Economic news

23/06/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di giugno, Pmi composito a 59,2 punti da 57,1 di maggio. Nel dettaglio, manifatturiero invariato a 63,1 e servizi a 58,0 da 55,2

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di giugno si attesta a 59,2 punti (valore più alto da 180 mesi) da 53,2 di maggio.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca la terza accelerazione mensile consecutiva e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, contro i 58,9 punti attesi dagli analisti di Star am, nel Market movers settimanale.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero resta invariato a 63,1 punti da 61,5 del Market movers. Quello dei servizi, invece, si consolida in terreno positivo a 58,0 punti (massimo da 41 mesi) da 55,2 di maggio e dai 57,6 stimati dagli analisti di Star am.

La produzione manfatturiera si rafforza a 62,4 punti da 62,2 di maggio, massimo da 2 mesi.

“Con l’impennata della domanda presso le aziende - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – l’economia dell’eurozona è in piena espansione a un livello mai osservato in 15 anni, con una crescita sempre più generale, che si sta estendendo dal settore manifatturiero fino a comprendere progressivamente i settori dei servizi, specialmente quelli a diretto contatto con i consumatori.

“Le misure anti Covid-19 sono state ridotte al minimo dallo scorso settembre, e a luglio sono previsti altri allentamenti sino a raggiungere il livello più basso da inizio pandemia – aggiunge l’economista – Anche la campagna vaccinale sta facendo grossi progressi. Tale risultato non solo ha facilitato una maggiore attività, in particolare nel settore dei servizi, ma ha reso più rosee le aspettative di un ritorno a condizioni di vita più normali, spingendo l’ottimismo delle aziende al livello più alto mai registrato prima, alimentando l’aumento della spesa e incoraggiando le assunzioni”.

“I dati stanno creando tutte le premesse per una imponente espansione del Pil nel secondo trimestre a cui farà seguito una crescita ancora maggiore nel terzo trimestre – conclude Williamson –. Detto ciò, l’entità della crescita, sia europea che globale, sta mettendo in difficoltà le aziende nel soddisfare la domanda, costringendole a far fronte all’insufficienza di materie prime e personale. In queste condizioni, il potere delle imprese nel determinare i prezzi crescerà sempre più aggiungendo inevitabilmente ulteriore pressione sull’inflazione nei prossimi mesi”.

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15/06/2021 StarNews – Usa, a maggio vendite al dettaglio a -1,3% m/m da +0,9% di aprile e +28,1% a/a da +53,4%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di maggio scivolano a quota 620,678 miliardi di dollari da 628,678 di aprile.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, perde l’1,3% m/m da -0,4% previsto nel Market movers settimanale e da +0,9% di aprile e guadagna il 28,1% a/a da +53,4%.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -0,8% m/m dopo il +0,1% di aprile e un +23,8% a/a da +39,9% del mese precedente.

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10/06/2021 StarNews – Usa, a maggio inflazione a +0,6% m/m da +0,8% di aprile e a +5,0% a/a da +4,2%. Core a +0,7% m/m da +0,9% e a +3,8% a/a da +3,0%

Negli Usa, a maggio i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,6% da +0,8% di aprile scorso e dal +0,4% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +5,0% (il massimo da agosto 2008) da +4,2% del mese precedente e dal +4,7% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,7% su base congiunturale dal +0,5% previsto nel Market e dal +0,9% di aprile e un +3,8% a/a dal +3,0% del mese precedente e dal +3,2% atteso dagli analisti di Star am.

 

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08/06/2021 StarNews – Germania, a giugno indice Zew a 79,8 punti da 84,4 di maggio. Condizioni attuali a -9,1 punti da -40,1. Zona euro 81,3 da 84,0

In Germania, l’indice Zew a giugno scende a 79,8 punti da 84,4 di maggio.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, è comunque migliore delle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione a 75,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -9,1 punti da -40,1 di maggio.

In discesa meno netta l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 81,3 punti da 84,0.

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08/06/2021 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil nei primo quarto del 2021 a -0,3% t/t da -0,6% del IV trimestre e a -1,3% a/a da -1,8%. Occupazione a -0,3% t/t da +0,3% e a -1,8% a/a da -1,9%

Nella zona euro, la terza e definitiva stima del Pil del I trimestre 2021 segna un -0,3% destagionalizzato su base trimestrale da -0,6% dei tre mesi precedenti e dal -0,6% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, marca un -1,3%, da -1,8% previsto nel Market movers e da -1,9% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,1% t/t da -0,4% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -1,2% da -4,4% del precedente trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche l’aggiornamento sul mercato del lavoro in Eurolandia. Ad aprile 2021, il tasso di disoccupazione destagionalizzato si è attestato all'8,0% dall’8,1% di marzo 2021 e dal 7,3% di aprile 2020. Il tasso di disoccupazione dell'Ue era del 7,3% ad aprile 2021, stabile rispetto a marzo 2021 e in aumento dal 6,7% di aprile 2020.

Eurostat, pertanto, ad aprile 2021 stima 15,380 milioni di disoccupati nell'Ue, di cui 13,030 milioni nell'area dell'euro. Rispetto a marzo 2021, si sono ridotti di 165.000 unità nell'Ue e di 134.000 nella zona euro. Rispetto ad aprile 2020, la disoccupazione è aumentata di 1,406 milioni nell’Ue e di 1,275 milioni nella zona euro.

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03/06/2021 StarNews – Eurozona, a maggio Pmi composito finale a 57,1 punti da 53,8 di aprile. Pmi del terziario a 55,2 da 50,5 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a maggio è salito a 57,1 punti da 56,9 della stima flash e da 53,8 di aprile.

Il dato, diffuso da Markit, ha confermato un’accelerazione dell’espansione dell’economia nel settore privato dell’eurozona, anche maggiore di quella stimata dagli analisti di Star am (54,2 punti) nel Market movers settimanale.

Il Pmi dei servizi è salito a 55,2 punti da 55,1 della stima flash, da 50,5 di aprile e dai 55,5 punti stimati nel Market movers settimanale.

La rinascita del settore terziario ha contribuito a corroborare l’espansione del settore privato a maggio. Dopo le opportune destagionalizzazioni, l’Indice Pmi di Markit della produzione Composita dell’eurozona ha registrato il terzo mese consecutivo di espansione e anche il maggiore incremento da febbraio 2018. Tale rialzo dell’indice è ascrivibile in particolare alla notevole accelerazione della crescita dell’attività terziaria. I dati di maggio hanno indicato il secondo aumento mensile consecutivo dei servizi, il migliore in quasi tre anni. Ciononostante, la produzione manifatturiera, pur registrando la più lenta crescita degli ultimi tre mesi, ha continuato a salire a un tasso maggiore del terziario.

Nello spaccato nazionale, l’Irlanda ha guidato la classifica di espansione, toccando il valore più alto in poco più di 21 anni di raccolta dati (63,5 punti). Anche la Spagna ha mostrato una forte prestazione, con l’indice migliore in quattordici anni e mezzo (59,2), mentre la Francia ha segnato il tasso di crescita maggiore in dieci mesi (57). La Germania ha indicato un leggero miglioramento della crescita (56,2), mentre l’Italia, pur indicando il miglior tasso di incremento in più di tre anni, ha rilevato il più debole rialzo netto della produzione del settore privato (55,7).

“A maggio, l’ampio settore terziario dell’eurozona è tornato a crescere, avviando un forte recupero che verosimilmente rimarrà costante per tutta l’estate - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit –. Le aziende che rispondono all’indagine hanno riportato la più forte ripresa della domanda dall’inizio del 2018, con la fiducia in aumento per l’allentamento delle restrizioni e per l’avanzamento della campagna di vaccinazione. Dopo l’applicazione delle più restrittive misure anti-covid che con lo scorso aprile sono durate un anno, a maggio si è rilevato un generale e significativo allentamento e, almeno fino al prossimo autunno, dovremmo assistere a ulteriori attenuazioni, se non ci saranno nuove e significative ondate pandemiche. Con il procedere dell’estate tali riduzioni dovrebbero facilitare un graduale ritorno a condizioni economiche più regolari”.

“L’ottimismo sulle prospettive economiche del prossimo anno – aggiunge Williamson – ha segnato il valore più alto in oltre 17 anni. La ripresa del terziario si accompagna all’impennata del manifatturiero. Il Pil del secondo trimestre, dunque, dovrebbe segnare una forte crescita. Con l’accumulo record delle commesse inevase e il graduale allentamento delle restrizioni pandemiche in programma nei prossimi mesi, l’espansione del terzo trimestre potrebbe rivelarsi ancora più vigorosa. A preoccupare sempre più sono i vincoli sulla capacità operativa, sia in termini di carenza di materiale presso i fornitori che di difficoltà ad assumere personale per far fronte al recente rialzo improvviso della domanda. il che porterà a un’impennata della pressione sui prezzi, che dovrebbe però moderarsi con il progredire delle condizioni degli approvvigionamenti, confermandosi però motivo di preoccupazione per mesi, soprattutto se la carenza di manodopera dovesse innescare aumenti salariali”.

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03/06/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a maggio a 64,0 punti da 62,7 di aprile. Pmi dei servizi definitivo di Markit a 70,4 da 64,7 che porta il Composito a 68,7 da 63,5

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a maggio sale a 64,0 punti da 62,7 di aprile.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, e accelera rispetto al mese precedente. È superiore anche alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un progresso più contenuto, a 62,9 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sull'attività aziendale è balzata a 66,2 punti da 62,7 del mese precedente, quella sui prezzi a 80,6 da 76,8 e quella sugli ordini a 63,9 da 61,2. La componente dell'occupazione, invece, è scesa a 55,3 da 58,8.

"L'indice composito ha mostrato una crescita per il dodicesimo mese consecutivo dopo una contrazione di due mesi ad aprile e maggio 2020 - ha commentato Anthony Nieves, a capo dell’Ism -. Il tasso di espansione è molto forte, poiché le imprese hanno riaperto e la capacità produttiva è aumentata. Permangono, però, limiti di capacità, carenze di materiale, ritardi legati alle condizioni meteo e difficoltà nelle risorse logistiche e occupazionali".

L’indice Pmi dei servizi curato da Markit, nel dato definitivo di maggio, si è consolidato a 70,4 punti da 70,1 della prima lettura e da 64,7 di aprile.

Il Pmi composito (sintesi di manifatturiero e servizi), di conseguenza, si è attestato a 68,7 da 68,1 della stima flash e da 63,5 di aprile.

L'espansione senza precedenti dei servizi, si legge nel report, è stata sostenuta da un marcato aumento di nuovi ordini, a sua volta sostenuto dal più rapido aumento dei nuovi ordini dall'estero da nove mesi. Le maggiori esigenze aziendali hanno determinato un ulteriore forte aumento dell'occupazione. "Il ritmo della creazione di posti di lavoro - commenta Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit –, però, è diminuito perché le aziende hanno segnalato difficoltà a coprire i posti vacanti. Ci aspettiamo ulteriori robuste espansioni nei mesi estivi, con un miglioramento della situazione del portafoglio ordini accompagnato da elevati livelli di fiducia delle imprese e dall'ulteriore allentamento delle restrizioni sia negli Usa che all'estero".

"Gli indicatori dei prezzi – conclude l'economista – sono saliti a livelli molto alti. Il che si aggiungerà alle preoccupazioni sull'inflazione. Questi tassi di crescita della produzione e dei prezzi senza precedenti porteranno inevitabilmente a speculazioni su un tapering della politica della Fed prima del previsto".

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01/06/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di maggio a 63,1 punti da 62,9 di aprile

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di maggio si attesta a 63,1 punti da 62,8 della stima preliminare, 62,9 di aprile e 62,3 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

L’economia manifatturiera dell’eurozona ha registrato nel mese un nuovo miglioramento record delle condizioni operative, a un tasso che ha superato il record di aprile. L’indice, infatti, si è attestato al livello maggiore mai registrato sinora (i dati dell’indagine sono disponibili da giugno del 1997), attestandosi anche per l’undicesimo mese consecutivo sopra la soglia di non cambiamento dei 50 punti.

Ancora una volta la crescita ha interessato tutti e tre i sottosettori. I produttori di beni di investimento hanno di nuovo riportato la prestazione migliore, sia per la produzione che per i nuovi ordini. Le altre due categorie, quelle dei beni intermedi e di consumo, hanno registrato un’accelerazione nei rispettivi Pmi di maggio quasi da record.

A livello nazionale, il Pmi ha registrato un record assoluto in Paesi Bassi (69,4,) e Austria (66,4). Anche Irlanda (64,1) e Italia (62,3) hanno registrato i livelli più alti dei Pmi mai registrati sinora, mentre Grecia (58,0), Francia (59,4) e Spagna (59,4) hanno riportato record pluriennali (rispettivamente 253, 248 e 276 mesi). La Germania (64,4, minimo di 3 mesi) è stata l’unica nazione a riportare una crescita più lenta, malgrado sia comunque riuscita a registrare un tasso di espansione vicino a quello record di marzo.

"Il manifatturiero dell’eurozona continua a crescere a un tasso senza precedenti, con il Pmi che ha raggiunto un nuovo record per il terzo mese consecutivo – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit – La crescita della produzione aggiunge segnali di un’economia che torna a espandersi notevolmente nel secondo trimestre. L’indagine di maggio ha però riportato ritardi record delle consegne, che hanno limitato la crescita della produzione e ostacolato la capacità delle aziende nel far fronte alla domanda in misura mai vista prima nella storia dell’indagine. Il maggiore volume di vendita, di conseguenza, sta svuotando i magazzini e facendo innalzare il livello di lavoro inevaso a livelli record”.

"Con questi indicatori anticipatori, di buon auspicio per la produzione, e con livelli occupazionali ancora in crescita nei prossimi mesi (vista la volontà delle aziende di far fronte alla crescente domanda), si potrà assistere anche a un aumento dei prezzi - ha aggiunto Williamson –. La combinazione tra forte domanda e peggioramento dell’offerta, infatti, sta facendo alzare i prezzi a livelli inediti negli ultimi 24 anni”.

“D’altra parte – ha concluso l’economista –, ci possiamo aspettare una pressione sui prezzi contenuta, in quanto l’effetto distruttivo della pandemia diminuirà ulteriormente nei prossimi mesi e la catena di distribuzione globale migliorerà. Con l’apertura di altre economie, inoltre, dovremmo assistere a un cambio di direzione della domanda dai beni verso i servizi. Ciò dovrebbe in qualche modo allentare la pressione sui prezzi contribuendo però a sostenere la forte crescita della ripresa economica”.

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01/06/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di maggio a +2,0% a/a da +1,6% di aprile

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di maggio, segna un +2,0% da +1,6% di aprile, e un +0,3% m/m da +0,6% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, supera il target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna lo 0,9% a/a da +0,7% di aprile e lo 0,2% m/m da +0,6%. Anche al netto della sola energia si attesta a +0,9% a/a da +0,7% del mese precedente e a +0,2% m/m da +0,6%.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +13,1% da +10,4% di aprile, quelli dei servizi a +1,1% da +0,9%, quelli dei beni industriali non energetici a +0,7% da +0,4% e i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +0,6% a/a come ad aprile.

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01/06/2021 StarNews – Eurozona, ad aprile disoccupazione all’8,0% dall’8,1% di marzo, nell’intera Ue al 7,3% come nel mese precedente

Nell'eurozona, ad aprile il dato della disoccupazione si attesta all’8,0% dall’8,1% di marzo. Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, supera le stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale prevedevano un tasso dell’8,1%.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro è del 7,3%, come nel mese precedente e dal 6,7% di aprile 2020.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,380 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,545 di marzo), di cui 13,030 milioni nell'area euro (da 13,164).

Rispetto a marzo, si contano 165 mila disoccupati in meno nell'Ue, 134.000 in meno nell'area euro. Rispetto ad aprile 2020, invece, la disoccupazione è aumentata di 1,406 milioni nell'Ue e di 1,275 milioni nell'area euro.

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01/06/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di maggio a 61,2 punti da 60,7 di aprile. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 62,1 da 60,5 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di maggio sale a 61,2 punti da 60,7 di aprile e dai 60,8 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

 Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque un’accelerazione, ancora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale si segnala un’espansione dell’attività.

 Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 67 punti da 64,3, mentre quella sull'occupazione a 50,9 da 55,1 e la componente dei prezzi a 88,0 da 89,6.

 Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di maggio si attesta a 62,1 punti da 61,5 della prima lettura e 60,5 di aprile. Il tasso di crescita è il maggiore dall'inizio della raccolta dei dati (maggio 2007).

"I produttori statunitensi stanno beneficiando di un secondo trimestre eccezionale - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -, con il Pmi che ha raggiunto un nuovo massimo per il secondo mese consecutivo. Gli afflussi di nuovi ordini stanno aumentando a un ritmo inedito in 14 anni di storia dei sondaggi, sostenuto dalla rinascita della domanda interna e da esportazioni record favorite dalla riapertura delle economie con l’allentamento delle misure anticovid”.

