,5 prospettati nel Market movers. Quello dei servizi, invece, è salito a 56,6 punti (massimo da 3 mesi) da 54,6 del mese precedente e dai 54,0 stimati dagli analisti di Star am. La produzione manfatturiera, infine, ha rallentato a 53,8 punti da 53,3 di ottobre.

L’accelerazione registrata nell’eurozona è stato accompagnata da un nuovo forte aumento mensile delle pressioni inflazionistiche. Infatti, sia i costi sostenuti dalle aziende monitorate che i prezzi medi di vendita di beni e servizi sono aumentati a livelli record. Malgrado il tasso di creazione occupazionale abbia toccato il secondo valore più alto in più di 21 anni, con le aziende intente a soddisfare la crescente domanda, l’ottimismo sulle previsioni future è sprofondato ai minimi in dieci mesi, a causa di nuove preoccupazioni sul covid-19 e dei persistenti problemi sulla fornitura.

Nello spaccato geografico, si segnala una accelerazione sia in Germania che in Francia. Quest’ultima ha registrato anche l’espansione più forte per il secondo mese consecutivo, grazie al maggiore rialzo dell’attività terziaria in quasi quattro anni, che ha compensato la seconda riduzione mensile consecutiva della produzione industriale. Il resto della regione ha nel complesso beneficiato di una crescita più rapida sia del manifatturiero che del terziario rispetto ai valori registrati in Francia e Germania.

“A novembre, l’espansione più forte dell’attività economica ha confuso le aspettative di rallentamento degli economisti - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson –. Detto ciò, è difficile scongiurare una decelerazione della crescita dell’eurozona nel quarto trimestre, soprattutto in vista di un aumento dei contagi, che a dicembre potrebbe causare ulteriori sconvolgimenti all’economia”.

"Il manifatturiero – ha aggiunto Williamson – è ancora ostacolato dai ritardi sulla catena di distribuzione, che a loro volta limitano la crescita della produzione a uno dei livelli più bassi dal 2020, quando le misure di contenimento del covid-19 sono state introdotte per la prima volta. Al contempo, è sconfortante osservare che le migliori prestazioni del settore dei servizi potrebbero dimostrarsi di breve durata se si dovranno introdurre nuove restrizioni antivirus. Il settore dei viaggi e delle attività ricreative sta già rilevando un forte deterioramento della crescita rispetto alla scorsa estate”.

“La pressione sui prezzi, determinata dai ritardi sulle forniture, rimaste vicine a livelli record, e dai prezzi energetici in forte impennata, ha di gran lunga superato tutti i record toccati finora dall’indagine – conclude l'economista di Markit –. Considerando la combinazione tra i ritardi nelle forniture, i forti aumenti dei costi e le rinnovate preoccupazioni per il covid-19, non a caso l’ottimismo delle aziende è crollato al livello minimo da gennaio, aggiungendo notevoli rischi a breve termine per l’economia dell’eurozona”.

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23/11/2021 StarNews – Usa, a novembre stima flash del Pmi composito a 56,5 da 57,6 di ottobre. Nel dettaglio, manifatturiero a 59,1 punti da 58,4, servizi a 57,0 da 58,7

Negli Usa, il Pmi composito di novembre, nella stima flash, sale a 56,5 punti (minimo da 2 mesi) da 57,6 di ottobre.

Il dato, pubblicato da Markit, si consolida così sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala l’espansione dell’attività.

La voce della produzione accelera a 53,9 (massimo da 2 mesi) da 52,1 di ottobre. L’indice del manifatturiero si rafforza a 59,1 punti (massimo da 2 mesi) da 58,4 del mese precedente, mentre quello dei servizi si attesta a 57,0 punti (minimo da 2 mesi) da 58,7 di ottobre.

“L'economia statunitense continua a surriscaldarsi – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –. A novembre registra un tasso di espansione dell'attività più lento. Malgrado ciò, la crescita resta al di sopra della media di lungo periodo pre-pandemica. Le aziende continuano a concentrarsi sull'aumento della capacità per soddisfare la domanda crescente”.

“Tuttavia – aggiunge Williamson -, il rallentamento sottolinea come l'economia stia lottando per far fronte ai vincoli all'offerta. Sebbene i ritardi nella consegne dei fornitori si siano ridotti ai minimi di sei mesi, l'allungamento dei tempi di consegna rimane a livelli record rispetto quelli pre-pandemici, e la produzione si conferma insufficiente rispetto alla domanda, con conseguente forte incremento dei prezzi”.

"L'inflazione dei costi di input  - conclude l'economista – a novembre è aumentata fino a raggiungere un nuovo record, aumentando la pressione sulle imprese a trasferire la recente impennata dei costi sui clienti per garantirsi dei margini. Sebbene una certa resistenza a prezzi più alti sia stata osservata nelle risposte al sondaggio, per frenare la crescita della domanda al minimo da quasi un anno, i prezzi medi praticati per le merci e i servizi hanno continuato a crescere a un ritmo senza precedenti”.

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17/11/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di ottobre a +4,1% a/a da +3,4% di settembre e a +0,8% m/m da +0,5% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di ottobre, si attestano a +4,1% a/a, come nella lettura preliminare, da +3,8% stimato nel Market movers e da +3,4% di settembre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si allontana ulteriormente dal target fissato dalla BCE (il 2%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,8% dal +0,6% previsto dagli analisti di Star am e da +0,5% di settembre.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +2,0% a/a dal +1,9% di settembre, e a +0,3% m/m da +0,5% del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 4,4% su base tendenziale da +3,6% del mese precedente e lo 0,9% m/m da +0,5%.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (+2,21%), seguita da servizi (+0,86%), beni industriali non energetici (+0,55%) e cibo, alcol e tabacco (+0,43%).

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