 "I livelli elevati di altri indicatori di indagine, tuttavia – ha aggiunto Williamson –, sono meno graditi: i prezzi praticati anche dai produttori stanno aumentando a un ritmo senza precedenti, legato al rincaro degli input. Non solo la capacità operativa viene frenata dalla catena di ritardi di ritardi nell'offerta rilevata finora nel secondo trimestre, ma le imprese sono diventate sempre meno capaci di assumere personale sufficiente. Gli arretrati di lavoro, pertanto, si stanno accumulando a un ritmo senza precedenti, in quanto le imprese faticano a soddisfare la domanda”.

"Questi arretrati di ordini – conclude l’economista - dovrebbero supportare un'ulteriore crescita della produzione nei prossimi mesi, supportando una espansione impressionante durante l'estate. Ma le aspettative dei produttori si sono moderate ulteriormente, suggerendo che il tasso di crescita è al picco, legato alle preoccupazioni per i limiti raggiunti di capacità, per prezzi in aumento che colpiscono la domanda e per misure di stimolo ormai ai livelli massimi”.

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27/05/2021 StarNews – Usa, Pil del I trimestre, nella seconda stima preliminare, a +6,4% t/t da +4,3% come nella lettura precedente e da +4,3% del quarto precedente

Negli Usa, il Pil del I trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un +6,4% t/t come nella lettura precedente e da +4,3% dell’ultimo quarto del 2020.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), è di poco inferiore alle attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (+6,5%).

La spesa per consumi reali ha registrato un +11,3% da +10,7% della prima lettura preliminare e da +2,3% dei tre mesi precedenti.

Diminuiscono, invece, i profitti delle imprese, dello 0,8% dal precedente +27%.

L'indice Pce price, monitorato con attenzione dalla Federal Reserve per valutare l'andamento dei prezzi, segna un +3,7% dal +1,5% del trimestre precedente. Il PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, registra un +2,5% dal +1,3% del trimestre precedente.

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27/05/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case ad aprile a -4,4% m/m da +1,7% di marzo

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) ad aprile perdono il 4,4% m/m da +1,7% di marzo (rivisto da +1,9%) e da -11,5% di febbraio.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 106,2 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 111,1 del mese precedente (rivisto da 111,3) e 109,2 di febbraio. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 65,09%.

"Le firme dei contratti si stanno avvicinando ai livelli pre-pandemici dopo la grande ondata dovuta alla mancanza di un'offerta sufficiente di case a prezzi accessibili - ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. Il mercato di fascia alta è ancora in forte movimento poiché le scorte sono più abbondanti lì".

Secondo Yun, l'offerta di alloggi migliorerà nel complesso già in autunno e prevede un aumento delle quotazioni, nonché un aumento dei venditori dopo la conclusione della moratoria di sfratto.

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25/05/2021 StarNews – Germania, a maggio indice Ifo a 99,2 punti da 96,6 di aprile

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a maggio sale a 99,2 punti da 96,6 di aprile (rivisto da 96,8) e dai 99,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 95,7 punti da 94,2 (rivisto da 94,1) del mese precedente e da 97,0 previsto nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, scivola a 102,9 da 99,2 (rivisto da 99,5) del mese precedente e da 102,0 atteso dagli analisti di Star am.

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25/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite di nuove abitazioni a -5,9% m/m da +7,4% di marzo

Negli Usa, ad aprile il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -5,9% da +7,4% di marzo (rivisto da +20,7%).

 In termini assoluti, infatti, scendono a quota 863 mila da 917 mila del mese precedente (rivisto da 1,021 milioni) e da 998 mila della stima del Market movers settimanale. La riduzione è ascrivibile al meteo, particolarmente avverso, e all’aumento delle case invendute, probabilmente temporaneo, ai massimi da maggio 2020, con scorte equivalenti a 4,8 mesi.

 Rispetto ad aprile 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 33,7%.

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21/05/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di maggio, Pmi composito a 56,9 punti da 53,8 di aprile. Nel dettaglio, manifatturiero a 62,8 da 62,9 e servizi a 55,1 da 50,5

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di maggio si attesta a 56,9 punti (valore più alto da 39 mesi) da 53,2 di aprile. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca un miglioramento e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, in linea con le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale.

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero scende a 62,8 punti (minimo da due mesi) da 62,9 di aprile. Quello dei servizi, invece, si consolida in terreno positivo a 55,1 punti (massimo da 35 mesi) da 50,5 di aprile.

La produzione manfatturiera, peraltro, si indebolisce a 61,9 punti (63,2 ad aprile), minimo da tre mesi.

A maggio, dunque, con la riapertura progressiva dei mercati dalle restrizioni pandemiche, l’attività economica dell’eurozona ha registrato a maggio una crescita molto più rapida. Allo stesso tempo, la crescita dei nuovi ordini ha registrato la più forte impennata da giugno 2006, superando persino l’espansione della produzione con il maggior divario tra i due parametri in 23 anni di storia dell’indagine. L’accumulo di commesse non completate è di conseguenza aumentato ad un livello mai superato da novembre 2002, quando è iniziata la serie. Ciò evidenzia il deficit crescente dell’attuale produzione rispetto alla domanda.

“La domanda per beni e servizi all’interno della regione - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – è cresciuta al tasso più alto in 15 anni. A maggio, le misure di contenimento del virus sono diminuite al livello più basso dallo scorso ottobre, facilitando il miglioramento particolarmente elevato dell’attività del settore dei servizi, a sua volta accompagnato dell’ennesima espansione quasi record di quello manifatturiero”. Questo squilibrio tra offerta e domanda ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi. La durata di queste”.

“La crescita – aggiunge l’economista – sarebbe stata ancora più forte se non fosse stato per i ritardi record nella catena di distribuzione e per le difficoltà nel riattivare velocemente l’attività delle aziende al fine di soddisfare la domanda, specialmente nel riavvio delle assunzioni. La carenza produttiva relativa alla domanda sta toccando valori record in 23 anni di storia dell’indagine ".

“Questo squilibrio tra offerta e domanda – conclude Williamson – ha aggiunto ulteriori pressioni sui prezzi. La durata di queste pressioni inflazionistiche dipenderà da quanto rapidamente l’offerta si allineerà alla domanda. Al momento però il divario sta peggiorando, causando la più forte pressione dei prezzi sui beni mai registrata dall’indagine e l’aumento delle tariffe per i servizi”.

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21/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite di nuove abitazioni a -2,7% m/m da -3,7% di marzo

Negli Usa, ad aprile il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a -2,7% da -3,7% di marzo.

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 5,85 milioni di unità ann. da 6,01 mila del mese precedente (rivisto da 775 mila).

Le vendite complessive sono aumentate su base annua del 33,9% (4,37 milioni ad aprile 2020).

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21/05/2021 StarNews – Usa, a maggio stima flash del Pmi composito al massimo della serie, a 68,1 punti da 63,5 di aprile

Negli Usa, il Pmi composito di maggio, nella stima flash, sale al massimo della serie, a 68,1 punti da 63,5 di aprile.

Il dato, pubblicato da Markit, resta ampiamente oltre la soglia dei 50 punti, che fa da spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività.

La voce della produzione accelera a 58,1 da 57,2 di aprile. L’indice del manifatturiero sale a 61,5 punti da 60,5 del mese precedente (altro record per la serie), mentre quello dei servizi si rafforza a 70,1 punti da 64,7 di aprile.

“L'economia statunitense – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit - a maggio ha visto un'accelerazione record, grazie alle riaperture dell'economia favorite dall’allentamento delle restrizioni anti-covid. Il settore dei servizi, in particolare, ha registrato un progresso impressionante, che ha ampiamente bruciato tutti i record precedenti, accompagnato da un'altra solida espansione della produzione manifatturiera”.

“La crescita sarebbe stata ancora più forte – precisa Williamson - se non ci fosse stato per le imprese il limite della carenza di offerta e della difficoltà a coprire i posti vacanti. Con le aziende ottimiste circa le prospettive, gli arretrati degli ordini sono in forte espansione e la domanda continua a salire sia nel mercato interno che in quelli di esportazione, il che accredita una forte crescita economica per tutta l'estate”.

“L'indagine di maggio, tuttavia, – conclude l’economista - porta anche ulteriori preoccupazioni per l'inflazione. I prezzi di vendita medi per merci e servizi stanno aumentando con tassi senza precedenti, il che favorirà una maggiore inflazione al consumo nei prossimi mesi".

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19/05/2021 StarNews - Eurozona, inflazione nella stima definitiva di aprile a +1,6% a/a da +1,3% di marzo e a +0,6% m/m da +0,9% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di aprile, si attestano a +1,6% a/a, come nella lettura preliminare e da +1,3% di marzo scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina ma resta lontano dal target fissato dalla BCE (appena sotto il 2%) ed è di poco inferiore alle stime degli analisti di Star am (+1,7%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,6% da +0,9% di marzo.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +0,7% a/a da +0,9% di marzo, e un +0,5% m/m.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna il 2,0% su base tendenziale da +1,7% del mese precedente e lo 0,6% su base mensile.

Ad aprile, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dall’energia (-0,96%), seguita da servizi (+0,37%), cibo, alcol e tabacco (+0,16%) e beni industriali non energetici (+0,12%).

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18/05/2021 StarNews – Zona euro, seconda stima del Pil del I trimestre 2021 segna un -0,6% t/t dal -0,7% dei tre mesi precedenti e un -1,8% a/a da -4,9%

Nella zona euro, la seconda stima del Pil del primo trimestre 2021 segna un calo dello 0,6% destagionalizzato su base trimestrale da -0,7% del trimestre precedente e dal -0,5% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca invece un -1,8%, come nella stima flash e in quella contenuta del Market movers e dal -4,9% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,4% t/t da -0,5% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -1,7% da -4,6% del trimestre precedente.

 

Nello stesso trimestre, l'occupazione si è ridotta nella zona euro come nell'Ue a 27 dello 0,3% su base trimestrale dal -0,4% dell’ultimo quarto. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, nella zona euro ha marcato un -2,1% da -1,9% e nell’Ue a 27 un -1,8% da -1,6%.

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14/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile vendite al dettaglio per 619,9 miliardi di dollari, quasi invariate su base mensile dal +10,7% di marzo e +51,22% a/a da +22,01%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di aprile salgono a quota 619,9 miliardi di dollari da 619,8 di marzo.

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, resta sostanzialmente invariato su base mensile da +10,7% del mese precedente (rivisto da +9,8%) e da +0,2% previsto nel Market movers, e marca un +51,22% a/a da +29,01% del mese precedente (rivisto da +28,16%).

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -0,8% dopo il +9% di marzo e rispetto al +0,8% atteso dagli analisti di Star am.

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12/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile inflazione a +0,8% m/m da +0,6% di marzo e a +4,2% a/a da +2,6%. Core a +0,9% m/m da +0,3% e a +3,0% da +1,6% a/a

Negli Usa, ad aprile i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,8% da +0,6% di marzo scorso e dal +0,2% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +4,2% da +2,6% del mese precedente e dal +3,6% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,9% su base congiunturale dal +0,3% previsto nel Market e dal +0,3% di marzo e un +3,0% a/a dal +1,6% del mese precedente e dal +2,3% atteso dagli analisti di Star am.

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11/05/2021 StarNews – Germania, ad maggio indice Zew a 84,4 punti da 70,7 di aprile. Condizioni attuali a -40,1 punti da -48,8. Zona euro 84,0 da 66,3

In Germania, l’indice Zew a maggio scale a 84,4 punti da 70,7 di aprile.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una crescita a 79,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -40,1 punti da -48,8 di aprile.

In ascesa ancora più rapida l'indice anticipatore Zew della zona euro, 84,0 punti da 66,3.

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07/05/2021 StarNews – Usa, ad aprile tasso di disoccupazione al 6,1% dal 6,0% di marzo. Più 266 mila buste paga nel settore non agricolo da +770 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione ad aprile scende al 6,1% destagionalizzato dal 6,0% di marzo scorso e dal 5,8% stimato nel Market movers settimanale.

 L’indagine, infatti, rileva 266 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dalle +770 mila del mese precedente (riviste da +916 mila). Il dato, peraltro, delude le attese degli analisti di Star am (+925 mila).

Nel settore privato si sono guadagnati 218 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +708 mila di marzo (dato rivisto da +780 mila). Gli occupati nel manifatturiero si sono ridotti di 18 mila unità da i +54 mila del mese precedente (rivisti da +53 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +0,3% a/a da +4,2% di marzo e un +0,7% m/m da -0,1% di marzo. Si attestano, infatti, a 35,00 dollari da 34,90 di marzo. La media di ore settimanali è salita a 35 da 34,9.

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03/05/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di aprile a 62,9 punti da 62,5 di marzo

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di aprile si attesta a 62,9 punti da 63,3 della stima preliminare, 62,5 di marzo e 63,3 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

L’economia manifatturiera dell’eurozona ha registrato ad aprile un’altra prestazione strabiliante, con le condizioni operative in miglioramento a un tasso che ha superato il record di marzo. L’indice, infatti, si è attestato al livello maggiore mai registrato sinora (i dati dell’indagine sono disponibili da giugno del 1997) e ha segnato per il decimo mese consecutivo un valore al di sopra della soglia di non cambiamento di 50 punti.

Ancora una volta la crescita ha interessato tutti i sottosettori. E sia quello dei beni di investimento che quello dei beni intermedi hanno riportato espansioni notevoli. Il primo ha osservato il miglioramento più vigoroso di sempre. I produttori dei beni di consumo hanno marcato  un forte progresso delle condizioni operative anche se con una crescita inferiore rispetto alle altre due categorie monitorate dall’indagine.

I Paesi Bassi guidano la crescita generale dei Pmi, riportando un nuovo record d’indagine (67,2), seguiti dalla Germania, in leggera flessione rispetto al mese precedente (66,2, minimo in 2 mesi). Uno grande slancio di crescita anche per Italia (60,7) e Austria (64,7), con tassi per entrambe le economie su valori record. Francia al minimo in 2 mesi (58,9), Spagna al massimo in 256 mesi (57,7).

"Ad aprile – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit – il settore manifatturiero dell’eurozona è in forte crescita e per il secondo mese consecutivo il relativo Pmi ha raggiunto un valore record. Gli ultimi due mesi hanno osservato una crescita di produzione e nuovi ordini a tassi inediti, con l’espansione della domanda stimolata dalla riapertura dell’economia favorita dall’allentamento delle restrizioni anti-covid e dalle previsioni positive per l’anno prossimo”.

"Le difficoltà sulla catena di distribuzione, però - ha aggiunto Williamson –, stanno raggiungendo livelli senza precedenti, causando un accumulo di ordini inevasi. La conseguenza della maggiore domanda rispetto all’offerta è l’aumento dei prezzi presso i manifatturieri, di conseguenza in incremento al tasso più veloce mai registrato dall’indagine. Una grande incertezza è data da quanto ancora queste pressioni sui prezzi continueranno e in che misura questi rincari di beni e servizi si trasferiranno sui consumatori finali”. 

“Un incoraggiamento viene dal forte aumento dei livelli del personale e dall’investimento in macchinari e attrezzature segnalati dall’indagine – ha concluso l’economista –. Suggeriscono la tendenza delle aziende ad aumentare la propria capacità di far fronte alla ripresa della domanda. Ciò dovrebbe aiutare a equilibrare offerta e domanda, e a ridurre un po’ la pressione sui prezzi. Di certo, però, questo richiederà tempo”.

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03/05/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di aprile a 60,7 punti da 64,7 di marzo. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 60,5 da 59,1 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di aprile sale a 60,7 punti da 64,7 di marzo e dai 64,9 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale. 

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque una decelerazione, pur restando ancora saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale segnala un’espansione dell’attività.

 Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 64,3 punti da 68,0, mentre quella sull'occupazione a 55,1 da 59,6 e la componente dei prezzi a 89,6 da 85,6.

 Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di aprile si attesta a 60,5 punti da 60,6 della prima lettura e 59,1 di marzo. Il tasso di crescita è il maggiore dall'inizio della raccolta dei dati (maggio 2007). La crescita complessiva è stata supportata dalle espansioni più rapide in produzione e nuovi ordini, con quest'ultimo dato in aumento al ritmo più veloce da aprile 2010.

L'indice principale è stato anche gonfiato da un numero senza precedenti di ritardi nella consegna dei fornitori (normalmente un segno di miglioramento in condizioni operative). La carenza di materie prime ha portato anche all’aumento più consistente dei costi da luglio 2008, con le aziende che cercano di compensare questi maggiori costi con aumenti marcati di produzione.

Nel frattempo, la fiducia delle imprese si è attenuata, per le preoccupazioni sulle interruzioni della catena di fornitura e sulle tensioni sulle prospettive della capacità produttiva.

"I produttori statunitensi ad aprile hanno riportato il più grande boom da almeno 14 anni - ha commentato Chris Williamson, capo economista di Ihs Markit -. La domanda è aumentata a un ritmo mai visto in 11 anni, tra crescenti speranze di ripresa e nuove misure di stimolo”.

“Tuttavia – ha aggiunto Williamson –, i ritardi della catena di fornitura sono peggiorati, raggiungendo il dato più alto mai registrato dall'indagine. E ciò sta soffocando la produzione di molte aziende. Le più colpite sono state quelle che si rivolgono direttamente ai consumatori, in quanto la mancanza di input ha fatto scendere la produzione al di sotto della crescita del portafoglio ordini in misura record negli ultimi due mesi, in una fase cui la spesa delle famiglie è aumentata”.

"I fornitori – ha proseguito l’economista - sono stati in grado di imporre prezzi più elevati grazie alla forza della domanda di input, spingendo i costi dei materiali al livello più elevato dal 2008. I tentativi di espandere la capacità tramite l'assunzione di personale aggiuntivo ha garantito maggiore slancio, ma in alcuni casi la carenza di personale ha costituito un ulteriore vincolo alla produzione”.

“D’altra parte – conclude -, col traino della fiducia, a uno dei livelli più alti visti negli ultimi sette anni, e della diffusione dei vaccini, ulteriori investimenti in capacità di produzione dovrebbero essere avviati nei prossimi mesi, contribuendo ad alleviare alcune pressioni sui prezzi”.

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30/04/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di aprile a +1,6% a/a da +1,3% di marzo

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di aprile, segna un +1,6% da +1,3% di marzo, e un +0,6% m/m da +0,9% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina al target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna lo 0,8% a/a da +0,9% di marzo e da +1,1% di febbraio, e perde lo 0,6% m/m. Anche al netto della sola energia si attesta a +0,8% a/a da +1,0% del mese precedente e a +0,6% m/m.

Tra le principali componenti dell'indice generale, i prezzi dell'energia si stimano a +10,3% da +4,3% di marzo, quelli dei servizi a +0,9% da +1,3%, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi a +0,7% a/a da +1,1%, quelli dei beni industriali non energetici a +0,5% da +0,3%.

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30/04/2021 StarNews – Zona euro, la prima stima del Pil del I trimestre a -0,6% t/t da -0,7% dell’ultimo quarto 2020 e a -1,8% a/a da -4,9%

Nella zona euro, il Pil del I trimestre, nella prima stima preliminare, perde lo 0,6% t/t da -0,7% del trimestre precedente.

Il dato, comunicato da Eurostat, su base annua perde invece l’1,8% da -4,9% dei tre mesi precedenti.

Nell'intera Ue a 28 il Pil si riduce dello 0,4% t/t da -0,5% del periodo precedente e dell’1,7% a/a da -4,6% dell’ultimo quarto dell’anno.

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30/04/2021 StarNews – Eurozona, a marzo disoccupazione all’8,1% dall’8,2% di febbraio, nell’intera Ue al 7,3% dal 7,4% del mese precedente

Nell'eurozona, a marzo il dato della disoccupazione si attesta all’8,1% dall’8,2% di febbraio (rivisto dall’8,3%). Il dato è comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro scivola al 7,3% dal 7,4% del mese precedente.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,520 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,757 di febbraio), di cui 13,166 milioni nell'area euro (da 13,375).

Rispetto a febbraio 2021, si contano 237 mila disoccupati in meno nell'Ue e 209.000 in meno nell'area euro. Rispetto a marzo 2020, invece, la disoccupazione è aumentata di 2,019 milioni nell'Ue e di 1,614 milioni nell'area euro.

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29/04/2021 StarNews – Usa, il Pil del primo trimestre, nella stima preliminare, a +6,4% t/t da +4,3% dei tre mesi precedenti

Negli Usa, il Pil del primo trimestre, nella stima preliminare, segna un +6,4% da +4,3% t/t dei tre mesi precedenti.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), supera leggermente le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un +6,3%.

Il progresso è stato determinato soprattutto dal rafforzamento dei consumi, a +10,7% da +2,3% del trimestre precedente.

Il Pce price index, una misura dell'inflazione, è dato a +3,5% dal precedente +1,5%, mentre il Pce core dovrebbe registrare un +2,3% dal precedente +1,3%.

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29/04/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case a marzo a +1,9% m/m da -11,5% di febbraio

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a marzo guadagnano l’1,9% m/m da -11,5% di febbraio (rivisto da -10,6%) e da -2,4% di gennaio.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è salito a quota 111,3 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 109,2 del mese precedente (rivisto da 110,3) e 123,4 di gennaio. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 23,3%.

"L'aumento delle transazioni di vendita in corso a marzo è indicativo dell'elevata domanda di alloggi – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. Con i tassi ipotecari ancora molto vicini ai minimi storici e una solida ripresa di posti di lavoro, la domanda rimarrà probabilmente elevata".

"L'inventario basso è stato un problema costante – aggiunge Yun - ma sembra destinato a espandersi man mano che la costruzione di nuove case si intensificherà nei prossimi mesi, così come con una costante liquidazione del programma di moratorie dei mutui".

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28/04/2021 StarNews – Germania, fiducia dei consumatori Gfk di maggio a -8,8 punti da -6,1 di aprile

In Germania, la fiducia dei consumatori elaborata dall’istituto Gfk (German Consumer Climate) a maggio torna a calare, a -8,8 punti da -6,1 del mese precedente (dato rivisto da -6,2) e da -12,7 di marzo.

L'indice, anticipatore del sentiment, rilevato a partire da un campione di 2 mila intervistati, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale lo avevano previsto a quota -7,0 punti.

Le aspettative sulla situazione economica perdono 10,4 punti, fino a quota 7,3. L'indice sulle aspettative dei redditi è sceso di 13 punti, a 9,3 punti (quasi disperdendo quanto guadagnato il mese scorso, +15,8 punti), mentre l'indice sulla propensione a spendere è aumentato di 5 punti, a 17,3.

"La ripresa dell'economia domestica continuerà a subire contraccolpi a causa della terza ondata - spiega Rolf Burkl, esperto di GfK -. Come nel 2020, anche quest'anno il consumo non sarà un pilastro dell'economia. Negli anni precedenti la pandemia, la spesa dei consumatori aveva dato un contributo importante alla crescita dell'economia tedesca"

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26/04/2021 StarNews – Germania, ad aprile indice Ifo a 96,8 punti da 96,6 di marzo

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) ad aprile accelera ancora, come a marzo. Sale, infatti, a 96,8 punti da 96,6 di marzo e dai 93,2 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforza la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 94,1 punti da 93,1 (rivisto da 93,0) del mese precedente e da 91,3 previsto nel Market movers, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, scivola a 99,5 da 100,3 (rivisto da 100,4) del mese precedente e da 95,1 atteso dagli analisti di Star am.

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23/04/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di aprile, Pmi composito a 53,7 punti da 53,2 di marzo. Nel dettaglio, manifatturiero a 63,3 da 62,5 e servizi a 50,3 da 49,6

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di aprile si attesta a 53,7 punti (massimo da 9 mesi) da 53,2 di marzo. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca un miglioramento e si consolida sopra la soglia dei 50 punti, ben oltre le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (51,0 punti).

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero sale a 63,3 punti (record assoluto da giugno 1997) da 62,5 di marzo. Quello dei servizi, invece, torna in terreno positivo a 50,3 punti (massimo da 8 mesi) da 49,6 di marzo.

La produzione del settore, peraltro, si rafforza a 63,4 punti (record assoluto da giugno 1997) da 63,3 del mese precedente.

Ad aprile, dunque, l’attività economica dell’eurozona punta su livelli di crescita ancora più forti, registrando il tasso di incremento più rapido da luglio scorso, grazie all’espansione record della produzione manifatturiera accompagnata dal primo ritorno alla crescita del settore terziario dallo scorso agosto.

A guidare l’impennata è stata la Germania, il cui tasso di incremento ha solo leggermente rallentato rispetto al record assoluto di marzo, segnando il secondo valore storico più alto (composito a 56,0 da 57,3; manifatturiero a 66,4 da 66,6; servizi a 50,1 da 51,5). Anche la Francia ha registrato valori di crescita più lenti, segnando il secondo indice più alto degli ultimi tre anni (composito a 51,7 da 50,0; manifatturiero a 59,2 da 59,3; servizi a 50,4 da 48,2). Nel resto dell’eurozona, l’aumento della produzione manifatturiera ha toccato livelli record.

Altri indicatori dell’indagine hanno mostrato segnali promettenti per i mesi a venire. La crescita dei nuovi ordini dell’eurozona ha toccato il valore più alto da settembre 2018, con alla guida il manifatturiero, che ha marcato per il secondo mese consecutivo un valore record di incremento delle nuove commesse. Diversamente, il flusso degli ordini ricevuti dal terziario ha segnato la nona contrazione mensile consecutiva, avvicinandosi però sempre di più alla stabilizzazione.

“In un mese dove le misure di contenimento si sono intensificate per l’ennesima ondata di infezioni - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson –, l’economia dell’eurozona ha indicato un potenziale incoraggiante. Il settore dei servizi, malgrado sia stato ancora il più colpito dalle misure di restrizione, è tornato a crescere e le aziende si sono adattate a convivere con il virus, preparandosi a un futuro migliore”.

 “Al contempo – aggiunge l’economista –, il manifatturiero sta registrando un boom. La maggiore capacità di spesa precedentemente frenata, il rifornimento di giacenze, gli investimenti in nuovi macchinari e il crescente ottimismo hanno alimentato una nuova crescita record di produzione e nuovi ordini. Il forte aumento della domanda di materie prime continua a causare ritardi senza precedenti sulla catena di distribuzione, determinando il più rapido incremento dei costi aziendali in dieci anni".

“I prezzi al consumo – conclude Williamson –, dunque, si stimano in netta ascesa nei prossimi mesi, anche se l’entità della crescita dipenderà dalla forza della domanda e dalla condizione dell’offerta, fattori che, al momento, restano molto incerti”.

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23/04/2021 StarNews – Usa, ad aprile la stima flash del Pmi manifatturiero a 60,6 punti da 59,1 di marzo

Negli Usa, il Pmi manifatturiero elaborato da Markit Economics, nella stima flash di aprile, si attesta a 60,6 punti da 59,1 di marzo.

Si consolida, pertanto, ampiamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica una crescita dell'attività manifatturiera.

Il sottoindice della produzione manifatturiera sale a 57,2 punti da 55,6 di marzo. Si rafforza anche il settore dei servizi, con il relativo Pmi a 63,1 punti da 60,4. Di conseguenza, l'indice composito si attesta a 62,2 punti da 59,7.

“L'economia degli Stati Uniti – commenta Chris Williamson, capo economista Markit – sta registrando un buon inizio di secondo quarto dell’anno. La domanda è stata sostenuta dall’allentamento delle restrizioni anticovid, dai progressi impressionanti della campagna vaccinale, da aspettative più ottimistiche e dalle misure di stimolo. La ripresa è ampia. Il settore dei servizi è in crescita al tasso più veloce registrato da quasi 12 anni di storia dell'indagine. I produttori hanno segnalato una delle espansioni più forti viste negli ultimi sette anni, mentre le fabbriche erano ancora ostacolate da ritardi della catena di approvvigionamento senza precedenti e da un forte rincaro dei prezzi”.

“Il peggioramento della situazione delle scorte – aggiunge Williamson - è motivo di preoccupazione per le prospettive future, soprattutto in relazione ai prezzi. Le scorte necessitano di un'accelerazione per allinearsi alla domanda. Ma con ritardi record della catena di approvvigionamento, che determinano un aumento degli arretrati di lavoro mai visti in oltre sette anni, le aziende sembrano faticare ad aumentare la capacità produttiva nel breve termine".

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23/04/2021 StarNews – Usa, a marzo vendite di nuove abitazioni a +20,7% m/m da -16,2% di febbraio

Negli Usa, a marzo il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a +20,7% da -16,6% di febbraio (rivisto da -18,2%).

 In termini assoluti, infatti, salgono a quota 1,021 milioni di unità ann. da 846 mila del mese precedente (rivisto da 775 mila) e da 910 mila della stima del Market movers settimanale. Grazie alla crescita forte del reddito disponibile e del risparmio, si ritiene che questa tendenza si confermerà anche nei prossimi mesi, per quanto moderata (come il dato delle vendite di case esistenti) dalla mancanza di abitazioni disponibili e dall’aumento dei tassi sui mutui.

 Rispetto a gennaio 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 33,6%.

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22/04/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di marzo a -3,7% m/m da -6,3% del mese precedente e a +12,3% a/a da +9,1%

Negli Usa, continuano a scendere a marzo le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), del 3,7% m/m da -6,3% (rivisto da -6,6%) e del 12,3% a/a da +9,1%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono vendute 6,01 milioni di unità, contro i 6,24 milioni di febbraio (rivisti da 6,22).

Il prezzo medio di vendita delle case esistenti è salito a 329.900 dollari, il 17,2% in più rispetto a un anno fa. A fine marzo, l'inventario delle abitazioni è cresciuto a 1,07 milioni di unità, -28,2% su base annua.

"Gli acquirenti sono ancora attivamente nel mercato - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar – anche se devono far fronte a prezzi delle case molto più alti, tassi ipotecari in aumento e riduzione dei costi. Le vendite di marzo sarebbero state sensibilmente più alte, se ci fosse stato più inventario. Sul mercato prevalgono offerte multiple e la fiducia degli acquirenti sta aumentando".

Per Yun, sebbene i tassi ipotecari siano aumentati, sono ancora a un livello favorevole e le prospettive economiche sono promettenti. "Almeno la metà della popolazione adulta - ha rilevato - ha ricevuto una vaccinazione covid-19, secondo i rapporti, e i recenti inizi di alloggi e i dati sulla creazione di posti di lavoro mostrano dinamiche incoraggianti di maggiore offerta e forte domanda nel settore degli alloggi".

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15/04/2021 StarNews – Usa, a marzo vendite al dettaglio per 619,1 miliardi di dollari, +9,8% m/m dal -2,7% di febbraio e +27,7% a/a da +6,7%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di marzo salgono a quota 619,1 miliardi di dollari. Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, segna pertanto un +9,8% m/m da -2,7% del mese precedente (rivisto da -3,0%) e un +27,7% a/a da +6,7% del mese precedente (rivisto da +6,3%).

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +8,2% su base congiunturale da -3,1% di febbraio e un +17,9% a/a da +6,2% del mese precedente.

Al netto del solo settore auto, rileva un +8,4% m/m da -2,5% del mese precedente e un +19,4% a/a da +5,8% di febbraio. Al netto dei soli carburanti guadagna il 9,7% m/m da -3,2% e l’27,2% a/a da +7,1% del mese precedente.

Gli articoli sportivi, l'abbigliamento e i materiali da costruzione hanno guidato l'aumento delle vendite al dettaglio e hanno contribuito al mese migliore da maggio 2020 (+18,3%), dopo il primo ciclo di assegni del piano di aiuti del governo.

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13/04/2021 StarNews – Germania, ad aprile indice Zew a 70,7 punti da 76,6 di marzo. Condizioni attuali a -48,8 punti da -61,0. Zona euro 66,3 da 74,0

In Germania, l’indice Zew ad aprile scende a 70,7 punti da 76,6 di marzo.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera di poco le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione a 70,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale a -48,8 punti da -61,0 di marzo.

In calo anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, a 66,3 da 74,0.

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13/04/2021 StarNews – Usa, a marzo inflazione a +0,6% m/m da +0,4% di febbraio e a +2,6% a/a da +1,7%. Core a +0,3% da +0,1% e a +1,6% da +1,3% a/a

Negli Usa, a marzo i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,6% da +0,4% di febbraio scorso e dal +0,5% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Su base annua, invece, si attestano a +2,6% da +1,7% del mese precedente e dal +1,5% stimato nel Market movers.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha segnato un +0,3% su base congiunturale, in linea con le previsioni del Market, da +0,1% di febbraio e un +1,6% a/a dal +1,3% del mese precedente e dal +1,5% atteso dagli analisti di Star am.

Gran parte dell'aumento, è ancora imputabile ai prezzi al consumo dei carburanti, saliti del 13,2% a/a e del 5% m/m. L'indice alimentare, invece, ha segnato un +3,5%.

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09/03/2021 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil del IV trimestre 2020 a -0,7% t/t da +12,4% del terzo quarto e a -4,9% a/a da -4,3%. Occupazione a +0,3% t/t da +1% e a -1,9% a/a da -2,3%

Nella zona euro, la terza e definitiva stima del Pil del IV trimestre 2020 segna un -0,7% destagionalizzato su base trimestrale da +12,4% dei tre mesi precedenti e dal -1,0% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, su base annua marca invece un -4,9%, dal -5,4% previsto nel Market movers e dal -4,3% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un -0,5% t/t da +11,6% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -4,6% da -4,1% del terzo trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche l’aggiornamento sull'occupazione nel IV trimestre. Nell’eurozona è cresciuta dello 0,3% t/t da +1,0% del terzo quarto ed è scesa dell’1,9% a/a da -2,1%, mentre nell’Ue ha segnato rispettivamente un +0,4% t/t da +0,9% e un -1,6% a/a da -2,0%.

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05/03/2021 StarNews – Usa, a febbraio tasso di disoccupazione al 6,2% dal 6,3% di gennaio. Più 49 mila buste paga nel settore non agricolo da -227 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a febbraio scende al 6,2% destagionalizzato dal 6,3% di gennaio scorso e dal 6,4% stimato nel Market movers settimanale.

L’indagine, infatti, rileva 379 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dopo le +166 mila registrate nel mese precedente (riviste da +49 mila). Il dato, peraltro, supera le attese degli analisti di Star am (+110 mila).

Nel settore privato si sono recuperati 465 mila nuovi posti di lavoro, dopo i +90 mila di gennaio (dato rivisto da +6 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 21 mila unità, contro i -14 mila del mese precedente (rivisti da -10 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, hanno marcato un +5,3% su base annua, come a gennaio (dato rivisto da +5,4%), e un +0,2% su base mensile da +0,1% di gennaio (rivisto da +0,2%). Si attestano, infatti, a 30,01 dollari da 29,94 di gennaio. La media di ore settimanali è scesa a 34,6 da 34,9.

Il numero di persone senza lavoro da meno di 5 settimane è sceso a 2,185 milioni, mentre tra i disoccupati di lunga durata (da 27 settimane o più) è salito da 4,023 a 4,148 milioni, pari al 41,5% del totale dal 39,5%.

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04/03/2021 StarNews – Eurozona, a gennaio disoccupazione all’8,1% come a dicembre, nell’intera Ue al 7,5% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a gennaio il dato della disoccupazione si attesta all’8,1% come a dicembre (rivisto dall’8,3%).

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, è inferiore alle stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (8,3%).

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro resta sostanzialmente invariata, al 7,3% come nel mese precedente.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,663 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,634 di dicembre), di cui 13,282 milioni nell'area euro (da 13,274).

Rispetto a dicembre 2020, il numero di disoccupati, dunque, è cresciuto di 29.000 unità nell'Ue e di 8.000 nell'area dell'euro. Rispetto a gennaio 2020, è aumentato di 1,465 milioni nell'Ue e di 1,010 milioni nell'area euro.

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03/03/2021 StarNews – Eurozona, a febbraio Pmi composito finale a 48,8 punti da 47,8 di gennaio. Pmi del terziario a 45,7 da 45,4 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a febbraio è salito a 48,8 punti da 48,1 della stima flash e da 47,8 di gennaio.

Il dato, diffuso da Markit, ha confermato una contrazione dell’economia del settore privato dell’eurozona, anche se in rallentamento, anche più di quanto stimato dagli analisti di Star am (48,1 punti) nel Market movers settimanale.

Ancora una volta, il comparto procede a due velocità. Da una parte il manifatturiero, che ha registrato la più forte espansione della produzione degli ultimi quattro mesi, alimentata dal rafforzamento della domanda sia nazionale che estera. Dall’altra, il settore dei servizi, in forte flessione, soprattutto dove l’impatto delle restrizioni sociali è stato maggiore.

Gli indici compositi di Italia e Germania, rispettivamente a 51,4 (massimo in 7 mesi) e 51,1 (massimo in 2 mesi), sono stati i soli a registrare a febbraio una crescita modesta della produzione, grazie alle forti prestazioni manifatturiere che hanno decisamente ammortizzato la debolezza dell’industria terziaria. Nelle altre economie dell’area si sono registrati tassi in flessione, con l’Irlanda che ancora una volta ha indicato la contrazione più forte (a 42,7, massimo in 2 mesi), seguita dalla Spagna (45,1, massimo in 2 mesi) e dalla Francia (47,0, minimo in 3 mesi).

Nello spaccato, l’indice dell’attività terziaria dell’eurozona è rimasto impantanato su un valore inferiore alla soglia di non cambiamento di 50 punti per il sesto mese consecutivo. L’indice è variato di poco, da 45,4 di gennaio a 45,7 di febbraio. Ancora una volta, tutte e cinque le nazioni monitorate hanno registrato un calo dell’attività, con in cima alla classifica Irlanda e Spagna (a 43,1 da 41,7). Francia (a 45,6 da 47,3) e Germania (a 45,7 da 46,7) hanno indicato valori simili di contrazione, con la seconda che ha mostrato il valore peggiore dallo scorso maggio. In Italia l’indice omologo è risalito a 48,8 da 44,7. A causare tale riduzione generale dell’attività è stato ancora una volta il calo del flusso di nuovi ordini, in flessione per il settimo mese consecutivo. Anche le vendite estere sono state inferiori, ma al tasso più lento degli ultimi 12 mesi.

“Il quarto mese consecutivo di contrazione dell’attività economica - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit – accredita una deriva dell’eurozona verso una doppia recessione, anche se il rallentamento del tasso di contrazione sottolinea quanto l’ultimo declino sia di gran lunga minore rispetto a quello causato lo scorso anno dalla pandemia. Se nei servizi molte aziende del settore della ricettività continuano a subire gli effetti delle limitazioni legate al covid-19, il manifatturiero se la sta cavando bene, attenuando l’impatto economico generale delle restrizioni. Persino la parte più duramente colpita del terziario sta mostrando maggiore resilienza dello scorso anno, dando segnali di adattamento alle misure di distanziamento sociale”.

“Sta diventando sempre più evidente – aggiunge Williamson – che dovremo utilizzare molte misure anti covid-19 ancora per qualche tempo, vista in parte la lentezza della distribuzione del vaccino. Questo potrebbe allungare i tempi di ripercussione della pandemia sull’economia fino alla seconda parte dell’anno, a detrimento del ritmo di ripresa. Ci si domanda quanto queste misure di contenimento limiteranno la distribuzione di beni e servizi in un contesto di ripresa della domanda, poiché ciò può incidere sul potere sui prezzi nei prossimi mesi e influenzare la durata di innalzamento dei prezzi attualmente in corso”.

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03/03/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a febbraio a 55,3 punti da 58,7 di gennaio. Pmi composito definitivo di Markit a 59,5 da 58,7 con sottoindice dei servizi a 59,8 da 58,3

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a febbraio scende a 55,3 punti da 58,7 di gennaio.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, ma decelera rispetto al mese precedente. È inferiore anche alle stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione più contenuta, a 56,8 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, l'attività aziendale è scesa a 55,5 punti da 59,9 del mese precedente e gli ordini a 51,9 da 61,8. L'occupazione è calata a 55,5 da 59,9 mentre i prezzi sono saliti a 71,8 da 64,2.

Il Pmi composito (sintesi di manifatturiero e servizi) curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio si è consolidato a 59,5 punti da 58,8 della prima lettura e da 58,7 di gennaio. L’indice Pmi dei servizi, infatti, si è attestato a 59,8 da 58,9 della stima flash e da 58,3 di gennaio.

"L'attività imprenditoriale negli Stati Uniti sta crescendo al ritmo più veloce da 6 anni e mezzo - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit –, preparando l'economia a una forte inizio 2021. Anche se i settori rivolti ai consumatori, in particolare ospitalità, viaggi e turismo restano depressi a causa delle restrizioni anticovid (e lo resteranno ancora per un po'), altre parti dell'economia stanno tornando a marciare. Servizi finanziari e alle imprese stanno andando bene e accompagnano una forte ripresa manifatturiera".

 “Tuttavia – aggiunge Williamson –, una vasta gamma di costi sta aumentando e creano pressioni ulteriori sulle aziende. Molti materiali si sono nettamente rincarati, più alti anche i costi dei trasporti e le pressioni salariali sono in aumento in quanto le aziende si contendono il personale più adeguato, determinando il più grande incremento mensile dei costi del settore dei servizi, da quando sono disponibili i dati dell'indagine (dal 2009)”.

“Alcuni di questi costi più elevati – conclude l'economista - si dimostreranno inevitabilmente transitori mentre le interruzioni dell'approvvigionamento legate alla pandemia iniziano ad allentarsi, ma non è chiaro per quanto tempo dureranno le pressioni sui prezzi, ascrivibili alle incertezze indotte dal distanziamento sociale e alla forza della domanda".

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02/03/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di febbraio a +0,9% a/a come a gennaio

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di febbraio, segna un +0,9% come a gennaio e da +1% a/a stimato nel Market movers settimanale, e un +0,2% m/m come nel mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, resta lontano dal target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna l’1,4% a/a come a gennaio e da +0,2% di dicembre, ma perde lo 0,5% m/m. Al netto della sola energia, si attesta a +1,5% a/a da +0,5% del mese precedente e a -0,2% m/m.

Tra le principali componenti dell'inflazione, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi si stimano a +1,4% a/a da +1,5% di gennaio, seguiti dai prezzi dei servizi, a +1,2% a/a da +1,4%, dei beni industriali non energetici, a +1,0% da +1,5%, e dell'energia, a -1,7% da -4,2%.

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01/03/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di febbraio a 57,9 punti da 54,8 di gennaio

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di febbraio si attesta a 57,9 punti da 57,7 della stima preliminare, 54,8 di gennaio e 54,7 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

Nel mese, la prestazione dell’economia manifatturiera dell’eurozona è stata forte. Le condizioni operative, infatti, sono migliorate al tasso maggiore in tre anni. E l’indice si è attestato per l’ottavo mese consecutivo sopra la soglia neutra dei 50 punti, oltre la quale si segnala espansione dell’attività.

A febbraio, tutti e tre i sottosettori hanno registrato migliori condizioni operative. I produttori dei beni di investimento hanno riportato la crescita più vigorosa da gennaio 2018, seguiti dai produttori dei beni intermedi. Più modesta quella del sottosettore dei beni di consumo ma, comunque, sempre la più robusta dallo scorso settembre.

Il Pmi manifatturiero dell’eurozona è stato stimolato dalle forti crescite sia della produzione che dei nuovi ordini, con entrambi i valori che hanno raggiunto i livelli migliori dai recenti record di ottobre. I nuovi ordini sono stati trainati soprattutto dai maggiori volumi di esportazione (i più corposi da gennaio 2018, incluso il traffico intro eurozona).

Eccetto la Grecia, dove il Pmi manifatturiero è scivolato appena sotto i 50 punti, la ripresa della crescita manifatturiera osservata a febbraio è stata trasversale a tutte le economie, e più solida rispetto a gennaio. Trainate dalle esportazioni, primeggiano ancora in termini di crescita generale Germania (a 60,7, massimo in 37 mesi) e Paesi Bassi (a 59,6, massimo in 29 mesi). L’Austria ha riportato il risultato migliore in tre anni (58,3), mentre i progressi osservati in Italia (56,9) e Francia (56,1) sono stati i maggiori da inizio 2018. A confronto, i tassi di crescita osservati in Spagna (52,9, massimo in 7 mesi) e Irlanda (52,0, massimo in 2 mesi) sono stati modesti.

"Il settore manifatturiero, quest’anno, ha contribuito sempre più positivamente all’economia dell’eurozona – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Il Pmi ha raggiunto il valore più alto in tre anni ed è in rotta per raggiungere un livello superato raramente in oltre venti anni di storia dell’indagine, in particolare durante la bolla delle dot.com, la ripresa iniziale dalla crisi finanziaria e nel 2017-18. Le aziende produttrici stanno beneficiando del rinvigorimento della domanda di beni, sia sul mercato nazionale che estero, collegata alle speranze di ripresa post covid-19, favorendo nuovi incrementi delle giacenze, investimenti in attrezzature e macchinari, così come un’espansione dei consumi”.

"L’espansione del manifatturiero - ha aggiunto Williamson – sta certamente aiutando ad ammortizzare l’attuale debolezza causata dal virus in vari settori a diretto contatto con i consumatori, alleviando l’impatto delle recenti restrizioni in parecchie nazioni e aiutando a limitare il tasso generale di contrazione economica. Lo scatto di crescita ha portato tuttavia con sé i suoi problemi, con l’offerta di forniture che non riesce ancora a soddisfare la domanda. I ritardi nelle spedizioni e la carenza di materiale sono problemi largamente menzionati che hanno causato ritardi quasi record sulla catena di distribuzione”.

“I prezzi pagati per le materie prime – ha concluso l’economista - sono di conseguenza aumentati al tasso più veloce in quasi dieci anni, suggerendo un ulteriore aumento dell’inflazione dei prezzi al consumo nei prossimi mesi, o almeno finché offerta e domanda non ritorneranno a bilanciarsi”.

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01/03/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di febbraio a 60,8 punti da 58,7 di gennaio. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 58,6 da 59,2 di gennaio

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di febbraio sale a 60,8 punti da 58,7 di gennaio e dai 58,6 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, segna dunque un’accelerazione e si piazza ancora più saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini sale a 64,8 punti da 61,1, mentre quella sull'occupazione a 54,4 da 52,6 e la componente dei prezzi a 86,0 da 82,1.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di febbraio si attesta a 58,6 punti da 58,5 della prima lettura e 59,2 di gennaio. Malgrado la decelerazione, l’indice ha marcato il secondo risultato più alto da aprile 2010, sostenuto da forti aumenti di produzione e nuovi ordini. L'interruzione senza precedenti della catena di approvvigionamento, con carenze nei fornitori e ritardi nei trasporti, tuttavia, secondo Markit, ha indotto un aumento sostanziale dei costi di input.

"La produzione manifatturiera negli Usa, dopo un altro mese di forte crescita, è prossima al completo recupero dei livelli pre-pandemici - ha commentato Chris Williamson, capo economista di IHS Markit -. L’ottimismo, pertanto, torna a crescere e la ripresa appare ancora all’inizio. Le aspettative delle imprese per l'anno successivo sono balzate a un livello superato solo una volta negli ultimi sei anni, sostenuto da un mix di stimoli e speranze di recupero post-covid, grazie soprattutto al procedere delle campagne di vaccinazione”.

“Particolarmente incoraggiante – ha aggiunto Williamson - è il netto miglioramento della domanda di macchinari e attrezzature, che denota il rafforzamento della spesa per investimenti delle imprese. Tuttavia, i nuovi ordini di beni di consumo hanno mostrato la più consistente avanzata mensile dall'inizio della pandemia, suggerendo anche come l'aumento della spesa delle famiglie si traduca in maggiore produzione”.

“Preoccupa sempre più, peraltro, la carenza di materie prime, con ritardi record nella catena di approvvigionamento segnalati a febbraio. Il che ha contribuito all'aumento dei costi dei materiali più vertiginoso degli ultimi dieci anni. I prezzi praticati per un'ampia varietà di merci in uscita dalle fabbriche, di conseguenza, sono in ascesa e potranno surriscaldare anche l’inflazione al consumo”.

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25/02/2021 StarNews – Germania, fiducia dei consumatori Gfk di marzo a -12,9 punti da -15,5 di febbraio

In Germania, la fiducia dei consumatori elaborata dall’istituto Gfk (German Consumer Climate) di marzo risale a -12,9 punti da -15,5 del mese precedente (dato rivisto da -15,6) e da -7,5 di febbraio.

L'indice, anticipatore del sentiment, rilevato a partire da un campione di 2 mila intervistati, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale lo avevano previsto a quota -9,8 punti.

Si rafforzano anche le aspettative sulla situazione economica, di 6,7 punti fino a quota 8, e l'indice sulle aspettative dei redditi (a 6,5 punti), mentre l'indice sulla propensione a spendere è balzato a 7,4.

"I consumatori si stanno riprendendo dallo choc subìto dopo il duro blocco di metà dicembre - rileva Rolf Burkl, esperto del GfK –. Il recente calo dei tassi di contagio e l'avvio del programma di vaccinazione alimentano le speranze di un rapido allentamento delle misure. La fiducia dei consumatori in Germania, peraltro, si riprenderà in modo sostenibile solo quando il rigoroso blocco si concluderà e, negozi, hotel e ristoranti riapriranno. Ma se le misure verranno estese ancora una volta, le possibilità di una rapida ripresa scompariranno e la fiducia dei consumatori dovrà affrontare ancora tempi difficili".

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25/02/2021 StarNews – Usa, Pil del IV trimestre, nella seconda stima preliminare, a +4,1% t/t da +4,0% della lettura precedente e da +33,4% del terzo quarto

Negli Usa, il Pil del IV trimestre, nella seconda stima preliminare, segna un tasso anno del +4,1% t/t da +4,0% della lettura precedente e da +33,4% del III quarto (successivo al crollo del 31,4% nel secondo trimestre, provocato dal coronavirus).

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), delude le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (+5,2%).

La spesa per consumi reali ha registrato un +2,4% da +2,5% della prima lettura preliminare e da +41,0% dei tre mesi precedenti.

Le spese personali (personal consumption expenditure, Pce), motore principale della crescita americana, sono salite del 2,4% nel quarto trimestre 2020 rispetto al +41% dei tre mesi precedenti (-33,2% nel secondo quarto).

L'indice PCE price, particolarmente monitorato dalla Federal reserve per valutare l'andamento dell’inflazione, è salito dell’1,6% da +1,5% della prima stima e da +3,7% del terzo trimestre.

L'indice PCE core, che esclude cibi freschi ed energia, è cresciuto invece dell’1,4% come nella prima stima e da +3,4% del quarto precedente.

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25/02/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case a gennaio a -2,8% m/m da +0,5% di dicembre

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a gennaio perdono il 2,8% m/m da +0,5% di dicembre (rivisto da -0,3%) e da -2,5% di novembre.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è sceso a quota 122,8 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 126,4 del mese precedente (rivisto da 125,5) e 125,9 di novembre. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 13% da +21,4% di dicembre.

"Le vendite in corso di case sono diminuite a gennaio perché semplicemente non ci sono abbastanza case per soddisfare la domanda del mercato – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar –. Detto questo, c'è stato un aumento dei permessi e delle richieste per costruire nuove case, e un incremento consistente dei permessi di alloggio per le case unifamiliari per otto mesi consecutivi”. Secondo Yun, questo è un segnale positivo di uno squilibrio tra domanda e offerta nel mercato immobiliare residenziale che potrebbe riassorbirsi già a metà del 2021.

"Ci sarà anche una naturale ripresa stagionale delle scorte in primavera e in estate – aggiunge Yun -, dopo le poche nuove inserzioni dei mesi invernali. Queste tendenze, insieme a un previsto aumento nella costruzione di case, rimpolperanno l’offerta tanto necessaria".

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24/02/2021 StarNews – Usa, a gennaio vendite di nuove abitazioni a +4,3% m/m da +5,5% di dicembre

Negli Usa, a gennaio il dato delle vendite di nuove abitazioni, comunicato dal Census Bureau, si attesta a +4,3% da +5,5% di dicembre (rivisto da +1,6%) e da -12,6% di novembre (dato rivisto dal preliminare -11,0%).

In termini assoluti, infatti, salgono a quota 923 mila unità ann. da 885 mila del mese precedente (rivisto da 842 mila) e da 856 mila stimate nel Market movers settimanale, secondo cui nel I trimestre 2021 si prospetta un’ulteriore espansione del settore, trainato dall’ampio risparmio accumulato nel 2020 e dalle cospicue richieste di nuovi mutui, ma in seguito dovrebbe risentire del cambio di rotta dei tassi sui mutui, non più in calo, e della persistente scarsità di case invendute.

Rispetto a gennaio 2020, le vendite di case nuove sono aumentate del 19,3%.

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23/02/2021 StarNews - Eurozona, a gennaio dato definitivo inflazione a +0,9% a/a da -0,3% di dicembre e a +0,2% m/m da +0,3% del mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di gennaio, si attestano a +0,9% a/a, come nella lettura preliminare e da -0,3% di dicembre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina ma resta lontano dal target fissato dalla BCE (appena sotto il 2%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,2% da +0,3% di dicembre.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +1,4% a/a da +0,2% di dicembre, e un -0,5% da +0,4% m/m del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna l’1,2% su base tendenziale da +0,3% del mese precedente e lo 0,3% su base mensile come a dicembre.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dai servizi (+0,65%), seguiti da beni industriali non energetici (+0,37%) e da cibo, alcol e tabacco (+0,30%). Contributo ancora negativo dall’energia (-0,41%).

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22/02/2021 StarNews – Germania, a febbraio indice Ifo a 92,4 punti da 90,3 di gennaio

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a febbraio torna ad accelerare dopo la frenata di gennaio. Sale, infatti, a 92,4 punti da 90,3 di gennaio (rivisto da 90,1) e dai 90,5 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rafforzano sia la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 90,6 punti da 89,2 di dicembre e da 88 previsto nel Market movers, sia il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, a 94,2 da 91,5 del mese precedente (rivisto da 91,1) e da 93 atteso dagli analisti di Star am.

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19/02/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di febbraio, Pmi composito a 48,1 punti da 47,8 di gennaio. Nel dettaglio, manifatturiero a 57,7 da 54,8 e servizi a 44,7 da 45,4

Nella zona euro, il Pmi composito, sintesi dei settori manifatturiero e servizi, nella stima flash di febbraio si attesta a 48,1 punti (massimo da 2 mesi) da 47,8 di gennaio. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, marca un miglioramento ma resta sotto la soglia dei 50 punti e delude le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (49,7 punti).

Nel dettaglio, l’indice del manifatturiero sale a 57,7 punti (massimo da 36 mesi) da 54,8 di gennaio. Quello dei servizi, invece, delude ancora e scivola a 44,7 punti (minimo da 3 mesi) da 45,4 di gennaio.

La produzione del settore, peraltro, si rafforza a 57,5 punti (massimo da 4 mesi) da 54,6 del mese precedente.

L’attività economica dell’eurozona, dunque, ha indicato la seconda decelerazione di fila del tasso di contrazione, determinata dalle misure adottate per contenere la diffusione del covid-19, che continuano a ostacolare l’attività economica dell’area e, in primis, del terziario.

D’altra parte, negli ultimi quattro mesi il Pmi ha mantenuto valori maggiori rispetto alla scorsa primavera, durante i primi mesi di pandemia.

In Germania, il vigore del manifatturiero (a 60,6 da 57,1) ha sostenuto l’attività economica generale. Tuttavia, zavorrato dal terziario, l’indice tedesco composito si è posizionato a 51,3, solo in marginale crescita da 50,8 di gennaio. Scivola a 45,2 da 47,7, invece, il composito francese, la peggiore contrazione da novembre, causata dall’accelerazione del declino del terziario. L’attività economica complessiva è diminuita anche nel resto dell’eurozona, sebbene a tassi ridotti.

“Le misure restrittive in atto - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – hanno inferto a febbraio un’ulteriore colpo al settore dei servizi dell’eurozona, aumentando la possibilità di un nuovo crollo del Pil nel primo trimestre. Detto ciò, l’impatto è stato alleviato dalla forte crescita manifatturiera, con una contrazione economica di gran lunga più leggera di quella riportata nella prima metà dell’anno scorso. Grazie a un’altra impressionante prestazione del manifatturiero tedesco e ai segnali di rafforzamento della produzione nel resto della regione, la crescita industriale è stata la maggiore osservata negli ultimi tre anni”.

“Al contempo – aggiunge l’economista –, gli sviluppi sul vaccino hanno favorito la crescita dell’ottimismo. Le aziende dell’eurozona, infatti, sono diventate più fiduciose sulle prospettive di ripresa. Supponendo che la distribuzione del vaccino possa sollecitare un incremento del settore dei servizi, unito a una crescita costante del manifatturiero, durante la seconda metà dell’anno dovremmo osservare una forte e diffusa ripresa".

“Continua a destare preoccupazione – conclude l’economista – l’intensificarsi della carenza di fornitura, che ha fatto innalzare il prezzo delle materie prime. I tempi medi di consegna dei fornitori si sono allungati a livelli quasi record, causando il maggiore rialzo in quasi dieci anni dell’inflazione dei costi di acquisto. Allo stato attuale, la domanda debole, in particolare quella per i servizi, sta limitando la pressione sui prezzi. Ma l’inflazione tornerà verosimilmente a salire nei prossimi mesi”.

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19/02/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di gennaio a +0,6% m/m da +0,9% del mese precedente e a +23,7% a/a da +22,2%

Negli Usa, continuano a salire a gennaio le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), dello 0,6% m/m da +0,9% (rivisto da +0,7%) e del 23,7% a/a da +22,2%.

Nel mese scorso, infatti, riferisce la National Association of Realtors (associazione di agenti immobiliari nazionale), si sono vendute 6,69 milioni di unità, contro i 6,65 milioni di dicembre (rivisti da 6,76).

Il prezzo medio di vendita delle case esistenti è salito a 303.900 dollari, il 14,1% in più rispetto a un anno fa. A fine gennaio, l'inventario delle abitazioni è sceso al minimo storico, di 1,04 milioni di unità, -25,7% su base annua, un calo record.

"Le vendite di case - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar - continuano ad aumentare nel primo mese dell'anno. Avrebbero potuto facilmente segnare un +20% se ci fosse stati più inventario e scelte. Continuano a svolgere un ruolo decisivo nel sostenere l'economia - ha aggiunto – Grazie a ulteriori stimoli e ai numerosi vaccini ora disponibili, le prospettive per gli alloggi sembrano solide per quest'anno".

Yun prevede "anche nuovi posti di lavoro, che stimoleranno l'acquisto di case nei prossimi mesi. Le vendite di case esistenti raggiungeranno almeno 6,5 milioni nel 2021. Anche se probabilmente i tassi sui mutui aumenteranno leggermente a causa del crescente deficit di bilancio e dell'inflazione".

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18/02/2021 StarNews – Usa, a gennaio nuovi cantieri a -6,0% m/m da +8,2% e permessi edilizi a +10,4% m/m da +4,2%

Negli Usa, a gennaio i nuovi cantieri avviati (Housing starts) rilevano un -6,0% m/m dopo il +8,2% di dicembre (rivisto da +5,8%) e il +3,1% di novembre.

In termini assoluti, riferisce il Dipartimento del Commercio statunitense, i nuovi cantieri sono scesi a 1,580 milioni da 1,680 milioni del mese precedente (rivisti da 1,669 milioni).

I permessi edilizi (Building permits), inoltre, indicatore dell'attività futura, segnano su base congiunturale un +10,4% m/m dal +4,2% del mese precedente (rivisto da +4,5%) e da +5,9% di novembre.

In termini assoluti, il numero di abitazioni autorizzate, infatti, sale a 1,881 milioni da 1,704 del mese precedente (rivisto da 1,709) e da 1,635 di novembre.

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17/02/2021 StarNews – Usa, a gennaio vendite al dettaglio per 569,2 miliardi di dollari, +5,3% m/m dal -1,0% di dicembre e +7,4% a/a da +2,5%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di gennaio salgono a quota 569,2 miliardi di dollari. Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, segna pertanto un +5,3% m/m da -1,0% del mese precedente (rivisto da -0,7%) e un +7,4% a/a da +2,5% del mese precedente (rivisto da +2,9%).

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un +6,1% su base congiunturale da -2,5% di dicembre e un +7,5% a/a da +2,2% del mese precedente.

Al netto del solo settore auto, rileva un +5,9% m/m da -1,8% del mese precedente (rivisto da -1,4%) e un +6,1% a/a da +0,8% di dicembre. Al netto dei soli carburanti guadagna il 5,4% m/m da -1,5% e l’8,8% a/a da +3,8% del mese precedente.

Il rimbalzo delle vendite al dettaglio è ascrivibile anche al pacchetto di aiuti economici da 900 miliardi di dollari approvato a fine dicembre dal Congresso, che ha fornito bonus di 600 dollari ai cittadini.

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16/02/2021 StarNews – Germania, a febbraio indice Zew a 71,2 punti da 61,8 di gennaio. Condizioni attuali a -67,2 punti da -66,4. Zona euro 69,6 da 58,3

In Germania, l’indice Zew a febbraio sale a 71,2 punti da 61,8 di gennaio.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, circa 350 investitori istituzionali, analisti ed esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera ampiamente le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una lieve flessione a 60,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, si indebolisce a -67,2 punti da -66,4 di gennaio.

Positivo anche l'indice anticipatore Zew della zona euro, che si attesta a 69,6 da 58,3.

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16/02/2021 StarNews – Zona euro, la seconda stima del Pil del IV trimestre a -0,6% t/t da +12,4% del terzo quarto e a -5,0% a/a da -4,3% dei tre mesi precedenti

Nella zona euro, il Pil del IV trimestre, nella seconda stima preliminare, perde lo 0,6% t/t da -0,7% della prima lettura e +12,4% del trimestre precedente (l’incremento trimestrale più forte dall’inizio della registrazione dei dati nel 1995), seguito al -11,8% del secondo quarto dell’anno, determinato dalla prima ondata della pandemia di coronavirus.

Il dato, comunicato da Eurostat, è migliore delle attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers (-1,0% t/t). Su base annua, invece, perde il 5,0% da -5,1% della prima stima, -5,4% atteso dagli analisti di Star am e -4,3% dei tre mesi precedenti.

Nell'intera Ue a 28 il Pil si riduce dello 0,4% t/t da +11,5% del periodo precedente e del 4,8% a/a da -4,2% del terzo quarto dell’anno.

Il numero di occupati è aumentato dello 0,3% sia nell'area euro che nell'Ue nel quarto trimestre del 2020 rispetto al trimestre precedente. Nel terzo trimestre, invece, l'occupazione era aumentata dell'1,0% nell'area euro e dello 0,9% nell'Ue.

Su base annua, è diminuita del 2,0% da -2,3% nell'area euro e dell'1,7% da -2,1% nell'Ue.

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10/02/2021 StarNews – Usa, a gennaio inflazione a +0,3% m/m da +0,2% dicembre e a +1,4% a/a da +1,3%. Core invariato su base mensile da +0,1% e a +1,4% da +1,6% a/a

Negli Usa, a gennaio i prezzi al consumo destagionalizzati, diffusi dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, su base mensile segnano un +0,3%, in linea con la stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale, da +0,2% di dicembre scorso.

Su base annua, invece, si attestano a +1,4% dal +1,5% stimato nel Market movers e da +1,6% del mese precedente.

Il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, è rimasto invariato su base congiunturale dal +0,2% stimato nel Market e dal +0,1% di dicembre, e un +1,4% a/a dal +1,6% previsto dagli analisti di Star am e registrato anche nel mese precedente.

Gran parte dell'aumento, infatti, è imputabile ai prezzi al consumo dei carburanti, saliti del 7,4%. Sebbene gli indici per elettricità e gas naturale siano diminuiti, l'indice energetico è aumentato nel mese del 3,5%. L'indice alimentare, invece, ha segnato solo un marginale +0,1%.

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05/02/2021 StarNews – Usa, a gennaio tasso di disoccupazione al 6,3% dal 6,7% di dicembre. Più 49 mila buste paga nel settore non agricolo da -227 mila del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a gennaio sale al 6,3% destagionalizzato da +6,7% di dicembre scorso e delle stime contenute nel Market movers settimanale.

L’indagine, infatti, rileva 49 mila buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) dopo il -227 mila registrato nel mese precedente (rivisto da -140 mila), determinato anche dalla nuova ondata di contagi da Covid-19. Il dato, peraltro, delude le attese degli analisti di Star am (a +85 mila).

Nel settore privato si sono recuperati 6 mila nuovi posti di lavoro, dopo i 204 mila bruciati a dicembre (dato rivisto da -95 mila). Gli occupati nel manifatturiero si sono ridotti di 10 mila unità, contro i +31 mila del mese precedente (rivisto da +38 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, registrano un +5,4% su base annua, come a dicembre (dato rivisto da +5,1%), e un +0,2% su base mensile da +0,8%. Si attestano, infatti, a 29,96 da 29,58 dollari. La media di ore settimanali è scesa a 34,7 da 34,8.

Il numero di persone senza lavoro da meno di 5 settimane è sceso a 2,3 milioni, mentre tra i disoccupati di lunga durata (da 27 settimane o più) è rimasto pressoché invariato, a 4 milioni, pari al 39,5% del totale.

 “A gennaio - sottolinea il Bureau of Labour Statistics – le notevoli iniezioni di posti di lavoro nei servizi professionali e aziendali, oltre che nell'istruzione sia pubblica che privata, sono stati compensati dalle perdite nei settori del tempo libero e dell'ospitalità, nel commercio al dettaglio, nell'assistenza sanitaria e nei trasporti".

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03/02/2021 StarNews – Eurozona, a gennaio Pmi composito finale a 47,8 punti da 49,1 di dicembre. Pmi del terziario a 45,4 da 45,0 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a gennaio è sceso a 47,8 punti da 47,5 della stima flash e da 49,1 di dicembre.

Il dato, diffuso da Markit, zavorrato dalle restrizioni sulle attività adottate per contenere il contagio da covid-19 su scala globale, segna così la terza contrazione mensile consecutiva e accelerata della produzione, per quanto leggermente meno ampia delle attese degli analisti di Star am (47,5 punti), stimate nel Market movers settimanale.

Ancora una volta, il freno principale dell’economia è stato il terziario, in calo da cinque mesi di fila e a un tasso più sostenuto di dicembre. Il manifatturiero è rimasto in territorio positivo, con la settima espansione mensile consecutiva della produzione, ma anche la più lenta della sequenza di crescita. Tra i principali Paesi dell’eurozona, solo la Germania ha rilevato un aumento della produzione nel settore privato, che però si è indebolito fino a registrare il valore più basso in sette mesi. Tutte le altre economie dell’area hanno mostrato una contrazione dell’attività. Francia a 47,7 punti, minimo in 2 mesi, Italia a 47,2, massimo in 3 mesi, Spagna (gravata anche dal maltempo) a 43,2, minimo in 2 mesi. In Irlanda, a inizio anno, l’utilizzo delle giacenze accumulate a dicembre dalle aziende manifatturiere a causa della Brexit e il doppio effetto delle restrizioni e dei nuovi accordi commerciali inglesi sul settore dei servizi hanno inasprito la contrazione dell’attività (a 40,3, minimo in 8 mesi).

“Come previsto, l’economia dell’eurozona ha subìto un difficile inizio anno - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit -. Gli sforzi fatti per contenere la diffusione del covid-19 hanno continuato a colpire l’attività economica, soprattutto nel terziario. La crescita del manifatturiero ha di nuovo compensato parte della debolezza del terziario, anche se la produzione di beni ha registrato un rallentamento, a causa della diminuzione della domanda e dei ritardi delle forniture, spesso legati alla pandemia. Si profila, dunque, una contrazione del Pil nel primo trimestre, anche se, con l’attuale andamento, il tasso si prospetta modesto rispetto ai crolli cui abbiamo assistito nella prima metà del 2020”.

“Detto ciò – aggiunge Williamson –, con le misure di contenimento che probabilmente limiteranno l’economia dell’eurozona nei prossimi mesi e, forse, fino al secondo trimestre, vista la lentezza del processo di vaccinazione, l’attenzione si concentrerà sulla necessità di politiche fiscali e monetarie di sostegno, soprattutto per prevenire nuovi tagli occupazionali nei settori più colpiti, come accoglienza, viaggi e turismo e vendita al dettaglio. Molte aziende, con l’aumento dei costi, hanno subito un altro duro colpo, con prezzi di acquisto saliti al record in due anni e il conseguente restringimento dei margini. In molti casi, tuttavia, ciò rispecchia la mancanza di capacità produttiva a breve termine e il ritardo dei trasporti, fattori che nei prossimi mesi dovrebbero attenuarsi, contribuendo così ad alleviare le pressioni sui costi”.

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03/02/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di gennaio a +0,9% a/a da -0,3% di dicembre

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di gennaio, segna un +0,9% da -0,3% a/a di dicembre, e un +0,2% m/m da +0,3% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si avvicina ma resta lontano dal target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) guadagna l’1,4% a/a da +0,2% di dicembre (-0,5% m/m). Al netto della sola energia, si attesta a +1,5% da +0,5% del mese precedente (-0,2% m/m).

Tra le principali componenti dell'inflazione, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi si stimano a +1,5% a/a da +1,3% di dicembre, seguiti dai prezzi dei servizi, a +1,4% a/a da +0,7% del mese precedente, dei beni industriali non energetici, a +1,4% da -0,5%, e dell'energia, a -4,1% da -6,9%.

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03/02/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a gennaio a 58,7 punti da 57,7 di dicembre. Pmi dei servizi di Markit definitivo a 58,3 da 54,8, composito a 58,7 da 58,0

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a gennaio sale a 58,7 punti da 57,7 di dicembre.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, e accelera rispetto al mese precedente. Supera anche le stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un progresso più contenuto, a 57,2 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, l'attività aziendale è scesa a 59,9 punti da 60,5 del mese precedente, i prezzi a 64,2 da 64,4. In rafforzamento ordini, a 61,8 da 58,6, e occupazione, a 55,2 da 48,7.

Il Pmi dei servizi curato da Markit, invece, nel dato definitivo di gennaio si consolida a 58,3 da 57,5 della prima lettura e da 54,8 di dicembre. Il composito, di conseguenza, si attesta a 58,7 da 55,3 della stima flash (rivista da 58) e da 55,3 di dicembre.

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02/02/2021 StarNews – Zona euro, la prima stima del Pil del IV trimestre a -0,7% t/t da +12,4% del terzo quarto e a -5,1% a/a da -4,3%

Nella zona euro, il Pil del IV trimestre, nella prima stima preliminare, perde lo 0,7% t/t da +12,4% del trimestre precedente (l’incremento trimestrale più forte dall’inizio della registrazione dei dati nel 1995), che aveva recuperato il -11,8% del secondo quarto dell’anno, affossato dalla prima ondata della pandemia di coronavirus.

Il dato, comunicato da Eurostat, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers (-1,4% t/t). Su base annua, invece, perde il 5,1% da -4,3% dei tre mesi precedenti.

Nell'intera Ue a 28 il Pil si riduce dello 0,5% t/t da +11,5% del periodo precedente e del 4,8% a/a da -4,2% del terzo quarto dell’anno.

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01/02/2021 StarNews – Zona euro, Pmi manifatturiero finale di gennaio a 54,8 punti da 55,2 di dicembre

Nella zona euro, il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale di gennaio si attesta a 54,8 punti da 54,7 della stima preliminare, 55,2 di dicembre e 54,7 della stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

A inizio 2021, dunque, la produzione manifatturiera dell’eurozona è cresciuta a un tasso elevato (anche se il più debole della sequenza), tra i maggiori degli ultimi due anni e mezzo, e per il settimo mese consecutivo, continuando a mostrare una forte capacità di tenuta.

Nel corso dell’ultima indagine tutti e tre i sottosettori hanno registrato una crescita. Ma a causa del crollo dei nuovi ordini, il miglioramento delle condizioni operative osservate dai produttori dei beni di consumo è stato marginale. Di contro, i sottosettori dei beni intermedi e di investimento per l’ennesima volta hanno continuato a riportare forti tassi di espansione. Ancora una volta, la migliore crescita manifatturiera è stata osservata nei Paesi più orientati all’export, cioè i Paesi Bassi, con un’espansione mai osservata in 28 mesi (58,8), e la Germania (57,1, minimo in 4 mesi). Buoni risultati  hanno segnato anche Italia, massimo in 34 mesi (55,1), e Austria, massimo in 26 mesi (54,2). Nelle altre economie dell'eurozona, i tassi di espansione hanno avuto una tendenza modesta e, nel caso della Grecia, stagnante (50), per quanto abbia segnato un massimo da 4 mesi. La Spagna è stata l’unica a riportare una contrazione (49,3, minimo in 7 mesi), anche se in parte riconducibile agli effetti distruttivi della tempesta Filomena.

"Continua la forte espansione della produzione manifatturiera dell’eurozona – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –, anche se si è indebolita al valore più basso dall’inizio della ripresa, per via delle nuove restrizioni e delle carenze di fornitura, che hanno messo a dura prova i produttori della regione. Peggiorano i ritardi sulla catena di distribuzione a un livello superato solo durante le chiusure globali di inizio 2020 in più di venti anni di storia dell’indagine. Allo stato attuale, il manifatturiero sta fornendo un valido supporto all’economia, in quanto il comparto dei servizi è colpito maggiormente dalle restrizioni anti covid-19, supporto che però sta pian piano svanendo. I produttori di beni di consumo, in particolare, stanno registrando più difficoltà".

"Nel manifatturiero - ha aggiunto Williamson – l’ottimismo ha raggiunto a gennaio il valore record in tre anni. Ma qualsiasi potenziale ritardo nella distribuzione del vaccino alimenterà ulteriori incertezze. La carenza di approvvigionamento ha però dato potere decisionale nel fissare i prezzi ai fornitori, spingendo di conseguenza il prezzo delle materie prime rapidamente al rialzo. L’aumento del prezzo di trasporto aggiunge ulteriori pressioni ai costi. Tali pressioni dovrebbero rallentare una volta che la capacità di approvvigionamento tornerà in carreggiata, anche se rimangono incertezze sull’entità di domanda repressa e su quanto intensa sia la vischiosità dei rincari dei prezzi”.

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01/02/2021 StarNews – Eurozona, a dicembre disoccupazione all’8,3% come a novembre, nell’intera Ue al 7,5% come nel mese precedente

Nell'eurozona, a dicembre il dato della disoccupazione, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, si attesta all’8,3% come a novembre.

Anche nell'intera Unione europea la percentuale dei senza lavoro resta sostanzialmente invariata, al 7,5% come nel mese precedente.

In particolare, nel mese di riferimento, Eurostat stima 16,000 milioni di disoccupati nell'Ue (da 15,933 di novembre), di cui 13,671 milioni nell'area euro (da 13,609).

Rispetto a novembre 2020, il numero di disoccupati, dunque, è cresciuto di 67.000 unità nell'Ue e di 55.000 nell'area dell'euro. Rispetto a dicembre 2019, è aumentato di 1,951 milioni nell'Ue e di 1,516 milioni nell'area euro.

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01/02/2021 StarNews – Usa, Ism manifatturiero di gennaio a 58,7 punti da 60,5 di novembre. Pmi manifatturiero di Markit definitivo a 59,2 da 57,1

Negli Usa, l’Ism manifatturiero di gennaio scende a 58,7 punti da 60,5 di dicembre e dai 60 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale. Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, dunque, segna una decelerazione ma resta saldamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica un’espansione dell’attività.

Fra le varie componenti dell'indice, quella sui nuovi ordini si indebolisce a 61,1 da 67,5 punti di dicembre, mentre si rafforzano quella sull'occupazione, a 52,6 da 51,7, e la componente dei prezzi a 82,1 da 77,6.

Il Pmi manifatturiero curato da Markit, invece, nel dato definitivo di gennaio si consolida a 59,2 punti da 59,1 della prima lettura e 57,1 di dicembre.

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29/01/2021 StarNews – Usa, vendite in corso di case a dicembre a -0,3% m/m da -2,5% di novembre

Negli Usa, le vendite in corso di case (pending home sales) a ottobre perdono lo 0,3% m/m da -2,5% di novembre (rivisto da -2,6%) e da -0,9% di ottobre.

In termini di punti, l'indice delle compravendite andate a buon fine ma non ancora registrate, pubblicato dall'Associazione degli operatori immobiliari (Nar), è calato per il quarto mese di fila, a quota 125,5 punti (dove 100 è il livello pari a quello del 2001) da 125,9 del mese precedente (rivisto da 125,7) e 129,1 di ottobre. Su base annua, invece, il dato è cresciuto del 21,4%.

"I contratti di vendita di case in corso negli ultimi mesi sono diminuiti – ha dichiarato Lawrence Yun, capo economista della Nar – ma attribuirei la flessione alla scarsità di case in vendita. C'è una forte domanda di alloggi e un gran numero di potenziali acquirenti. Le vendite, dunque, riteniamo aumenteranno non appena ci saranno nuove inserzioni. La domanda elevata senza un aumento significativo dell'offerta ha causato un aumento dei prezzi delle case e possiamo aspettarci un'ulteriore pressione al rialzo nel prossimo futuro".

"Il 2021 porterà una forte crescita economica – aggiunge Yun -, supportata da bassi tassi ipotecari e stimoli fiscali, che a loro volta rafforzeranno le vendite di case esistenti. Prevediamo le vendite di case esistenti a quota 6,49 milioni, ossia +15% rispetto ai 5,64 milioni del 2020".

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28/01/2021 StarNews – Usa, nel quarto trimestre stima preliminare del Pil a +4,0% t/t da +33,4% dei tre mesi precedenti

Negli Usa, il Pil, nella stima preliminare del quarto trimestre, segna un +4,0% da +33,4% t/t dei tre mesi precedenti e da -31,4% del secondo trimestre.

Il dato, rilevato dal Dipartimento del Commercio (Bureau of Economic Analysis), è leggermente inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un +4,4%.

Il miglioramento è stato determinato soprattutto dal rafforzamento dei consumi, a +2,5% da +41% del trimestre precedente.

Il Pce price index, una misura dell'inflazione, è dato a +1,5% dal precedente  +3,7%, mentre il Pce core dovrebbe registrare un +1,4% dal precedente +3,4%.

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27/01/2021 StarNews – Germania, fiducia dei consumatori Gfk di febbraio a -15,6 punti da -7,5 di gennaio

In Germania, la fiducia dei consumatori elaborata dall’istituto Gfk (German Consumer Climate) di febbraio scende a -15,6 punti da -7,5 del mese precedente (dato rivisto da -8,1) e da +9,7 di dicembre 2019.

L'indice, anticipatore del sentiment, rilevato a partire da un campione di 2.000 intervistati, è inferiore alle attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale lo avevano previsto a quota -9 punti.

Di nuovo in calo le aspettative sulla situazione economica, perdono 3,1 punti fino a quota 1,3. Si deteriora l'indice sulle aspettative dei redditi (a 2,9 punti), mentre l'indice sulla propensione a spendere è precipitato a zero punti dai 36,6 del mese precedente (flessione simile a quella della primavera scorsa).

"La chiusura dei ristoranti e di una larga parte del commercio al dettaglio, a metà dicembre 2020 - rileva Rolf Burkl, esperto del GfK – ha penalizzato la spesa dei consumatori come nel primo lockdown della scorsa primavera. Per recuperare in modo sostenibile, i contagi dovranno diminuire più di quanto non sia avvenuto finora, così da allentare notevolmente le misure di distanziamento sociale. Ciò significa che dovremo aspettare un po' prima di vedere la ripresa attesa quest'anno".

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26/01/2021 StarNews – Usa, a gennaio fiducia dei consumatori a 89,3 punti da 87,1 di dicembre

Negli Usa, la fiducia dei consumatori a gennaio si rafforza a 89,3 punti dagli 87,1 di dicembre (rivisto da 88,6) e dagli 89 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

L'indice, elaborato con un sondaggio su un campione di 5.000 famiglie americane, è condotto per il Conference Board dal Nfo WorldGoup.

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25/01/2021 StarNews – Germania, a gennaio indice Ifo a 90,1 punti da 92,2 di dicembre

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a gennaio torna a decelerare dopo l’accelerazione di dicembre. Scende così a 90,1 punti da 92,2 di dicembre (rivisto da 92,1) e dai 92,3 stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si affievoliscono sia la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 89,2 punti da 91,3 di dicembre e 91 previsto nel Market movers, che il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi, a 91,1 da 93,0 del mese precedente (rivisto da 92,8) e da 93,5 atteso dagli analisti di Star am.

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22/01/2021 StarNews – Zona euro, nella stima flash di gennaio, Pmi manifatturiero a 54,7 punti da 55,2 di dicembre, e Pmi dei servizi a 45,0 da 46,4. Composito a 47,5 da 49,1

Nella zona euro, il Pmi del settore manifatturiero, nella stima flash di gennaio, scivola a 54,7 punti (minimo da 2 mesi) da 55,2 di dicembre.

Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, pur restando saldamente sopra la soglia dei 50 punti, delude le stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (57,0 punti). La produzione del settore, peraltro, si indebolisce a 54,5 punti (minimo da 7 mesi) da 56,3 del mese precedente.

L’indice dei servizi, invece, scende a 45,0 punti (minimo da 2 mesi) da 46,4 di dicembre. Il composito, pertanto, sintesi di manifatturiero e servizi, si attesta a 47,5 punti (minimo da 2 mesi) da 49,1 di dicembre.

L’attività economica dell’eurozona, dunque, ha indicato un’accelerazione del tasso di contrazione, con le aziende in affanno a causa dell’ondata pandemica e delle relative restrizioni.

Tuttavia, negli ultimi tre mesi il Pmi è apparso più robusto rispetto ai primi mesi della pandemia. Il che suggerisce un impatto economico della seconda ondata di contagi di gran lunga inferiore rispetto alla primavera scorsa.

Il peggioramento della prestazione economica di gennaio ha coinvolto tutta l’area dell’eurozona, ma con intensità diverse. In Germania, la crescita dell’attività è scesa ai valori minimi dalla ripresa iniziata lo scorso luglio (da 52,0 a 50,8). La produzione ha rilevato un’accelerazione della contrazione, invece, in Francia (da 49,5 di dicembre a 47,0) e nel resto dell’eurozona (da 46,1 a 44,7). Tuttavia, come per la Francia, il declino è stato meno aspro di novembre.

“L’inasprimento delle restrizioni anti covid-19 - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson – a gennaio sta indebolendo sempre più le aziende, al punto che un secondo picco di recessione sembra sempre più inevitabile. La produzione è diminuita a un tasso maggiore per via del peggioramento delle condizioni del settore dei servizi e dell’indebolimento del manifatturiero, che ha indicato la crescita minore degli ultimi sette mesi di ripresa”.

“Segnali incoraggianti arrivano dalla minore entità della contrazione rispetto a quella della scorsa primavera – aggiunge l’economista –, riflesso di una resilienza del manifatturiero, della crescente domanda per le esportazioni e dell’impatto minore delle misure anti-covid, mediamente meno restrittive rispetto allo scorso anno. Aziende e consumatori privati, peraltro, stanno trovando il modo di adattarsi alla pandemia e alle relative restrizioni”.

“La distribuzione del vaccino – conclude l’economista –, nel frattempo ha aiutato a mantenere un forte livello di ottimismo rispetto ai prossimi dodici mesi, anche se il recente aumento del numero di contagi ha ridimensionato gli entusiasmi. I dati dell’indagine, dunque, prospettano nell’eurozona un debole inizio del 2021. L’area, però, dovrebbe recuperare vigore non appena la distribuzione del vaccino accelererà il passo”.

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22/01/2021 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di dicembre a +0,7% m/m da -2,2% del mese precedente e a +22,2% a/a da +25,8%

Negli Usa, tornano a salire a dicembre le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), dello 0,7% m/m da -2,2% (rivisto da -2,5%) e aumentano del 22,2% a/a da +25,8%.

Secondo National Association of Realtors (l'associazione di agenti immobiliari nazionale), infatti, nel mese scorso si sono vendute 6,76 milioni di unità, contro i 6,53 milioni stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale e i 6,71 milioni di novembre.

"Le vendite di case sono aumentate a dicembre e per l'intero 2020 abbiamo visto le vendite raggiungere i livelli più alti dal 2006, nonostante la pandemia - ha affermato Lawrence Yun, capo economista di Nar -. Ma, soprattutto, prevediamo che questo slancio continuerà nel nuovo anno, con più acquirenti che dovrebbero entrare nel mercato".

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22/01/2021 StarNews – Usa, a gennaio la stima flash del Pmi manifatturiero a 59,1 punti da 57,1 di dicembre

Negli Usa, il Pmi manifatturiero elaborato da Markit Economics, nella stima flash di gennaio, si attesta a 59,1 punti da 57,1 di dicembre.

Si consolida, pertanto, ampiamente sopra la soglia dei 50 punti, oltre la quale indica una crescita dell'attività manifatturiera.

Il sottoindice della produzione manifatturiera sale a 60,5 punti da 58,3 di dicembre. Si rafforza anche il settore dei servizi, con il relativo Pmi a 57,5 punti da 54,8. Di conseguenza, l'indice composito si attesta a 58 punti da 55,3.

“Le imprese statunitensi hanno registrato un buon inizio 2021 – commenta Chris Williamson, capo economista Markit –, incoraggiato dalla speranza aliemntata dai vaccini e dalla nuova Amministrazione, che si auscpica possa garantire un clima più stabile e favorevole per un'economia più forte. La crescita della produzione ha accelerato a gennaio al secondo tasso più alto da quasi sei anni. Tuttavia, i vincoli di capacità stanno frenando l’accelerazione della crescita, tra cui carenze nell’approvvigionamento e surriscaldamento dei prezzi a causa dello squilibrio tra domanda e offerta.

Notizie deludenti anche sul fronte del mercato del lavoro, per le preoccupazioni a breve termine per  l'impatto del pandemia, in particolare sui servizi, che accreditano la lettura più debole dell'occupazione da luglio".

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21/01/2021 StarNews – Usa, -26 mila richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana al 15 gennaio

Negli Usa, le richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana al 15 gennaio si attestano a quota 900 mila, in flessione di 26 mila rispetto ai sette giorni precedenti (il cui dato è stato rivisto da 965 mila della prima lettura).

La media delle ultime quattro settimane, in base ai dati del Dipartimento del Lavoro americano, è salita a 848.000, +23.500 dal risultato rivisto della settimana precedente (824.500). La media a quattro settimane è ritenuta un indicatore più affidabile dello stato di salute del mercato del lavoro, in quanto appiana la volatilità del dato settimanale.

Infine, nella settimana all'8 gennaio, le richieste continuative di sussidio sono scese a 5,054 milioni, -127 mila dal dato rivisto della settimana precedente (5,181 milioni).

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21/01/2021 StarNews – Usa, a dicembre nuovi cantieri a +5,8% m/m da +3,1% e permessi edilizi a +4,5% m/m da +5,9%

Negli Usa, a dicembre i nuovi cantieri avviati (Housing starts) rilevano un +5,8% m/m dopo il +3,1% di novembre (rivisto da +1,2%) e il +6,3% di ottobre (rivisto da +4,9%).

 In termini assoluti, riferisce il Dipartimento del Commercio statunitense, i nuovi cantieri sono saliti a 1,669 milioni da 1,578 milioni del mese precedente (rivisti da 1,547 milioni).

 I permessi edilizi (Building permits), inoltre, indicatore dell'attività futura, segnano su base congiunturale un +4,5% dal +5,9% del mese precedente (rivisto da +6,2%) e da -0,1% di ottobre.

 In termini assoluti, il numero di abitazioni autorizzate, infatti, sale a 1,709 milioni da 1,635 del mese precedente (rivisto da 1,639) e da 1,544 di ottobre.

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20/01/2021 StarNews - Eurozona, a dicembre dato definitivo inflazione a -0,3% a/a come a novembre e a +0,3% m/m come nel mese precedente

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di dicembre, si attestano a -0,3% a/a come nella lettura preliminare e a novembre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si conferma lontano dal target fissato dalla BCE (appena sotto il 2%).

Su base mensile, invece, l’inflazione marca un +0,3% da -0,3% di novembre.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +0,2% a/a come a novembre, e un +0,4% m/m da -0,5% del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione guadagna lo 0,3% su base tendenziale da +0,2% del mese precedente e lo 0,3% su base mensile da +0,3%.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato dai servizi (+0,30%), seguiti da cibo, alcol e tabacco (+0,25%). Contributo ancora negativo da beni industriali non energetici (-0,14%) ed energia (-0,68%).

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19/01/2021 StarNews – Germania, a gennaio indice Zew a 61,8 punti da 55,0 di dicembre. Condizioni attuali a -66,4 punti da -66,5. Zona euro 58,3 da 54,4

In Germania, l’indice Zew a gennaio sale a 61,8 punti da 55,0 di dicembre.

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, tra cui coinvolge oltre duecento esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera di poco le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento meno marcato, a 60,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, risale molto molto marginalmente a -66,4 punti da -66,5 di dicembre e -64,3 di novembre. Scongiurata, pertanto, l’ulteriore flessione adombrata dagli analisti di Star am, a -70,0 punti.

Positivo anche l'indice di fiducia Zew della zona euro, a 58,3 punti da 54,4.

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15/01/2021 StarNews – Usa, a dicembre vendite al dettaglio per 540,9 miliardi di dollari, -0,7% m/m da -1,4% di novembre e +2,9% a/a da +3,68%

Negli Usa, le vendite al dettaglio destagionalizzate (ma non rispetto ai prezzi) di dicembre scendono a quota 540,9 miliardi di dollari. Segnano, pertanto, un -0,7% m/m da -1,4% del mese precedente (rivisto da -1,1%) e un +2,9% a/a dal +3,68% del mese precedente (rivisto da +4,1%).

Il dato, pubblicato dall'Us Census Bureau, è migliore delle attese degli analisti di Star am, che avevano previsto un calo più netto, dell’1,1% m/m.

Il "core", ossia il dato al netto dei comparti auto e carburanti, rileva un -2,1% su base congiunturale da -1,3% di novembre e un +2,6% a/a da +5,3% a/a del mese precedente.

Al netto del solo settore auto, si riduce dell’1,4% m/m da -1,3% del mese precedente e sale dell’1,1% a/a da +3,1% di novembre. Al netto dei soli carburanti cede l’1,2% m/m da -1,3% e il 4,2% a/a da +5,4% del mese precedente.

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13/01/2021 StarNews – Usa, a dicembre inflazione a +0,4% m/m da +0,2% novembre e a +1,4% a/a da +1,2%. Core a +0,1% m/m e a +1,6% a/a

Negli Usa, a dicembre i prezzi al consumo destagionalizzati su base mensile segnano un +0,4 da +0,2% di novembre.

Il dato, diffuso dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, conferma la stima degli analisti di Star am, contenuta nel Market movers settimanale.

Su base annua, si attestano a +1,4% dal +1,3% stimato nel Market movers e da +1,2% del mese precedente.

In linea con le stime degli analisti di Star am, anche il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha marcato un +0,1% m/m da +0,2% di novembre e un +1,6% a/a come previsto nel Market movers e come nel mese precedente.

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08/01/2021 StarNews – Eurozona, a novembre disoccupazione all’8,3% dall’8,4% di ottobre, nell’intera Ue al 7,5% dal 7,6% del mese precedente

Nell'eurozona, a novembre il dato della disoccupazione, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, si attesta all’8,3% dall’8,4% di ottobre.

Nell'intera Unione europea, invece, la percentuale dei senza lavoro è del 7,5% dal 7,6% del mese precedente.

Nel mese di riferimento, Eurostat stima 15,933 milioni di disoccupati nell'Ue, di cui 13,609 milioni nell'area euro. Rispetto a ottobre 2020, il numero di disoccupati è diminuito di 222.000 unità nell'Ue e di 172.000 nell'area dell'euro. Rispetto a novembre 2019, è aumentato di 1,795 milioni nell'Ue e di 1,425 milioni nell'area euro.

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08/01/2021 StarNews – Usa, a dicembre tasso di disoccupazione al 6,7% come a novembre. Meno 145 mila buste paga nel settore non agricolo da +336 del mese precedente

Negli Usa, secondo l'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), il tasso di disoccupazione a dicembre si conferma al 6,7% destagionalizzato come a novembre scorso.

L’indagine, peraltro, rileva 145 mila di buste paga in meno nel settore non agricolo (non farm payrolls) da +336 mila del mese precedente (rivisto da +245 mila), anche in conseguenza all'incremento dei casi da Covid-19.

Nel settore privato si sono bruciati 95 mila nuovi posti di lavoro da +417 mila di novembre (dato rivisto da +344 mila). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 38 mila unità, contro i +35 mila del mese precedente (rivisto da +27 mila).

Le retribuzioni medie orarie nel settore privato, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, registrano un +5,1% su base annua da +4,4% di novembre e un +0,8% su base mensile da +0,3%. Si attestano, infatti, da 29,58 a 29,81 dollari. La media di ore settimanali è scesa a 34,7 da 34,8. 

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07/01/2021 StarNews – Zona euro, inflazione nella stima flash di dicembre a -0,3% a/a come nel mese precedente

Nella zona euro, l'indice dei prezzi al consumo, nella stima flash di dicembre, segna una contrazione dello 0,3% a/a come a novembre, e un +0,3% m/m da -0,3% del mese precedente.

Il dato, pubblicato dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si conferma lontano dal target della BCE (appena sotto il 2% a/a per il medio termine).

Il core (ossia il dato al netto di energia, cibo e tabacchi) resta a +0,2% a/a come a novembre (e a +0,4% m/m). Al netto della sola energia, si attesta a +0,5% da +0,6% del mese precedente.

Tra le principali componenti dell'inflazione, i prezzi di cibi, alcol e tabacchi si stimano a +1,4% a/a da +1,9% di novembre, seguiti dai prezzi dei servizi, a +0,7% a/a da +0,6% del mese precedente, dei beni industriali non energetici, a -0,5% da -0,3%, e dell'energia, a -6,9% da -8,3%.

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07/01/2021 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a dicembre a 57,2 punti da 55,9 del mese precedente

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a dicembre sale a 57,2 punti da 55,9 di novembre.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, si consolida dunque in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti.

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04/01/2021 StarNews – Zona euro, a dicembre Pmi manifatturiero finale a 55,2 punti da 53,8 di novembre

Nella zona euro, a dicembre il Pmi manifatturiero (destagionalizzato) finale si attesta a 55,2 punti da 55,5 della stima preliminare e 53,8 di novembre.

L’indice, pertanto, si è attestato per il sesto mese consecutivo sopra l’importante soglia neutra di non cambiamento dei 50 punti, che separa la crescita dalla contrazione, segnando il valore maggiore da maggio 2018. Malgrado i tre sottosettori abbiano registrato un miglioramento delle condizioni operative rispetto a novembre, i tassi di crescita sono risultati notevolmente differenti. I produttori dei beni di investimento hanno marcato il progresso maggiore, seguiti dal sottosettore dei beni intermedi, dove è anche stata riportata una forte crescita. Di contro, nel segmento dei produttori dei beni di consumo si è rilevata una crescita solo marginale.

Con il tasso di espansione migliore in quasi tre anni, la Germania ha ancora una volta trainato la crescita (58,3 punti, massimo in 34 mesi) con i Paesi Bassi, che hanno registrato la prestazione migliore in 27 mesi (58,2).

Anche l’Irlanda ha riportato una forte espansione (57,2), la maggiore in 5 mesi. Tutti gli altri Paesi coperti dall’indagine, durante l’ultimo mese, hanno osservato miglioramenti. Austria e Italia hanno indicato forti crescite (rispettivamente a 53,5 e 52,8, massimi in due mesi) rispetto a quelle molto più modeste di Francia (51,1, massimo in 2 mesi) e Spagna (51, massimo in due mesi). La Grecia è rimasta l’unica a riportare una contrazione (46,9, massimo in due mesi).

"Il settore manifatturiero dell’eurozona ha concluso il 2020 in maniera incoraggiante – ha commentato Chris Williamson, capo economista di Markit –. Ha riportato una delle crescite più veloci della produzione degli ultimi tre anni. Con l’inasprimento delle restrizioni anti-covid19 di fine anno, la forte prestazione del manifatturiero fornisce un quadro più contrastante rispetto alle chiusure dei primi mesi dell’anno. Le aziende del manifatturiero hanno fornito un supporto fondamentale all’economia, considerato che il settore dei servizi è stato colpito più duramente dalle misure di distanziamento sociale".

"La forte crescita di dicembre nel manifatturiero - ha aggiunto Williamson – si è materializzata soprattutto grazie alla forte espansione della domanda per i beni tedeschi, a sua volta agevolata dall’aumento delle esportazioni. Se un forte aumento è stato osservato anche nei Paesi Bassi e in Irlanda, questo è in parte il risultato della temporanea impennata della domanda proveniente dal Regno Unito prima della fine del periodo di transizione della Brexit”.

"Il livello occupazionale – prosegue l’economista – ha continuato a riportare tagli, secondo un andamento già visto nella crisi finanziaria globale, con il miglioramento del mercato del lavoro arrivato dopo l’aumento della produzione. Supponendo che la crescita della produzione continui, questa dovrebbe essere presto seguita dall’espansione dei livelli del personale. Di conseguenza, grazie alla capacità di ripresa del settore, pare che in questo quarto trimestre l’economia sarà colpita dalla pandemia con un’entità di gran lunga inferiore rispetto al declino senza precedenti del secondo trimestre”.

“Inoltre - conclude Williamson –, le previsioni per i prossimi dodici mesi ai livelli più alti in quasi tre anni suggeriscono che tale tendenza potrebbe estendersi al 2021. Tuttavia, l’aumento di diffusione del virus potrebbe nel breve termine ostacolare il commercio e, di conseguenza, contenere la crescita”.

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22/12/2020 StarNews – Usa, stima definitiva del Pil III trimestre a +33,4% t/t ann. da +33,1% della seconda lettura e da -33,1% del II quarto dell’anno

Negli Usa, la stima definitiva del Pil del III trimestre dell’anno in corso rivede al rialzo la seconda lettura, a +33,4% t/t ann. da +33,1% della stima precedente, contro il -33,1% del II quarto.

Il balzo, rilevato dal Dipartimento del Commercio statunitense, supera anche le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento del 32,7% t/t.

Il rimbalzo straordinario, dopo il crollo imposto dal lockdown anti-covid, è stata favorito dai consumi reali, a +41,0% t/t da -33,2% del secondo trimestre. Netto anche il progresso degli investimenti privati domestici, dell’86,3% da -46,6% dei tre mesi precedenti, e dei profitti delle imprese, a +27,4% da -10,3% del periodo precedente (+499,6 miliardi di dollari da -208,9 del secondo trimestre).

La spesa pubblica si è ridotta del 4,8% dal +2,5% t/t del II trimestre e da +1,3% del primo. L’export ha riguadagnato il 59,6% dal -64,4% t/t ann. del secondo quarto, l’import il 93,1% da -54,1%.

Il Pce price index, misura dell'inflazione, segna un +3,7% da -1,6% dei tre mesi precedenti, così come il Pce core (il dato al netto di alimentari ed energia), a +3,4% da -0,8%.

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22/12/2020 StarNews – Usa, a dicembre fiducia dei consumatori a 88,6 punti da 92,9 di novembre

Negli Usa, la fiducia dei consumatori a dicembre si indebolisce a 88,6 punti da 92,9 di novembre (rivisto da 96,1).

L'indice, elaborato con un sondaggio su un campione di 5.000 famiglie americane, è condotto per il Conference Board dal Nfo WorldGoup.

Il dato della situazione attuale sale a 105,9 punti da 90,3, l'indice sulle attese a 87,5 da 84,3 del mese precedente.

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22/12/2020 StarNews – Usa, vendite di abitazioni esistenti di novembre a -2,5% m/m da +4,4% del mese precedente ma a +25,8% a/a

Negli Usa, tornano a contrarsi a novembre le vendite di abitazioni esistenti (Existing Home Sales), del 2,5% m/m da +4,4% (rivisto da +4,3%), ma aumentano del 25,8% a/a.

Secondo National Association of Realtors (l'associazione di agenti immobiliari nazionale), infatti, nel mese scorso si sono vendute 6,69 milioni di unità (contro i 6,7 milioni stimati dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale e i 6,86 milioni di ottobre.

"Le vendite di case a novembre hanno fatto un passo indietro marginale, ma le vendite per tutto il 2020 stanno già superando i livelli dello scorso anno", ha rilevato Lawrence Yun, capo economista della Nar -. Data la pandemia di covid-19, è sorprendente che il settore immobiliare stia superando le aspettative".

Yun riferisce che il recupero di posti di lavoro si è bloccato negli ultimi mesi e i casi di coronavirus in rapida crescita con i blocchi più severi hanno indebolito la fiducia dei consumatori.

"Le circostanze sono lontane dall'essere tornate alla normalità pre-pandemica - ha aggiunto -, tuttavia, con l'ultimo pacchetto di stimoli, con la distribuzione del vaccino in corso e con una forte domanda di proprietà di casa ancora prevalente, si profila una forte crescita nel 2021".

Il prezzo medio della casa esistente si è attetstato a 310.800 dollari, il 14,6% in più rispetto a novembre 2019. L'aumento dei prezzi nazionali di novembre segna 105 mesi consecutivi di guadagni su base annua.

L'inventario totale delle abitazioni ammonta a 1,28 milioni di unità, in calo del 9,9% rispetto a ottobre e del 22% rispetto a un anno fa (1,64 milioni). L'invenduto si trova a un minimo storico di offerta di 2,3 mesi al ritmo di vendita attuale, in calo dai 2,5 mesi di ottobre e dai 3,7 di novembre 2019.

"Lo slancio positivo che i venditori di case stanno vedendo continuerà anche nel nuovo anno", ha previsto Yun, grazie al supporto dei tassi ipotecari bassi e della flessibilità del lavoro a distanza.

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18/12/2020 StarNews – Germania, a dicembre indice Ifo a 92,1 punti da 90,9 di novembre

In Germania, l’indice Ifo (Information und Foschung) a dicembre torna ad accelerare dopo la frenata di novembre causata dalla seconda ondata del coronavirus. Sale così a 92,1 punti da 90,9 di novembre (rivisto da 90,7).

Il dato è ricavato dal sondaggio mensile sulla fiducia di circa 7000 imprese della prima economia europea, condotto dall’istituto tedesco omonimo.

Nello spaccato, si rinvigorisce la valutazione delle imprese sulle condizioni attuali, a 91,3 punti da 90,0 di novembre, mentre il sottoindice sulle prospettive di business per i prossimi sei mesi si rafforza a 92,8 da 91,8 del mese precedente (rivisto da 91,5).

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17/12/2020 StarNews - Eurozona, a novembre dato definitivo inflazione a -0,3% a/a come a ottobre e a -0,3% m/m da +0,2%

Nell’eurozona, i prezzi al consumo, nel dato definitivo di novembre, si attestano a -0,3% a/a come nella lettura preliminare e a ottobre scorso.

Il dato, diffuso dall'ufficio statistico europeo, Eurostat, si conferma lontano dal target fissato dalla BCE (appena sotto il 2%).

Anche su base mensile, l’inflazione marca un -0,3% da +0,2% di ottobre.

Il core, ossia il dato al netto delle componenti più volatili, come cibi freschi, energia, alcol e tabacco, particolarmente monitorato dalla Bce per le decisioni di politica monetaria, ha segnato un +0,2% a/a come a ottobre e settembre, e un -0,5% m/m da +0,1% del mese precedente.

Nell'intera Ue, l'inflazione sale dello 0,2% su base tendenziale da +0,3% del mese precedente e perde lo 0,3% su base mensile da +0,2%.

Nel mese, il contributo maggiore all’incremento annuale del tasso di inflazione nell’area euro è arrivato da cibo, alcol e tabacco (+0,36%), seguiti dai servizi (+0,25%). Contributo negativo da beni industriali non energetici (-0,07%) ed energia (-0,82%).

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16/12/2020 StarNews – Zona euro, nella stima flash di dicembre, Pmi manifatturiero a 55,5 punti da 53,8 di novembre, e Pmi dei servizi a 47,3 da 41,7. Composito a 49,8 da 45,3

Nella zona euro, il Pmi del settore manifatturiero, nella stima flash di dicembre, sale a 55,5 punti (massimo da 2 mesi) da 53,8 di novembre. Il dato, elaborato da Markit sulla base di circa l’85% del totale delle risposte del sondaggio, si rafforza sopra la soglia dei 50 punti, sintomo di una tenuta dell’espansione dell'attività, e supera le stime degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (54,4 punti).

La produzione del settore, peraltro, si consolida a 56,6 punti (massimo da 2 mesi) da 55,3 del mese precedente. L’indice dei servizi, invece, risale a 47,3 punti (massimo da 3 mesi) da 41,7 di novembre. Il composito, pertanto, sintesi di manifatturiero e servizi, si attesta a 49,8 punti (massimo da 2 mesi) da 45,3 di novembre.

L’attività economica dell’eurozona, dunque, segna una crescita più forte della produzione manifatturiera, che compensa il calo ulteriore dell’attività terziaria. Le previsioni sull’attività futura, peraltro, sono balzate al livello record in 32 mesi, perché le recenti notizie sugli sviluppi del vaccino hanno alimentato aspettative più rosee. Anche se, dopo il rallentamento dello scorso novembre, la produzione manifatturiera di dicembre ha indicato un’accelerazione, il settore terziario ha registrato la quarta contrazione mensile consecutiva della produzione. Quest’ultima flessione ha tuttavia indicato un forte rallentamento fino a indicare il valore più lento da settembre. Il numero di aziende colpite dalle restrizioni dovute al covid-19, infatti, è stato inferiore rispetto a novembre.

“A dicembre - commenta il capo economista di Ihs Markit, Chris Williamson –, la prestazione dell’economia dell’eurozona è risultata migliore delle aspettative. I dati suggeriscono che, dopo il ritorno alla forte contrazione di novembre causata dalle severe misure restrittive anti covid-19, l’economia si avvicina alla stabilizzazione”.

“Anche se il quadro si mostra molto variegato dal punto di vista settoriale – aggiunge l’economista –, la contrazione del quarto trimestre pare dunque molto meno profonda rispetto ai primi mesi dell’anno, quando l’economia è stata colpita dalla pandemia. Le aziende, inoltre, sono diventate sempre più ottimiste sulle prospettive per l’anno prossimo, con l’introduzione del vaccino che dovrebbe contribuire a ristabilire il normale andamento della loro attività commerciale nel corso del 2021”.

“Anche se l’arrivo del vaccino mostra un barlume luce alla fine del tunnel – conclude l’economista –, le previsioni a breve termine appaiono ancora molto difficili per molte attività commerciali a diretto contatto con il pubblico. Malgrado il settore manifatturiero stia continuando a riportare forti crescite, alimentate dall’incremento delle esportazioni e, in particolare, dalla fiorente prestazione tedesca, il settore dei servizi resta in declino, a causa delle attuali misure di distanziamento sociale. Sembra che parecchie di queste restrizioni rimarranno in atto ancora per molto tempo e, mentre ci avviciniamo al nuovo anno, avranno un effetto limitante sull’economia”.

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10/12/2020 StarNews – Usa, a novembre inflazione come a ottobre, a +0,2% m/m e a +1,2% a/a. Core a +0,2% m/m e a +1,6% a/a

Negli Usa, a novembre i prezzi al consumo destagionalizzati, come a ottobre, su base mensile segnano un +0,2% (rivisto da invariato) e un +1,2% su base annua.

Il dato, diffuso dal Bureau of Labour statistics (BLs) statunitense, supera le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (+0,1% m/m e +1,2% a/a).

In linea con le stime degli analisti di Star am, anche il core, ossia l'indice depurato dalle componenti più volatili, come cibo ed energia, più monitorato dalla Fed, ha marcato un +0,2% su base mensile, come a ottobre (dato rivisto da invariato), e un +1,6% a/a, come nel mese precedente e come atteso nel Market movers.

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08/12/2020 StarNews – Germania, a dicembre indice Zew a 55,0 punti da 39,0 di novembre. Condizioni attuali a -66,5 punti da -64,3. Zona euro 54,4 da 32,8

In Germania, l’indice Zew a novembre sale a 55,0 punti da 39,0 di novembre .

L’indagine, pubblicata dall'istituto di ricerca omonimo, è un barometro della fiducia degli investitori nell'economia tedesca, tra cui coinvolge oltre duecento esperti del settore bancario, assicurativo e dei dipartimenti finanziari di grandi aziende.

L’indice, considerato anticipatore dell’andamento dell’economia tedesca nei sei mesi successivi, supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un incremento meno marcato, a 46,0 punti.

L'indice delle condizioni attuali, invece, si deteriora ulteriormente a -66,5 punti da -64,3 di novembre e -59,5 di ottobre. Delude pertanto la stima degli analisti di Star am, che prospettavano una marginale risalita a -62 punti.

Anche l'indice di fiducia Zew della zona euro rileva una dinamica positiva, a 54,4 punti da 32,8. 

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08/12/2020 StarNews – Zona euro, terza e definitiva stima del Pil del III trimestre 2020 a +12,5% t/t da -11,8% dei tre mesi precedenti e a -4,3% a/a da -14,7% del secondo quarto. Occupazione a +1% t/t

Nella zona euro, terza e definitiva stima del Pil del III trimestre 2020 segna un +12,5% destagionalizzato su base trimestrale da -11,8% dei tre mesi precedenti e dal +10,0% stimato dagli analisti di Star am nel Market movers settimanale.

Il dato, comunicato dall'Ufficio statistico europeo, Eurostat, su base annua marca invece un -4,3%, dal -6,5% previsto nel Market movers e dal -14,7% del quarto precedente.

Nell'intera Unione europea (Ue a 27) il Pil rileva un +11,5% t/t da -11,3% mentre rispetto allo stesso trimestre dell'anno precedente marca un -4,2% da -13,9% del secondo trimestre.

Eurostat ha pubblicato anche un aggiornamento sull'occupazione nel III trimestre. Nell’eurozona è cresciuta dell'1% rispetto al precedente trimestre da +0,9 ma è scesa del 2,3% su base annua da -2,0%, mentre nell’Ue ha segnato rispettivamente un +0,9% come nel trimestre precedente e un -2,0% da -1,8%.

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04/12/2020 StarNews – Usa, a novembre tasso di disoccupazione al 6,7% dal 6,9% di ottobre. Più 245 mila buste paga nel settore non agricolo da +610 del mese precedente

Negli Usa, tasso di disoccupazione a novembre scivola al 6,7% destagionalizzato dal 6,9% di ottobre.

Il dato, diffuso dall'Employment report del Dipartimento del Lavoro Usa (Bureau of Labour Statistics), supera le attese degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto un tasso di disoccupazione al 6,8%.

L’indagine, in particolare, rileva 245 mila di buste paga in più nel settore non agricolo (non farm payrolls) da +610 mila del mese precedente (rivisto da +638 mila).

Nel settore privato si sono creati 344 mila nuovi posti di lavoro da +877 milioni previsti di ottobre (dato rivisto da 906  milioni). Gli occupati nel manifatturiero sono aumentati di 27 mila unità, contro i +23 mila del mese precedente.

Le retribuzioni medie orarie, particolarmente monitorate dalla Fed in quanto buon indicatore dello stato di salute del mercato del lavoro e delle pressioni inflazionistiche, registrano un +4,4% su base annua come a ottobre (dato rivisto da +4,5%). Si attestano a 34,8 dollari, invariate su base mensile.

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03/12/2020 StarNews – Eurozona, a novembre Pmi composito finale a 45,3 punti da 50,0 di ottobre. Pmi del terziario a 41,7 da 46,9 del mese precedente

Nell’eurozona il Pmi composito finale, sintesi di manifatturiero e servizi, a novembre è scivolato a 45,3 punti da 50,0 di ottobre e da 45,1 della stima flash.

Il dato, diffuso da Markit, zavorrato dalle restrizioni sulle attività adottate per contenere il contagio da covid-19 su scala globale, torna a contrarsi per la prima volta da cinque mesi, superando di poco le attese degli analisti di Star am, contenute nel Market movers settimanale (45,1 punti).

Malgrado i progressi segnati dal comparto manifatturiero, infatti, l’indice Pmi dell’attività terziaria ha indicato il calo maggiore da maggio: è sceso a 41,7 punti da 41,3 della stima flash e da 46,9 del mese precedente.

Il manifatturiero, d’altro canto, marca il rialzo più debole da cinque mesi, sostenuto solo dalla Germania, l’unica nazione a registrare una crescita della produzione privata complessiva (51,7 punti, minimo in 5 mesi). Tutte le altre monitorate dall’indagine hanno registrato una flessione. Francia (40,6, minimo in 6 mesi), Italia (42,7, minimo in 6 mesi) e Spagna (41,7, minimo in 6 mesi) con i cali più forti da maggio scorso, a fronte di un declino più modesto dell’Irlanda (47,7, minimo in 2 mesi).

L’occupazione ha indicato una contrazione per il nono mese consecutivo, anche se al tasso più debole della sequenza, con flessioni modeste sia nel manifatturiero che nel terziario. In Italia e Spagna, i tagli agli impieghi hanno registrato i valori più ampi, in Germania gli organici sono leggermente aumentati. L’Irlanda ha indicato cambiamenti minimi, mentre in Francia si è osservata una riduzione modesta.

“L’economia dell’eurozona a novembre è tornata a contrarsi perché i governi hanno inasprito la lotta contro il covid-19 - commenta Chris Williamson, capo economista di Markit -, e l’attività economica è stata di nuovo colpita dalle nuove misure attuate per frenare la seconda ondata di contagi. Questo è, tuttavia, un calo di gran lunga inferiore rispetto a quello osservato in primavera. Diversamente dai primi mesi dell’anno, il manifatturiero finora ha continuato a crescere, in parte sostenuto dalla ripresa della domanda internazionale. Ma anche il terziario sta osservando un calo molto più lieve rispetto al primo periodo di chiusure, in parte per gli effetti della domanda industriale sui servizi di trasporto e di supporto in generale ma anche per le minori restrizioni attuate rispetto ai mesi precedenti".

“Ciononostante – aggiunge Williamson –, nel quarto trimestre molto probabilmente si assisterà a un ulteriore arretramento dell’economia dell’eurozona, con contrazioni soprattutto in Francia, Spagna e Italia.  È incoraggiante l’aumento delle aspettative di crescita, supportate dagli sviluppi del vaccino che alimentano la speranza di un ritorno alla normalità nel 2021. È previsto un aumento di spesa da parte delle imprese e dei consumatori via via che le aspettative si rischiareranno, sebbene ci si aspetti cautela elevata ancora per qualche tempo”.

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03/12/2020 StarNews – Usa, Ism non manifatturiero a novembre a 55,9 punti da 56,6. Pmi dei servizi di Markit definitivo a 58,4 da 56,9 del mese precedente, Composito a 58,6 da 56,3

Negli Usa, l’Ism non manifatturiero a novembre scivola a 55,9 punti da 56,6 di ottobre.

Il dato, elaborato dall'Institute for Supply Management, resta saldamente in territorio di espansione, sopra la soglia dei 50 punti, ma è in decelerazione rispetto al mese precedente. Delude anche le stime degli analisti di Star am, che nel Market movers settimanale avevano previsto una flessione più morbida, a 56,2 punti.

Fra le varie componenti dell'indice, l'attività aziendale è scesa a 58 punti da 61,2 del mese precedente e gli ordini sono calati a 57,2 da 58,8. Si rafforza, invece, la componente occupazione, a 51,5 da 50,1, e quella sui prezzi, a 66,1 da 63,9.

Il Pmi dei servizi curato da Markit, invece, nel dato definitivo di novembre si consolida a 58,4 da 56,9 di ottobre. Il Composito, di conseguenza, si attesta a 58,6 da 56,3.

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